Tu sai cosa sono le pietre

La letteratura tedesca del dopoguerra, in occidente è, credo, lo sgradevole parco-divertimenti dei più diversi alibi, sovra-compensazioni e altri metodi di «superamento del passato»; meno sarebbe probabilmente meglio.

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Una questione di date

Le poesie sono tutte lettere, sono doni che implicano il destino. Il destino di una poesia lo incarna il destinatario. La data è la testimonianza di ciò che deve ancora venire.

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Marxismo tendenza Franz

Ogni riga che riusciamo a pubblicare è – per quanto il futuro alla quale lo consegniamo sia incerto – una vittoria strappata alle potenze delle tenebre.

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Dire il silenzio

La parola è scritta, il silenzio è lì, fissato. Noi leggiamo, leggiamo la parola “silenzio” e leggendola la pronunciamo, forse silenziosamente, forse a voce alta, ma sarà una parola con un suono diverso dalle altre, un sibilo che si fa sentire per zittire tutto il resto.

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Alberto Boatto, dal cielo alla terra

Quasi un viandante astrale, 'alloghenes' gnostico venuto da Infinitamente Lontano, che infinita nostalgia serba della sua provenienza: come il Silver Surfer dei fumetti, catafratto da un’inconcussa, inconsutile epidermide d’argento.

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“Com’è spudorata la vecchiaia!”

«Admeto deve morire. Quando? Adesso». Nella essenzialità di Rilke, nella sua straordinaria Alcesti, si condensa questo verso. Da qui possiamo partire per tentare un ragionamento su un tema emerso (liminale eppure fortissimo) negli ultimi giorni.

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Fra me e me. Da Annie Ernaux a Michel Leiris

Dal «résidu d’une douleur» di Ernaux e dalle «vivantes cendres, innommées» di Leiris ha origine l’architettura narrativa delle loro opere. L’autosociobiografia etnografica di Ernaux e l’autoetnografia di Leiris risultano, di fatto, speculari.

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Licini dentro il paesaggio

La corona dei monti Sibillini, monti pitturati di azzurro nell’immaginario di Leopardi, assomiglia in realtà a quella che gli antichi dicevano una chiostra, la stessa che per decenni specie nelle giornate ventose amava fissare dall’altana sul tetto di casa sua, in un silenzio costernato, Osvaldo Licini.

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“Corpus mollis”. I fluidi di Allan Kaprow

“Per tre giorni, verranno costruiti ovunque in città una ventina di recinti rettangolari di blocchi di ghiaccio (lunghi circa nove metri, larghi tre e alti due metri e mezzo). Le loro pareti rimarranno intatte. Si scioglieranno da sé”. Così recitava il poster affisso in giro per la città di Los Angeles nell’ottobre 1967.

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Inesplicabilità dell’immagine

Come si spiega la scelta di Francesco del Cossa di donare all’angelo un attributo di tale natura? A mio avviso quella scelta non si spiega affatto. Oppure si spiega avanzando ipotesi che hanno in comune il marchio dell’irrazionale.

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Ascesi

Non si dà reale tentativo di ascesi se non c’è stata, in precedenza, una completa e profonda adesione all’esistenza, al mondo. L’ascesi è sempre seconda rispetto alla vita.

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Dal vero. Gente di Nino Migliori

Ci sono immagini che sembrano vivere di luce propria. Frammenti che raccolgono e custodiscono nel loro scrigno, integro, il senso del racconto dal quale provengono. Con una sola immagine un fotografo può mostrare il doppio nodo che lo lega al proprio tempo e al tempo che non c’è, all’accadere e all’impossibile.

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Talismano Cassavetes

È stato un pugno a decidere il destino di John Cassavetes, o perlomeno a dare un impulso decisivo «all’infinita opera incessante di migliaia di cause rimescolate» per cui oggi, ai nostri occhi, John Cassavetes è John Cassavetes.

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Una pièce muta

Peter Handke è fortemente affascinato da forme di teatro che propongono azioni astratte da ogni contesto narrativo e drammaturgico, azioni che, poiché non sono finalizzate al racconto di una storia, alla riflessione su un tema, sembrano esibire nient’altro che sé stesse, sembrano essere prive di significato.

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Sulla naturalezza della pittura

È questa, a ben vedere, l'apoteosi più perversa della mimesis, che non si limita tanto a far scomparire nella spirale infinita dell'iperrealismo ciò che si vorrebbe in ultimo rappresentare come illusione, bensì anzitutto a scomparire è in primis il fatto di imitare, cioè in ultimo il rappresentare effettivamente qualcosa come rappresentazione.

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Mostrare il male. Il caso Butturini/Parr

Una studentessa londinese di colore vede in una doppia pagina l'accostamento fra la fotografia di una donna nera nella metropolitana e quella di un gorilla in gabbia. Nel maggio del 2019 avvia una campagna militante contro il libro e il suo curatore, accusati di razzismo.

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Cosmopolis

Verrà il tempo

Non credo che quelle fosse siano davvero il segno di un futuro distopico che starebbe per realizzarsi davanti a noi, inghiottendoci senza

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