{"id":53574,"date":"2024-05-28T00:01:00","date_gmt":"2024-05-27T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=53574"},"modified":"2024-05-28T20:54:51","modified_gmt":"2024-05-28T18:54:51","slug":"jarry-vs-marinetti-qualcosa-su-guerra-e-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/05\/28\/jarry-vs-marinetti-qualcosa-su-guerra-e-pace\/","title":{"rendered":"Jarry vs. Marinetti. Qualcosa su guerra e pace","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Stando alla sua autobiografia postuma, Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) incontr\u00f2 Alfred Jarry (1873-1907) verso la fine del 1902 nei corridoi de \u201cLa Revue blanche\u201d, mensile di punta dell\u2019avanguardia letteraria parigina<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Alla notizia, Marinetti aggiungeva un gustoso cammeo futuristicamente privo d\u2019interpunzione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Magrolino trentenne a viso emaciato alcune cordicelle a guisa di bottoni della giacca troppo larga e certo non sua faceva oscillare dei pantaloncioni rattoppati ed era in un tempo di vita quasi gratuita nella citt\u00e0 ricchissima una irriducibile bandiera della indispensabile propriet\u00e0<br>Tenero affettuoso grato per un nonnulla mi seguiva ovunque ed io mi ostinai nonostante certi stupori suscitati in giro a introdurre nei salotti pi\u00f9 eleganti il pi\u00f9 scalcinato genio che si potesse immaginare.<br>La cosa mi fu facile perch\u00e9 Parigi allora aveva una salottiera passione per gli ingegni creatori e per le vivide intelligenze<br>Mi rivedo con Jarry nel fastoso salone di Madame P\u00e9rier dove dalle quindici alle ventidue sfilavano trenta o quaranta declamatori o declamatrici di tutte le et\u00e0 bellezze pance mammelle zazzere barbe e celebrit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, Madame P\u00e9rier \u00e8 citata s\u00ec nelle biografie pi\u00f9 accreditate dei due autori<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, ma sempre e solo sulla scorta della fonte qui citata senza mai specificare altro (nemmeno il nome), mentre \u00e8 notorio che Jarry all\u2019epoca frequentava con un ruolo spesso di mattatore il salone ambitissimo della scrittrice Rachilde, di cui era intimo amico da un decennio<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 da dire poi che Marinetti, il quale faceva la spola tra Milano e Parigi scrivendo in francese, aveva pubblicato fino ad allora solo undici poesie sulla milanese \u201cAnthologie-Revue de France et d\u2019Italie\u201d, due pezzi sulla \u201cRevue blanche\u201d e il poema epico <em>La Conqu\u00eate des \u00catoiles<\/em> per le Edizioni del bimensile \u201cLa Plume\u201d, mentre Jarry, popolarissimo fin dalla messa in scena nel 1896 di <em>Ubu Roi<\/em>, era arrivato a dieci volumi di prose sperimentali editi dal \u201cMercure de France\u201d o dalla \u201cRevue Blanche\u201d, dove teneva da un paio d\u2019anni una rubrica di recensioni e una di elzeviri intitolata <em>Sp\u00e9culations<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assai pi\u00f9 facile quindi che l\u2019inseguitore sia stato Marinetti, mentre verissimo che Jarry era povero in canna e sempre intento a piazzare ovunque i suoi prodotti. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi dunque se a inizio 1905, quando Marinetti grazie alle sue cospicue risorse economiche fond\u00f2 il mensile \u201cPoesia\u201d, rassegna internazionale bilingue, tra i vari autori francesi del momento avesse interpellato come collaboratore anche Jarry.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec a fine maggio lo sventurato rispose con due inediti, annunciati immediatamente nel mensile come di prossima uscita. Essi sono legati da un solidissimo filo: l\u2019antimilitarismo, di cui Jarry aveva dato ampia prova nel 1897 con <em>Les Jours et les Nuits<\/em>, sottotitolato appunto \u201cromance d\u2019un dis\u00e9rteur\u201d, e su cui tornava spesso nelle sue <em>Sp\u00e9culations<\/em>, sin da <em>Proteg\u00e9ons l\u2019arm\u00e9e<\/em> del maggio 1901, seguito a ruota in luglio da <em>Le rire dans l\u2019arm\u00e9e<\/em>, in agosto da <em>La suppression du sabre<\/em>, in novembre da <em>Les Fusils transform\u00e9s<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, se l\u2019esercito era un chiodo fisso, il fucile moderno ne era in questi elzeviri la punta, come dimostra il seguente miniflorilegio<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Se riflettiamo seriamente sull\u2019armamento della fanteria, uno sgravio s\u2019impone: la soppressione del fucile. Sarebbe banale ribadire che le pallottole perfezionate sono assolutamente inoffensive, poich\u00e9 trapassano pi\u00f9 uomini con una tale velocit\u00e0, che costoro non ne sono affatto importunati.<br>Il fucile moderno \u00e8 dunque solo un\u2019arma i cui effetti sono invisibili, silenziosi, di un\u2019innocuit\u00e0 perfetta, ossia nulli.<br>Cos\u00ec siamo condotti a stabilire che non \u00e8 affatto desiderabile lavorare, come certi utopisti, alla pace universale mediante la soppressione dell\u2019esercito; manca poco che esso medesimo non sia l\u2019agente pacificatore e in ogni caso l\u2019elemento pi\u00f9 pacifico della nazione.<br>Ci piace vedere nel soldato, sovraccarico delle sue gavette e borracce e delle sue armi bianche e di queste armi da fuoco in fondo pi\u00f9 benigne della selce della preistoria, un archeologo che non fa del male a nessuno esibendo la sua collezione come l\u2019ha esibita a Longchamp<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> il 14 luglio, ed erano anche in parecchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jarry.jpeg\" data-id=\"53607\" alt=\"\" class=\"wp-image-53607 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"733\" data-id=\"53607\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jarry.jpeg?resize=500%2C733&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53607\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jarry.jpeg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jarry.jpeg?resize=205%2C300&amp;ssl=1 205w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jarry.jpeg?resize=60%2C88&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Jarry<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Marinetti-nei-primi-anni-del-secolo.jpeg\" data-id=\"53609\" alt=\"\" class=\"wp-image-53609 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"471\" height=\"447\" data-id=\"53609\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Marinetti-nei-primi-anni-del-secolo.jpeg?resize=471%2C447&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53609\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Marinetti-nei-primi-anni-del-secolo.jpeg?w=471&amp;ssl=1 471w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Marinetti-nei-primi-anni-del-secolo.jpeg?resize=300%2C285&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Marinetti-nei-primi-anni-del-secolo.jpeg?resize=60%2C57&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 471px) 100vw, 471px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marinetti<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo inedito, ironico fin dal titolo storpiato, usc\u00ec nel numero di giugno-luglio 1905 col sottotitolo redazionale \u201cPoema in prosa\u201d e costituisce l\u2019esordio di Jarry in Italia, seppur in francese. Lo spunto \u00e8 dato dalla guerra russo-giapponese, scoppiata l\u201911 febbraio 1905 e conclusasi il 28 maggio successivo con l\u2019annientamento della flotta russa a Port Arthur.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">IL FUCJ-YAMA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eccellenza dell\u2019armamento dei Giapponesi, confermata dai loro trionfi, consiste nei loro cannoni da 305 millimetri<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a> cos\u00ec come nella loro impareggiabile moschetteria<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019abitudine che ha questo popolo sottile di esprimersi in frasi avviluppate, allegoriche e volutamente oscure fa s\u00ec che nessuno abbia penetrato il segreto della difesa nazionale nipponica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sa tuttavia che l\u2019invenzione della polvere da sparo e delle armi da fuoco risale, presso i popoli dell\u2019Estremo Oriente, alla pi\u00f9 remota antichit\u00e0; tanto che i Cinesi e i Giapponesi, probabilmente scettici duemila anni fa sull\u2019uso mortale del salnitro, preferivano impiegarlo per benigni fuochi d&#8217;artificio<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime missioni che penetrarono in Giappone<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a> appresero che Tokyo era difesa da un cratere aperto donde potevano sprigionarsi a intervalli delle esplosioni, fuoco e fumo. E da allora si \u00e8 accreditata e perpetuata grazie agli atlanti la leggenda \u2013 confusione peggiore di quella tra una lucciola e una lanterna<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a> \u2013 che c\u2019era una montagna alta tremilasettecentocinquanta metri \u2013 la gittata del fucile \u2013 del fucile yama<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si obietta poi che il presunto vulcano \u00e8 assai poco in attivit\u00e0, chi sosterrebbe che un\u2019arma da fuoco pu\u00f2 essere a getto continuo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle religioni orientali, Yama designa invariabilmente il dio della morte<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome del fucile giapponese \u00e8 dunque giusto \u2013 cos\u00ec come quello della Lunga Carabina dell\u2019eroe di Fenimore Cooper: Morte Certa<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E i piccoli giapponesi, vista l\u2019ignoranza europea circa la geografia della loro isola, appoggiandosi alla loro arma devono esplodere, come Occhio di Falco, in una bella risata silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo inedito usc\u00ec nel numero di settembre 1905, col medesimo sottotitolo redazionale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">LIRISMO MILITARISTA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sollecitudini commosse e ostinate verso i soldati militari indigeni.<\/em> Il pennacchio, questo prestigio, questo volano eternamente lanciato e sempre riconquistato, la cui racchetta \u00e8 il fulminante cervello stesso del militare, noi abbiamo consacrato una parte importante delle nostre longevit\u00e0 a non lasciarlo declinare nel fango. E abbiamo fatto voto di mantenerlo sempre alto e fermo e lontano da noi, mediante la molletta per impedire che piovano sulle nostre teste le stelle. Il pennacchio, dunque, come sa ogni borghese coraggioso<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, offre, fluttuando sopra una mischia (la sua densit\u00e0 \u00e8 apparentemente molto debole e pu\u00f2 essere valutata a -I<sup>89<\/sup>)<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, quell\u2019aspetto appagante del mazzetto di vischio che corona un edificio<a href=\"#_ftn16\" id=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. I nostri attuali generali, per via delle foglie di quercia, care ugualmente alla specie maggiolinica (<em>melolontha vulgaris<\/em>)<a href=\"#_ftn17\" id=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, discendono un po\u2019 dai Druidi&#8230; dritto come una falce<a href=\"#_ftn18\" id=\"_ftnref18\">[18]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enrico IV, il re pollo lesso<a href=\"#_ftn19\" id=\"_ftnref19\">[19]<\/a>, nonostante l\u2019ascella asprigna e i piedi fumanti<a href=\"#_ftn20\" id=\"_ftnref20\">[20]<\/a>, metteva una certa leziosit\u00e0 nel conservare per contro il candore del suo pennacchio smagliante. Ma i tempi sono cambiati: l\u2019ampliamento dei campi di battaglia, prezioso progresso delle guerre modern-style, era inevitabile stanti il perfezionamento della portata delle armi e la lodevole preoccupazione d\u2019una certa stampa di offrire alla sua clientela del nuovo, del sempre nuovo. Preoccupazione remunerata d\u2019altronde; c\u2019\u00e8 evidentemente un rapporto tra il quotidiano da un soldo e il soldo non meno quotidiano con cui il soldato si ristora, sbevazza e guadagna i favori delle donne. L\u2019ampliamento dei campi di battaglia, dicevamo, porta, come abbiamo dolorosamente notato controllando de visu sulla carta le operazioni della guerra russo-giapponese, al \u201crialzo\u201d del pennacchio, affinch\u00e9 sia percepibile da tutte le distanze anche a viste medie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si possono veder volteggiare su Parigi, vicino alla stazione St. Lazare, sistemi di aquiloni sovrapposti e di colori curiosamente vistosi e diversi (blu, bianco, rosso), che sono senza dubbio le modeste premesse dei tentativi di un cappellaio o chepillaio<a href=\"#_ftn21\" id=\"_ftnref21\">[21]<\/a> militare in vista della \u201csopraelevazione\u201d del pennacchio. Strategicamente, i piani obliqui e differentemente obliquabili dei tre aquiloni possono agevolmente essere muniti sotto di uno specchio polemoscopico<a href=\"#_ftn22\" id=\"_ftnref22\">[22]<\/a>, che si punta con un cannocchiale onde spiare i movimenti del nemico; pi\u00f9 semplicemente, di apparecchi fotografici registratori<a href=\"#_ftn23\" id=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. Deploriamo che l\u2019industriale non abbia sostituito gli aquiloni di forma corrente con il grande multicellulare dell\u2019ingegner Lecornu<a href=\"#_ftn24\" id=\"_ftnref24\">[24]<\/a>. In ogni caso, questi apparecchi sono assai utili se si desidera valutare in quale senso soffia il vento della vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piccolo sistema \u00e8 fissato al casco tramite un portamulinello per canna da mosca, sistema Wyers Brothers<a href=\"#_ftn25\" id=\"_ftnref25\">[25]<\/a>, ma modificato appositamente per contenere qualche migliaio di yard di corda per pianoforte con 1\\2 millimetro di sezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una puleggia con centro girevole d\u2019acciaio impedisce che una bufera causi al portatore dei \u201ctesta destr\u201d o \u201ctesta sinistr\u201d imprevisti. Il sottogola<a href=\"#_ftn26\" id=\"_ftnref26\">[26]<\/a> assicura la perfetta aderenza dell\u2019apparecchio; non sembra che nel caso di portatori montati sia necessario fissare quest\u2019ultimo con una barra al corpo della sua montatura, come si fa per i modelli ridotti in piombo e come usavano i Centauri, il che spiega la loro doppio natura e le accuse rivolte contro il loro peccato di bestialit\u00e0<a href=\"#_ftn27\" id=\"_ftnref27\">[27]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Aeroplano ha questo di buono, che funziona <em>post mortem<\/em>, o pi\u00f9 esattamente <em>post necem<\/em><a href=\"#_ftn28\" id=\"_ftnref28\">[28]<\/a>, dopo la caduta dell\u2019amatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pallone dotato di un generatore a gas ad innesco automatico, o meglio utilizzante quelli di decomposizione, produce un vantaggioso simulacro di resurrezione dei morti che, rimessi cos\u00ec in piedi, forniscono ancora un servizio perpendicolare e indefinito, senza che altri tranne le loro vedove o i loro eredi percepiscano cupidamente ricchezze per la loro pensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un impennacchiato pi\u00f9 pacifico \u00e8&#8230;, citiamo dal Courteline<a href=\"#_ftn29\" id=\"_ftnref29\">[29]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">\u201c\u00c8 il tambur maggiore<a id=\"_ftnref30\" href=\"#_ftn30\">[30]<\/a> e la sua mazza d\u2019acero<br>Che costui lancia assai pi\u00f9 su dell\u2019albero.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simile al boomerang australiano che torna in mano al suo mittente, la mazza del tambur maggiore non manca mai il suo scopo, che \u00e8 di entusiasmare le folle. \u00c8 tuttavia da temere che invece lo scettro dal pomo d\u2019oro lanciato allo zenit tradisca l\u2019attesa e rovini il prestigio del suo proprietario guadagnando per la via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 sonora il suolo&#8230; secondo la legge di caduta dei gravi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec proporremmo una leggera modifica: la mazza di tambur maggiore smontabile in due, pi\u00f9 portatile in caso di mobilitazione, senza incoerenza tuttavia, visto che i due componenti vi saranno uniti da uno spago, e ben pi\u00f9 adatta in questa forma a gesticolazioni artistiche: il bilbocchetto<a href=\"#_ftn31\" id=\"_ftnref31\">[31]<\/a> militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto nel numero di agosto 1905 di \u201cPoesia\u201d, a mezzo dunque tra i due contributi di Jarry, Marinetti aveva levato un\u2019ode <em>\u00c0 l\u2019Automobile<\/em>, il cui incipit suona:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Dio veemente d\u2019una razza d\u2019acciaio,<br>Automobile<a id=\"_ftnref32\" href=\"#_ftn32\">[32]<\/a> ebbro di spazio,<br>che scalpiti d\u2019angoscia, il morso dai denti stridenti!<br>O formidabile mostro giapponese dagli occhi di fucina,<br>nutrito di fiamma e d\u2019ol\u00ee minerali<br>affamato d\u2019orizzonti e di prede siderali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">eccetera. \u00c8 l\u2019inizio di una corsa che lo porter\u00e0 dritto al <em>Manifesto del futurismo<\/em>, uscito nel numero di gennaio 1909, e precisamente al suo punto quarto: \u201cUn automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, \u00e8 pi\u00f9 bello della Vittoria di Samotracia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La similitudine \u00e8 tratta di peso dal saggio <em>La nuova arma: la macchina<\/em> pubblicato a fine 1904 dal teorico del nazionalismo imperialistico Mario Morasso, che comparir\u00e0 nel numero di luglio-settembre 1906 di \u201cPoesia\u201d col \u201cframmento di prosa poetica\u201d <em>L\u2019artigliere meccanico<\/em>, dove a protagonista \u00e8 la futuristica \u201ccannoniera automobile\u201d: \u201ccome si insinua il corridore sul seggio e contro il volante della sua vettura da corsa, cos\u00ec dentro a questo concavo guscio di acciaio si rinchiuder\u00e0, qualche momento prima della mischia, l\u2019artigliere-meccanico dell\u2019avvenire!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno slittamento dallo sport alla guerra che Marinetti approva subito affiancando al \u201cframmento\u201d morassiano un <em>\u00c9loge de la dynamite<\/em> definita in chiusa \u201cun modo allegro di fecondare la terra\u201d e sancendo poi l\u2019alleanza coi nazionalisti nel punto nono del <em>Manifesto<\/em>: \u201cNoi vogliamo glorificare la guerra \u2013 sola igiene del mondo \u2013 il militarismo, il patriottismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto al ciclomane Jarry che, pur prefigurando l\u2019aeroplano, ne <em>Le<\/em> <em>Surm\u00e2le<\/em> del 1902 aveva fatto vincere a un tandem a cinque la corsa di diecimilamiglia contro un treno a trazione elettrica, concluder\u00e0 presto i suoi giorni grami lavorando a <em>La Dragonne<\/em>, romanzo dove il protagonista distrugge un esercito intero mettendosi al centro di un tiro incrociato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PS. In un abbozzo di incipit al <em>Lirismo militare<\/em> par di vedere una lungimirante presa di distanza dal collega:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Noi non intendiamo col termine \u201clirismo militare\u201d l\u2019abituale musica regolamentare \u2013 rumore regolamentare, ha detto un saggio \u2013, per quanto gli adepti di quest\u2019arte godano ad acconciarsi con una lira ricamata sulle maniche dei loro abiti.<br>N\u00e9 abbiamo in mente quelle poesie trascinanti che cantava alla testa delle truppe greche l\u2019immortale Tirteo, zoppo ma bellicoso<a id=\"_ftnref33\" href=\"#_ftn33\">[33]<\/a>.<br>Si tratta di un altro lirismo, il pennacchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O pernacchio? <em>Merdre<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"William Kentridge: Ubu Tells The Truth\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YGWEMIyzKQ4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile leggere il Fucj-Yama in francese <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/poesia-a.-i-n.-5-6-giugno-luglio-1905\/page\/n21\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> e il Lirismo militaresco <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/poesia-a.-i-n.-8-settembre-1905\/page\/n13\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> F. T. Marinetti<em>, <\/em><em>La grande Milano tradizionale e futurista. Una sensibilit\u00e0 italiana nata in Egitto<\/em>, Mondadori, Milano 1969, p. 244.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. ad es. Claudia Salaris, <em>Marinetti: arte e vita futurista<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1997, e A. Brotchie, <em>Alfred Jarry: una vita patafisica<\/em> (2011), Johan &amp; Levi, Milano 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Moglie del direttore del \u201cMercure de France\u201d, altro mensile d\u2019avanguardia, era in buoni rapporti con Marinetti, tanto da pubblicarne nel 1905 la \u201ctragedia satirica\u201d <em>Le<\/em> <em>Roi Bombance<\/em>, ma negli anni Venti polemizz\u00f2 con lui, come testimoniato dall\u2019autobiografia di Marinetti, che aveva dunque buon motivo per oscurare il ruolo di lei nell\u2019incontro con Jarry.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Come tutto il resto, mai tradotto in italiano, n\u00e9 in altra lingua. In predicato qui \u00e8 il Lebel modello 86 perfezionato nel 1893, primo fucile d\u2019ordinanza al mondo a polvere infume, con otturatore scorrevole e capacit\u00e0 di otto cartucce metalliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ippodromo parigino, sede della parata militare per la festa nazionale francese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> In dotazione alla marina giapponese, protagonisti della Prima guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Il moschetto fu arma dominante dal 600 agli anni 70 dell\u2019800, quando venne gradualmente sostituito dal fucile a retrocarica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Dal 600 in poi il salnitro, comburente della polvere da sparo, era detto \u201csale della Cina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Durante la seconda met\u00e0 del 500.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Letteralmente \u201cdel Pireo con un uomo \u201c, modo di dire analogo che trae spunto dalla favola di Esopo, ripresa da La Fontaine, <em>La scimmia e il delfino<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> Il Fuji-Yama, che letteralmente significa \u201cImmortale Monte\u201d, \u00e8 alto 3.776 metri. Il fucile migliore dell\u2019esercito giapponese era allora il Type 38 Arisaka dalla gittata massima di 2.350 m.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> Lo \u00e8 precipuamente nella religione hindu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> Il protagonista de <em>L\u2019ultimo dei Mohicani<\/em> (1826) \u00e8 soprannominato s\u00ec Lunga Carabina e Occhio di Falco, ma questa \u00e8 un\u2019invenzione di Jarry.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> Nell\u2019ultima strofa della canzone popolare <em>La Prise de la Bastille<\/em> un \u201cbourgeois de courage\u201d esorta i cittadini \u201ca vincere o morire\u201d. Il testo risale al 1790, ma la musica era quella di <em>Vive Henry IV<\/em>, canzone risalente al 1774 che con la Restaurazione sostitu\u00ec <em>La marseillaise<\/em> come inno nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> Una densit\u00e0 negativa dunque\u2026&nbsp; Il pennacchio di piume bianche di struzzo, issato sul suo elmo per la prima volta da Enrico IV nel 1590, fu abolito con la Rivoluzione francese (da ci\u00f2 l\u2019esponente [17]89).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\" id=\"_ftn16\">[16]<\/a> Equivalente alla nostra frasca posta sul tetto degli edifici ultimati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref17\" id=\"_ftn17\">[17]<\/a> Ne <em>L\u2019ob\u00e9issance active<\/em>, una<em> sp\u00e9culation<\/em> dell\u2019ottobre 1902, Jarry stabilisce \u201cdue tipi di obbedienza come ci sono due tipi di sodomia, come si osserva nei maggiolini: attiva e passiva\u201d, caratteristica degli ufficiali la prima, della truppa la seconda. Le foglie di quercia erano decorazioni dei generali francesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref18\" id=\"_ftn18\">[18]<\/a> Notoriamente curva. I druidi erano antichi sacerdoti celtici tra le cui funzioni spiccava il sacrificio umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref19\" id=\"_ftn19\">[19]<\/a> Famoso lo slogan del re amatissimo in risposta alle carestie: \u201cUn pollo lesso domenicale con verdure per ogni lavoratore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref20\" id=\"_ftn20\">[20]<\/a> Cfr. il favorito del re Th\u00e9odore Agrippa d\u2019Aubign\u00e9, <em>Les Avantures du baron de&nbsp;F\u00e6neste<\/em>, IV, 7, a significare un\u2019igiene approssimativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref21\" id=\"_ftn21\">[21]<\/a> Il chep\u00ec era un copricapo dell\u2019esercito francese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref22\" id=\"_ftn22\">[22]<\/a> Neologismo da <em>p\u00f2lemon skope\u00ecn<\/em>, \u201cosservare la battaglia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref23\" id=\"_ftn23\">[23]<\/a> Lo svizzero August Vautier-Dufour il 14 marzo 1901 aveva brevettato il telephot, apparecchio per fotografare a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref24\" id=\"_ftn24\">[24]<\/a> L\u00e9on Lecornu, professore di meccanica all\u2019\u00e9cole Polytechnique, pubblic\u00f2 nel 1901 <em>Les Cerfs-volants<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref25\" id=\"_ftn25\">[25]<\/a> Titolari a Parigi di un grosso negozio di pesca frequentato da Jarry, che per lunghi periodi si cib\u00f2 di soli pesci da lui pescati nella Senna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref26\" id=\"_ftn26\">[26]<\/a> Nel 1901 vennero fatte delle prove per un nuovo casco della cavalleria leggera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref27\" id=\"_ftn27\">[27]<\/a> Sinonimo di zooerastia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref28\" id=\"_ftn28\">[28]<\/a> \u201cDopo l\u2019uccisione\u201d. Il primo volo riconosciuto ufficialmente avvenne il 12 novembre 1906.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref29\" id=\"_ftn29\">[29]<\/a> Citazione non individuata del prolifico scrittore satirico George Courteline, che si era visto censurare nel 1886 <em>Les gaiet\u00e9s de l\u2019escadron.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref30\" id=\"_ftn30\">[30]<\/a> Direttore di banda militare. L\u2019acclamatissima operetta di Jacques Offenbach <em>La fille du tambour-major<\/em> (1879), ricca di canti militari, chiude citando il rivoluzionario <em>Chant du D\u00e9part<\/em> (1794), tuttora eseguito spesso nelle cerimonie ufficiali accanto a <em>La Marseillaise<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref31\" id=\"_ftn31\">[31]<\/a> Palla di legno forato legata a un bastoncino terminante con una punta; il gioco consiste nel far saltare la palla, ricevendola poi sulla punta che s\u2019incastra nel foro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref32\" id=\"_ftn32\">[32]<\/a> Sostantivato maschile (solo dal primo dopoguerra prevarr\u00e0 il femminile) e con l\u2019iniziale maiuscola (trattandosi di un dio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn33\" href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> Il <em>Manifesto<\/em> apre con una cronaca della notte di fondazione, la cui <em>katastroph\u00e9 <\/em>cade quando \u201cnoi udimmo&nbsp;subitamente ruggire sotto le finestre gli automobili famelici. \u2013 Andiamo, diss\u2019io; andiamo, amici! Partiamo! Finalmente, la mitologia e l\u2019ideale mistico sono superati. Noi stiamo per assistere alla nascita del Centauro e presto vedremo volare i primi Angeli! [\u2026] Ci avvicinammo alle tre belve sbuffanti, per palparne amorosamente i torridi petti. Io mi stesi sulla mia macchina come un cadavere nella bara, ma subito risuscitai sotto il volante [\u2026] ed ecco ad un tratto venirmi incontro due ciclisti, che mi diedero torto, titubando davanti a me come due ragionamenti, entrambi persuasivi e nondimeno contradittorii. Il loro stupido dilemma discuteva sul mio terreno&#8230;. Che noia! Auff!&#8230; Tagliai corto, e, pel disgusto, mi scaraventai colle ruote all\u2019aria in un fossato [\u2026] Una folla di pescatori armati di lenza e di naturalisti podagrosi tumultuava gi\u00e0 intorno al prodigio. Con cura paziente e meticolosa, quella gente dispose alte armature ed enormi reti di ferro per pescare il mio automobile [\u2026] Credevano che fosse morto, il mio bel pescecane, ma una mia carezza bast\u00f2 a rianimarlo, ed eccolo risuscitato, eccolo in corsa, di nuovo\u201d. In realt\u00e0 quel pomeriggio del 15 ottobre 1908 l\u2019Isotta Fraschini usc\u00ec distrutta e Marinetti si lacer\u00f2 il polpaccio rimanendo claudicante per un po\u2019, ma soprattutto si spavent\u00f2 a tal punto da non guidare mai pi\u00f9 in vita (per tacere degli Angeli-aerei, cui era sommamente allergico\u2026).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: ritratto di Alfred Jarry in bicicletta<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Stando alla sua autobiografia postuma, Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) incontr\u00f2 Alfred Jarry (1873-1907) verso la fine del 1902 nei corridoi de \u201cLa Revue blanche\u201d, mensile di punta dell\u2019avanguardia letteraria parigina. 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Qualcosa su guerra e pace - Dario Borso<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Stando alla sua autobiografia postuma, Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) incontr\u00f2 Alfred Jarry (1873-1907) verso la fine del 1902 nei corridoi de \u201cLa Revue blanche\u201d, mensile di punta dell\u2019avanguardia letteraria parigina. 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