Against Me

30.07.2025

Con Un milione di miglia lontano da casa di Alessandro Pessoli si inaugura la collana Attese, dell’editore Krill. La collana, voluta – e ora diretta – da Flavio de Marco, colma un vuoto nel panorama editoriale italiano. Se, infatti, non mancano proposte di scritti di artisti storicizzati, non esisteva ancora uno spazio riservato esclusivamente e sistematicamente a una ricognizione della pratica di scrittura degli artisti ancora in attività. La collana raccoglie testi che raccontano dall’interno il processo creativo, tra note, riflessioni, micro-saggi e frammenti. Siamo, dunque, lieti di salutare questa meritevole iniziativa e di accogliere, grazie alla cortesia di autore ed editore, un estratto del libro di Pessoli.

Negli ultimi anni, lavorare a una mostra per me è diventato tessere narrazioni sulla mia vita, la mia vita mostrata nella sua solitudine ma inevitabilmente intrecciata con la vostra. Non è che io voglia creare queste narrazioni, semplicemente non riesco a non farlo.

Nel 2016, per un periodo che mi è sembrato lunghissimo, non sono riuscito a creare neanche un’opera d’arte. Sentivo una distanza emotiva dall’arte in generale, un senso di vuoto e di inutilità.

Non sentivo gli stimoli di cui ho bisogno quando inizio nuovi lavori. Né sono mai riuscito a lavorare per abitudine.

In quel periodo, una cosa che ho trovato piacevole e in parte creativamente appagante è stata una nuova passione per archi e frecce, che mi ha portato a collezionare e costruire i miei pezzi.

Costruire e restaurare archi, frecce e bersagli, e giocarci è diventata un’ossessione e una regressione al mio lato infantile.

In un certo senso, facevo le solite cose… Andavo in studio ogni giorno e usavo gli strumenti che normalmente uso per scolpire o dipingere. Solo che li usavo per modellare cocche di legno o di osso, combinare legni di varia durezza, limare, tagliare, levigare pali di bambù, raddrizzare con il fuoco. Bilanciare una freccia era in qualche modo simile a fare una scultura.

Dipingere le aste degli archi o scegliere i colori delle piume mi ha dato lo stesso piacere di quando compro e stendo i colori sulla tela, scelgo gli abbinamenti, incrocio i motivi, provo una combinazione. Stessi rituali, ma con intenzioni diverse. Questi oggetti sono rimasti archi, frecce e bersagli nel mio giardino.

E assorbivano il mio tempo. Questo piacere quotidiano aveva un prezzo. Alla fine della giornata, si ritorceva contro di me sotto forma di frustrazione e senso di colpa.

Per non essere stato produttivo, impegnato, per aver perso tempo e contatto con il mio altro mondo. Ricordo lunghe notti in cui mi chiedevo cosa stessi facendo e se stessi vivendo la fine di qualcosa.

Ora capisco che stavo cercando di trovare un bersaglio a cui mirare, e non solo nel mio gioco. Limando la punta di una freccia, pensavo a quale fosse il mio vero interesse nell’arte, nel mondo dell’arte, nell’essere un artista. È un lavoro, una vocazione, un’abitudine? È qualcosa che va e viene? Posso lavorare contro me stesso? Cosa rimane del mio lavoro, cosa si deposita senza svanire?

Against Me parla di tutto questo, è queste domande, e sono io con le mie nevrosi e le mie abitudini quotidiane, i piatti sporchi alla fine della giornata, le lucertole nel mio giardino, le mie scarpe, le lattine vuote e le bottiglie di vino e di birra, i coltelli e le forchette, i miei archi e le mie frecce.

Racconta qualcosa di me e di quel periodo specifico che ho vissuto, del mio presente e del mio passato. In esso, ci sono figure come Scipione, un pittore italiano dell’inizio del Novecento, ma anche Mattia Moreni e i suoi non-cocomeri, un altro pittore italiano che chiude il secolo. Ci sono le mie radici fuse nelle luci di Los Angeles, uno sguardo agrodolce al passato.

Le ceramiche non sono smaltate e dipinte, risalgono all’origine dell’argilla, sono più simili alle sculture funerarie etrusche, che rappresentano un tempo metaforico dove la fine coincide con il nuovo inizio.

Uso e trasformo la mia immagine (soprattutto variazioni del mio ritratto) come bersaglio metaforico a cui sparare, ma in questa immagine ci siete anche voi, il nostro mondo umano.

Alla fine, non mi interessa molto il centro, non sono nemmeno sicuro che ce ne sia uno, ho dipinto i miei autoritratti così tante volte che mi sento perso e liquefatto in essi.

Alessandro Pessoli
Un milione di miglia lontano da casa
A cura di Flavio de Marco
Krill books, 2025
120 pp., 11,48 €

Alessandro Pessoli

Alessandro Pessoli

(Cervia, 1963) è un pittore e scultore che ripensa la figurazione partendo dalla cultura popolare, dal cinema e dalla storia per approdare a visioni in cui l’ibridazione di figura e sfondo, di corpo e spazio, genera esiti formali dalla forte carica espressiva e onirica. Vive e lavora a Los Angeles.

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