Germano Celant: attuale e contingente

Occhiali, penna tra le mani, lo sguardo sui fogli poggiati sulle gambe, l’aria seria del giovane intellettuale. Così Germano Celant appare in una fotografia scattata nei primi giorni di ottobre 1968 negli Antichi Arsenali di Amalfi.

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Fantafotografia

Kubrick lascia intendere che c’è un mistero ineffabile, che non può essere assolutamente colto né dagli scatti fotografici né da altro. Il monolito nero, nella sua forma parallelepipede, rappresenta probabilmente il primo mattone della coscienza cosmica e, al contempo, il puro mistero in sé.

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Fare ponte. Le Scomposizioni di Gigi Cifali

L’involucro diventa un lenzuolo funebre che protegge e opacizza le macerie, nascondendole appena alla vista con una forma di involontario pudore. Con la sua natura diafana, lo strato di polietilene rende questi macigni più leggeri ma, allo stesso tempo, dà loro un’aria fantasmatica

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Nel medesimo vetro

Come è tipico nello scrittore tedesco, tratti autobiografici, finzione e ricerche d’archivio si amalgamano in una scrittura venata di lirismo malinconico.

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La paura più grande

Una paura - quella che io qui definisco “la paura più grande” - è la radice comune del politico e del religioso. O piuttosto, del politico in quanto religione.

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Né topo né uccello

...si diceva che la nostalgia dell’emigrato, questo mal di patria senza più cittadinanza, senza più casa né identità, senza possibilità di ritorno, fosse la sindrome del pipistrello, sospeso in una situazione non definita, né di là né di qua, né topo né uccello.

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Teatrini domestici

È stato forse Silvio Berlusconi dalla villa di Arcore nel video 'L’Italia è il paese che amo', annunciando la sua discesa in politica nel 1994, a lanciare la tipologia di collegamento “da casa”: alle sue spalle una libreria, qualche soprammobile e delle rassicuranti fotografie di famiglia in cornice.

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Il visibile. Nanni Balestrini 2019-2020

Come Balestrini, nel "Tristanoil" presentato a dOCUMENTA (13), mixava immagini e parole del «mondo dentro il capitale», sino a farle esplodere, così i suoi amici hanno pensato di mixare parole e immagini sue, e loro, per provare a scavare vie d’uscita possibili.

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Sebaldivision. Ian Curtis e la stella di Max

Anche Sebald, che nel 1980 non aveva ancora pubblicato una riga di letteratura, aveva una nomea punk. All’epoca lo reputavano un “angry young man” della germanistica, perché era finito a parlare di autori della cultura ebraico-tedesca guglielmina come precursori del nazismo.

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L’isolato italiano

Esce di casa, in deroga ai decreti, rischia. Poco dopo rientra, poi riesce: non sa che fare. È peggio dentro, è peggio fuori? Sul corso, tutto ha la stessa faccia, la stessa facciata.

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Ancora una volta contro il muro

«Ecco un utile esercizio in solitaria. Vediamo cosa sapete fare! Rispondete con un video e vi darò qualche consiglio. Scegliete saggiamente il vostro cappello», è la sfida che “Il Re” del tennis Roger Federer ha lanciato lo scorso 7 aprile attraverso i suoi profili social.

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Noli me tangere. Barriere, gesti, relazioni.

Tra le conseguenze della pandemia, la più comune consiste oggi nel “distanziamento sociale”, una profilassi che ci allontana e ci priva dell’esperienza corporea dell’altro, ovvero della nostra stessa corporeità se letteralmente la parola con-tatto evoca la condivisione sensoriale.

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Cosmopolis

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Scrizioni

Ritratti

Porosità

La porosità non concerne esclusivamente la roccia o l’architettura. Qui nulla sembra chiuso, stabilito, congelato, ma il giorno feriale è anch’esso spugnoso,

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