{"id":72521,"date":"2026-02-02T00:01:00","date_gmt":"2026-02-01T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=72521"},"modified":"2026-01-31T22:14:19","modified_gmt":"2026-01-31T21:14:19","slug":"per-niente-e-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/02\/02\/per-niente-e-nessuno\/","title":{"rendered":"Per niente e nessuno","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">A volte mi domando a cosa avrei pensato in tutti questi anni, se non avessi passato cos\u00ec tanto tempo a pensare al dolore. Poi mi ricordo che comunque ho pensato a un sacco di cose. E poi, non sono sicura che lo scopo della vita sia pensare a quante pi\u00f9 cose possibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Maggie Nelson<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Nella scena finale del <em>Regista di matrimoni<\/em> di Bellocchio, la protagonista viaggia su un treno che la sta portando verso un luogo che non sappiamo. \u00c8 fuggita da un matrimonio combinato dal padre, e mentre il paesaggio siciliano le scorre davanti la vediamo immaginare un futuro in cui ci\u00f2 che conta \u00e8 solo la sua nuova libert\u00e0. Sul sedile di fronte Franco Elica, un regista che sta girando una nuova versione dei <em>Promessi Sposi <\/em>e nel cercare la sua Lucia si \u00e8 fermato a Cefal\u00f9, dove ha trovato invece una figlia prigioniera del padre e se ne \u00e8 innamorato. In questo film, Bellocchio torna sul tema della scelta individuale, del rifiuto delle istituzioni: \u201cIl matrimonio non \u00e8 la tomba dell\u2019amore?\u201d, chiede il Principe al regista-protagonista; fin dalla scena iniziale sulla spiaggia, gli sposi devono fuggire dall\u2019istituzione del matrimonio (e dalla madre) se vogliono vivere una vita felice, e l\u2019iniziazione della figlia al sesso viene vissuta come una morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno ero a Cefal\u00f9 per un matrimonio. Erano persone care, quelle che si sposavano, non ero dispiaciuta di andarci. La sera dovevo partire per iniziare un nuovo lavoro a Roma. Avevo un\u2019enorme valigia blu, ero nervosa ed emozionata. L\u2019albergo aveva una bella vista sul mare ed erano previste molte portate. Alle cinque mi resi conto che non ce l\u2019avrei mai fatta a finire di partecipare al matrimonio e al tempo stesso a prendere l\u2019aereo. Mi feci accompagnare da mio padre in stazione: si arrabbiarono tutti con me. Il mio sollievo fu tangibile quando salii sul treno e mi tolsi i vestiti della cerimonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon ti avevo detto nulla, ma io ho ucciso mia madre per stare con te\u201d, recita una poesia dello psichiatra Massimo Fagioli, sodale di Bellocchio. Un recupero dell\u2019irrazionale, chiama Fagioli il proprio lavoro, un tentativo di ridare spazio all\u2019interno del linguaggio a tutte le forme di espressione la cui bloccata socialit\u00e0 pu\u00f2 impedire il processo di guarigione del malato di mente. \u201cNon ti avevo detto nulla, ma io ho ucciso mia madre per stare con te\u201d: potrebbe essere la frase che ogni innamorato\/a giovane si trova a pronunciare dopo aver scelto di sciogliere i lacci della famiglia di origine, anche se questo significa uccidere una parte di s\u00e9.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093810.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72533 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093810.jpg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-72533\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093810.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093810.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093810.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno io e A. siamo andati a cercare la spiaggia del film, quella dove il regista filma la coppia che si \u00e8 appena sposata. A Mazzaforno, vicino Cefal\u00f9, ci sono molte calette una di seguito all\u2019altra.&nbsp; Quando abbiamo infilato i piedi in acqua per fare il bagno ci siamo accorti che era una fanghiglia nera di cui era impossibile vedere il fondo. Lui \u00e8 avanzato per qualche metro, io sono rimasta dietro di lui, in lacrime. Credo di essere scoppiata a piangere per la disperazione di non vedere il fondo del mare, mentre lui l\u2019ha vissuto come un rimprovero nei suoi confronti. Ma perch\u00e9? Nessuno ha il potere di rendere l\u2019acqua trasparente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il matrimonio \u00e8 ancora una bella fantasia. Non ho grande passione per gli attrezzi di scena che sembra portare con s\u00e9 (vestito, invitati, danze), ma periodicamente ho accarezzato sia l\u2019idea di una festa che celebra l\u2019amore che quella di un patto che sancisce una protezione totale: la protezione che le donne della mia et\u00e0 e soprattutto pi\u00f9 giovani fanno fatica a trovare. Non ho mai ricevuto grandi pressioni per il fatto di non condurre una vita sentimentale tradizionale, ma sono stata altrettanto consapevole di avere, non sposandomi, deluso molto la mia famiglia d\u2019origine. Il fatto \u00e8 che l\u2019amore \u00e8 sempre stato, per me, una pozza nera in cui affondare e poco altro, e mentre tutto il resto negli anni si \u00e8 schiarito, e parzialmente risolto, il desiderio \u00e8 rimasto quel buco nero che ho visto quel giorno a Mazzaforno. Un buco nero, come scrive Shon Faye, in cui \u201cho sempre cercato uomini distanti: uomini che vivevano in un\u2019altra citt\u00e0, uomini che avevano relazioni con altre donne o che erano imprevedibili nella loro disponibilit\u00e0: la fantasia \u00e8 sempre stata per me una via di fuga\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094499.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72535 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094499.jpg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-72535\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094499.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094499.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094499.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019immaginazione di cui il mio desiderio si nutre, io sono capace di rovesciare la distanza in intimit\u00e0, l\u2019umore nero in volont\u00e0 di stare insieme, l\u2019incapacit\u00e0 di avere una relazione in un nuovo equilibrio, il buco nero in un giardino. Anche questo ho visto quel giorno sulla spiaggia di Mazzaforno: tutto questo non succeder\u00e0. E quindi non succeder\u00e0 neanche il resto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cefal\u00f9 \u00e8 un\u2019immagine del mio desiderio: \u00e8 difficile definirlo, \u00e8 difficile entrarci, ma una volta penetrati nel suo guscio si pu\u00f2 godere di uno strano conforto nel suo lasciarmi contemporaneamente esposta e riparata, accolta e rifiutata, amata e non amata.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094516.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72536 lazyload\" style=\"width:532px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094516.jpeg?resize=600%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-72536\" style=\"width:532px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094516.jpeg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094516.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094516.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivo in cima alla rocca \u00e8 la tarda mattinata di una giornata di gennaio. C\u2019\u00e8 vento, ma non fa freddo. Guardo la sua croce dal basso da cos\u00ec tanto tempo, ormai, che non so pi\u00f9 cosa aspettarmi. Immagino che sia lo spirito di chi aspetta ma non si aspetta niente, di chi guarda e cerca di rimanere fedele alla sua visione, di chi continua ad innamorarsi ma non si sposa e non si illude; immagino che sia lo stesso spirito con cui Louise Bourgeois descrive una delle sue opere, <em>Articulated Lair<\/em> (1986), di cui trovo la descrizione aprendo a caso il suo librone, in un impeto di bibliomanzia: \u201cDentro c\u2019\u00e8 solo un seggiolino. Non c\u2019\u00e8 nessuno. \u00c8 un luogo per affrontare il fatto che non c\u2019\u00e8 niente \u2013 niente da aspettarsi. Ci si pu\u00f2 sedere. Non \u00e8 un luogo pericoloso, ma \u00e8 vuoto. Nessuno ti pu\u00f2 ferire\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094509.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72538 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094509.jpeg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-72538\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094509.jpeg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094509.jpeg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000094509.jpeg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla roccia di Cefal\u00f9, salendo verso l\u2019alto, ci sono delle incisioni nere che sarebbero piaciute a Bourgeois: all\u2019inizio l\u2019occhio si illude che possano costituire un disegno, ma ben presto si rende conto che non c\u2019\u00e8 nessun disegno. Tuttavia, ci\u00f2 non toglie che ci si possa sedere e stare fermi a lungo. Pensando a tante cose, ma in fondo anche a nessuna.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72541 lazyload\" style=\"width:500px\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=800%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-72541\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1000093759.jpeg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-style:normal;font-weight:200\"><em>In copertina: una scena da <\/em>Il regista di matrimoni<em>, di Marco Bellocchio (2006)<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno ero a Cefal\u00f9 per un matrimonio. 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