{"id":70303,"date":"2025-11-24T00:01:00","date_gmt":"2025-11-23T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=70303"},"modified":"2025-11-23T21:12:21","modified_gmt":"2025-11-23T20:12:21","slug":"intradurre-lasemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/11\/24\/intradurre-lasemico\/","title":{"rendered":"Intradurre l\u2019asemico","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Intraducibile, cos\u00ec com\u2019\u00e8 comunemente inteso, \u00e8 ci\u00f2 che non si pu\u00f2 tradurre e, di primo acchito, la poesia \u2013 specie se poesia visiva, concreta o <em>asemic writing<\/em> \u2013 rientra in questa categoria. A un secondo sguardo, pi\u00f9 obliquo, \u201cintraducibile\u201d \u00e8 ci\u00f2 che si pu\u00f2 \u201cintradurre\u201d, come sostiene ad esempio uno dei massimi esponenti internazionali della poesia concreta, il brasiliano Augusto de Campos: prodotte a partire dalla met\u00e0 degli anni Settanta del secolo scorso, le <em>intradu\u00e7\u00f5es <\/em>di Augusto de Campos si presentano come traduzioni verbo-visive che differiscono dalla pratica convenzionale della traduzione poich\u00e9 si concentrano soltanto su una parte del testo di partenza, violandone cos\u00ec l\u2019integrit\u00e0, e si basano sul ricorso a medialit\u00e0 non necessariamente presenti \u2013 ma solo adombrate, a livello formale e\/o ideale \u2013 nella composizione del cosiddetto \u201coriginale\u201d. \u00c8 il caso di \u201cthe tyger \/ o tygre\u201d (in <em>Poesia 1949-79<\/em>, 1986), dove la traduzione della poesia del testo di William Blake, \u201cThe Tyger\u201d (da <em>Songs of Experience<\/em>, 1794), \u00e8 giustapposta a un arabesco sufi di provenienza turca, rappresentante una creatura felina e risalente al XIX secolo: ne risulta ribadita la componente gi\u00e0 verbovisiva dell\u2019originale, in quanto ottenuta con un metodo compositivo \u2013 <em>illuminated printing<\/em>, secondo la definizione dello stesso Blake \u2013 altrimenti trascurato dalle traduzioni pi\u00f9 canoniche del testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una simile \u201cintraduzione\u201d rende conto della complessit\u00e0 intersemiotica, nonch\u00e9 transculturale, della traduzione della poesia verbovisiva \u2013 complessit\u00e0 che pu\u00f2 arrivare fino alle soglie della intraducibilit\u00e0, nel suo significato pi\u00f9 convenzionale, specie se ci si pone il problema di una ulteriore traducibilit\u00e0 del testo gi\u00e0 tradotto. In questo senso, un altro tra i moltissimi esempi possibili \u00e8 dato da <em>Baudelaire in English<\/em> (2011) di Sean Bonney, dove la traduzione inglese di alcuni testi dei <em>Fiori del male<\/em> \u00e8 stata riversata dall\u2019autore inglese in un affastellamento di righe dattiloscritte, che si accavallano e intrecciano tra loro, fino a produrre glifi poco o nulla riconoscibili, proto-asemici, e si uniscono anche a frammenti di fotografie in bianco e nero della Londra del ventunesimo secolo (rinviando direttamente alla centralit\u00e0, per Baudelaire, della Parigi di met\u00e0 Ottocento, con una sorta di \u201cepifania del sostrato inter- o transmediale\u201d analoga a quella di Blake in \u201cthe tyger \/ o tygre\u201ddi Augusto de Campos).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni versi posti a conclusione del volume di Bonney forniscono una chiara motivazione culturale e politica per questa sofisticata operazione traduttiva, nel suo contrapporsi a una pratica ormai decorativo-ornamentale della poesia, tanto nei confronti del circuito editoriale e artistico-letterario come della societ\u00e0 nel suo insieme: \u00abthe poem is in danger of becoming an overly smooth surface fit only for the lobbies of office buildings and as illustrations \/ for expensive gallery catalogues, that kind of bullshit\u00bb<a href=\"#_edn1\" id=\"_ednref1\">[1]<\/a>. Un simile rifiuto di ogni trasparenza e, in generale, di ogni innocuit\u00e0 per la poesia conduce a una nuova, paradossale intraducibilit\u00e0 di un Baudelaire, ironicamente gi\u00e0 reso una prima volta \u201cin inglese\u201d da Bonney, e parallelamente inserito in un orizzonte asemico \u2013 orizzonte nel quale il problema della traducibilit\u00e0 risulta ancora pi\u00f9 marcato, poich\u00e9 la complessit\u00e0 intersemiotica, in assenza di una semiosi centrata su una componente semica tradizionalmente intesa come unione di significante e significato, diventa complessit\u00e0, perlomeno, infra- e ultra-semiotica. A questo proposito, si possono prendere come riferimento due opere recenti che hanno una relazione traduttiva costitutiva con l\u2019asemico come la traduzione italiana di <em>Zong!<\/em> (Benway Series 2021) di Marlene NourbeSe Philip e il volume <em>i[c]onic log <\/em>(Calamari Press 2025) di Federico Federici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto al primo volume, la vicenda editoriale e mediatica successiva alla pubblicazione ne rende difficoltosa la trattazione nello spazio di questo rapido contributo; occorre in ogni caso ricordare come l\u2019autrice abbia chiesto il ritiro del volume dal commercio per una serie di questioni traduttologiche, culturali e politiche che sono sembrate da subito articolate e controverse, generando un notevole dibattito. Vi si far\u00e0 ritorno, ma pare in primo luogo opportuno concentrare l\u2019attenzione su una sezione del libro, <em>\u1eb8b\u1ecdra<\/em>, le cui \u201ctavole di traduzione\u201d sono state curate da Mariangela Guatteri (all\u2019interno di un lavoro collaborativo di curatela e traduzione condotto insieme a Renata Morresi e Andrea Raos). Si tratta di vere e proprie \u201ctavole\u201d, come si specifica anche nella copertina del libro, e quindi di entit\u00e0 ad alto gradiente verbovisivo: emergono da un processo che NourbeSe Philip racconta nella <em>Notanda <\/em>inclusa nel libro e che Guatteri riprende sinteticamente in un <a href=\"https:\/\/www.tuttequellecose.com\/tradurre-lerrore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">successivo intervento online<\/a>: \u00abdurante la stampa della prima stesura di una sezione del libro, la stampante laser restituisce le prime due o tre pagine sovrapposte e accartocciate, trasformando il testo in un \u201cdenso panorama testuale\u201d, come dichiara la stessa Philip. Un errore\u00bb, dunque, \u00abcon un esito significativo\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-versione-originale.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70309 lazyload\" style=\"width:560px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"594\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-versione-originale.jpeg?resize=450%2C594&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70309\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-versione-originale.jpeg?w=450&amp;ssl=1 450w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-versione-originale.jpeg?resize=227%2C300&amp;ssl=1 227w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-versione-originale.jpeg?resize=60%2C79&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marlene NourbeSe Philip, Tav. 2 di <em>E\u0323bo\u0323ra<\/em> nella versione originale<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In funzione di questa genesi, <em>\u1eb8<\/em><em>b<\/em><em>\u1ecd<\/em><em>ra <\/em>si colloca tra l\u2019<em>asemic writing <\/em>e la Glitch Art, poich\u00e9 quest\u2019ultima fonde la propria estetica appunto sull\u2019errore nei processi di medializzazione e transcodificazione. Guatteri in particolare sottolinea come l\u2019errore, nonch\u00e9 la correlata de-semantizzazione, siano riassorbiti nel progetto di NourbeSe Philip, assumendo un valore specifico: \u00abL\u2019esito di questo errore, osservato nel contesto dell\u2019intero libro <em>Zong!<\/em>, sembra restituire una forza a quanto resta delle lettere, parole, frasi, interlinee e di ogni altro elemento che dispiega la pagina a una lettura non uni-lineare n\u00e9 unidimensionale\u00bb, come \u00abuna forza animatrice che presenta ci\u00f2 che sopravvive al massacro di un imperdonabile errore\u00bb, rinviando cos\u00ec al massacro delle persone deportate in schiavit\u00f9 sulla nave schiavista Zong e gettate a mare prima di toccare terra sul continente americano, nel 1781, allo scopo di poter lucrare sulla loro assicurazione sulla vita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-traduzione-di-Mariangela-Guatteri.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70315 lazyload\" style=\"width:550px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"804\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-traduzione-di-Mariangela-Guatteri.jpeg?resize=600%2C804&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70315\" style=\"width:550px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-traduzione-di-Mariangela-Guatteri.jpeg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-traduzione-di-Mariangela-Guatteri.jpeg?resize=224%2C300&amp;ssl=1 224w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/2-Marlene-NourbeSe-Philip_Tav.-2-di-Ebora-nella-traduzione-di-Mariangela-Guatteri.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marlene NourbeSe Philip, Tav. 2 di <em>E\u0323bo\u0323ra<\/em> nella traduzione di Mariangela Guatteri<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019errore non poteva essere riprodotto secondo la stessa procedura, troppo aleatoria per essere riprodotta pedissequamente; per descrivere la procedura adottata nella traduzione, ricorriamo ancora una volta alla sintesi operata da Guatteri: \u00abho stampato su fogli trasparenti le pagine, ancora in bozza di traduzione, corrispondenti a quelle precedentemente individuate, alcune su un medesimo foglio, altre mantenute divise e poi sovrapposte, per ottenere maggiore tridimensionalit\u00e0. Ho quindi utilizzato una lama di un cutter per raschiare alcune zone troppo dense in cui le masse dei segni alfabetici impedivano quel movimento di pieno e vuoto che rende ogni pagina di <em>\u1eb8b\u1ecdra<\/em> uno spazio in cui convive il moto di superficie e quella dimensione invisibile che \u00e8 il <em>fondo senza fondo del reale<\/em>\u00bb<a href=\"#_edn2\" id=\"_ednref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta dunque di un procedimento prima additivo, alla ricerca di una \u00abmaggiore tridimensionalit\u00e0\u00bb, e poi sottrattivo, con la \u00abraschiatura\u00bb di \u00abalcune zone troppo dense\u00bb: per usare le categorie qui provvisoriamente avanzate, si \u00e8 proceduto alla creazione di condizioni che consentissero la manifestazione della complessit\u00e0 insieme infra- e ultra-semiotica di un testo che risulta glitchato e al tempo stesso asemico. Il fatto che si proceda o meno al \u00abriassorbimento\u00bb, nelle parole di Guatteri, o anche a una certa normalizzazione, in altri termini, dell\u2019errore di <em>\u1eb8b\u1ecdra<\/em> nell\u2019alveo dello stesso progetto tematico-ideologico di <em>Zong!<\/em> \u2013&nbsp;inteso come il volume uscito nel 2008 a firma di NourbeSe Philip \u2013&nbsp;dischiude a questo punto un dibattito contiguo a quello avviato dall\u2019autrice con la richiesta di ritiro dal commercio della traduzione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale richiesta era principalmente basata su una presunta incoerenza della veste grafica della traduzione con quella dell\u2019originale, con la possibile conseguenza, attraverso una disposizione dei versi che non ricorderebbe pi\u00f9 l\u2019annegamento nell\u2019oceano, di un occultamento del legame del testo con il massacro avvenuto sulla Zong<a href=\"#_edn3\" id=\"_ednref3\">[3]<\/a>. Ci\u00f2 ha avviatoun dibattito che, pur nella sua grande rilevanza, non si pu\u00f2 qui ricostruire n\u00e9 giudicare e che certamente resta ancora aperto e foriero di nuovi sviluppi di ricerca. Per il momento si intende sottolineare, invece, la caratura dell\u2019operazione traduttiva sostenuta da Guatteri nella sua relazione con la caratterizzazione almeno parzialmente asemica di <em>\u1eb8b\u1ecdra<\/em>, dove l\u2019a- di asemico manifesta non tanto una presunta aleatoriet\u00e0 rispetto alla natura del \u201csegno\u201d, quanto una compresenza di tensioni contrastanti \u2013 al di l\u00e0 dei processi di semiosi comunemente intesi \u2013 che pu\u00f2 tornare nella traduzione di testi che \u201csulla carta\u201d (<em>pun intended<\/em>) appaiono e, per certi versi, sono \u201cintraducibili\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70317 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"906\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_01.jpg?resize=600%2C906&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70317\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_01.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_01.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_01.jpg?resize=60%2C91&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Federico Federici,<em> I[c]onic Log<\/em> 01<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una posizione simile \u00e8 presente ed \u00e8 anzi esplicitata con una qualche assertivit\u00e0 in <em>i[c]onic log <\/em>di Federico Federici, dove ad esempio si legge che l\u2019intraducibilit\u00e0 si manifesta gi\u00e0 a livello dell\u2019unit\u00e0 semantica della parola \u2013 \u00abWhat the word teaches us is its untranslatability\u00bb<a href=\"#_edn4\" id=\"_ednref4\">[4]<\/a> (p. 97) \u2013 mentre ci\u00f2 che pu\u00f2 risultare intraducibile dell\u2019<em>asemic writing <\/em>risiede in quella che, dal punto di vista meramente linguistico, \u00e8 la sua natura idiomatica: \u00abwriting implies translating, both in its impossibility and its necessity \/ translating implies either concealing the original idiom or failing to render it \/ if asemic writing is addressed in linguistic terms, it represents the idiomatic aspect that cannot be translated\u00bb<a href=\"#_edn5\" id=\"_ednref5\">[5]<\/a> (p. 67). Come si pu\u00f2 intuire nelle pieghe di questo discorso, anche la traduzione di una testualit\u00e0 pi\u00f9 \u201cconvenzionale\u201d rispetto all\u2019<em>asemic writing <\/em>si scontra con una sorta di \u201cresiduo idiomatico\u201d, che l\u2019asemico rappresenterebbe, poi, <em>par excellence<\/em>; viceversa, qualora non si intendesse l\u2019asemico in termini esclusivamente linguistici, cadrebbe anche questa identificazione <em>tout court<\/em> con ci\u00f2 che \u00e8 \u201cintraducibile\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_cIonic-Log_02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70319 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"906\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_cIonic-Log_02.jpg?resize=600%2C906&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70319\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_cIonic-Log_02.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_cIonic-Log_02.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_cIonic-Log_02.jpg?resize=60%2C91&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Federico Federici,<em> I[c]onic Log<\/em> 02<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, l\u2019<em>asemic writing <\/em>si pu\u00f2 affrontare anche da una prospettiva non puramente linguistica, ma anche relazionale-metrica, poich\u00e9 vi \u00e8 una \u00abmetric imprint\u00bb (p. 110), un\u2019impronta metrica che riempie la pagina di \u00absense\u00bb \u2013 senso, si noti, pi\u00f9 che significazione, rispetto alla quale l\u2019asemico costituisce una continua deriva: \u00abasemic writing is the result of a loss of control over language as a signification-driven device\u00bb<a href=\"#_edn6\" id=\"_ednref6\">[6]<\/a> (p. 14). Una simile prospettiva relazionale-metrica consente anche di distinguere pi\u00f9 nettamente l\u2019<em>asemic writing <\/em>dall\u2019ambito verbovisivo, che sarebbe carente, ad esempio, di una declinazione acustico-ritmica \u2013 \u00abverbo-visual\/purely visual pages scheme is not metrical in an acoustic sense\u00bb<a href=\"#_edn7\" id=\"_ednref7\">[7]<\/a> (p. 83) \u2013 dov\u2019\u00e8 appunto il ritmo a costituire una dellemanifestazioni principali della succitata \u201cimpronta metrica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione relazionale-metrica della misurazione \u00e8 anche uno dei possibili parametri di una nuova teoria della traduzione che tiene conto, se non anche trae origine, dall\u2019<em>asemic writing<\/em>: tradurre la funzione, pi\u00f9 che l\u2019unit\u00e0 segnica, d\u00e0 luogo a \u00abversioni e riscritture operative\u00bb \u2013 la definizione \u00e8 dell\u2019autore, in una comunicazione personale \u2013 che si inseriscono in un certo <em>range<\/em> di possibilit\u00e0 \u2013 che Federici descrive, nella stessa comunicazione, come \u00abdiagramma a blocchi per un algoritmo\u00bb \u2013 che va dalla non-trasferibilit\u00e0 (si possono tradurre soltanto didascalie, metadati e protocolli di esecuzione) alla traduzione intersemiotica (con cambio di supporto e di circuito mediale), fino alla possibilit\u00e0 avanzata della traduzione come documentazione di un \u00abcollasso interpretativo\u00bb (favorito, appunto, dall\u2019emergenza dell\u2019<em>asemic writing <\/em>come una misura estrema, e intimamente paradossale, di un collasso gi\u00e0 avvenuto).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70320 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"906\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_03.jpg?resize=600%2C906&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70320\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_03.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_03.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Federico-Federici_Iconic-Log_03.jpg?resize=60%2C91&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Federico Federici,<em> I[c]onic Log<\/em> 03<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Differentemente da Federici, che colloca queste opzioni dentro a un \u00abdiagramma a blocchi per un algoritmo\u00bb, sembra opportuno immaginarle come inserite in una banda di frequenza, variamente attivata da processi pi\u00f9 o meno consistenti di semiotizzazione; ne consegue che l\u2019<em>asemic writing <\/em>non \u00e8 soltanto ci\u00f2 che produce le condizioni <em>ultime <\/em>per il \u00abcollasso interpretativo\u00bb, ma pu\u00f2 essere implicato anche nelle <em>fasi intermedie<\/em> della non-trasferibilit\u00e0, della \u201ctraduzione di funzione\u201d o della traduzione intersemiotica<a href=\"#_edn8\" id=\"_ednref8\">[8]<\/a>. Il riferimento all\u2019algoritmo, tuttavia, chiarisce anche il posizionamento di <em>i[c]onic log<\/em> rispetto al potenziale dischiuso dai procedimenti algoritmici delle intelligenze artificiali: se l\u2019<em>asemic writing <\/em>mantiene la carica originaria, potenzialmente trasgressiva, di un \u00abuntrained neural network\u00bb (p. 87), \u00e8 per\u00f2 vero che \u00aba machine-learning algorithm can cluster the data and distinguish between stress and plant\u00bb<a href=\"#_edn9\" id=\"_ednref9\">[9]<\/a> (p. 37) \u2013 intendendo per \u00abstress\u00bb un certo tipo di stress fisico sulle piante stesse, la cui misurazione \u00e8 esemplificata da molte delle tavole incluse nelle pagine successive (pp. 37-48). Come nella sua introduzione al libro osserva Nils R\u00f6ller, docente di teoria dei media e della cultura all\u2019universit\u00e0 di Zurigo, quest\u2019ultima citazione \u00e8 da considerarsi innanzitutto come uno stimolo ad analizzare criticamente le modalit\u00e0 e gli esiti della \u201ccognizione umana\u201d, stimolo cui l\u2019<em>asemic writing <\/em>risponde come mezzo che a propria volta pone una sfida \u201cetico-estetica\u201d (p. II).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, il nesso tra traduzione e <em>asemic writing<\/em> non \u00e8 solo frutto di un algoritmo, ma le sue qualit\u00e0 metriche eccedono i limiti di una misurazione convenzionale, rinviando invece al principio di indeterminazione della fisica post-heisenberghiana \u2013 ambito di formazione accademica di Federici e presenza costante nella sua opera \u2013 tra chi agisce un\u2019osservazione e chi viene osservato. A questo proposito, come sostiene l\u2019autore anche in una <a href=\"https:\/\/www.asymptotejournal.com\/visual\/from-world-to-word-on-linguistics-visual-art-and-asemic-writing-with-italian-artist-federico-federici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">recente intervista pubblicata su <em>Asymptote<\/em><\/a>, la fisica e la scrittura si configurano come \u201cstudi sulle strutture\u201d, ma risultano entrambe troppo lasche, o troppo rigide, nel demarcare reciprocamente le zone dell\u2019esperienza e della teoria, ricordando, mediante tale oscillazione, la paradossale connotazione che ha, secondo Federici, ogni scrittura \u2013 \u00abwriting implies its impossibility and necessity\u00bb (p. 67) \u2013 e il paradosso, simultaneamente infra- e ultra-semiotico, della traduzione dell\u2019<em>asemic writing<\/em>. La misurazione di tale paradosso si dovrebbe avvalere di una competenza metrica che si ritrova invece nelle arti visive, animate come sono dalla capacit\u00e0 di superare, grazie a un orientamento puramente visuale, le restrizioni legate a un approccio simbolico convenzionale alla rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 della verificabilit\u00e0 o meno della teoria dell\u2019(in)traducibilit\u00e0 dell\u2019<em>asemic writing, <\/em>o di quella di una relazione stretta tra diversi saperi e pratiche (come fisica, arti visive e scrittura), da queste prime e assai provvisorie annotazioni si pu\u00f2 desumere, innanzitutto, proprio la qualit\u00e0 marcatamente teoretica di <em>i[c]onic log<\/em>. Coacervo di testualit\u00e0 tra loro anche molto diverse \u2013 come ad esempio un\u2019intervista con un ipotetico super-modello di IA giapponese, Quantum Quill (pp. 5-7), o una <em>impromptu home lecture <\/em>(p. 51) \u2013 e di tavole asemiche, <em>i[c]onic log<\/em> presenta una forte predominanza di una scrittura teorica che, tuttavia, depotenzia di continuo la propria assertivit\u00e0. O meglio, la trasferisce di continuo verso altri esiti: verso orizzonti intrinsecamente non assertivi, come quelli asemici, oppure verso ritorni improvvisi a modalit\u00e0 liriche che interrompono la \u201cfreddezza\u201d del discorso saggistico-teorico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo proposito \u2013 oltre ad alcuni sprazzi naturalistici che rimandano alla centralit\u00e0 della natura, e in particolare della vegetazione, in altre opere di Federici<a href=\"#_edn10\" id=\"_ednref10\">[10]<\/a> \u2013 si possono notare alcune, sporadiche ma di certo intenzionali, allitterazioni \u2013 ad esempio, \u00aba sign is the paradi<em>gm<\/em> of the eni<em>gm<\/em>a of language\u00bb<a href=\"#_edn11\" id=\"_ednref11\">[11]<\/a> (p. 76, corsivi aggiunti)<strong> \u2013 <\/strong>che rimandano alla caratura fonosimbolica delle lingue naturali. Lo afferma lo stesso Federici, nella gi\u00e0 citata intervista per <em>Asymptote<\/em>, fornendo una breve analisi \u2013 vicina, per alcuni aspetti, alla fenomenologia gestaltica \u2013 delle lingue usate in <em>i[c]onic log<\/em> (tedesco e inglese, in primo luogo, con qualche lacerto in francese); Federici chiarisce anche la funzione di questo multilinguismo (pi\u00f9 precisamente definito come \u00abtranslanguaging\u00bb, a partire dalla relazione intrattenuta da queste lingue con la scrittura asemica), che non \u00e8 soltanto di creazione polifonica, ma ha anche lo scopo di interrompere la linearit\u00e0 del flusso interpretativo: \u00abjuxtaposed multilingual segments disrupt interpretation whenever they are approached from the perspective of a single language\u00bb<a href=\"#_edn12\" id=\"_ednref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In funzione anche di questa incursione tra le lingue e l\u2019asemico, <em>i[c]onic log<\/em> si configura, dunque, come un \u00abessay in comparative writing\u00bb (p. 99), un saggio nell\u2019ambito della \u201cscrittura comparata\u201d, e al tempo stesso non lo \u00e8 fino in fondo, essendo attraversato da un rumore di fondo e da una indeterminazione che, almeno in un passaggio, ricordano l\u2019estetica del glitch affrontata da Guatteri: \u00abuseless or faulty machines [\u2026] may be converted into creativity devices\u00bb<a href=\"#_edn13\" id=\"_ednref13\">[13]<\/a> (p. 100). Come per Guatteri, infatti, nel tentativo di definire il nesso fra traduzione e <em>asemic writing<\/em> permane una certa importanza della teoria, in forma di indicazioni procedurali \u2013 definite \u00abistruzioni\u00bb, nell\u2019intervento su <em>Tutte Quelle Cose<\/em> \u2013 per Guatteri, o del \u201clegame i[c]onico\u201d per Federici; quest\u2019ultimo pu\u00f2 in ogni caso andare incontro a dissoluzione, per idratazione o solvatazione, per continuare con la metafora individuata da Federici, o per effetto dell\u2019errore, nell\u2019estetica asemico-glitch delineata da Guatteri. L\u2019importanza di una certa strutturazione procedurale, o teorica, in tutti questi attraversamenti della traduzione in relazione con l\u2019<em>asemic writing <\/em>non si risolve, dunque, in una mera normativit\u00e0 prescrittiva o assertivit\u00e0, a livello discorsivo, bens\u00ec rifiuta quest\u2019orizzonte nel nome di una \u201cintraducibilit\u00e0\u201d attiva \u2013 gi\u00e0 esplorata, in precedenza, nell\u2019ambito della poesia concreta o visuale e ancora foriera di diversi sviluppi a contatto con l\u2019asemico.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref1\" id=\"_edn1\">[1]<\/a> \u00abla poesia corre il rischio di diventare una superficie completamente liscia adatta soltanto per le sale d\u2019attesa degli uffici e come illustrazioni \/ per costosi cataloghi d\u2019arte, quel tipo di cazzate\u00bb (traduzione di servizio, come anche per le note successive).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref2\" id=\"_edn2\">[2]<\/a> Le parole in corsivo sono una citazione da: F. Jullien, <em>Figure dell\u2019immanenza<\/em>, Laterza, 2019, p. 254.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_edn3\" href=\"#_ednref3\">[3]<\/a> Per un riassunto del dibattito, cfr. A. Bazzoni, <a href=\"https:\/\/www.euppublishing.com\/doi\/10.3366\/ccs.2023.0494\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Translating across Lines of Identity and Domination: The Case of M. NourbeSe Philip&#8217;s <\/em>Zong!<\/a>, <em>Comparative Critical Studies<\/em>, 20, 2024 e i dossier di critica ai quali ha personalmente contribuito anche l\u2019autore di questo articolo, sul magazine online <a href=\"https:\/\/www.pulplibri.it\/tag\/zong\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Pulp Libri<\/em><\/a> e sulla rivista accademica <a href=\"https:\/\/www.olschki.it\/libro\/R48202201\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Testo a fronte<\/em><\/a><em> <\/em>(n. 66-67, 2022).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref4\" id=\"_edn4\">[4]<\/a> \u00abci\u00f2 che ci insegna la parola \u00e8 la sua intraducibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref5\" id=\"_edn5\">[5]<\/a> \u00abla scrittura implica la traduzione, sia come impossibilit\u00e0 che come necessit\u00e0 \/ tradurre implica nascondere l\u2019idioma originale oppure fallire nel tentativo di renderlo \/ quando la scrittura asemica \u00e8 concepita in termini linguistici, essa rappresenta l\u2019aspetto idiomatico che non pu\u00f2 essere tradotto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref6\" id=\"_edn6\">[6]<\/a> \u00abla scrittura asemica \u00e8 il risultato di una perdita di controllo sul linguaggio come dispositivo orientato alla significazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref7\" id=\"_edn7\">[7]<\/a> \u00abuno schema costituito da pagine verbo-visive\/esclusivamente visuali non \u00e8 metrico in senso acustico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref8\" id=\"_edn8\">[8]<\/a> Almeno un\u2019opera precedente di Federici \u00e8 basata su una metafora di traduzione intersemiotica, gi\u00e0 esplicitata nel titolo, ossia <em>Transcripts from demagnetized tapes vol. 1<\/em> (LN, Berlino, 2021), dove la scrittura asemica \u00e8 costantemente messa in relazione con la smagnetizzazione dei nastri magnetici, ad esempio delle musicassette \u2013 opera che ho gi\u00e0 analizzato in: \u201c<em>Lettera \u201922<\/em>. Su alcune recenti dattilo-scritture di ricerca\u201d, <em>il verri<\/em>, 80, 2022, pp. 49-64.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref9\" id=\"_edn9\">[9]<\/a> \u00abrete neurale non addestrata\u00bb; \u00abun algoritmo di <em>machine learning<\/em> pu\u00f2 aggregare i dati e discernere tra lo stress e la pianta [che lo subisce]\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref10\" id=\"_edn10\">[10]<\/a> Si veda a titolo di esempio questo lacerto da p. 102: \u00abbut what about a sign disconnected from any alleged language \/ such as a series of points sampled by a device investigating \/\/ a phenomenon, or the marks produced by ink-tipped branches \/ of a beech-tree in the wind? what signification resides in those?\u00bb (\u00abma cosa dire di un segno disconnesso da ogni linguaggio conosciuto \/ come ad esempio una serie di punti campionati da un dispositivo che indaga \/ su un fenomeno, o le tracce lasciate nel vento dai rami intinti \/ nell\u2019inchiostro di un faggio? quale significazione vi risiede?\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref11\" id=\"_edn11\">[11]<\/a> \u00abun segno \u00e8 il paradigma dell\u2019enigma della lingua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref12\" id=\"_edn12\">[12]<\/a> \u00absegmenti multilingui giustapposti tra loro frammentano l\u2019interpretazione ogni volta che sono considerati nella prospettiva di un\u2019unica lingua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ednref13\" id=\"_edn13\">[13]<\/a> \u00abmacchine inutili o difettose [\u2026] possono essere convertite in sistemi creativi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666\"><em>In copertina: Federico Federici, <\/em>I[c]onic Log<em> (particolare)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Intraducibile, cos\u00ec com\u2019\u00e8 comunemente inteso, \u00e8 ci\u00f2 che non si pu\u00f2 tradurre e, di primo acchito, la poesia \u2013 specie se poesia visiva, concreta o &#8216;asemic writing&#8217; \u2013 rientra in questa categoria. 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