{"id":68292,"date":"2025-09-23T00:01:00","date_gmt":"2025-09-22T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=68292"},"modified":"2025-09-23T13:47:11","modified_gmt":"2025-09-23T11:47:11","slug":"lenigma-di-pesaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/09\/23\/lenigma-di-pesaro\/","title":{"rendered":"L\u2019enigma di Pesaro","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Durante il secondo semestre di insegnamento a Urbino, tra marzo e giugno, sono andato a rivedere la pala di Giovanni Bellini esposta nei Musei Civici di Pesaro. Negli ultimi anni ero tornato su questo dipinto sempre attraverso riproduzioni, di recente in occasione di un testo sul paesaggio in cui citavo l\u2019espediente del quadro nel quadro eccetera. Ma come sempre la riproduzione di un dipinto non ha alcun rapporto con la sua esperienza, limitandosi ad una familiarizzazione con la sua immagine, che spesso si riduce all\u2019identificazione del soggetto e ad un\u2019impressione sul colore, propedeutica nel migliore dei casi alla visione dal vivo. Oggi per\u00f2, nella societ\u00e0 dell\u2019immagine e della fruizione a schermo, il passaggio dall\u2019immagine riprodotta all\u2019oggetto reale, ovvero l\u2019esperienza della fisicit\u00e0 del dipinto, viene spesso a mancare, lasciando alla riproduzione la possibilit\u00e0 di diventare un\u2019originale esperienza in differita. Intendo originale nel senso di una visione aumentata rispetto a quella dal vivo, che un tempo all\u2019interno di un catalogo consisteva nell\u2019ingrandimento di un dettaglio, e che oggi sullo schermo corrisponde alle meraviglie dell\u2019alta definizione, accessibili attraverso l\u2019icona di una lente di ingrandimento che in progressivi cliccaggi ci conduce ad una visione talmente ravvicinata da scavalcare la percezione naturale, permettendo all\u2019occhio un diretto contatto con i peli della barba, i motivi astratti del marmo, la sagomatura del fogliame, e cos\u00ec via.\u00a0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68297 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"916\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg?resize=850%2C916&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68297\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg?w=850&amp;ssl=1 850w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg?resize=278%2C300&amp;ssl=1 278w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg?resize=768%2C828&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/incoronazione-pannello-centrale.jpg?resize=60%2C65&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovanni Bellini, <em>Pala di Pesaro<\/em>, 1471-83, olio su tavola (Musei Civici di Pesaro)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pomeriggio di un giorno di aprile sono andato a rivedere la pala di Bellini per mostrarla ad un amico in visita da Londra, con l\u2019idea di dirgli magari due parole su quel periodo entusiasmante della pittura veneta compreso tra Bellini e Giorgione, che corrisponde alla nascita della moderna pittura di paesaggio. E difatti cos\u00ec ho fatto. Ho portato il mio amico Stuart di fronte al quadro e gli ho sbobinato la genesi di una nuova sensibilit\u00e0 naturalistica, e cos\u00ec via. Poi abbiamo fatto un giretto nelle altre stanze del museo, commentando la collezione della maioliche rinascimentali prodotte dal ducato di Urbino, sottolineando la decadenza dell\u2019artigianato contemporaneo per imbucarci infine, anche se&nbsp; sono stato soltanto io in realt\u00e0 ad essere finito in un buco, nei deserti estetici della produzione industriale di Ikea e affini, constatando che il detto \u201cless is more\u201d non funziona per l\u2019artigianato, rischiando di essere soltanto un\u2019aberrazione di comodo del mercato, tanto da rovesciarsi nel \u201cmore is less\u201d, la produzione eccessiva a basso costo per una nuova democrazia estetica, ma a dire il vero queste cose le ho pensate soltanto io e non le ho neanche dette. Prima di uscire siamo tornati a dare un ultimo sguardo alla pala di Bellini e a quel punto ho notato qualcosa che non avevo mai visto, e che ha ritardato di non poco l\u2019uscita dal museo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sorry Stuart<\/em>, ho chiesto al mio amico, <em>where do you think Christ and the Madonna are sitting?<\/em> Perch\u00e9 a me la Vergine e il Cristo non mi sembravano seduti, ma poggiati all\u2019architettura che fa da cornice all\u2019incoronazione. Guardate per favore la parte inferiore di questa struttura e considerate la posizione delle due figure. Per il Cristo \u00e8 plausibile, anche se prospetticamente discutibile, che sia seduto su una struttura emergente dall\u2019angolo destro, cosa ipotizzabile dal fatto che, tra la parte inferiore del suo mantello e il bordo laterale di questo anomalo trono, si scorge un piano verticale bianco. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-sin-Gesu-con-basamento.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68300 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"667\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-sin-Gesu-con-basamento.jpeg?resize=500%2C667&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-sin-Gesu-con-basamento.jpeg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-sin-Gesu-con-basamento.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-sin-Gesu-con-basamento.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovanni Bellini, <em>Pala di Pesaro<\/em>, 1471-83 (particolare)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando nell\u2019angolo opposto, quello di Maria, questo piano avanzato non \u00e8 presente, difatti si vede proseguire fino all\u2019angolo il motivo della cornice inferiore con tanto di sferette che circoscrivono il rettangolo di marmo rosso, visibile anche nella parte centrale in basso. Adesso focalizziamo nuovamente le due parti del quadro, quella di sinistra compresa tra la spada di san Paolo e la gamba destra della Madonna e quella di destra compresa tra la gamba sinistra di Cristo e la tunica di San Francesco. A me sembra che a sinistra manchi quell\u2019elemento verticale bianco perpendicolare alla parte laterale del trono, nascosto quasi per intero dalla veste del Cristo, ma non del tutto, lasciandoci quel minimo di visibilit\u00e0 in grado da farci supporre la presenza di una base su cui la figura potrebbe essere seduta.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Madonna-seduta.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68303 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"667\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Madonna-seduta.jpeg?resize=500%2C667&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68303\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Madonna-seduta.jpeg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Madonna-seduta.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Madonna-seduta.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovanni Bellini, <em>Pala di Pesaro<\/em>, 1471-83 (particolare)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019angolo opposto dove si trova Maria non troviamo la stessa situazione, quell\u2019elemento non \u00e8 presente, difatti si ha un\u2019impressione di maggiore profondit\u00e0, di un vuoto che permette difatti alla veste di cadere liberamente, creando una diagonale in luogo di un angolo retto. Se l\u2019immagine fosse cos\u00ec costruita, Maria sarebbe dunque soltanto poggiata su quel minimo aggetto di cornice che vediamo nella parte mediana della struttura, una base direi insufficiente affinch\u00e9 una figura possa restare poggiata in quella posizione, simile a quella in cui ci si mette con le spalle al muro mantenendo le gambe a 90 gradi per rinforzare i quadricipiti, che non \u00e8 l\u2019esercizio fisico che si fa durante un\u2019incoronazione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dov\u2019\u00e8 seduta dunque la madre di Ges\u00f9? Sono uscito dal museo senza risposta e la settimana successiva ho pensato di porre il quesito ai miei studenti. Cos\u00ec ho proiettato in aula l\u2019immagine e ho chiesto loro semplicemente di guardarla, chiedendo se qualcuno per caso notasse qualcosa di anomalo, mai pensando che una studentessa dopo cinque minuti sarebbe stata in grado di vedere quello che io avevo scoperto nel triplo del tempo, e per di pi\u00f9 guardando il dipinto dal vivo, non in riproduzione. Cos\u00ec nel\u2019\u2019ora successiva \u00e8 partito un gioco ermeneutico collettivo di cui cerco di sintetizzare i risultati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo una mezz\u2019ora di confronto, che poi era una sorta di tutti contro tutti iconografico, siamo arrivati alla conclusione che il Cristo e la Madonna avessero senza dubbio due sedute differenti, perch\u00e9 il buon Bellini non si era certo potuto dimenticare di dipingere nell\u2019angolo della Madonna il corrispettivo architettonico presente in quello del Cristo. Devo per\u00f2 confessare che l\u2019ipotesi della dimenticanza mi piaceva non poco, almeno quanto quella della scelta di una cosciente incoerenza prospettica da parte dell\u2019autore per burlarsi dello spettatore, per spingerlo proprio in quel tipo di ragionamenti che noi stavamo facendo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo a ragioni pi\u00f9 oggettive: perch\u00e9 l\u2019artista avrebbe dovuto dipingere soltanto una figura seduta? Cos\u00ec pi\u00f9 guardavamo l\u2019immagine e pi\u00f9, abbandonando quella che fino a poco prima era una certezza, ci sembrava che entrambe le figure non fossero sedute, quindi neanche pi\u00f9 il Cristo, anche se questa conclusione era passata da uno stadio pi\u00f9 allucinato, in cui qualcuno, me compreso, aveva intravisto tra le gambe della Madonna una linea dipinta che avrebbe suggerito uno spigolo, identificabile in quella piega verticale nel centro della sottoveste rossa, tra la scarpa della Madonna e il piede del Cristo, dove difatti pi\u00f9 spostate sulla destra se ne vedono altre due oblique, cosa che fa riflettere su una certa incongruenza plastica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-dx-Gesu.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68308 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"667\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-dx-Gesu.jpeg?resize=500%2C667&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68308\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-dx-Gesu.jpeg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-dx-Gesu.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/piede-dx-Gesu.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Giovanni Bellini, <em>Pala di Pesaro<\/em>, 1471-83 (particolare)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, come ben sappiamo, pi\u00f9 guardiamo qualcosa e pi\u00f9 proiettiamo sulla superficie dipinta quello che vogliamo vedere, migrando nelle lucide allucinazioni del tutto possibile. Per\u00f2, gira e rigira, tra coscienti allucinazioni e presunte prove di oggettivit\u00e0, non riuscivamo, o almeno cos\u00ec adesso ricordo, a prescindere dal fatto che quell\u2019elemento architettonico verticale mancasse dalla parte della Madonna. Alla fine tornavamo sempre l\u00ec. Ma allora com\u2019era possibile mantenere quella posizione di seduta del tutto innaturale? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un attimo per\u00f2, innaturale se le due figure fossero in carne e ossa, ma naturale se magari fossero due spiriti, ovvero due presenze non fisiche, che noi vediamo come reali ma non lo sono. Difatti nessuno dei santi che li circonda sembra prestare attenzione all\u2019evento, che non \u00e8 certo un evento da poco. San Paolo guarda altrove, San Pietro preferisce leggere, San Girolamo idem, mentre San Francesco sembra totalmente assorto in altro, per non dire ipnotizzato dal crocefisso che regge nella mano destra. Per\u00f2, che diamine, siamo nel momento culmine del rituale, Cristo sta poggiando la corona sulla testa di sua madre, e i quattro santi non si degnano di uno guardo? Un po\u2019 strano, anzi pi\u00f9 che strano, tanto da spingerci a credere di essere, io e i miei studenti in un\u2019unica barca di allucinati, spettatori di due realt\u00e0 differenti, quella terrena in cui vediamo una sontuosa architettura in forma di trono, i Santi e il paesaggio con il castello identificale con quello di Gradara, e quella celeste in cui vediamo l\u2019incoronazione, che \u00e8 stata dipinta ma che non \u00e8 l\u00ec dove la vediamo, come non sono l\u00ec n\u00e9 il Cristo n\u00e9 la Madonna, almeno come ci sono nel dipinto du tipologie di nuvole, quelle naturali del paesaggio e quelle extra-terrestri su cui poggiano gli angeli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se cos\u00ec fosse, se ci troviamo di fronte ad un\u2019immagine che nella sua unit\u00e0 descrive due realt\u00e0 differenti come una sorta di anamorfosi iconografica, la cornice dipinta dall\u2019artista, che riprende poi quella reale dell\u2019intera pala, non \u00e8 tanto un espediente per la rappresentazione di un quadro nel quadro, ma un diaframma che separa la dimensione ultraterrena da quella terrena. O forse la soglia in cui il reale incontra l\u2019irreale, o dove questi due termini si mescolano senza possibilit\u00e0 di distinzione. La distinzione dei due piani di realt\u00e0 potrebbe anche essere suggerita dal fatto che San Pietro sta leggendo qualcosa che narra proprio del rituale di incoronazione, che a quel punto dalla finzione del racconto si materializza sotto i nostri occhi. E dico si materializza nel senso visivo, ma senza materia, nelle forme di due spiriti senza peso corporeo. Potremmo ipotizzare anche che Cristo e Maria siano in cielo ma noi li vediamo in terra, e che crediamo a questa logica irreale perch\u00e9 questa forma di apparizione rappresenta il mistero della fede, quello di cui possiamo parlare ma che non possiamo spiegare, quello che possiamo vedere anche se non \u00e8 reale, un po\u2019 come se la concretezza della struttura prospettica fosse il prezzo per l\u2019assenza del soggetto che la abita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un po\u2019 come tutte le immagini dipinte, che si rivelano non appena dall\u2019apparente leggibilit\u00e0 delle forme si apre l\u2019oscurit\u00e0 spaziale del non visto, perch\u00e9 in fondo guardare un dipinto non \u00e8 mai guardarne l\u2019immagine in superficie, ma raggiungere l\u2019immagine che inizia a prendere forma nel punto in cui l\u2019autore ha terminato il suo lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Giovanni Bellini, <\/em>Pala di Pesaro<em>, 1471-83 (particolare)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pomeriggio di un giorno di aprile sono andato a rivedere la pala di Bellini per mostrarla ad un amico in visita da Londra, con l\u2019idea di dirgli magari due parole su quel periodo entusiasmante della pittura veneta compreso tra Bellini e Giorgione, che corrisponde alla nascita della moderna pittura di paesaggio. E difatti cos\u00ec ho fatto. Ho portato il mio amico Stuart di fronte al quadro e gli ho sbobinato la genesi di una nuova sensibilit\u00e0 naturalistica, e cos\u00ec via. [\u2026] Prima di uscire siamo tornati a dare un ultimo sguardo alla pala di Bellini e a quel punto ho notato qualcosa che non avevo mai visto, e che ha ritardato di non poco l\u2019uscita dal museo.\u00a0\u201cSorry Stuart\u201d, ho chiesto al mio amico, \u201cwhere do you think Christ and the Madonna are sitting?\u201d<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":127,"featured_media":68314,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[107],"tags":[521,3323,113],"coauthors":[1743],"class_list":["post-68292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ecfrastica","tag-flavio-de-marco","tag-giovanni-bellini","tag-pittura","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019enigma di Pesaro - Flavio de Marco<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Un pomeriggio di un giorno di aprile sono andato a rivedere la pala di Bellini per mostrarla ad un amico in visita da Londra, con l\u2019idea di dirgli magari due parole su quel periodo entusiasmante della pittura veneta compreso tra Bellini e Giorgione, che corrisponde alla nascita della moderna pittura di paesaggio. 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