Il Centro de Arte Moderna della Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona offre un confronto intenso e stimolante tra le opere di Paula Rego (Lisbona, 1935 – Londra, 2022) e Adriana Varejão (Rio de Janeiro, 1964) nella mostra “Between Your Teeth” (Tra i Denti). Sebbene l’esposizione presenti un dialogo tra le due artiste, è la forza pittorica innegabile e l’impatto rivoluzionario del lavoro di Paula Rego a emergere con prepotenza, illuminando con una luce nuova le complesse tematiche affrontate anche da Varejão. In particolare, la mostra offre l’occasione di riconsiderare la sua audace e pionieristica esplorazione di temi socialmente delicati e politicamente carichi, come il diritto all’aborto nel contesto portoghese.
Il titolo della mostra, tratto dalla poesia di Hilda Hilst, introduce un’analisi critica dei regimi oppressivi, un tema che risuona nelle opere di entrambe le artiste. Tuttavia, è nel linguaggio pittorico unico e potente di Rego che questa critica assume una forma viscerale e profondamente incisiva. La sua capacità di plasmare figure con una carica psicologica intensa e una fisicità cruda, spesso collocate in narrazioni ambigue e sovversive, la consacra come una figura rivoluzionaria nell’arte contemporanea. Le sue donne, lontane da ogni stereotipo, irrompono sulla tela con una forza che scuote le convenzioni e svela le dinamiche di potere all’interno delle strutture sociali e personali.
Nelle opere di Rego, in particolare nelle sue rappresentazioni di donne distese su letti o pavimenti, si avverte un’eco di precedenti artistici, filtrata però attraverso una sensibilità radicalmente nuova. Se si possono intravedere affinità con l’intensità emotiva e la vulnerabilità delle figure di Francis Bacon, Rego le trascende infondendo nelle sue protagoniste una sottile ma palpabile resilienza, un potenziale di sovversione che manca all’angoscia esistenziale baconiana. La deformazione e la contorsione che talvolta si ritrovano nei corpi di Rego richiamano la tensione e il disagio espressi da Bacon, ma in Rego queste non conducono alla dissoluzione dell’identità, bensì a una sua affermazione, seppur dolorosa. Allo stesso modo, pur confrontandosi con la tradizione del nudo femminile inaugurata da Gustave Courbet, Rego ne ribalta la prospettiva. Le sue donne non sono oggetti di desiderio passivo, come spesso accade nella storia dell’arte e in parte nell’opera di Courbet, ma soggetti complessi, intrappolati in momenti di introspezione, sfida o controllo silenzioso all’interno della sfera intima. La sua pittura trasforma la quiete apparente in un campo di tensione narrativa, lasciando allo spettatore il compito di decifrare le storie non dette e le dinamiche di potere sottese. La qualità pittorica di Rego, con la sua pennellata materica e la sua audace gestione del colore, conferisce a queste scene una presenza indimenticabile.
È fondamentale, in questo contesto, soffermarsi sull’impatto rivoluzionario delle opere di Paula Rego che affrontano direttamente il tema dell’aborto. Negli anni ’90, in un Portogallo ancora profondamente segnato da una rigida morale cattolica e da leggi restrittive sull’interruzione di gravidanza, Rego realizzò una serie di dipinti e pastelli di sconvolgente intensità emotiva. Queste opere, spesso raffiguranti donne in pose vulnerabili e sofferenti immediatamente dopo la procedura, ruppero un silenzio assordante e portarono nel discorso pubblico una realtà taciuta e stigmatizzata. Lungi da ogni intento didascalico o moraleggiante, Rego seppe incarnare il dolore fisico ed emotivo, la solitudine e la dignità di queste donne, costrette spesso a ricorrere ad aborti clandestini e pericolosi. La sua pittura in questi lavori raggiunge vertici di espressività, con corpi scomposti e sguardi carichi di un dolore universale, ricordando la capacità di Bacon di rendere la sofferenza fisica ed esistenziale con una potenza ineguagliabile, ma con una specifica attenzione alla condizione femminile.
Opere come “The Cadet and His Sister” (1988), pur non esplicitamente legate al tema dell’aborto, anticipano la sua capacità di esplorare dinamiche di potere complesse e le conseguenze di scelte difficili nel corpo femminile. Successivamente, serie come quella ispirata al referendum sull’aborto in Portogallo (2007), con opere che evocano la sofferenza e la determinazione delle donne, ebbero un impatto sociale e politico significativo. La sua pittura cruda e senza filtri, che non indietreggiava di fronte alla rappresentazione del corpo martoriato e della sofferenza interiore, contribuì a umanizzare un dibattito spesso polarizzato e ideologico. La sua capacità di trasformare un tema politico in un’esperienza emotiva universale è una testimonianza della sua grandezza artistica e del suo coraggio civile. In queste opere, la rappresentazione del corpo femminile in uno stato di vulnerabilità ricorda, in un certo senso, la schiettezza con cui Courbet affrontava il corpo nella sua materialità, ma Rego vi aggiunge una profondità psicologica e una carica politica assenti nel pittore francese.
Il contributo di Adriana Varejão, con la sua analisi della storia coloniale brasiliana attraverso la frammentazione degli Azulejos e la rivelazione di interni organici, offre una prospettiva potente sulle ferite della storia. Tuttavia, la sua forza espressiva risiede più nella concettualizzazione e nella materialità delle sue opere. Accanto alla maestria pittorica di Rego, la cui pennellata carica di significato trasforma la figura in un veicolo di narrazione psicologica ed emotiva, il lavoro di Varejão assume un ruolo di contrappunto, stimolando una riflessione intellettuale sulle conseguenze del colonialismo. Se Varejão scava nelle ferite collettive della storia, Rego si addentra nelle esperienze individuali con una forza pittorica che non teme di affrontare il tabù e il dolore, portando la tradizione della pittura figurativa a confrontarsi con le urgenze del presente in modo rivoluzionario.
In definitiva, “Between Your Teeth” è un’occasione per confrontarsi con due artiste che affrontano temi di oppressione e potere con linguaggi distinti. Tuttavia, è l’eccezionale qualità della pittura di Paula Rego, la sua capacità di scavare nell’animo umano con una forza espressiva rivoluzionaria e di dare voce a figure femminili complesse e potenti, affrontando anche temi cruciali come il diritto all’aborto nel suo contesto portoghese, e dialogando in modo originale con l’eredità di maestri come Bacon e Courbet, a lasciare un segno indelebile. La sua pittura non si limita a rappresentare, ma trasforma e sconvolge, affermando una visione artistica dirompente che continua a risuonare con forza nel panorama contemporaneo e a testimoniare il potere dell’arte di farsi portavoce di istanze sociali urgenti. La mostra, pur nel suo intento dialogico, finisce per celebrare la superiorità di un linguaggio pittorico che ha ridefinito la rappresentazione del corpo, delle dinamiche di potere e delle battaglie per i diritti civili nell’arte.
Paula Rego e Adriana Varejão. “Entre os vossos dentes”
CAM Gulbenkian, Lisbona (Portogallo)
fino al 22 settembre 2025
In copertina: Paula Rego, Adormecida, 1994
