Dirty woman and criminal baby. Marlene Dumas

I corpi di Marlene Dumas affiorano da un’oscurità dalla quale non si emancipano, al pari dei Prigioni di Michelangelo che non si distaccano dalla pietra di cui sono fatti. Nei dipinti dumasiani il lato luminoso non è una forza che si oppone al lato oscuro: la luce è nelle tenebre. La luce è una vena che scorre tra figura e sfondo. Incisa zampilla in superficie. La luce è una ferita nel corpo della notte. …

Artemoto Woolf

Ma davvero Virginia Woolf avrebbe amato Palazzo Altemps? Nadia Fusini ne è così sicura da scriverlo sul primo pannello di "Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life", la mostra che ha curato con Luca Scarlini. Avallo in qualche modo necessario per giustificare la presenza dei dipinti di Vanessa Bell, la sorella di Virginia, così come dei volumi pubblicati dalla Hogarth Press o delle stoviglie degli Omega Workshops, nelle sale del cosiddetto “appartamento della stufa”, abitate nella seconda metà del Cinquecento da Cornelia Orsini e dal marito, lo sventurato Roberto Altemps, che per volere del papa Sisto V morì decapitato a vent’anni, colpevole forse…

Immaginare cose non viste

La prima volta che ho visitato la GN, come ribattezzata da Cristiana Collu la ex GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), ero rimasta colpita nel vedere che il «Time is Out of Joint», citazione dall’Amleto shakesperiano inscritta sulla scalinata esterna del palazzo e assunta come viatico alla visita, avesse portato a collocare "Le tentazioni di Sant’Antonio" (1878) di Domenico Morelli quasi in castigo, sul fianco di una scala di accesso al piano superiore, in maniera tale da trovarsi in parte costretto e occultato dalla rampa stessa. Eppure a quella tela era andata bene, considerando che altre opere importanti dell’Ottocento…

Anima dell’’anime’

Nel tentativo di trovare «riposo nell'erudizione, in questa fuga lungi dalla nostra vita che non abbiamo il coraggio di guardare», o, più semplicemente, da ciò che di «altro un altro anno prepar[a]», si è atteso alla lettura dell’edizione italiana, appena apparsa presso Quodlibet, d’un volume pubblicato originariamente in Francia nell’estate 2019 per l’editrice parigina Macula, e di cui si era avuta notizia qualche mese dopo, scorrendo le pagine di 'Critique d’art'. Guitemie Maldonado vi aveva dedicato una breve recensione: «Leggere questo libro di Philippe-Alain Michaud significa percorrere un'intera sezione della cultura e del pensiero visivo moderno in compagnia di una guida tanto…

L’impossibilità fisica della morte nella mente di qualcuno che vive

Considera il corpo (il tuo, dell’altro, dello squalo): può accadere che il morente scalci – si dimeni – prima del trapasso. Non lo diremmo in vita; non in senso pieno, almeno. Sbattere il corpo significa ancora essere vivi, eppure, quel corpo, al pari di un insetto qualsiasi, o di un malato terminale, vorrebbe vedersi disattesa ogni grazia, ogni promessa. Solo quiescenza. Porgere il colpo, permettere la coincidenza fra compassione e accertamento della condizione finale.…

Brainy photography. Su Harvey Cushing

Al neurochirurgo Harvey Cushing interessò fotografare personalmente gran parte dei soggetti che incontrava come pazienti, anche se, negli ospedali dove lavorò, vennero impiegati, sotto la sua supervisione, vari operatori per la realizzazione delle fotografie degli interventi, dei malati, dei medici all’opera e del personale ospedaliero. [...] Molte delle prese fotografiche, di rara intensità, convogliano l’estremo rigore ed una pietas nei confronti della fragilità umana; il documento analitico, funzionale allo studio dei risultati degli interventi neurochirurgici e, al contempo, una partecipazione emotiva intrisa di dolcezza.…

Cinquantamila anni di estasi

Alla scoperta della caverna di Lascaux, nel 1940, origine di un vivacissimo interesse per la preistoria da parte sia degli scienziati sia degli artisti, seguì un periodo di riflessione e di dibattiti i cui esiti sono stati attutiti dalla scoperta, nel 1994, della caverna detta di Chauvet, un evento a partire dal quale la prospettiva entro la quale si studiano le cosiddette arti delle caverne sono state rivoluzionate.   Per la verità, un’altra caverna di straordinario fascino, quella di Altamira, in Cantabria, era già stata scoperta nell’Ottocento, ma le polemiche sulla autenticità dei suoi dipinti parietali avevano offuscato l’importanza del ritrovamento. …

Controcorrente, con Pier Paolo Pasolini e Chantal Vey

Lo spostamento, la strada, la frontiera quali luoghi d’intimità, in altre parole di incontro tra sé e l’altro, sono il filo rosso del lavoro artistico di Chantal Vey, che la legano all’opera di Pasolini. E se il termine controcorrente rinvia in primo luogo alla decisione iniziale di imboccare in senso inverso la strada seguita dal poeta, partendo dal suo punto di approdo finale, Trieste, ci si accorge rapidamente, sfogliando il volume, che il gesto di Chantal Vey è sorretto dalla stessa inquietudine e soprattutto dalla stessa resistenza alla direzione che sta prendendo il nostro mondo. Una stessa volontà di andare a ritroso…

Humanum

Dal 2010 'Humanum' riconsidera l’archetipo statuario della figurazione umana nella percezione del nostro tempo. Attraverso insiemi polittici composti da diverse figure da una medesima testa scolpita, in un processo di trasfigurazione luminosa dove la mímesis fotografica non replica l’archetipo statuario nel suo inalienabile statuto archeologico, porta alla luce quel «c’è» che la visione contiene. I polittici di 'Humanum' non ritraggono qualcosa o qualcuno, interrogano ciò che è soltanto, ed è unico e diverso per ognuno che contempla il trasfigurarsi della figura umana nel corpo scolpito.…

Rabbrividire

Oggi, vedere 'simbolicamente' dovrebbe voler dire lavorare contro l'immagine subito familiare, perché quanto ci tocca non mai è semplicemente ciò che consola, ma quanto ci fa rabbrividire, quanto ci travalica: l'inconosciuto di ogni possibile, l'apparente non arreso alla prima apparenza - 'l'apparente malgrado l'apparenza'. Questo lavoro di trasfigurazione, questo rabbrividire delle cose in immagini, questo prepararle ad altre vite, noi lo diciamo poesia.…

A partire dalla privazione

Nel 1921, qualche anno prima dell’abbandono definitivo, Malevič scrisse un piccolo testo il cui titolo – tradotto in italiano dal francese 'La paresse comme verité effective de l’homme' – è 'L’inattività come verità effettiva dell’uomo'. nella storia di rimandi, citazioni e ruberie proprie dell’arte contemporanea, capita che questo titolo venga ripreso quasi un secolo dopo: per un ciclo di opere di Giancarlo Norese ora esposte presso l’AF Gallery di Bologna, nella mostra Chimera. L’esposizione è stata pensata da Fulvio Chimento insieme a Norese e Filippo Falaguasta, gli artisti.…

Palpebra di levità. Su un film di Julian Schnabel

In principio lo sguardo è sfocato. “Tenga gli occhi aperti, ha dormito tanto tempo” dice l’infermiera. E l’incipit si offre allo sguardo degli spettatori come quintessenza della scelta formale/linguistica. Poi scopriremo che il senso più profondo del film è legato a questa frase. Capire di tenere gli occhi aperti, dopo aver dormito troppo, senza aver colto le cose importanti dell’esistenza.…

Gianfranco Baruchello, 29 agosto 1924-14 gennaio 2023

Fra i tanti libri realizzati da Baruchello, per non dire che li abbia «scritti», non c’è un’autobiografia. Il che, in uno come lui, non stupisce. Ma a fare da sigillo, se non della vita certo dell’opera, è la sua 'Psicoenciclopedia', che oltretutto – avverte l’interessato – è solo 'possibile'. Un’autobiografia di tutto, o di tutti magari – per dirla con Gertrude Stein. E così oggi – come in tanti, credo, dopo la notizia dell’altro giorno – l’ho aperta in cerca di risposte.…

Musica inascoltata

La fascinazione per il rumore, il mormorio, il silenzio, per i fuori programma dell’esecuzione musicale sono gli elementi che interessano a Massimo Bartolini in questo lavoro, come già in 'HUM' del 2012, il progetto espositivo in omaggio all’artista forse più visionario e anti-conformista del XX secolo, Glenn Gould. In quell’occasione, nello spazio dell’Auditorium–Parco della Musica di Roma, la presenza del musicista canadese prendeva vita proprio attraverso il suono del suo celebre humming, quel canticchio di sottofondo che Bartolini decide di estrapolare dall’ultima registrazione delle 'Variazioni Goldberg' del 1981. Similmente, anche 'Ondine' nasce dalla fascinazione per i momenti non previsti della performance musicale:…

Olafur Eliasson, dopo la fine dell’arte

Invece di proporre l’ennesima riflessione sulla qualità del “post” che segue il postmoderno (o si trova al suo interno), vorremmo soffermarci su un fenomeno che si iscrive nella logica del creare dopo la “fine dell’arte”. Se si consulta il sito di Olafur Eliasson, estremamente curato e ben strutturato, esso appare da subito come una vetrina commerciale, soltanto che qui non sono presentate scarpe, calze o occhiali, ma opere d’arte.…

A piedi scalzi. Tartaglia a Brera

Immagino la Parma degli anni trenta del Novecento. Piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori, allevatori di maiali, qualche professionista, che gestisce gli affari dei primi, qua e là, un rarissimo intellettuale, molti fascisti. Tra loro un bambino dai tratti geniali, il Tartaglia, come il matematico rinascimentale ma anche come un balbuziente, come colui che non arriva a dire quel che davvero vuole. Ha un animo da predicatore, da profeta. Vuole dare inizio a qualcosa di radicalmente nuovo.…

Elisabetta Benassi, il muro del destino

Finalmente ha trovato la sua sede definitiva uno dei lavori più forti dell’ultimo decennio dell’arte italiana, EMPIRE di Elisabetta Benassi: presentato in anteprima all’Istituto italiano di cultura di Londra nell’aprile del ’19 e visto poi, l’estate seguente, alla sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. Dal 20 dicembre è collocato in forma permanente nella sede più segreta e affascinante del Museo, la Crypta Balbi di Via delle Botteghe Oscure.…

Roberto Salbitani, viaggiatore parallelo

Roberto Salbitani (1945) è un autore tanto appartato e solitario quanto decisivo per comprendere la fotografia italiana degli ultimi cinquant’anni. Fin dalle prime ricerche negli anni Settanta, le sue immagini, insieme visionarie e naturalistiche, sono un invito a rileggere il visivo, a cercare gli elementi primi del fare fotografia. Dal 13 al 22 gennaio – negli spazi di Bergamo Arte Fiera – sarà allestita la mostra “Il viaggiatore parallelo”: venti fotografie in bianco e nero, realizzate dai finestrini dei tanti treni con i quali negli anni Salbitani, viaggiatore instancabile, si è mosso in lungo e in largo per l’Italia.…

Il raddoppio. Giulio Paolini e Raymond Roussel

Raymond Roussel non è uno scrittore molto frequentato nelle letture né degli italiani né di altri, francesisti a parte. Relegato nel mondo delle avanguardie, amato da Apollinaire, da Duchamp e dai surrealisti, senza peraltro che ne comprendesse le ragioni, morto a Palermo nel 1933 in circostanze misteriose, cui Leonardo Sciascia ha dedicato un libro nel 1971, è stato riscoperto negli anni ’50 dagli scrittori del Nouveau Roman e dell’Oulipo, attraverso i quali deve averlo scoperto anche Paolini, che lo ha letto intorno al 1963 in originale, perché non ancora tradotto in italiano.…

I agàpi jà ti zoì / manachi meni

“In fondo, basta saper attendere”, scrive Vito Teti in una delle pagine conclusive della nuova edizione del "Senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati" (Donzelli, 2022). È il tempo, infatti, il tema del libro, il tempo dell’abbandono e del vuoto, a cui però non può non seguire un tempo di una nuova fondazione e del pieno.…

Provare. Essere

Ha un titolo che è tutto un programma “expanded” la nuova collana di poesia «Assemblaggi e sdoppiamenti» diretta da Monica Romano per un editore, Scalpendi, che all’incontro fra immagine e parola da sempre è votato. Insieme a "Per un taccuino piccolo piccolo" di Stefano Raimondi e a "Poesie per giovani adulti" di Michele Zaffarano, non è un caso che a inaugurarla sia "Nove lame azzurre fiammeggianti" di Tommaso Di Dio (241 pp., € 15), che ormai da un pezzo sperimenta il ruolo dell’immagine fotografica come “agente” poetico (notevole in tal senso la precedente raccolta "Verso le stelle glaciali", uscita nel 2020 da…

Mal di pietra

Non risponde a un caso che in un periodo di straordinario turbamento storico e spirituale, tra i primi decenni del Cinquecento e la metà del Seicento, si diffuse in tutta Europa la moda – la follia – della pittura su pietra: nella quale gli artisti s’ingegnano di gareggiare coi disegni della natura sempre più integrane volute e venature nelle loro ammalianti figurazioni. [...] Sicché l’esposizione alla Galleria Borghese, nel fare il punto su una notevole stagione di riscoperte, rappresenta un “ritorno a casa” tanto festoso quanto appagante, per gli occhi dei visitatori (e dei lettori del bellissimo catalogo); ma provvede pure a…

Tra la dolce vita e una vita violenta

Fino al prossimo 26 febbraio, il Mattatoio ospita la mostra fotografica "William Klein ROMA Plinio De Martiis". Il titolo pone al centro il punto d’incontro e di continuità (ma anche di separazione) tra i due artisti: Roma. Non una Roma da cartolina, né da catalogo o da set, perché Roma non si è mai fatta fondale e quando appare sulla pellicola lo fa da protagonista. Le oltre 60 fotografie – tutte in bianco e nero – ci accompagnano per le strade della città, attraverso un percorso umano, oltre che artistico, che si nutre della curiosità per la Roma di Cinecittà e il…

Matta, l’uomo accidentale

Treccani pubblica un libro fuori del comune. Da un punto di vista meramente biblioteconomico, diciamo, "Matta. Lettere a Luisa" contiene in sostanza una scelta dalle circa trecento lettere scambiatesi fra il 1966 e il 1999 dal grande artista «insieme basco, cileno, francese, italiano, ma in sostanza poi soltanto cittadino di Matta» (come lo definisce la corrispondente nell’umorosa e innamorata sua introduzione) e da Luisa Laureati, la fondatrice della libreria e poi galleria dell’Oca, che fu proprio Matta – amico di suo padre sin dal proprio peritoso sbarco a Roma, alla fine degli anni Quaranta – a spingere alla professione di mercante d’arte.…

Imago

Microgrammi

Cosmopolis

Scrizioni

Lingua materna

Nel quartiere Parioli nulla ricorda Roma. Questo medesimo quartiere, così com’è, lo si potrebbe staccare da Roma e appiccicarlo a Montevideo, a…

Ritratti