Agamben

L’eco della carne

Pur senza mai cedere nella mera delibazione dell’amateur, in "Corpo della lingua", Agamben specilla le «voci significanti» che permeano le pagine del Folengo e di Rabelais con acribia scopertamente divertita. Il che se può a…

Bellezza che cade

I versi rilkiani, di cui la scultura di Twombly vorrebbe essere icono-grafia, paiono seguire, in un alternarsi d’una ferale anabasi e catabasi, l’ascesa e la caduta che accompagnano la conquista da parte del poeta d’una…

Fantasmi d’amore

12.04.2020
L’accecamento d’amore, la privazione feroce in cui ci getta il desiderio, sono non l’ostacolo bensì il vero quanto paradossale tramite del pensiero (in termini lacaniani, un vero e proprio «manque-à-être»)…

Agamben per figure

04.04.2020
La grande arte è capace di vedere Dio nelle «macchie scure sulla superficie del legno» e nella «piccola fibbia del legaccio di cuoio», poiché suo magistero è quello di eternare il transeunte. Ma è la…

Philosophia picta

04.04.2020
Entrando nello studiolo di Agamben si rende trasparente non solo che cosa sia, per lui, la pittura, e il ruolo fondamentale che le assegna, ma anche e soprattutto che cosa sia la filosofia e quale…
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