{"id":65791,"date":"2025-06-13T00:01:00","date_gmt":"2025-06-12T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=65791"},"modified":"2025-06-13T08:36:07","modified_gmt":"2025-06-13T06:36:07","slug":"nuda-terra-al-cimitero-con-val-plumwood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/06\/13\/nuda-terra-al-cimitero-con-val-plumwood\/","title":{"rendered":"Nuda terra. Al cimitero con Val Plumwood","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Val Plumwood (1939-2008) attraversa un cimitero australiano in cui \u00e8 seppellito suo figlio. Una madre che assiste alla nascita e alla morte di un figlio: un evento intimo e poco condivisibile al di fuori della cerchia familiare; e infatti non c\u2019\u00e8 traccia di dolore nel suo resoconto, ma lucidit\u00e0 nell\u2019elaborare i pensieri che sorgono mentre si dirige verso l\u2019ultima dimora del figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Plumwood \u00e8 rimasta sempre discreta sulla sorte tragica dei due figli avuti col primo marito, John Macrae dopo essersi incontrati, neanche ventenni, all\u2019Universit\u00e0 di Sydney. Presto, troppo presto. Come scrivono Freya Mathews, Kate Rigby e Deborah Rose introducendo uno dei pi\u00f9 celebri libri di Plumwood (<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/oapen-20.500.12657-33566\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>The<\/em> <em>Eye of the Crocodile<\/em><\/a>, 2013): \u201cle difficolt\u00e0 emotive e finanziarie legate al mantenimento di due bambini piccoli erano talmente impetuose per due genitori cos\u00ec giovani che, per poter proseguire gli studi, Val si sent\u00ec costretta a dare in adozione la loro bambina\u201d. Nata nel 1960, la figlia Caitlin viene uccisa da adolescente; nato nel 1958, il figlio John muore di una malattia degenerativa poco pi\u00f9 che ventenne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visita al cimitero si tiene in sole otto pagine \u2013 che qui mi propongo di ripercorrere \u2013 di un\u2019intensit\u00e0 febbrile, frutto di un vissuto doloroso, elaborate in un frangente in cui la stessa Plumwood si appresta a vivere la stessa esperienza. Ed \u00e8 cos\u00ec, e non come articolo scientifico (di non so quale fascia) che le considerer\u00f2. Nate per un forum sul rapporto tra religione ed ecologia promosso dal Center for the Environment dell\u2019universit\u00e0 di Harvard, diffuse nell\u2019ottobre 2007, queste pagine sono pubblicate postume (<a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/abs\/10.3197\/096327108X343103\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cTasteless. Towards a Food-Based Approach to Death\u201d<\/a>, in <em>Environmental Values<\/em>, vol. 17, n. 3, 2008, pp. 323-330), come se anche l\u2019autrice ci parlasse da un altrove.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65811 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"613\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg?resize=800%2C613&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-65811\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg?resize=768%2C588&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Val_Plumwood_1990_cropped.jpg?resize=60%2C46&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Val Plumwood, 1990<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Due visioni<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraversando il cimitero, Plumwood si rende conto che al suo interno si dispiega \u2013 come un libro squadernato \u2013 una topografia o una storia sociale della morte e delle pratiche di sepoltura. Individua due atteggiamenti, paradigmatici del nostro rapporto alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vicino al cancello d\u2019ingresso si trova la parte pi\u00f9 antica del cimitero risalente a circa un secolo e mezzo fa (\u00e8 un cimitero giovane per gli standard europei). Qui si ergono diversi monumenti commemorativi di marmo o pietra arenaria, con figure irte su alti pilastri, pallide come fantasmi, pronte a sbarazzarsi del loro corpo geologico e spiccare il volo verso l\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli occhi di Plumwood incarnano l\u2019<em>Heavenism <\/em>(traducibile con un barbaro \u201ccielismo\u201d o \u201cparadisismo\u201d), come la denomina il teologo australiano Norman Habel. In queste rappresentazioni la terra non \u00e8 altro che il luogo abbandonato per essere accolti nei cieli per i secoli dei secoli. Liberi dal fardello del corpo, l\u2019anima raggiunge \u2013 o torna \u2013 nella dimora celeste e paradisiaca. \u201cPer l\u2019<em>heavenism<\/em>, la terra \u00e8 tutt\u2019al pi\u00f9 un alloggio temporaneo; la vera casa dell\u2019uomo \u00e8 oltre la terra, in paradiso\u201d; \u201csiamo scissi in una parte incarnata e deperibile che appartiene alla terra e in uno \u2018spirito\u2019 pensante e imperituro che appartiene al cielo e al paradiso. I corpi sono destinati a perire, ma l\u2019anima, il vero s\u00e9, ha vita eterna in un regno separato\u201d. Come precisa Habel sottolineando il dualismo di tale visione: \u201cwe believers are going to heaven so to hell with Earth\u201d \u2013 <em>to hell with<\/em>, traducibile col nostro mandare in malora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, mentre l\u2019anima si emancipa dalla gravit\u00e0 terrestre in accordo con la volont\u00e0 divina, le spoglie mortali non sono abbandonate al loro destino terreno e terrestre ma ci si sforza di preservarle il pi\u00f9 possibile inalterate. In che modo? Isolandole dalla terra nella quale sono seppellite <em>six feet down<\/em>: \u201csi suppone che la bara solida, convenzionalmente sepolta ben al di sotto del livello di attivit\u00e0 della fauna del suolo, e la lastra sopra la tomba per evitare che qualcosa ci disseppellisca, impediscano al corpo umano occidentale di diventare cibo per altre specie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cibo per le altre specie? Ci torner\u00f2 pi\u00f9 in l\u00e0, continuiamo ora a seguire la peregrinazione cimiteriale di Plumwood. Giunta in una sezione pi\u00f9 recente, costruita a partire dagli anni 1920, quella in cui \u00e8 sepolto suo figlio, il paesaggio scultoreo \u00e8 irriconoscibile: \u201cuna grigia sequela di massicce lastre di cemento, i cui rettangoli, linee rette e superfici levigate segnano la visione pi\u00f9 cruda del razionalismo moderno e del materialismo riduttivo. Queste lapidi commemorative restano silenti riguardo alla morte \u2013 grande tab\u00f9 della modernit\u00e0 \u2013 e le loro iscrizioni minime raramente rivelano altro dai nomi e dalle date\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella forma geometrica delle lapidi si esprime l\u2019ultima parola della specie umana, il <em>terminus<\/em> oltre il quale \u00e8 incapace di spingersi, paralizzata davanti al mistero di una morte cui \u00e8 negata quella trascendenza prima garantita dalla fede nell\u2019aldil\u00e0. Si delinea cos\u00ec un nuovo rapporto con la morte intesa come grande nulla, fine della vita, <em>end of the story,<\/em> limite ultimo della storia del s\u00e9, \u201closs of story, the narrative of no narratives\u201d. Il nostro io scompare appena non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 pulsione di vita, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 coscienza, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 attivit\u00e0 cerebrale, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 <em>embodiment<\/em>. La modernit\u00e0 che si \u00e8 sbarazzata delle illusioni del passato non sa offrire una qualsiasi narrazione alternativa \u2013 \u201cWith the end of consciousness, we are confronted unavoidably with the end of self\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Plumwood si tratta di un fallimento della modernit\u00e0, abile nello squarciare il velo delle illusioni e nel promuovere il disincanto ma incapace di \u201cprovide an ecological or earthian identity or narrative to replace the heavenist one\u201d. Basta dare un\u2019occhiata alle lapidi marmoree: davanti al mistero della morte, non hanno altro da offrire che i loro angoli netti, le loro superfici nude e lisce, il laconismo delle iscrizioni in stile catastale, le sepolture ridotte a lotti o, ancora, lo sfalcio delle erbacce ai piedi delle lastre. Un rapporto con la vegetazione che, a colpi di erbicidi, s\u2019accompagna bene alla scultura e all\u2019architettura funebri: isolando il corpo, ritardano la decomposizione ed evitano che diventi nutrimento per altre forme di vita. In fondo neanche la modernit\u00e0 si \u00e8 liberata dal dualismo anima\/corpo, limitandosi ad offrirne una visione laica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65821 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"862\" height=\"575\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?resize=862%2C575&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-65821\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?w=862&amp;ssl=1 862w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ABC-News-Alasdair-McDonald.jpeg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lapide sulla sepoltura di Val Plumwood (foto @ Alasdair McDonald, ABC News)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Eccezionalismo<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Plumwood non si ferma alla divisione tra chi crede nella vita ultraterrena e in uno spirito disincarnato votato all\u2019eternit\u00e0 celeste e chi crede che alla morte d\u2019ogni speranza con la cessazione della vita organica, insomma tra una visione religiosa e una materialista. Poco importa che si creda in una o nell\u2019altra dal momento che, in entrambe, il prezzo da pagare resta altissimo: \u201calienazione dalla terra nel primo caso e perdita di significato e di continuit\u00e0 narrativa per il s\u00e9 nel secondo\u201d. Il cimitero diventa cos\u00ec lo spazio \u2013 fisico e simbolico \u2013 in cui si gioca in modo drammatico \u201cthe modernist dramas opposing exceptionalist heavenism to exceptionalist atheism\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due visioni opposte della vita e della morte risultano in finale compatibili e conciliabili in quanto entrambe poggiano sullo stesso zoccolo duro, quello dell\u2019eccezionalismo umano. L\u2019unica differenza sta nel modo in cui tale eccezionalismo prende forma: nel primo caso versetti biblici e figure alate e smunte, impazienti di spiccare il volo, nel secondo massi squadrati e minimalisti che disgiungono il cadavere dalla nuda terra. La promessa della vita ultraterrena da una parte, l\u2019esistenza come unico orizzonte dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il materialismo ateo nega l\u2019<em>heavenism<\/em>, in fin dei conti ne \u00e8 \u201cuna continuazione e persino un\u2019affermazione in forma amputata \u2013 un\u2019inversione in cui l\u2019originaria scissione spirito\/materia viene mantenuta ma il lato precedentemente svalutato (il corpo, la materialit\u00e0) viene ora affermato \u2013 senza tuttavia un pieno ripensamento della materialit\u00e0 necessaria per un autentico oltrepassamento della questione del dualismo\u201d. Nessuna alternativa al di l\u00e0 del disincanto. Restiamo cos\u00ec presi in una falsa alternativa: \u201cthe choice of (narratives of) alienated <em>continuity <\/em>versus reductive-materialist <em>discontinuity<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il cimitero mostra due visioni della morte \u2013 cristiana e atea, monoteista e moderna \u2013 entrambe \u201cereditano l\u2019eccezionalismo umano e l\u2019iper-separazione che alimentano la crisi ambientale\u201d. La visione modernista \u00e8 infatti altrettanto trascendente: la morte \u00e8 opposta alla vita, allo stesso modo in cui lo sono l\u2019umano e la natura. Plumwood parla della morte umana attraverso&nbsp; quella di suo figlio, ma non dimentica che le sue riflessioni s\u2019inscrivono sullo sfondo della crisi ambientale e del nostro modo di abitare la Terra.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65823 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"849\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=850%2C849&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-65823\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?w=850&amp;ssl=1 850w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=768%2C767&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/butterfly.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un farfalla si posa sulla sepoltura di Val Plumwood (fonte: <a href=\"https:\/\/www.plumwood.org\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.plumwood.org<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Essere preda<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si d\u00e0 il caso che, nel periodo in cui Plumwood girovaga per il cimitero, raccoglie materiale sul tema della morte \u2013 questa volta la sua \u2013 scampata per un pelo. Nel postumo <em>Eye of the Crocodile<\/em> elabora un\u2019esperienza traumatica vissuta al Kakuda National Park nel 1985, quando rest\u00f2 vittima dell\u2019attacco di un coccodrillo. Un incontro ravvicinato che costitu\u00ec un giro di boa del suo pensiero. Ne usc\u00ec terrorizzata, ferita ma viva. E soprattutto interdetta: per il coccodrillo \u2013 che, non dimentichiamolo, \u00e8 un dinosauro miracolosamente sopravvissuto all\u2019estinzione del Cretaceo \u2013 Plumwood non \u00e8 una rispettata ecofemminista e filosofa dell\u2019ambiente ma una preda qualsiasi, carne fresca e cruda per placare la fame e riempirgli lo stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere preda. Essere cibo. Mentre il coccodrillo affonda i denti nella sua carne, Plumwood non riesce ad accettare che l\u2019esperienza subita stia davvero accadendo: \u201cRicordo vividamente la mia incredulit\u00e0 e la mia indignazione quando mi sono trovata a essere cibo per un coccodrillo [&#8230;] avevo la sensazione che la mia vita fosse qualcosa che mi apparteneva, vita che il coccodrillo ora pretendeva in modo oltraggioso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Plumwood non si tratta n\u00e9 di perdonare l\u2019animale perch\u00e9 agisce per ignoranza o per istinto, n\u00e9 di riconciliarci con lui in quanto appartenente alla sfera dei viventi; quella del perdono \u00e8 una logica cristiana che le \u00e8 indifferente e che trova soprattutto insoddisfacente dal punto di vista intellettuale. Si tratta invece d\u2019interrogarsi sul nostro (dove il noi sta per animali umani) rapporto col mondo animale: \u201cI concetti dominanti dell\u2019identit\u00e0 umana posizionano gli umani al di fuori e al di sopra della catena alimentare, non come parte del banchetto in una catena di reciprocit\u00e0. Gli animali possono essere il nostro cibo, ma noi non possiamo mai essere il loro cibo. L\u2019eccezionalismo umano fa di noi dei mangiatori di altri che non sono, a loro volta, mai mangiati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cResi unici e singolari (<em>exceptionalised<\/em>) sia come specie che come individui, noi umani non possiamo essere collocati nella catena alimentare alla stregua degli altri animali. La predazione sugli umani \u00e8 mostruosa\u201d. Essere cibo per altre forme di vita: ecco il tab\u00f9, cos\u00ec radicato da poter essere infranto solo nella fiction, nelle canzoni black metal o nei film dell\u2019orrore: il vampiro che si disseta succhiando sangue, il cadavere consunto dai vermi, gli alieni incubati nel nostro ventre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente come il pensiero di Plumwood non sia il risultato di un\u2019elaborazione teorica, frutto di ricerche di biblioteca, messe in ordine in un ambiente ben climatizzato o nell\u2019ufficio domestico. \u00c8, al contrario, il frutto di un\u2019esperienza traumatica, vissuta in prima persona, in cui la \u201ccrocodile woman\u201d (Robert Melchior Figueroa) \u00e8 stata preda di una bestia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Earthly life<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cimitero australiano offre una chiara rappresentazione spaziale del modo in cui \u00e8 evoluto il rapporto con la morte nelle societ\u00e0 umane occidentali, due visioni opposte che, in entrambi i casi, trascurano la <em>earthly life<\/em>. L\u2019uso della pietra \u2013 poco importa che sia scolpita per raffigurare angeli o forme geometriche \u2013 dimentica il fatto, basilare, che siamo o abbiamo dei corpi organici, che siamo \u201csemplici membri dell\u2019ordine ecologico e che la nostra vita \u00e8 un dono di una comunit\u00e0 incarnata di altri esseri precedenti che dobbiamo nutrire\u201d. Persino le nostre ossa finiranno per decomporsi e marcire, per essere raccolte da archeologi del futuro, impegnati a far combaciare un femore con una tibia per esporli nel Museo dell\u2019<em>homo sapiens<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come considerare allora la <em>earthly life<\/em>? Attraverso, propone Plumwood, una comprensione ecologica del s\u00e9, un ritorno al corpo finora trascurato: \u201c<em>il corpo<\/em> non si limita a \u2018finire\u2019 \u2013 decade o si decompone, la sua materia perde la forma organizzativa precedente e assume o viene incorporata in nuove forme in una condivisione di sostanza\/forza vitale\u201d. Il corpo finisce solo per coloro che si fissano sul soggetto umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per riassumere con un passo messo in corsivo dall\u2019autrice: \u201c<em>L\u2019<\/em>heavenism<em> esprime l<\/em><em>\u2019<\/em><em>eccezionalismo nella sua concezione dell<\/em><em>\u2019aldil\u00e0 <\/em><em>in un regno esclusivamente umano, completamente <\/em><em>separato<\/em><em>, mentre il materialismo riduzionista tratta l<\/em><em>\u2019aldil\u00e0 <\/em><em>in termini di assenza, di nullit<\/em><em>\u00e0<\/em><em>. Per un materialismo ecologico e animista, invece, l<\/em><em>\u2019aldil<\/em><em>\u00e0 \u00e8 una presenza positiva<\/em><em> ed <\/em><em>ecologica, <\/em><em>una <\/em><em>tracc<\/em><em>ia<\/em><em> positiv<\/em><em>a<\/em><em> nella vita di altre specie <\/em><em>\u2013<\/em><em> non <\/em><em>l\u2019assenza di <\/em><em>una storia, ma un<\/em><em>\u2019<\/em><em>altra storia che continua<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza dubbio Plumwood \u00e8 influenzata dalle culture indigene non occidentali, promotrici di rapporti inediti con la terra, di alternative al (falso) dualismo, dove la morte \u00e8 fonte di nutrimento per la vita e per gli altri esseri ecologici. \u201cA reciprocity ethic of mutual nurturance\u201d, un\u2019etica e un\u2019ecologia pi\u00f9-che-umane che Plumwood elabora fino ai suoi ultimi articoli e giorni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">A casa<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sbaglieremmo a considerare <em>Tasteless<\/em> come un testo autobiografico perch\u00e9, attraverso un evento cos\u00ec intimo, Plumwood mette in causa l\u2019eccezionalismo umano della modernit\u00e0 occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa vuol dire pensarsi in quanto esseri ecologici? Pensarsi come membri di una comunit\u00e0 di viventi pi\u00f9 ampia \u2013 viventi tra i viventi \u2013, di una comunit\u00e0 terrestre. Fino a qui molti sottoscriverebbero senza resistenze. Ma appena l\u2019autrice aggiunge che pensarsi in quanto esseri ecologici comporta anche un rapporto di \u201cvicendevole sostegno e cura\u201d (<em>mutual nurturance<\/em>) con la terra, molti traballano. La morte come opportunit\u00e0 di vita per altri viventi all\u2019interno di una comunit\u00e0 ecologica? Le nostre spoglie mortali abbandonate <em>nella<\/em> e <em>alla<\/em> nuda terra, i nostri corpi ridotti a concime, a compost in pasto ai vermi? La nostra morte \u2013 non una morte qualunque ma la nostra! \u2013 come compostaggio, come banchetto per animali non-umani?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo pronti a \u201chonour the dissolution of the human into the more-than-human flux\u201d? O abbiamo smesso di credere alla morte come processo di trasformazione, a causa di una disaffezione per la morte che segna le nostre coscienze e il modo in cui abitiamo la Terra? Che questa dissoluzione, per citare l\u2019<em>Antigone<\/em> di Sofocle, somigli al terribile volere di Creonte, re di Tebe che, negando le onoranze funebri, vuole abbandonare il cadavere di Polinice in pasto a uccelli e cani, punendo ogni inadempienza con la morte? Un decreto trasgredito da Antigone, sorella di Polinice, la quale, sfidando il potere politico ma in accordo al volere degli dei, getta sabbia sul suo corpo. Chi \u00e8 pronto ad accettare l\u2019odore del corpo morto dello <em>starec<\/em> Zosima contro l\u2019illusione di Alesa che Dio non lascer\u00e0 il corpo del santo puzzare, per evocare <em>I Fratelli Karamazov<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Plumwood, infine. \u00c8 felice che il cimitero di campagna australiano, il Majors Creek vicino Braidwood, sia un rifugio di specie botaniche, che crescano orchidee e che una lucertola gironzoli nei pressi della pietra tombale sotto la quale riposa il figlio e che l\u2019abbia eletta a suo habitat. Si batte persino affinch\u00e9 non sia falciata l\u2019erba. Una conferma che \u201cliving things should grow from the grave\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stroncata da un infarto il 29 febbraio 2008, il circolo di amici pi\u00f9 stretti meditano sul da farsi. Proprio basandosi su <em>Tasteless<\/em>, cercano un modo di farla uscire dall\u2019obitorio Kingston a Canberra ed evitare la cremazione. Il 30 marzo 2008 Val Plumwood torna a casa. Da allora riposa in un <em>eco-burial<\/em> o sepoltura ecologica del suo giardino, avvolta in un sudario di mussola bianca, tra tanti fiori ma anche terra e vermi, in una bara con incisioni di muschio, vombati, serpenti e uccelli lira, tra decorazioni di porpora, suo colore preferito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riposa sulla montagna che porta il suo stesso nome, vicino Braidwood, nei pressi di Canberra. Val Morrell, che diventa Routley prendendo il cognome del suo secondo marito Richard, viveva infatti in una casa di pietra costruita con le loro mani. Presto si ribattezz\u00f2 Plumwood o \u201cbosco di susini\u201d in omaggio all\u2019omonimo albero (<em>Eucryphia moorei<\/em>) della foresta pluviale che circondava la sua propriet\u00e0. Fedele al suo pensiero, in vita si \u00e8 appropriata del nome della vegetazione circostante; fedele al suo pensiero, una volta morta ha restituito, a questa stessa terra, le sue spoglie.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65829 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"638\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg?resize=850%2C638&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-65829\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg?w=850&amp;ssl=1 850w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/grave-on-Plumwwod-Mountain.jpg?resize=60%2C45&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sepoltura di Val Plumwood sulla Plumwood Mountain (fonte Wikipedia)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: fotografia della sepoltura di Val Plumwood, foto \u00a9 Peter Brandis<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Come considerare la &#8220;earthly life&#8221;? 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