Ritratti

 

Cantieri. Dilazionati nel tempo. Pre-configurati ma aperti, insieme, a de-figurazioni a venire. Dedicati a persone, si capisce; ma anche a cose, questioni, emergenze: che un lavoro collettivo prova a ritrarre. Traendone le estreme conseguenze ma da queste pure, se del caso, ri-traendosi. Come ha scritto una volta Jean-Luc Nancy, ritratto, questa bella parola italiana, pare alludere a un porsi (dell’immagine di un volto, in quel caso), a un dis-porsi, a un es-porsi: anziché a un im-porsi (e qui si pensa a Paul Celan, piuttosto).

Napoli porosa

Il viaggiatore borghese che fino a Roma aveva sfiorato, come dita sui pali di uno steccato, l’una dopo l’altra le opere d’arte italiane, deve ora fermarsi e abbandonare le sue pretese.

continua

Inalterabile

L’ultima volta che ci siamo visti, mi hai detto: Sei cresciuta! Ti ho ricordato quanti anni ho e ne hai dedotto che dovevi essere tu ad esserti rimpicciolito. Ma la verità è

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A come Memoria

Negli "Emigrati" (1992) e negli "Anelli di Saturno" (1995) Sebald ha tematizzato la memoria e il diritto-dovere di ricrearla, ma l’ha fatto inserendo deliberatamente la memoria in un’economia generale della distruzione.

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Nel medesimo vetro

Come è tipico nello scrittore tedesco, tratti autobiografici, finzione e ricerche d’archivio si amalgamano in una scrittura venata di lirismo malinconico.

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