Ritratti

 

Cantieri. Dilazionati nel tempo. Pre-configurati ma aperti, insieme, a de-figurazioni a venire. Dedicati a persone, si capisce; ma anche a cose, questioni, emergenze: che un lavoro collettivo prova a ritrarre. Traendone le estreme conseguenze ma da queste pure, se del caso, ri-traendosi. Come ha scritto una volta Jean-Luc Nancy, ritratto, questa bella parola italiana, pare alludere a un porsi (dell’immagine di un volto, in quel caso), a un dis-porsi, a un es-porsi: anziché a un im-porsi (e qui si pensa a Paul Celan, piuttosto).

Agamben per figure

La grande arte è capace di vedere Dio nelle «macchie scure sulla superficie del legno» e nella «piccola fibbia del legaccio di cuoio», poiché suo magistero è quello di eternare il transeunte. Ma è la stessa arte che riesce a

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Nel medesimo vetro

Come è tipico nello scrittore tedesco, tratti autobiografici, finzione e ricerche d’archivio si amalgamano in una scrittura venata di lirismo malinconico.

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Porosità

La porosità non concerne esclusivamente la roccia o l’architettura. Qui nulla sembra chiuso, stabilito, congelato, ma il giorno feriale è anch’esso spugnoso, e finisce per assorbire il festivo.

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Fantasmi d’amore

L’accecamento d’amore, la privazione feroce in cui ci getta il desiderio, sono non l’ostacolo bensì il vero quanto paradossale tramite del pensiero (in termini lacaniani, un vero e proprio «manque-à-être»)

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