Su un ritratto di Bronzino

05.09.2024

L’immagine pensa per scrivere ma in modo tale da non scrivere
Scrive spontaneamente ma spontaneamente non agisce
Fa mal volentieri, il meno possibile, infatti si indirizza soltanto a scrivere
Affinché non ci sia bisogno di scrivere ulteriormente
(*)

I versi latini, qui tradotti, sono dipinti dal Bronzino sul ritratto di un giovane che alza lo sguardo dal foglio, solleva la mano con la penna intinta d’inchiostro e ci indica parole dove si dice indeciso se esprimersi con la poesia o con la pittura.

La pennellata sofisticata rende tangibile e vibrante la sua presenza, ma quei versi  dichiarano che non è lui a parlarci bensì la sua effigie e ci ricordano che la consapevolezza di una piena autonomia espressiva dell’immagine rispetto alla parola, e anche al dato di natura raffigurato, è molto più antica della nostra civiltà delle immagini.

Tuttavia, in quel tempo, la consapevolezza di tale autonomia si univa alla necessità di una sofisticata e potente esecuzione, al pari della musica, chiamata a trasmettere il tono poetico di un pensiero e a distinguere l’originale parlante (fruibile solo dal vero nel tempo lento dello sguardo che percorre insieme l’oggetto raffigurato e la pittura), dalla piattezza delle copie, pittoriche o fotografiche, funzionali solo alla documentazione o alla memoria biografica, e rispetto alle quali è sempre più espressiva un’ekphrasis.

Agnolo Bronzino, Ritratto di giovane, (Autoritratto?), 1527 circa, olio su tavola, collezione privata.

(*) Cogitat ut scribat, verum ut non scribat imago
Sponte sua scribit, sed neque sponte id agit
Ergo invita facit minimè nam scribere tantum
Destinat, ulterius, scribere, ne sit opus

Carlo Falciani

Carlo Falciani

insegna Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze ed è curatore indipendente. Ha studiato all'Università di Firenze ed è stato fellow a Villa i Tatti, Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, e al C.A.S.V.A della National Gallery di Washington. Ha pubblicato monografie sul Rosso Fiorentino, sul Pontormo, e saggi sull’arte rinascimentale e contemporanea. Ha curato: al Museo Jacquemart-André di Parigi la mostra “Florence, portraits à la cour de Médicis”; a Palazzo Strozzi a Firenze la trilogia “Bronzino, pittore e poeta alla corte dei Medici”, 2010-2011, “Pontormo e Rosso, divergenti vie della maniera”, 2014, “Il Cinquecento a Firenze”, 2017-2018; per il Metropolitan Museum di New York la mostra “The Medici. Portraits and Politics”, 2021.

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