{"id":61759,"date":"2025-02-06T00:01:00","date_gmt":"2025-02-05T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=61759"},"modified":"2025-02-04T11:53:54","modified_gmt":"2025-02-04T10:53:54","slug":"ctonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2025\/02\/06\/ctonio\/","title":{"rendered":"Ctonio","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ctonio <em>\u00e8 il titolo di <\/em><a href=\"https:\/\/www.studiofaganel.com\/edizioni-studiofaganel\/ctonio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>un libro d\u2019artista<\/em><\/a><em> (edito da Studiofaganel, 56 pp., \u20ac 75), nel quale le fotografie ri-trovate e ri-mediate da Alessandra Cal\u00f2 (per la quale \u00able immagini e la parola traducono e rafforzano il significato della&nbsp;cavit\u00e0, inteso come spazio generativo\u00bb) incontrano le prose poetiche di Marilena Renda. Come ha scritto <\/em><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/editoria\/2025\/01\/10-libri-arte-non-perdere\/?fbclid=IwY2xjawH1A-tleHRuA2FlbQIxMAABHceJgyG6votxZVKxT6kFJozdqE1Qub-Wh3gwdSz6e-xUbXPGqOBhMWtVsA_aem_rNjtOilMktivf4NQ-y9qYw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Angela Madesani<\/em><\/a><em> \u00abil giardino ipogeo diventa la porta simbolica attraverso cui far passare la pratica artistica. \u00c8 la riscoperta di una natura selvaggia che pone in evidenza l\u2019antico legame tra l\u2019uomo e la terra, in taluni casi abbandonata\u00bb. E ora, sino al 28 febbraio, <\/em>Ctonio <em>\u00e8 anche <\/em><a href=\"https:\/\/79wj6.r.sp1-brevo.net\/mk\/mr\/sh\/6rqJ8GoudeITQjrvWGYTH48mBuu\/3YVdl11VAlLC\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>una mostra<\/em><\/a><em>, curata da Sara Occhipinti e Marco Faganel presso la galleria Studioganel di Gorizia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">A Mozia, accanto al mare, sacrificavano bambini e animali per assicurarsi la ricchezza o ringraziare della fortuna. Le famiglie pi\u00f9 ricche scambiavano i loro figli con i figli dei poveri. Le vittime dei sacrifici morivano con una finta maschera di giubilo. Nelle urne riposano le ceneri mescolate degli agnelli e dei bambini. Riposano vicino al mare. Il nostro pensiero non osa avvicinarsi alla morte dei bambini, ma l\u2019idea di una mescolanza di sostanze, l\u2019acqua salmastra e la cenere, le ossa diverse che si confondono, ci parla di un mutamento di stato ormai sereno, di una materia che confondendosi trova pace.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61770 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"654\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg?resize=900%2C654&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-61770\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg?resize=768%2C558&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_05.jpg?resize=60%2C44&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era un dio, una volta, con il volto di viscere e le zampe di leone. Abitava in una foresta di cedri divini, piena di deviazioni e strade senza uscita. La strada per entrare e uscire dalla foresta era complessa e piena di pericoli, e Humbada, questo era il suo nome, muovendosi per il bosco provocava terremoti. Nel creare delle rappresentazioni del mondo ctonio gli antichi si mostrano consapevoli della simmetria tra alto e basso e della natura doppia dell\u2019invisibile. Qui si muove il desiderio, dice Ade. Qui da me troverete l\u2019anima, qualunque cosa sia, e tutte le cose belle che all\u2019uomo \u00e8 dato vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I petali gialli della cineraria venivano immersi nell\u2019acqua, quando nasceva una bambina. La bambina andava bagnata nell\u2019acqua di fiori, per ricordarle il suo destino di casa. Ma qui \u00e8 successo qualcosa, uomini e donne sono pietre sterili e violente. Le donne vogliono diventare uomini, gli uomini viaggiano lontano da casa. Di chi \u00e8 la colpa se lontani da casa sogniamo ogni notte il mare, i serpenti, l\u2019acqua profumata.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61773 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"654\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg?resize=900%2C654&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-61773\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg?resize=768%2C558&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_04.jpg?resize=60%2C44&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune divinit\u00e0 greche sono rappresentate mentre dondolano su un\u2019altalena tra una stagione e l\u2019altra, o mentre sono appese morte a un albero. Alcune di queste giovani donne furono trasformate in stelle, altre furono dimenticate. Sono chiamate le sante, le non toccate, e fecero di tutto per proteggersi dal desiderio, ma la maggior parte di loro finirono per arrendersi alla ruota del tempo, alla vita come gli altri. Dondolano sugli alberi o sulle altalene, per l\u2019eternit\u00e0, mentre pregano di essere dimenticate bambine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Marettimo, gli abitanti del luogo ti ingannano dicendoti che \u00e8 facile la strada fino a Punta Troia. Ho avuto paura, lungo la strada, ma la paura non \u00e8 un ostacolo. A Punta Troia i nemici dei Borboni sprofondavano in una fossa di sette metri senza aria n\u00e9 luce. Tu arrivi sulla spianata del castello, il vento \u00e8 forte e ti ha tolto le forze, da l\u00ec la fossa \u00e8 lontana e il mare \u00e8 vicino, ma oggi il vento \u00e8 forte e le barche non sono partite, devi rifare la strada difficile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61772 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"654\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg?resize=900%2C654&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-61772\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg?resize=768%2C558&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo_03.jpg?resize=60%2C44&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome di Persefone vuol dire soltanto che dell\u2019amore non sappiamo niente, solo quel poco di inganno e di felicit\u00e0 all\u2019inizio, e poi infiniti biglietti di andata e ritorno tra la terra e gli inferi. Lei torna a casa, alla fine dell\u2019estate, e poggia sul tavolo i souvenir del viaggio: un ramo di felci, una pietra nera per ricordare a se stessa chi \u00e8 anche quando batte il sole, mezzo melograno perch\u00e9 anche in menopausa non rinuncia a essere sentimentale, a lasciare sulla guancia di Ade un bacio distratto ogni tanto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo009.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61774 lazyload\" style=\"width:594px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"963\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo009.jpg?resize=700%2C963&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-61774\" style=\"width:594px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo009.jpg?w=700&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo009.jpg?resize=218%2C300&amp;ssl=1 218w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ctonio_AlessandraCalo009.jpg?resize=60%2C83&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>Immagini: Alessandra Cal\u00f2, <\/em>Ctonio<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ctonio&#8221; \u00e8 il titolo di un libro d\u2019artista (edito da Studiofaganel, 56 pp., \u20ac 75), nel quale le fotografie ri-trovate e ri-mediate da Alessandra Cal\u00f2 (per la quale \u00able immagini e la parola traducono e rafforzano il significato della cavit\u00e0, inteso come spazio generativo\u00bb) incontrano le prose poetiche di Marilena Renda. 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