{"id":67724,"date":"2025-09-03T00:01:00","date_gmt":"2025-09-02T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=67724"},"modified":"2025-08-26T16:58:09","modified_gmt":"2025-08-26T14:58:09","slug":"augusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/09\/03\/augusta\/","title":{"rendered":"Augusta","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Qualche giorno fa mi sono svegliata nel cuore della notte pensando a una mongolfiera. La mongolfiera di questa semi-veglia era quella che ogni anno la cantina del paese in Sicilia da cui provengo mette a disposizione dei suoi clienti per fare un giretto nei cieli. Quando mi hanno raccontato della mongolfiera della cantina, ho subito pensato a una folla di bambini in fila per fare il loro breve giro, mentre i genitori, un po\u2019 brilli e un po\u2019 preoccupati, li guardavano da terra con un bicchiere di vino in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche giorno prima avevo visto l\u2019hangar per dirigibili di Augusta. \u00c8 stato Nicol\u00f2, come al solito, a indirizzarmi verso l\u2019hangar. Conosce tutti i posti dove non va nessuno, tutti i posti a costo quasi zero dove \u00e8 ancora possibile intuire com\u2019era il paesaggio siciliano prima del turismo di massa: il paese fantasma di Montallegro, la riserva di Torre Salsa, i vicoli di Siculiana, i monoliti di Montalbano Elicona, le paste di mandorla e limone delle suore di Palma di Montechiaro, il cimitero delle navi e l\u2019hangar per velivoli di Augusta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67728 lazyload\" style=\"width:500px\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2.jpg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67728\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 una vera entrata dell\u2019hangar: la struttura ha smesso di essere utilizzata alla fine degli anni \u201950 ed \u00e8 progressivamente stata abbandonata. La sua gestione \u00e8 stata motivo di contesa tra Marina Militare, Guardia di Finanza e Demanio ma, nonostante sia stato dichiarato bene nazionale, il suo stato di abbandono non accenna a migliorare. Ci sono un paio di varchi nella recinzione di filo spinato, ed \u00e8 da l\u00ec che entro. La struttura, progettata dall\u2019ingegner Garboli e portata a termine nel 1920, \u00e8 imponente come ci si aspetta da un deposito di velivoli, ma sono forse le porte quelle che colpiscono di pi\u00f9. Sono altissime, l\u2019occhio non lo registra subito, ma non ha mai visto delle porte cos\u00ec alte. Sono piene di ruggine, ma non danno affatto l\u2019idea di essere fragili, anzi: hanno resistito, come del resto la struttura complessiva, a un terremoto non lieve, tanto da avere attirato l\u2019attenzione di alcuni ingegneri giapponesi, venuti a tentare di scoprire il loro segreto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67726 lazyload\" style=\"width:500px\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"1066\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4.jpg?resize=600%2C1066&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67726\" style=\"width:500px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4.jpg?resize=576%2C1024&amp;ssl=1 576w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un paio di giorni dopo sono sul lungomare di Ortigia. C\u2019\u00e8 uno scoglio abbastanza grande e piatto, e sullo scoglio una coppia che dorme. Almeno, credo che dorma. Anche qui, l\u2019occhio ci mette un po\u2019 a decifrare quello che vede. Come hanno fatto quei due ad arrivare fin l\u00ec? Forse hanno attraversato quel pezzo di mare con i loro zaini in spalla, cercando di non bagnarsi. Forse hanno volato. In ogni caso, sono molto belli con quel loro non aver paura del loro desiderio, che \u00e8 una cosa che mi lascia sempre senza fiato. Penso a Herzog, alla sua passione per il volo, e soprattutto per i voli assurdi, quelli che non servono a niente e non portano da nessuna parte. Nel documentario <em>Il diamante bianco<\/em>, Herzog segue il tentativo di un ingegnere inglese di costruire un dirigibile che possa sorvolare la foresta pluviale della Guyana. Sulla spedizione grava il peso di un episodio accaduto dieci anni prima: nel primo esperimento era morto il collega dell\u2019ingegnere, nel tentativo di scendere dall\u2019albero su cui si era incastrato il dirigibile. Nel documentario di Herzog tutto in realt\u00e0 finisce col funzionare: la pesantezza del passato si scontra con la leggerezza di cui va in cerca Dorrington, ma nonostante l\u2019ingegnere sia terrorizzato dalla possibilit\u00e0 di replicare gli errori del passato alla fine va avanti, vola sulla foresta, issato su questa mongolfiera bianca che assomiglia a un diamante e che miracolosamente sfida ogni inconveniente tecnico che possa essersi presentato in passato. \u00abVorrei non avere questo desiderio, ma ce l\u2019ho\u00bb, dice Dorrington dritto in camera, con la faccia fintamente ingenua di chi sa che \u00e8 pronto a uccidere o a farsi uccidere per realizzare il proprio desiderio di volare. Perch\u00e9 l\u2019ha gi\u00e0 fatto, quindi pu\u00f2 farlo ancora.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-bis.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67730 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-bis.jpg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67730\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-bis.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-bis.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-bis.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Augusta ho cercato di scacciare una sensazione netta di pericolo: in un certo senso, il luogo era abitato, era pieno di tracce umane e animali, e gli edifici intorno davano l\u2019impressione che gli uomini avessero abbandonato il luogo da poco, e in effetti \u00e8 cos\u00ec, c\u2019\u00e8 un\u2019associazione che organizza delle attivit\u00e0 nel prato accanto, ma non sono riuscita comunque ad allontanare la percezione di essermi troppo allontanata da un sentiero conosciuto. A un chilometro dall\u2019hangar otto o nove navi in diversi stati di abbandono costituiscono quello che \u00e8 noto come \u00abcimitero delle navi\u00bb, e sul molo davanti alle navi ho creduto di vedere un uomo in una roulotte piena di rifiuti. Mi sono allontanata in fretta, con la certezza di avere commesso un errore a venire fin l\u00ec a cercare macerie, mentre gli altri festeggiavano il Ferragosto. Che cosa c\u2019\u00e8 che non va in me, ricordo di aver pensato. Perch\u00e9 mi sono messa in pericolo inutilmente?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67732 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"667\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8.jpg?resize=500%2C667&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67732\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8.jpg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Percorrendo la costa che va da Augusta a Priolo Gargallo, l\u2019impressione di una violenza spaventosa inflitta al territorio \u00e8 fortissima: l\u2019economia della costa si basa sull\u2019industria petrolchimica, e di fronte alle enormi raffinerie il pensiero che non riesco a scacciare \u00e8: a queste persone hanno tolto il mare. Da Thapsos, una lingua di terra abitata durante l\u2019et\u00e0 del bronzo e poi colonia greca, si vede tutta la costa: le industrie, le famigliole al mare, il porto di Augusta in lontananza, gli uccelli provenienti dalle vicine saline. Il terreno \u00e8 tutto bruciato, e l\u2019unico segno di vita \u00e8 una torretta d\u2019avvistamento costruita nel 1806 dagli inglesi per avvistare le navi nemiche. L\u2019amministrazione di Priolo Gargallo ha assicurato che l\u2019acqua delle loro spiagge \u00e8 pulita. \u00abNon bisogna mettere a repentaglio le attivit\u00e0 turistiche che sono nate negli ultimi anni\u00bb, si legge in un comunicato del comune. E cos\u00ec, mentre calpesto l\u2019erba bruciata di Thapsos, sento la voce della cantante di uno dei lidi intonare a squarciagola Maracaibo e registro la compresenza assurda di una raffineria e di un\u2019area protetta nel giro di pochi chilometri. Non so che pensare. Sembra un\u2019immagine della fine, di una possibile fine, ma la cantante non vuole che ci pensiamo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67734 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"889\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5.jpg?resize=500%2C889&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67734\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5.jpg?resize=60%2C107&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo viaggio in solitaria attraverso luoghi non solo abbandonati, ma dove dal punto di vista della legge non dovrei essere, non ho mai la sensazione di essere sola. Da quando sono piccola parlo nella mia mente con i miei amici, racconto tra me e me episodi del passato, mi arrabbio per cose che gli altri hanno dimenticato da decenni. Uno dei velivoli che passarono da Augusta fu il Norge, il dirigibile con il quale Umberto Nobile effettu\u00f2 la trasvolata del Polo Nord. Nobile fu il protagonista di un\u2019altra celebre spedizione scientifica al Polo Nord, con cui intendeva bissare il successo della prima, e che fin\u00ec con la morte di sei membri dell\u2019equipaggio. Il nome di Nobile mi ha fatto ricordare che la mia amica artista Tiziana Cera Rosco ha lavorato di recente sull\u2019episodio della celebre tenda rossa di Nobile. Quando le ho chiesto la ragione di questo lavoro mi ha semplicemente risposto: \u00abSono io la tenda rossa\u00bb. In una delle foto del progetto si vede Cera Rosco, nuda su una banchisa, trascinare un manichino. Il riferimento \u00e8 al fatto che nei racconti dei sopravvissuti della tenda rossa c\u2019\u00e8 sempre un terzo uomo, una presenza in pi\u00f9 tra quelle effettivamente registrate, che nel momento in cui stavano per cedere diceva loro come riprendere le forze. Sono sicura che per questo lei faccia arte, per testimoniare un impulso alla sopravvivenza. Quanto a me, le voci nella mia testa non mi hanno mai lasciata, e spero che non lo facciano mai. Le sento sempre, specialmente negli hangar abbandonati.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67736 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg?resize=900%2C506&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-67736\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad Augusta ho cercato di scacciare una sensazione netta di pericolo: in un certo senso, il luogo era abitato, era pieno di tracce umane e animali, e gli edifici intorno davano l\u2019impressione che gli uomini avessero abbandonato il luogo da poco, e in effetti \u00e8 cos\u00ec, c\u2019\u00e8 un\u2019associazione che organizza delle attivit\u00e0 nel prato accanto, ma non sono riuscita comunque ad allontanare la percezione di essermi troppo allontanata da un sentiero conosciuto. 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