Istituto di Traduzione

Ci sono cambiamenti, sensazioni nella vita, io stesso non so da dove scaturiscono, da dove provengono, però all’improvviso accadono dentro di noi, ampliano l’aspetto e il comportamento del nostro pensare. Lo chiamerei un “aiuto” di fronte alle cose, guardare le cose, scoprirle, ammirarle attraverso valori che non conoscevamo prima, una sorta di bagliori d’intuito, prendono una forma che mi piace nominare “operai del cammino”, prima che noi arrivassimo di fronte alle cose, a nostra insaputa, loro stanno lavorando per noi. Ci aiutano.

...

La quinta parete

Il teatro è necessario perché è inutile. Non cambia il mondo e non l’ha mai fatto. La giurisprudenza cambia il mondo. Il teatro che io rispetto è sempre una scena di crisi e non l’espressione dei buoni sentimenti. Assumo il male del tempo perché è identico a quello che abita nella mia vita ordinaria. Sul palco la colpa è sempre mia.

...

L’anoressia di Ellen West

L’immagine primaria, il proprio corpo o il corpo altrui magro, diviene, poco alla volta, un ideale regolatore, l’oggetto di un desiderio smodato di magrezza che nulla ha più a che vedere con la stessa immagine primaria che dà origine all’idea fissa. Il soggetto ossessivo inizia a desiderare la propria immagine ma la fissa in un ideale astratto, smaterializzato, incorporeo, oggetto di un desiderio infinito e inappagabile.

...

Le camicie pulite dei Morozov

"Maman, mais sont-ils tous morts?" risuona alle mie spalle la voce inaspettatamente nitida, anzi stridula, di un bambino beatamente privo di mascherina nella prima sala della mostra "La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne", in mezzo ai ritratti di quella famiglia russa – i Morozov appunto – che in maniera alquanto inopinata all’inizio del Novecento si era fatta un punto d’onore nel portare la novissima pittura francese a Mosca.

...

Con Gianni, Celati

Scrivo l’ultimo capitolo di questo libro ora che il protagonista si è allontanato e non si vede più all’orizzonte. Consola solo un po’ l’accorgersi che è vero quello che si credeva o almeno si sperava, vale a dire la trama di affetti che può tessere un uomo scrivendo dei libri, quindi il contenuto di un libro non è l’argomento di cui tratta, non è quello che passa al lettore ma l’intento con cui è stato scritto, la cerimonia dell’intelligenza che sta nella cortesia, il dare che viene prima del dire e crea una specie di forza rutilante e burrascosa.

...

All’ombra di Lourdes Castro

“La mia pittura è questa: vivere, essere qui”, così Lourdes Castro, una delle più significative artiste portoghesi, descriveva il proprio gesto. E, sempre lei, che io conobbi una quindicina di anni fa, appena arrivato a Lisbona, mi disse, forse riprendendolo da altri, che una persona, dopo una certa età, ha il volto che si è formata negli anni. Il volto di Lourdes, lo ricordo ancora con nitore, era bellissimo. C’era in lei una trasparenza e una gentilezza che andava molto al di là dell’ospitalità. Lourdes aveva la rara dote di mostrare le cose, senza togliere loro ombra. Le sue ombre,

...

Bioy Casares, la strategia dell’insetto nella ragnatela

Quella di Adolfo Bioy Casares (1914-1999) è una delle voci più originali della letteratura sudamericana. Lo scrittore argentino, noto soprattutto per il romanzo "L’invenzione di Morel", torna nelle librerie italiane con "L’avventura di un fotografo a La Plata", romanzo del 1985 che, dopo una prima versione uscita da Lucarini due anni dopo, è stato ritradotto anche in questo caso da Lazzarato per Sur.

...

Il processo delle associazioni simboliche. Dall’epifania alla befana

Pifanìa, bifanìa, befania, befana sono termini derivati da deformazioni e corruzioni di Epifania (dal greco ἐπιϕάνεια). Nell’immaginario popolare l’esperienza epifanica vissuta dai re magi, ovvero l’apparizione della stella cometa che li ha guidati fino alla culla di Gesù, si è sdoppiata divenendo anche un mitico personaggio che viene dall’alto e porta doni. Perché l’altra personificazione dell’Epifania è una anziana benefica, che vola in cielo su una scopa e di notte scende per la cappa del camino e lascia doni e dolciumi nelle scarpe o nelle calze dei bambini buoni, e pezzi di carbone in quelle dei cattivi, mantenendo una sorta di retaggio

...

Marionette, che passione! Primi lampi di Ripellino

"Fantocci di legno e di suono", edito da Aragno per le cure di Antonio Pane, raccoglie due studi giovanili del grande poeta e slavista Angelo Maria Ripellino (1923-1978). I due articoli, usciti entrambi nel ’49 sulla rivista «Convivium», sono dedicati rispettivamente al teatro di marionette del romanticismo boemo e alla poesia di Velimir Chlèbnikov. Antonio Pane racconta nell’introduzione come il volume nasca – anche per sollecitazione dell’editore – come contralto “agile” al poderoso "Iridescenze. Note e recensioni letterarie (1941-1976)", che raccoglie l’intera produzione militante di Ripellino in campo letterario. Scherzosamente Pane richiama un titolo di Dylan Thomas, per sottolineare come Fantocci di

...

Harald Szeemann, l’irrealizzabile

Quando, era il settembre del 1988, una piuttosto vacanziera Nathalie Heinich raggiungeva Monte Verità, la magnetica “collina delle utopie” nei pressi di Locarno, per incontrare Harald Szeemann e riflettere con lui sulla sua insolita posizione di «curatore indipendente senza casa», l’epopea della curatela globale, dei cui internazionali trionfi e tramonti tanto si è scritto negli ultimi anni, non aveva ancora avuto inizio. Quella del curator (senior, junior o at large) non era infatti una vera professione e neppure un’ambizione pienamente riconosciuta e discussa; era piuttosto una pratica e, nei casi migliori, una ricerca i cui confini erano incerti e le prospettive ancora

...

La guerra è sogno. Herzog e l’ultimo giapponese

Intorno all’essenza, al nucleo di una storia da raccontare, da tradurre in immagini nuove, non usurate dalla consuetudine, in cerca di una verità che trascende la distinzione fra fatto e finzione, ruota tutta l’opera di Herzog. Né sfugge a questa ricerca di verità "Il crepuscolo del mondo", scritto nel 2020, quando il regista è stato – come tutti noi – costretto a una imprevista clausura: un esercizio di cinema e sul cinema, anche in assenza di uno schermo dove proiettare le immagini.

...

L’imperatore si è rivestito. Cattelan all’Hangar Bicocca

Attraversi i lembi sovrapposti di un sipario nero ed entri in un vasto ambiente vuoto immerso nella penombra: lo spazio è gigantesco e silenzioso, attraversato da echi lontani; le ombre dei pilastri  sembrano perdersi verso l'alto; le pareti sono solo punti e linee di luce in lontananza. La tua attenzione, però, va subito davanti a te, a qualche decina di metri dall'ingresso: due forme bianche appoggiate sul pavimento, illuminate con discrezione da un proiettore nascosto. Ti avvicini e scopri che le forme sono due corpi distesi: un uomo e un cane, uno di fronte all'altro, di un materiale candido, probabilmente marmo, che

...

Cattelan e l’incontro-scontro di due tradizioni

Se non ci fosse di mezzo Maurizio Cattelan, l’artista più ironico e provocatorio del sistema dell’arte contemporanea, l’opera Blind (2021) in resina nera, composta da un monolite e la sagoma di un aereo che lo interseca, potrebbe essere considerata come un maestoso memoriale riferito all’attentato dell’11 settembre nel 2001. Ma l’autore non si è solo appropriato di una immagine al contempo drammatica e potente, divenuta parte del repertorio iconografico collettivo (l’aereo che si schianta e taglia a metà una delle torri), per trasformarla in un’opera/simbolo sul dolore e sulla sua dimensione sociale. Blind pare contenere un enigma che accorpa più questioni e

...

Il languorino

Il silenzio si relaziona alla parola e, tra una parola e l’altra, la scrittura respira; la fotografia si relaziona al silenzio, è muta e allontana in modo irreversibile la realtà, tramutandola in traccia; ma l’immagine indica il diritto d’esistenza dell’altro e così la fotografia si apre al dialogo, sebbene abiti ormai una terra sovraccarica di lettere dell’alfabeto; la relazione tra scrittura e fotografia non dovrebbe generare una favola, forse un contrappunto.

...

Eugenio Tibaldi, il telescopio dei solitari

«Credo che l’artista debba parlare della società in cui vive, l’arte non ha più una funzione illustrativa». Per Eugenio Tibaldi, classe 1977, l’arte non può svincolarsi da una responsabilità antropologica e sociale, che lo ha portato a lavorare in contesti difficili e periferici, come l’hinterland napoletano, che Tibaldi ha riletto attraverso installazioni complesse e articolate. Una convinzione radicata che lo ha portato a rispondere all’invito di Angel Moya Garcia di immaginare un progetto per la Tenuta dello Scompiglio, arrivato in piena pandemia, con la mostra "Architetture dell’isolamento".

...

Doppia vista. Lo sguardo fotografico di Leopardi

Leopardi è un autore modernissimo per molte ragioni, non ultima perché la sua opera poetica e filosofica è interpretabile anche nell’ottica di una riflessione più ampia sull’atto del “vedere”, inteso come attività immaginativa e conoscitiva insieme, al modo del theorein degli antichi. Nella lingua greca infatti questo vocabolo (θεωρέω) ha un doppio significato: da un lato indica l’atto del guardare, contemplare, scorgere; dall’altro significa: meditare, indagare, conoscere. Questa parola dunque ci dice che osservare è allo stesso tempo imparare, ovvero che la prima forma della conoscenza è l’atto stesso del vedere.

...

La rima dirime

Nelle zone insane delle cantine della ragione con parole divine mi nascondo le verità lontane e vicine compilo con quel che mi rimane il copione delle realtà e mi cullano serene le puttane regine della volontà come sirene che pubblicizzano le moine umane e l’esibizione delle endorfine sul confine del burrone e delle mattine dove appare una rosa ma colgo le spine

...

Pierre Klossowski o della mania

Sembra quasi impossibile, dell’ordine della boutade, ma il solo modo di leggere e guardare l’opera di Klossowski è ridendo, lasciandosi trasportare dall'“ilarità del serio”, come ebbe a chiamarla Maurice Blanchot. Chi non è capace di questa risata si incaglierà nel funambolico tentativo di dare un significato a ciò che si rivela, al contrario, come la sospensione del mondo dei significati, del Significato. Quel che Klossowski fa, credo traendone immenso piacere e divertimento, è inoltrarsi nell’insignificanza, nell’impossibilità di una nuova donazione di senso, là dove sovrana è solo la mania, l’assoluta ingiustificabilità di un gesto, di una postura che è solo accoglienza, ospitalità

...

Bellezza che cade

I versi rilkiani, di cui la scultura di Twombly vorrebbe essere icono-grafia, paiono seguire, in un alternarsi d’una ferale anabasi e catabasi, l’ascesa e la caduta che accompagnano la conquista da parte del poeta d’una superiore dimensione estetica: «Ma se risvegliassero, i morti senza fine, una metafora in noi, / vedi, indicherebbero gli amenti delle spoglie / avellane, penduli, oppure / la pioggia, che sulla scura terra cade a primavera. – / E noi, che la felicità la pensiamo / in ascesa sentiremmo la commozione, / che quasi ci atterra sgomenti, / per una cosa felice che cade»

...

Passione della vite

Qualcosa della scrittura, nonostante la deviazione dalla penna alla tastiera, continua a indicare la prossimità tra stesura e percossa, scrittura e violenza. Non si dice forse pigiare un tasto? La pagina espone se stessa come un altro supplizio: come passione della vite.

...

Passage du Caire

Osservata dalla cabina dell’aereo il Cairo sembra avere una forma definita, mentre a guardarla da vicino essa appare piuttosto quale un ammasso di rovine stratificate su infiniti livelli, dove alla sovrapposizione architettonica di antico su antico corrisponde il riciclo creativo degli scarti dell’Occidente che, per le strade della città, rinascono a nuova vita; nelle schede traforate da telescrivente, utilizzate come tovaglioli per avvolgere le focacce, colgo la sincronia degli eventi storici incrociata con la diacronia germinativa degli edifici che si sviluppano verso l’alto per superfetazione: ecco l’attimo, «Καιρóς».

...

Patrizia Vicinelli, farfalla da combattimento

Patrizia Vicinelli nasce a Bologna nel 1943 e nella stessa città muore nel gennaio del 1991. A partire dagli anni Sessanta si afferma come voce originale e potente nel panorama sperimentale italiano e internazionale, pubblicando su diverse riviste e contribuendo a diverse forme di diffusione di poesia sonora originale. La sua poesia visiva è stata esposta a livello nazionale e globale ed è stata il fuoco della sua prima pubblicazione (à, a. A, Lerici 1967). Ha collaborato con Aldo Braibanti e lo ha difeso nel famigerato 'affair', portando l’esperienza teatrale in carcere (una versione originale di Cenerentola viene messa in scena a

...

Ti con Zero

Sempre più numerosi sono gli artisti che tentano di esprimere complessi concetti scientifici in modo fin troppo approssimativo e incerto. Termini come rizomatico, simbiotico, algoritmico o biocentrismo sono entrati a pieno diritto nel vocabolario artistico contemporaneo. Ma non sempre vengono utilizzati in maniera appropriata e non basta riportare qualche sorprendente citazione erudita per spiegarne il significato. In questo modo, l’interdisciplinarietà rischia di tradursi in uno sterile espediente accessorio, un artificio talvolta fine a se stesso. Certo, non mancano le eccezioni e 'Ti con Zero' è sicuramente tra queste.

...

L’Antiporno di Sion Sono

Il paradosso di "Antiporno" è che non sembra né un film giapponese né un film di Sono, ma è Sion Sono (e tutto ciò da cui lui proviene) come nessun altro prodotto della sua cinematografia. È infatti un film profondamente giapponese nel modo in cui trasmette tutto il disagio di essere una donna giapponese nella cultura giapponese e che raccoglie molto dai suoi film precedenti. È questo il risultato paradossale della logica non-ortodossa: meno Sion Sono è se stesso, più lo è. Meno sposa la cultura giapponese, meglio la incarna; meno si ripete nel suo stile, meglio lo ritrova.

...

Cosmopolis

Imago

Microgrammi

Scrizioni

Pterodattilo in gabbia

Nell’inferno di Metato Pound ha pensato e redatto i cosiddetti Canti Pisani. Celebrati come un documento capace di “ricapitolare e interpretare l’intera

Ritratti