{"id":68171,"date":"2025-10-17T00:01:11","date_gmt":"2025-10-16T22:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=68171"},"modified":"2025-10-18T13:40:28","modified_gmt":"2025-10-18T11:40:28","slug":"i-fiori-appassiti-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/10\/17\/i-fiori-appassiti-della-rivoluzione\/","title":{"rendered":"I fiori appassiti della rivoluzione","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">&#8220;La rivoluzione, come il desiderio, \u00e8 imprescindibile e imprevedibile,<br>e non finir\u00e0 mai di sconvolgere i custodi del terreno dei bisogni.\u201d<br>Elvio Fachinelli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Il venti di luglio del 1975 Elvio Fachinelli atterra all&#8217;aeroporto di Lisbona. Trova strade affollate, case fatiscenti, povert\u00e0. Nel mese seguente, viagger\u00e0 lungo tutto il Portogallo. Quello che scopre, come tanti stranieri che in quel periodo intraprendono un pellegrinaggio laico nel paese rivoluzionario, \u00e8 un&#8217;umanit\u00e0 inattesa. \u00c8 passato poco pi\u00f9 di un anno dal 25 aprile 1974, storica data dell&#8217;evento che pone fine al regime dittatoriale noto come <em>Estado Novo<\/em>, instaurato da Ant\u00f3nio de Oliveira Salazar nel 1933 e continuato da Marcelo Caetano. Il 25 aprile aveva visto affermarsi una rivoluzione (quasi totalmente) incruenta, rappresentata dalle iconiche immagini di una folla straripante che, sulla ripida Cal\u00e7ada do Carmo, avanza sino alla caserma della Guardia Nacional Republicana, dove si era rifugiato Caetano, e pone cos\u00ec fine all&#8217;orrido regime. O come narra anche la leggenda di Celeste Caeiro (il cui cognome, per una strana coincidenza della storia, richiama il pi\u00f9 lirico e potente degli eteronimi pessoiani), la quale si trovava in Pra\u00e7a do Rossio e, non avendo un regalo da offrire, diede i garofani che aveva in mano ai soldati, i quali inserirono i fiori nelle canne dei loro fucili, trasformandoli nel simbolo di una rivoluzione pacifica. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68985 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"605\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg?resize=900%2C605&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68985\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg?resize=300%2C202&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg?resize=768%2C516&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/calcada-do-combro-25-aprile-1974.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lisbona, Cal\u00e7ada do Combro, 25 aprile 1974<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I mesi che seguirono la resa di Caetano al capitano Salgueiro Maia del Movimento delle Forze Armate (MFA) sono tempi di grande fermento in cui la spinta rivoluzionaria cerca, gioiosamente e disperatamente, una propria forma. Fachinelli, con straordinaria sensibilit\u00e0, coglie tutte le oscillazioni e le contraddizioni presenti nella societ\u00e0 portoghese di quegli anni. Si tratta di un paese che sembra &#8220;si trovi costretto ad affrontare, in una sola volta, cinquant&#8217;anni di storia europea: la liberazione dal fascismo e la decolonizzazione, la crisi del &#8217;68, la crisi dell&#8217;autorit\u00e0 dello stato\u2026&#8221;. \u00c8 anche un paese spezzato, diviso, tra le citt\u00e0 e le campagne. La rivoluzione sembra essere &#8220;rimasta in citt\u00e0&#8221;, mentre nelle campagne si vive una diffidenza diffusa verso questo rimescolamento delle convenzioni sociali, delle gerarchie, dei modi di vita.&nbsp; Questo periodo, che dur\u00f2 circa due anni, \u00e8 noto come il Processo Rivoluzionario in Corso (<em>Processo Revolucion\u00e1rio em Curso<\/em> &#8211; PREC) e fu caratterizzato da forti tensioni politiche e sociali, tra tentativi di colpi di stato e aspri conflitti tra diverse fazioni politiche, prima di stabilizzarsi il 2 aprile 1976 quando viene promulgata la nuova Costituzione della Repubblica Portoghese, che sancisce l&#8217;instaurazione di un regime democratico e semi-presidenziale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68989 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg?resize=900%2C506&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68989\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravos-revolution.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lisbona, 25 aprile 1974<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 di questa turbolenza costituente che tiene traccia il libro di Fachinelli, anche attraverso una sorprendente e brechtiana appendice iconografica. Si tratta, in fondo, della difficolt\u00e0 di pensare e di vivere la rivoluzione; di vivere quello slancio, quel tentativo non risolto e non definibile che \u00e8 il momento di rottura da essa incarnato. Ogni rivoluzione rischia, infatti, di soccombere sotto la sua definizione. Se la rivoluzione avanza \u00e8 perch\u00e9 &#8220;va avanti \u2013 se va \u2013 contro le sue stesse parole, contro il suo schermo, attraverso tentativi \u2013 e sono numerosi \u2013 che rischiano sempre di essere subito bruciati dalla loro definizione&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 nelle poche pagine del libro di Fachinelli, dal significativo titolo <em>Uma tentativa de amor<\/em>, una magnifica capacit\u00e0 di sottrarre il discorso alla seriet\u00e0 giudicante e definitoria della cultura, come anche alle certezze del rivoluzionario di professione. L&#8217;allora quarantasettenne psicanalista italiano sa che c&#8217;\u00e8 rivoluzione solo nell&#8217;entusiasmo, nel senso di avventura, nella novit\u00e0, nella sperimentazione. Stati emotivi, prima che di pensiero, emozioni che la seriet\u00e0 culturale, il nozionismo storicista, la volont\u00e0 di riportare l&#8217;accadere al gi\u00e0 accaduto tendono a uccidere. La rivoluzione o \u00e8 un tentativo, un esperimento, un&#8217;esperienza \u2013 oppure non \u00e8. Nessuna rivoluzione pu\u00f2 sussistere se si inizia a valutarla in base al suo prevedibile epilogo. Sarebbe come &#8220;valutare il vivente sulla base del suo inevitabile exitus&#8221;. Lo slancio rivoluzionario \u00e8 tutto compreso nel suo vitale presente, non nel futuro. Non \u00e8 proiezione, progetto, ma adesione all&#8217;istante. \u00c8 il tempo in cui gli orologi sono tutti fermi. \u00c8, per dirla con Benjamin, <em>Jetztzeit<\/em>: un tempo &#8220;caricato&#8221; di potenziale, in cui la storia non \u00e8 pi\u00f9 un semplice susseguirsi di eventi, ma una costellazione di immagini e momenti che possono essere riattivati dando origine a qualcosa di totalmente inedito. La rivoluzione \u00e8 sempre <em>adesso<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69001 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"648\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg?resize=900%2C648&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-69001\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg?resize=300%2C216&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg?resize=768%2C553&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/rua-garret.jpg?resize=60%2C43&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lisbona, 25 aprile 1974<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui lo sconcerto che Fachinelli prova leggendo i resoconti coevi del <em>Corriere<\/em>, capaci solo di registrare la &#8220;crisi&#8221; istituzionale di un sistema ma non il fermento rivoluzionario, che \u00e8, invece, percepibile nei giovani, negli operai, nello sguardo stupito degli anziani, nelle assemblee improvvisate a cui egli partecipa attraversando il paese. \u00c8 la rivoluzione delle mamme, delle zie (&#8220;mia zia Speranza al potere?&#8221;), di coloro che di politica non si sono mai interessati e da cui, in fondo, non sanno cosa aspettarsi. La rivoluzione \u00e8 questa partecipazione collettiva senza attesa o meglio in cui l&#8217;attesa \u00e8 solo attesa dell&#8217;inatteso, dell&#8217;imprevedibile. Ed \u00e8 proprio questa imprevedibilit\u00e0 a spaventare, invece, i contadini alentejani, sospettosi e spaesati davanti al sovvertimento dello status quo. Per tutti, rivoluzionari e controrivoluzionari, \u00e8 la scoperta di essere POVO, popolo (scritta che, ossessivamente, compare su tutti i muri, da nord a sud del paese).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68998 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"675\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg?resize=1000%2C675&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68998\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg?resize=768%2C518&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/povo-museo-nacional-da-resistencia.jpg?resize=60%2C41&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lisbona, 25 aprile 1974, il &#8220;popolo&#8221; in piazza<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rivoluzione che Fachinelli descrive non passa solo dalla politica, dal tentativo di ricomporre, di dare una nuova forma al legame sociale, ma anche, se non soprattutto, da un modo altro di intendere questo legame, di viverlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;A Set\u00fabal, sul mare vicino a Lisbona, una compagnia che fino al 25 aprile \u00e8 stata d&#8217;avanguardia rappresenta un&#8217;operina di Peter Weiss. Una piazza, come un campiello veneziano, colma di gente che segue divertendosi molto la farsa raffinata messa in scena dagli attori. Alla fine, mentre gli attori ci spiegano il loro rapporto col comune, si avvicina una donnetta vestita di nero che rivolta al capo della compagnia gli dice che \u00e8 la prima volta che vede teatro, e lo ringrazia. Ferma, tranquilla; ci\u00f2 che mi colpisce \u00e8 la sua mancanza d&#8217;impaccio nel dire ci\u00f2 che ha detto. \u00c8 qui che passa la rivoluzione&#8221;. Rivoluzione delle esistenze, prima di tutto. La spontaneit\u00e0, l&#8217;esuberanza rivoluzionaria, il puro dispendio di s\u00e9 contrapposto all'&#8221;ipocrisia come risparmio doloroso dei sentimenti&#8221;. Anche su questo piano si gioca una reale apertura verso una societ\u00e0 altra, verso un altro modo di vivere. <em>Uma tentativa de amor<\/em> (in portoghese, un tentativo d&#8217;amore ma anche un gesto romantico che non \u00e8 andato a buon fine, un&#8217;occasione mancata) \u00e8 questo tentativo, pregno di passione e amore, a essere davvero rivoluzionario &#8211; anche negli errori, nei sentimenti mal riposti, nelle storie che non porteranno a nulla e che, certamente, non si concluderanno con un &#8220;vissero tutti felici e contenti&#8221;. Le rivoluzioni non hanno quasi mai un lieto fine, ma sono forse il solo momento veramente vitale di una societ\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravo-coca-cola-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68995 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"580\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravo-coca-cola-1.jpg?resize=400%2C580&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-68995\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravo-coca-cola-1.jpg?w=400&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravo-coca-cola-1.jpg?resize=207%2C300&amp;ssl=1 207w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cravo-coca-cola-1.jpg?resize=60%2C87&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si guarda a cosa \u00e8 diventato il Portogallo di oggi non si pu\u00f2 che averne la controprova. Si tratta di un paese spento, provato, disorientato, stanco; un paese che ha vissuto un&#8217;accelerazione neoliberale devastante. Oggetto di un primo periodo di benessere, con l&#8217;entrata nelle CEE nel 1986, \u00e8 poi rimasto impigliato nella crisi del debito, che ha raggiunto un momento di svolta traumatica tra la fine del 2010 e l&#8217;inizio del 2011. L&#8217;intervento della &#8220;Troika&#8221; &#8211; composta da Commissione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI) &#8211; \u00e8 avvenuto durante l&#8217;aggravarsi di una situazione economica sempre pi\u00f9 difficile. Le condizioni sociali hanno vissuto, a seguito del programma economico-finanziario di macelleria sociale messo a punto dalla Troika, uno stress sempre pi\u00f9 forte che, negli ultimi quindici anni, si \u00e8 sommato a una speculazione immobiliare senza precedenti, con conseguente gentrificazione delle due grandi citt\u00e0, Lisbona e Porto (come anche dei grandi agglomerati turistici nell&#8217;Algarve). Da qui, ulteriore impoverimento delle classi medie, povert\u00e0 diffusa nelle fasce pi\u00f9 deboli del sistema, apparizione di un&#8217;immigrazione massiccia di lavoratori provenienti dal Medio Oriente sempre pi\u00f9 sottopagati, con conseguente crescita progressiva dei movimenti populisti di destra, come il grottesco-salazarista <em>Chega<\/em> (basta cos\u00ec!). Una nazione che ha perso, di fatto, ogni memoria della rivoluzione dolce dei garofani e che vive, ora, sprofondata in un realismo economicista disumano. L&#8217;umanit\u00e0 del Povo la si incontra ancora, qui e l\u00e0, in una gentilezza diffusa, ma che tende a stemperarsi in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 internazionale e anonima, sempre pi\u00f9 alienata dalla propria identit\u00e0. In fondo, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 popolo: solo lavoratori, piccoli imprenditori di s\u00e9 stessi che cercano di far fortuna o di salvarsi da questo naufragio di tutti dettato dalla crescita o dalla decrescita economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto \u00e8 in vendita. Tutti i negozi diventano uguali a quelli delle altre citt\u00e0 d&#8217;Europa. A macchia di leopardo, qualcosa resiste al folclore per turisti. Ma i turisti aumentano, ogni anno di pi\u00f9. Stranieri ovunque. Quindici anni fa erano i francesi a dominare. Poi i pensionati di mezza Europa, attirati dal dumping fiscale. Ora tantissimi americani, con i loro sorrisi perfetti e ignoranti, con il loro tono di voce urlato, cos\u00ec stridente con il discreto <em>quasi sussurrato<\/em> dei portoghesi. Gli Yankee, trincerati dietro il loro monolinguismo imperiale, non capiscono una parola. Si rivolgono a tutti in inglese. Comprano. Si divertono. Spendono. Lavorano da remoto. <em>Money, business and sun \u2013 what else?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pare davvero che un mondo intero sia svanito. Che l&#8217;attesa si sia dissolta. La democrazia liberale \u00e8 qua. \u00c8 questa &#8220;cosa sociale&#8221; in cui tutto \u00e8 prevedibile e in cui niente di imprevisto deve accadere. Ognuno al suo posto. A ciascuno secondo i propri consumi, in proporzione alle proprie possibilit\u00e0 (economiche). Solo una questione di calcoli, di opportunit\u00e0. Nessuna sorpresa. Forse, potr\u00e0 sopraggiungere una crisi passegger\u00e0 di sistema: qualcuno che stava sotto andr\u00e0 sopra e viceversa &#8211; ma una rivoluzione no, proprio no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra preistoria, leggere di quando Fachinelli, nei primi giorni del suo soggiorno &#8211; al posto di visitare la citt\u00e0, come di consuetudine per gli odierni turisti \u2013 si reca, per avere le prime informazioni sul luogo, al palazzo in cui Lotta Continua aveva una sua sede. Il palazzo, dove persone provenienti da tutta Europa erano desiderose di prendere parte a una svolta epocale, era stato messo a disposizione dalla famiglia Espirito Santo, famiglia di banchieri tra le pi\u00f9 potenti e ricche del Portogallo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69006 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-69006\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/%C2%A9-2006-2025-Nuno-Martins.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Avenida 211<\/em>, lo scalone prima della ristrutturazione, photo \u00a9  2006- 2025 Nuno Martins<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, non leggenda preistorica ma racconto da favola, sembra l&#8217;aver potuto frequentare, nei primi anni dieci del duemila (per l&#8217;esattezza dal 2006 al 2014), il palazzo in cui aveva abitato una parte della famiglia Esp\u00edrito Santo (pi\u00f9 precisamente, il palazzo apparteneva alla moglie di Manuel Ricardo, Maria do Carmo Moniz Galv\u00e3o), palazzo che, in attesa di essere ristrutturato e posto sul mercato, era stato messo a disposizione di una comunit\u00e0 di artisti, grazie all&#8217;intuizione geniale di Ant\u00f3nio Bolota, ingegnere, imprenditore e, a sua volta, valente scultore. Si trattava di <a href=\"https:\/\/www.nmartins.com\/varia\/avenida-211\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">uno spazio meraviglioso<\/a>, decadente e magnifico, nel quale trovarono rifugio, del tutto gratuitamente e in spirito di autogestione, decine di artisti portoghesi, tra i migliori. Si respirava, in quelle stanze ricoperte di maioliche e con stupendi parquet, ancora qualcosa di rivoluzionario, un&#8217;ultima sopravvivenza: la dimensione di una vera comunit\u00e0, a cui anche lo scrivente, seppur tangenzialmente, partecip\u00f2. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69008 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-69008\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Avenida 211<\/em>, interno,  photo \u00a9  2006- 2025 Nuno Martins<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;edificio, al 211 di Avenida da Libertade, ultima isola nella marea montante della finanziarizzazione della citt\u00e0, venne poi ristrutturato e tutti gli appartamenti furono venduti a milioni di euro. Di quell&#8217;esperienza, tra non molto, verr\u00e0 allestita una <a href=\"https:\/\/www.ccb.pt\/evento\/avenida-211\/2025-10-26\/\">mostra di documentazione presso il MAC\/CCB<\/a>. Anche le ultime vestigia dello spirito rivoluzionario sono, insomma, ormai divenute documento da museo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69007 lazyload\" style=\"width:422px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"899\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins-1.jpg?resize=600%2C899&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-69007\" style=\"width:422px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins-1.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins-1.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuno-martins-1.jpg?resize=60%2C90&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Avenida 211<\/em>, il vecchio portone sull&#8217;Avenida da Libertade, photo \u00a9 2006- 2025 Nuno Martins<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Della Rivoluzione dei Garofani e dei suoi figli resta il ricordo sbiadito e un profumo di fiori appassiti. In questa struggente parabola, che nel giro di cinquant&#8217;anni ha visto spegnersi ogni entusiasmo per un altro mondo possibile, \u00e8 forse contenuta l&#8217;ultima speranza. Quella che \u00e8 data a chi non ha pi\u00f9 speranza. O, con le parole del pi\u00f9 melanconico dei rivoluzionari, Walter Benjamin, un&#8217;\u00abultima speranza non \u00e8 mai tale per chi la nutre, ma solo per quelli per cui \u00e8 nutrita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elvio Fachinelli<br><em>Uma tentativa de amor<\/em><br>Cooperativa Scrittori, 1976 (riedizione parziale in Id., <em><a href=\"https:\/\/deriveapprodi.com\/libro\/al-cuore-delle-cose-scritti-politici-1967-1989\/\">Al cuore delle cose<\/a><\/em>, a cura di D. Borso, DeriveApprodi, 2016, 256 pp., 18 \u20ac)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.ccb.pt\/en\/evento\/avenida-211\/2025-10-26\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Avenida 211. Um espa\u00e7o de artistas em Lisboa<\/a><\/em><br>A cura di Nuria Enguita e Marta Mestre<br>MAC\/CCB, Lisbona<br><em>dal 25 ottobre 2025 al 5 aprile 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Lisbona, 25 aprile 1974, Largo do Carmo<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivoluzione o \u00e8 un tentativo, un esperimento, un&#8217;esperienza \u2013 oppure non \u00e8. 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