ruota la terra, è una culla
e ci addormenta al mondo, ruota
e dormiamo un’altra vita.
Ci risvegliamo qui, ancora
in pianto fino a quando
vegliano due buone bestie
dal fiato caldo.
*
il bene in braccio da neonati
continua tutta l’esistenza, guarda
è sollevata dal suo peso
con tutto ciò che accade e che contiene
questa città – ha mani
che amano, per fondamenta.

*
dal letto, nell’ora illune
a più braccia portato
su un lenzuolo e disteso
a mani aperte sul prato
a interrogare le stelle
il petto, una pomice
su cui spezzare il pane.
*
mia pancia paiolo che cuoci
il male nel bene vissuto,
scaldino che tieni le braci
di guerre sotto la cenere, il cerchio
del respiro proteggi.

*
puoi riempire uno stipo
ma è della luce la ricchezza
scende dal sole, e ha molte monete
la notte. Sei il sovrano del mondo
se negli occhi hai il mare.
*
cammina, ricorda:
le conchiglie alle orecchie
alle labbra il boccale
che ti porge ogni onda
– così vive la lingua
che nel corpo ti danza

*
vecchia santa senza nome
santa bambina nell’ospizio
festa secondo ogni lunario
nasceva il tuo morire
– bianca verità che leviga
la mente ciottolo.
*
girini, guizzi della luce
nell’aria scossa – il vento
rianima il fuoco:
i globuli risalgono le vene
attorno al corpo rifratto del sole.

*
porta una pietra al petto
bussa il tuo nome
e si apre il buio che portiamo
lo spazio tra le stelle.
*
prima che torni luce
è terra illuminata il corpo
una lucerna che qualcuno
accende per non perdersi.
*
nasciamo forati: un filo
tra fibre e ossa ci tiene
perle sul petto dell’universo.

Nota: Dal progetto Il museo in poesia, a cura di Juan Carlos Ceci e Franca Mancinelli, Istituti Culturali della Repubblica di San Marino-Museo di Stato sezione Didattica e sezione Archeologica. Le immagini sono riprodotte per loro gentile concessione. I versi sono apparsi in inglese, con traduzione di John Taylor, come «Bring a stone to your chest» in «The Fortnightly Review», 7 maggio 2025.
In copertina: Pittore marchigiano, Gesù bambino (dettaglio), XVIII secolo.
