Luigi Azzariti-Fumaroli

(Milano 1981) insegna filosofia della comunicazione e del linguaggio presso l’Università Pegaso di Napoli; ha svolto e svolge attività didattica e seminariale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e l’Università di Pavia. Studioso di filosofia moderna e contemporanea, è autore di numerosi saggi e studi monografici fra i quali: “L’oblio del linguaggio” (Guerini 2007); “Alla ricerca della fenomenologia perduta. Husserl e Proust a confronto” (Mimesis 2009); “Brice Parain-Impromptu” (ESI 2010); “Giuseppe e i suoi fratelli: dalla filosofia narrante alla rivelazione” (Editoriale Scientifica 2012); “Passaggio al vuoto. Saggio su Walter Benjamin” (Quodlibet 2015) “Monoteismo plurale. Teologia ed ecclesiologia in Schelling” (Il Pozzo di Giacobbe 2019). Ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, Baumgardt, Hegel, Maimon. Di prossima pubblicazione, presso Quodlibet, è “Filosofia dell’ombra. Tre saggi”. Giornalista pubblicista, collabora con diversi periodici.

L’eco della carne

Pur senza mai cedere nella mera delibazione dell’amateur, in "Corpo della lingua", Agamben specilla le «voci significanti» che permeano le pagine del Folengo e di Rabelais con acribia scopertamente divertita. Il che se può a…

Nodi d’architettura

‘The thoughtful making of spaces’, così, nei suoi scritti teorici, Louis Kahn definisce l’architettura. Il suo compito consisterebbe nel ‘formulare degli spazi’ per mezzo d’un pensiero che è in primo luogo attributo del processo intrinseco allo…

Forma, prodigio, favola

Sul carattere ancipite dell’immagine, sotteso al nesso che articola figurabile e infigurabile, insiste Silvana Borutti fin da "Filosofia dei sensi" (Cortina 2006); e sullo stesso torna nel suo più recente lavoro, interrogando il carattere morfogenetico…

Barometro Rothko

L'interesse di Rothko verso l’espressione di emozioni umane fondamentali lo condusse a pensare alla forma come elemento unico in una situazione irripetibile. Il che implicherebbe non già il ricorso al disegno, fosse anche di natura…

Artaud, il fanatico al rogo

In Artaud non v’era artificio, neppure quello d’una inguaribile follia. Come aveva protestato in una lettera a Jacqueline Breton, nell’aprile del 1939, dall’ospedale di Ville-Evrard dopo un anno e mezzo d’internamento, lui era un fanatico,…

Cesare Brandi, o della realtà pura

Il termine «astanza», che Brandi declina fino all’identificazione con ciò ch’egli chiama «realtà pura», nel definire il modo d’essere dell’opera d’arte in contrapposizione alla «flagranza» della realtà esistenziale, pone in evidenza anche lessicalmente l’insoddisfazione per…

Joan Fontcuberta, post-voyeur

Se l’artificio dell'"objet trouvé" escogitato da Man Ray aveva mostrato come fosse possibile adempiere alla grande secolare minaccia di una conquista surrealista della sensibilità moderna, secondo quanto affermato da Susan Sontag, la "foto trovata" –…

Il vuoto non è il nulla

Dopo aver indagato nel 2018 l’essenza della composizione materiale e la sua sostanza energetica con la mostra 'Black Hole', e nel 2021 la mutazione come dimensione costitutiva dell’universo visibile con l’esposizione 'Nulla è perduto', Lorenzo…

Una magia primitiva. Kafka disegna

I 'Gekritzel', gli scarabocchi kafkiani, sembrano sabotare la trama della scrittura, intrecciandola con la presentificazione d’un’assenza: «una cosa e contemporaneamente una non-cosa». Coi passi più contigui dei diari e delle lettere nei quali ricorrono, i…
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