{"id":70181,"date":"2025-11-19T00:01:00","date_gmt":"2025-11-18T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=70181"},"modified":"2025-11-18T22:24:00","modified_gmt":"2025-11-18T21:24:00","slug":"calvino-dal-rovescio-di-klee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/11\/19\/calvino-dal-rovescio-di-klee\/","title":{"rendered":"Calvino dal rovescio di Klee","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Nella primavera del 2024, presso le Terme di Caracalla, si \u00e8 tenuta <a href=\"https:\/\/www.electa.it\/mostre\/sfida-al-labirinto-calvino-le-citta-i-ritratti-di-tullio-pericoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una mostra<\/a> il cui intento, fra gli altri, era suggellare l\u2019attitudine di Calvino verso l\u2019arte. La concludeva una fotografia di Luigi Ghirri (fig. 1), nella quale lo scrittore era avvolto in una nebbia densa e lattiginosa, in cui la sua figura parrebbe dissolversi in un cenno allusivo verso un esito indeterminato. Vi si poteva riconoscere quella medesima atmosfera brumosa e spettrale evocata in <em>Dall\u2019opaco<\/em> (1971): testo nel quale \u2013 ha scritto Silvio Perrella \u2013 \u00e8 messa in scena \u00abuna serratissima interrogazione esistenziale ed espressiva\u00bb sulla luce: un personaggio che quando rivela una luminosit\u00e0 esplicita, pu\u00f2 chiamarsi \u00abaprico\u00bb (\u00ab<em>abrigu<\/em>\u00bb, in dialetto ligure), laddove, quando ostenta una luminosit\u00e0 implicita, assume il nome di \u00abopaco\u00bb (\u00ab<em>ubagu<\/em>\u00bb). E se si pu\u00f2, vista \u00abl\u2019estrema rarit\u00e0 dell\u2019opaco e la pi\u00f9 ampia estensione d\u2019aprico\u00bb, far coincidere quest\u2019ultimo \u00abcon l\u2019esistenza del mondo\u00bb, come dimenticare il suo \u00abopaco rovescio\u00bb? Forse ammettendo che quanto \u00e8 \u00abrivolto verso l\u2019aprico \u00e8 pure un qualcosa che si ritrae nell\u2019opaco\u00bb; anzi, la linea che si traccia s\u2019avvolge sempre pi\u00f9 nell\u2019opaco, ed \u00e8 inutile che si cerchi di ricordare a che punto si \u00e8 entrati nell\u2019ombra: ci si era \u00abgi\u00e0 da principio\u00bb. L\u2019intento di Calvino in questo racconto sarebbe insomma quello di circoscrivere un ambito connotato da una luce simile a quella, evocata (com\u2019egli ricorder\u00e0 nelle <em>Lezioni americane<\/em>) gi\u00e0 da Leopardi, del sole o della luna, veduta \u00abin luogo dov\u2019essi non si vedono e non si scopre la sorgente della luce\u00bb (<em>Zibaldone di pensieri<\/em>, 20 settembre 1821 [1744]).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70190 lazyload\" style=\"width:503px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"661\" height=\"824\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-2.jpg?resize=661%2C824&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70190\" style=\"width:503px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-2.jpg?w=661&amp;ssl=1 661w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-2.jpg?resize=241%2C300&amp;ssl=1 241w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-2.jpg?resize=60%2C75&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 661px) 100vw, 661px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">fig. 2<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso, per illustrare <em>La nuvola di smog<\/em>, apparso nel 1958 su \u201cNuovi argomenti\u201d e quindi pubblicato, nel 1965 unitamente a <em>La formica argentina<\/em> in volume per Einaudi, Calvino scelse (e le sue copertine non furono mai casuali; ma, giusta la testimonianza di Giulio Bollati, sempre da lui decise o con lui concertate) un disegno di Paul Klee, <em>Mond und Laterne<\/em> (1911) (fig.2), che testimonia come l\u2019artista svizzero \u2013 ha osservato John Sallis \u2013 cerchi di \u00abcatturare la soglia dell\u2019apparenza della luce\u00bb: l\u2019adito nel quale essa <em>\u00e8<\/em>, senza essere gi\u00e0 riflessa dalla superficie degli oggetti. Per rendere visibile tale irrequieta luminescenza della luce, Klee non si limiterebbe per\u00f2 a dinamizzare i colori cos\u00ec da renderli, secondo quanto aveva per primo mostrato il suo \u00abmaestro per eccellenza\u00bb, C\u00e9zanne, manifestazione della riflettanza delle cose, ma \u2013 si legge in uno dei suoi <em>Diari<\/em> \u2013 provando a mostrarne l\u2019\u00abenergia\u00bb non adesso ma ora, <em>appena prima<\/em> ch\u2019essa si liberi. Come quando \u2013 si dir\u00e0 rubando l\u2019esempio a Johann Christoph Gottsched (o, se si preferisce, a quanto si legge in un passo di <em>Ti con zero<\/em>) \u2013 un arco \u00e8 messo in tensione, per consentire lo scoccare della freccia, e raggiunge cos\u00ec la massima trazione, al punto che esso, seppur privo di un effettivo movimento, contiene gi\u00e0 in s\u00e9 la medesima forza posseduta dalla freccia in movimento reale verso il bersaglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si concettualizza in questo modo la possibilit\u00e0 della rappresentazione del movimento, occorrer\u00e0 nondimeno costatare che la freccia diventa a sua volta una realt\u00e0 che permette di scoprire quella che Pierre Boulez, in un riuscito libretto dedicato ai rapporti fra Klee e la musica, ha definito una vera e propria \u00abpoetica della freccia\u00bb. La stessa alla quale allude Calvino, quando, fermandosi sui quadri di Hiromu Arakawa, nota come le frecce che li costellano sembrano dovere \u00abraggiungere i confini del quadro e sparire\u00bb, sebbene forse esse non si muovano, ma si limitino ad indicare \u00abla direzione in cui si muoverebbe qualsiasi cosa si trovasse a passare di l\u00ec, comprese le stesse frecce, se non dovessero restare immobili a indicare il proprio movimento\u00bb. Una dinamica immobile, espressa attraverso il motivo della freccia, che certo ricorda alcune composizioni di Klee, da <em>Der La\u00fcter<\/em> (1920) a<em> Gebannter Blitz<\/em> (1927), ma che soprattutto sembra esemplificare ci\u00f2 che per lui significa vedere. Come infatti mostra un disegno (fig. 3) pubblicato in <em>Wege des Naturstudiums<\/em> (saggio del 1923 pubblicato dal Bauhaus), \u00e8 alla freccia, in quanto evidenziazione grafica che estrae un concetto astratto da una situazione concreta, che \u00e8 affidato il compito di collegare il cerchio che rappresenta il mondo (<em>Welt<\/em>)alle due forme a goccia che gli si contrappongono: l\u2019occhio\/Io (<em>Auge\u2013Ich<\/em>) e il Tu\/oggetto (<em>Du\u2013Gegenstand<\/em>); e quindi di simboleggiare le tre forme di relazione che legano quest\u2019ultimo al primo \u2013 la fisico-ottica, la \u00abstatica\u00bb, la \u00abdinamica\u00bb \u2013, le quali, prese insieme, rappresenterebbero la \u00abvia metafisica\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70196 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"497\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg?resize=900%2C497&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70196\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg?resize=300%2C166&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg?resize=768%2C424&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Fig.-3.jpg?resize=60%2C33&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">fig. 3<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il vedere \u2013 come ha osservato Gregorio Botta \u2013 si dimostra \u00abun atto che coinvolge tutto il nostro essere, corpo e spirito, un\u2019esperienza sospesa tra cielo e terra, una compenetrazione tra soggetto e oggetto, che si uniscono e portano alla \u201csintesi di visione esterna e contemplazione interiore\u201d\u00bb. &nbsp;Onde partecipare \u2013 secondo quanto Klee stesso ebbe a dichiarare \u2013 a \u00abun mondo intermedio, poich\u00e9 io lo sento tra i mondi percettibili esteriormente ai nostri sensi e posso affermarlo intimamente in modo tale che posso proiettarlo verso l\u2019esterno in forme equivalenti\u00bb, come accade \u00abai bambini, ai pazzi, ai primitivi\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70201 lazyload\" style=\"width:524px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"652\" height=\"648\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg?resize=652%2C648&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-70201\" style=\"width:524px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg?w=652&amp;ssl=1 652w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg?resize=300%2C298&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/fig.-4.jpg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">fig. 4<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu proprio a questi ultimi che Calvino \u2013 nella conversazione (ora ripubblicata da Henry Beyle in un\u2019edizione di pregio tirata in 400 copie) avuta con Tullio Pericoli in occasione della mostra, organizzata nel 1980 alla Galleria Il Milione di Milano, nella quale erano esposti alcuni suoi disegni realizzati \u201crubando a Klee\u201d \u2013 accost\u00f2 l\u2019artista svizzero. Il quale avrebbe serbato intatta la spontaneit\u00e0 di quando, ragazzino, nella trattoria dello zio, fra le fessure e le cricche dei piani di marmo levigato dal tempo, scopriva un intrico di solchi, un labirinto di linee \u00abin cui si potevano vedere grottesche figure umane e fissarle con la matita\u00bb. Un atavismo \u00abattivo, psichico, per non dire medianico\u00bb, non estraneo \u2013 lo ha segnalato Andrea Cortellessa, riflettendo su Calvino e Klee in pagine raccolte nel volume <a href=\"https:\/\/shop.fondazionecesarepavese.it\/products\/un-figlio-della-civilta-delle-immagini\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Un figlio della civilt\u00e0 delle immagini. Viaggio nei libri di Italo Calvino<\/em><\/a> recentemente pubblicato dalla Fondazione Cesare Pavese \u2013 allo stesso Calvino, e che si concreta nel tentativo pi\u00f9 ancora che di rielaborare ci\u00f2 che si \u00e8 imparato nell\u2019infanzia, nell\u2019esercizio della \u00abforza genetica\u00bb della propria immaginazione, nel dispiegarsi continuo d\u2019un universo di possibilit\u00e0, nel quale qualcosa nasce prima delle sue condizioni di esistenza, s\u00ec che \u00e8 possibile <em>anche <\/em>vedere nel giorno l\u2019ombra, contemplare nella notte la luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Italo Calvino &#8211; Tullio Pericoli<br><em><a href=\"https:\/\/www.henrybeyle.com\/libro\/furti-ad-arte-442\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Furti ad arte<\/a><\/em><br>Henry Beyle, 2025<br>84 pp., \u20ac 34,20<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666\"><em>In copertina: fig.1, fotografia di Luigi Ghirri \u00a9 Eredi Luigi Ghirri<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella primavera del 2024, presso le Terme di Caracalla, si \u00e8 tenuta una mostra il cui intento, fra gli altri, era sugellare l\u2019attitudine di Calvino verso l\u2019arte. La concludeva una fotografia di Luigi Ghirri, nella quale lo scrittore era avvolto in una nebbia densa e lattiginosa, in cui la sua figura parrebbe dissolversi in un cenno allusivo verso un esito indeterminato. Vi si poteva riconoscere quella medesima atmosfera brumosa e spettrale evocata in &#8216;Dall\u2019opaco&#8217; (1971): testo nel quale \u2013 ha scritto Silvio Perrella \u2013 \u00e8 messa in scena \u00abuna serratissima interrogazione esistenziale ed espressiva\u00bb sulla luce: un personaggio che quando rivela una luminosit\u00e0 esplicita, pu\u00f2 chiamarsi \u00abaprico\u00bb (\u00ababrigu\u00bb, in dialetto ligure), laddove, quando ostenta una luminosit\u00e0 implicita, assume il nome di \u00abopaco\u00bb (\u00abubagu\u00bb). E se si pu\u00f2, vista \u00abl\u2019estrema rarit\u00e0 dell\u2019opaco e la pi\u00f9 ampia estensione d\u2019aprico\u00bb, far coincidere quest\u2019ultimo \u00abcon l\u2019esistenza del mondo\u00bb, come dimenticare il suo \u00abopaco rovescio\u00bb?<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":39,"featured_media":70187,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[103],"tags":[1482,243,3386],"coauthors":[1795],"class_list":["post-70181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","tag-italo-calvino","tag-luigi-azzariti-fumaroli","tag-tullio-pericoli","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Calvino dal rovescio di Klee - Luigi Azzariti-Fumaroli<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Nella primavera del 2024, presso le Terme di Caracalla, si \u00e8 tenuta una mostra il cui intento, fra gli altri, era sugellare l\u2019attitudine di Calvino verso l\u2019arte. 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E se si pu\u00f2, vista \u00abl\u2019estrema rarit\u00e0 dell\u2019opaco e la pi\u00f9 ampia estensione d\u2019aprico\u00bb, far coincidere quest\u2019ultimo \u00abcon l\u2019esistenza del mondo\u00bb, come dimenticare il suo \u00abopaco rovescio\u00bb?\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/11\/19\/calvino-dal-rovescio-di-klee\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Calvino dal rovescio di Klee - Luigi Azzariti-Fumaroli\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nella primavera del 2024, presso le Terme di Caracalla, si \u00e8 tenuta una mostra il cui intento, fra gli altri, era sugellare l\u2019attitudine di Calvino verso l\u2019arte. 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