{"id":71318,"date":"2026-01-01T00:01:28","date_gmt":"2025-12-31T23:01:28","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=71318"},"modified":"2026-01-01T09:55:41","modified_gmt":"2026-01-01T08:55:41","slug":"nanni-moretti-a-lato-del-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/","title":{"rendered":"Nanni Moretti, a lato del cinema","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Nanni Moretti \u00e8 una parte della cultura italiana. Il suo \u00e8 uno sguardo di parte, parziale, partigiano, unilaterale, talvolta ossessivo, monomaniacale. I suoi film degli anni settanta (<em>Io sono un autarchico<\/em>, 1976 e <em>Ecco bombo<\/em>, 1978) e alcuni di quelli che percorrono la stagione del grande disfacimento della cultura di sinistra (<em>Bianca<\/em>, 1984; <em>La messa \u00e8 finita<\/em>, 1985; <em>Palombella rossa<\/em>, 1989; <em>Caro diario<\/em>, 1993; <em>Aprile<\/em>, 1998) hanno lasciato un segno indelebile in almeno due generazioni di uomini e donne. Hanno rappresentato, per molti, uno specchio in cui vedere, grottescamente deformata, la propria immagine, i propri tic, la propria incapacit\u00e0 di reagire a un disastro politico e sociale che si stava realizzando. A Moretti va riconosciuta la dote ineguagliata di saper fare amaramente ridere di s\u00e9, di noi. \u00c8 una dote che, negli ultimi anni, ha faticato a trovare una medesima potenza formale. Si \u00e8 come ripiegata su se stessa, in una ripetitivit\u00e0 non sempre felice: sorta di battuta che, a forza di essere ripetuta, non fa pi\u00f9 ridere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c&#8217;\u00e8 anche un altro Moretti, quello che definirei un regista drammatico, se non tragico. \u00c8 quello de <em>La stanza del figlio<\/em>, 2001, e di <em>Mia madre<\/em>, 2015, due film in cui il cinema straborda, esce dai propri margini, dai propri confini, dal genere. &nbsp;Si tratta di film in cui appare la realt\u00e0, la drammatica realt\u00e0, la sua consistenza materiale. Le immagini si fanno spesso pesanti, pregnanti, gravide di conseguenze inattese. Sullo schermo scorre una materialit\u00e0 filmica che impedisce al personaggio che la abita di esaurire lo spazio della rappresentazione. Sono immagini che commuovono, che toccano nel profondo, che rendono nuovamente credibile la sospensione brechtiana degli attori. Lo sguardo che sospende la finzione della quarta parete, la parola che rompe la battuta, trasformandola in altro da s\u00e9 (&#8220;l&#8217;attore deve stare accanto al personaggio&#8221; ripete, incessantemente e senza essere compresa, la regista protagonista di <em>Mia madre<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 proprio quando si spinge a toccare le note pi\u00f9 drammatiche, quando affronta il dramma della morte, il dramma che la morte \u00e8 per coloro che restano, \u00e8 proprio quando entra in quella dimensione dove le parole mancano, che Moretti riesce a dire ancora qualcosa di vero, di reale. Qualcosa a lato del cinema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come nell&#8217;asciuttissima scena finale di <em>Mia madre<\/em> in cui, nel ricordo di una sorprendentemente brava Margherita Buy, appare il volto della madre ormai morente a cui la figlia domanda, &#8220;a cosa stai pensando?&#8221;. &#8220;A domani&#8221;, la risposta senza replica. Ecco, in quel punto a cui segue il nero dei titoli di coda, Moretti tocca un vertice del cinema, l\u00e0 dove l&#8217;immagine cinematografica sfugge alla sua autoreferenzialit\u00e0 e diventa davvero apertura sull&#8217;enigma della vita. La pellicola si fa tensione verso il futuro, incoercibile desiderio di vita, di domani. C&#8217;\u00e8 tutto in quello sguardo finale di Margherita, l&#8217;amore impossibile, la speranza cieca e la perdita irredimibile. C&#8217;\u00e8 un cinema che non si chiude su se stesso, sulla propria ripetizione, ma che si spalanca alla vita, alla vita che continua a venire. In quella scena di morte c&#8217;\u00e8 tutta un&#8217;esistenza, l&#8217;esistenza. La parte si fa tutto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666\"><em>In copertina: Nanni Moretti sul set di <\/em>Mia Madre<em> (2015)<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Nanni Moretti \u00e8 una parte della cultura italiana. Il suo \u00e8 uno sguardo di parte, parziale, partigiano, unilaterale, talvolta ossessivo, monomaniacale. I suoi film degli anni settanta e alcuni di quelli che percorrono la stagione del grande disfacimento della cultura di sinistra hanno lasciato un segno indelebile in almeno due generazioni di uomini e donne. Hanno rappresentato, per molti, uno specchio in cui vedere, grottescamente deformata, la propria immagine, i propri tic, la propria incapacit\u00e0 di reagire a un disastro politico e sociale che si stava realizzando. 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Ma c'\u00e8 anche un altro Moretti, quello che definirei un regista drammatico, se non tragico. \u00c8 quello de \u2018La stanza del figlio\u2019, 2001, e di \u2018Mia madre\u2019, 2015, due film in cui il cinema straborda, esce dai propri margini, dai propri confini, dal genere. \u00a0Si tratta di film in cui appare la realt\u00e0, la drammatica realt\u00e0, la sua consistenza materiale.","og_url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/","og_site_name":"Antinomie","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/federico.ferrari1509\/","article_published_time":"2025-12-31T23:01:28+00:00","article_modified_time":"2026-01-01T08:55:41+00:00","og_image":[{"width":1100,"height":732,"url":"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Nanni-Moretti-sul-set-di-mia-madre.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Federico Ferrari","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@antinomie_it","twitter_site":"@antinomie_it","twitter_misc":{"Scritto da":"Federico Ferrari","Tempo di lettura stimato":"3 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/"},"author":{"name":"Federico Ferrari","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/50354a84ee871f8fd139f09c0138084f"},"headline":"Nanni Moretti, a lato del cinema","datePublished":"2025-12-31T23:01:28+00:00","dateModified":"2026-01-01T08:55:41+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/"},"wordCount":516,"publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Nanni-Moretti-sul-set-di-mia-madre.jpg?fit=1100%2C732&ssl=1","keywords":["Cinema","Federico Ferrari","Nanni Moretti"],"articleSection":["Kleine Form"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/","name":"Nanni Moretti, a lato del cinema - Federico Ferrari","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2026\/01\/01\/nanni-moretti-a-lato-del-cinema\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Nanni-Moretti-sul-set-di-mia-madre.jpg?fit=1100%2C732&ssl=1","datePublished":"2025-12-31T23:01:28+00:00","dateModified":"2026-01-01T08:55:41+00:00","description":"Nanni Moretti \u00e8 una parte della cultura italiana. 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