(piccolo impossibile dialogo tra una marionetta e un dipinto)
Il testo inedito Due artiste femmine (piccolo impossibile dialogo tra una marionetta e un dipinto) di Antonio Moresco nasce nell’ambito di Project Room #12 presso l’Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, dove l’artista Lucia Leuci è stata invitata a confrontarsi con l’opera e la memoria dell’artista belga. Il progetto, centrato sul concetto di vernacolo come lingua fluida e resistente, si traduce in una scultura-marionetta creata da Leuci insieme alla Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli: una figura che si anima nello spazio dell’Archivio e diventa ponte tra epoche, materiali e immaginari. Moresco dà voce a questa creatura e alla pittura di Pharaildis in un dialogo impossibile e carnale, dove il corpo di cristallo e seta della marionetta e quello di pigmento e fango del dipinto si riconoscono, si desiderano e si scambiano essenza. Attraverso questa tensione speculare, lo scrittore costruisce una parabola sull’identità, la fragilità e la trasformazione: un piccolo mito contemporaneo che traduce in parola la stessa libertà materica e visionaria che accomuna le due artiste.

INTESTINA – Io sono una marionetta. Il mio corpo è duro, candido, intatto.
PHARAILDIS – Io sono una superficie dipinta. Il mio corpo è molle, ha i colori del pigmento e del fango.
INTESTINA – Io sono dura, sono fatta di cristallo, di cristallo e seta.
PHARAILDIS – Io sono molle. Il mio pigmento ha preso la forma di cipolla e di viscere.
INTESTINA – Io vorrei essere molle come te.
PHARAILDIS – Io vorrei essere dura come te.
INTESTINA – Io sono dura, però sono fragile.
PHARAILDIS – Io sono fragile, però sono dura.
INTESTINA – Se sto ferma, sono dura come il marmo. Ma, se mi prende il desiderio di correre e mi lancio in avanti, sbatto contro un muro e mi spezzo. Se mi butto giù da una finestra, vado in mille pezzi. Beata te che sei concentrica come una cipolla e non ti rompi mai!
PHARAILDIS – Beata te che sei una marionetta di cristallo e seta e la tua figura è definita come una statua!
INTESTINA – Beata te che sei fatta di fango colorato e sei fluida e rotante come un gorgo!
PHARAILDIS – Magari anche le mie viscere fossero fatte di cristallo!
INTESTINA – Magari anche le mie viscere fossero fatte di fango colorato!
PHARAILDIS – Magari le nostre viscere fossero fatte come le viscere del mondo: colorate, ma a tre dimensioni!
INTESTINA – Cosa dici: ce le scambiamo?
PHARAILDIS – Che cosa?
INTESTINA – Le viscere.

PHARAILDIS – Io mi ficco in pancia le tue budella di sasso…
INTESTINA – Io mi ficco in pancia la tua cipolla colorata…
PHARAILDIS – Che quella tenera porti dentro di sé anche quella dura…
INTESTINA – Che quella dura porti dentro di sé anche quella tenera…
PHARAILDIS – Allora cosa dici se, a questo punto, ci scambiamo anche i nomi?
INTESTINA – In che senso?
PHARAILDIS – Che io divento te e tu diventi me.
INTESTINA – Vuoi dire che adesso io divento Pharaildis e tu Intestina?
PHARAILDIS – Proprio così!

INTESTINA – Affare fatto! Però dopo che ci siamo scambiate, che cosa facciamo?
PHARAILDIS – Ce ne andiamo via, da questa mostra, dal mondo!
INTESTINA – Dai, facciamolo!
INTESTINA – Ecco, lo abbiamo fatto!
PHARAILDIS – Si è mai vista una cosa simile?
PHARAILDIS – No, però adesso si è vista!

PROJECT ROOM #12. Lucia Leuci
Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck
con la collaborazione della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli
e un testo originale di Antonio Moresco
29 settembre – 10 dicembre 2025
In copertina: Lucia Leuci, Intestina, 2025, resina epossidica, pigmenti, seta, capelli veri, colori acrilici, ferro, perle, madreperle, coralli, zirconi, turchesi, pietre semipreziose, bachelite, galalite, legno, cuoio, refe, dimensioni variabili. Photo: Tiziano Ercoli (dettaglio)
