L’Afrique fantôme, encore

Leiris aveva immaginato di trovare in quel lungo viaggio africano finalmente una definitiva cura al suo malessere occidentale, un rimedio alle debolezze di un pensiero incapace di sopportare la radicalità del sacro, la potenza dell’eros, la crudeltà necessaria del sacrificio.

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Vuoto. L’universo iconografico di Jacopo Benassi

Fotografo, performer, forse anche scultore, ha una produzione che data dai primi anni Novanta e che è implementata da una vasta attività editoriale, dalle semplici fanzine di matrice punk ai libri d’artista autoprodotti o alle vere e proprie pubblicazioni con editori nazionali e internazionali. Il Centro Pecci di Prato gli dedica una personale.

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Mario Benedetti, quello che si sporge

L’uomo si sporge. Costretto su una sedia a rotelle, dopo il primo sguardo dietro l’angolo non può – come faremmo noi, più o meno normodotati – fare dietrofront e sloggiare subito, dalla mente, la vista che lo ha turbato. Resta sul colpo, come si dice. E continua a guardare.

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La fioritura percettiva

In che maniera coltivare l'albero in testa? Quali possibilità latenti riposano nel groviglio delle sue radici? Quali modalità di recupero e scavo nella preistoria dello sguardo? In altre parole: come far fiorire un indimenticabile della percezione?

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Farfalla delle palpebre

Mentre la famiglia era in viaggio sull’aliscafo per Ventotene, il figlio di sette anni iniziò di colpo a manifestare il tic. Il tic è un gorgo, meglio starne alla larga. Fa mulinello in un attimo e ti porta via, trascinandoti giù nell’isteria di un gesto che chiede sempre un ritorno, un altro almeno.

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Bruce Chatwin, cantare lo spazio

Poi gli Antenati si risvegliarono dal loro sonno, e iniziarono a camminare e a chiamare le cose alla vita nominandole e componendo versi con i loro nomi: «percorsero tutto il mondo cantando; cantarono i fiumi e le catene di montagne, le saline e le dune di sabbia», lasciando dietro di sé orme di musica e di parole.

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Giorgio Falco, incendio in fase matura

Fin dagli albori della prosa di Falco assistiamo a questa impotenza del futuro, a un presente infestato da un “non più” e un “non ancora”, entrambi sterili, ma perfettamente operanti come ologrammi spesso digitali o comunque fantasmatici.

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Glossario

Le insegne neon sono come delle iscrizioni, delle epigrafi, come le tavole della legge, coi suoi ordini – Bevete Coca Cola!

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Flavio Favelli, brividi d’aura

Ci voleva la curiosità linguistica di un artista-scrittore come Flavio Favelli per farci notare l’aspetto inquietante, se non proprio horror, del “Fondo Oro” che tanto ha illuminato, in modi apparentemente così rassicuranti, la nostra tradizione più gloriosa.

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Stelle mobili. Considerazioni sul canone di Luca Vitone

Lungi dall’offrirsi come una lineare genealogia, il Canone si offre come un tessuto di interferenze, è un gioco di transiti, di addii e partenze, conferme e negazioni, che implica a un tempo, e nei tempi, le opere selezionate, la collezione e la sua sede, l’opera (tutta) e lo sguardo precipuo e in costante mutamento di Vitone.

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