{"id":52967,"date":"2024-05-07T00:01:00","date_gmt":"2024-05-06T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=52967"},"modified":"2024-05-06T22:14:45","modified_gmt":"2024-05-06T20:14:45","slug":"il-quarto-dito-di-clara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/05\/07\/il-quarto-dito-di-clara\/","title":{"rendered":"Il quarto dito di Clara","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Il quarto dito di Clara<em> \u00e8 l\u2019ultimo episodio, in ordine tanto di scrittura che di messa in scena, dell\u2019anche quantitativamente cospicua produzione drammaturgica di Luca Archibugi (in quanto tale non incluso nella silloge <\/em><a href=\"https:\/\/www.ninoaragnoeditore.it\/opera\/per-filo-e-per-segno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Per filo e per segno<\/a><em>, pubblicata da Aragno nel 2018). Dopo un\u2019anticipazione in forma di studio (al MAXXI nel settembre del 2020), il testo \u00e8 andato in scena per la prima volta, dal 30 gennaio al 4 febbraio scorsi, al Teatro Tordinona di Roma (e vedr\u00e0 una prima ripresa sabato 11 maggio, alle 21, al Teatro Florian di Pescara).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Non faccia velo la passion predominante di Archibugi per la musica (intesa come sincategorema della <\/em>Romantik<em> tedesca, da lui studiata anzitutto nei suoi riflessi filosofici): il tema aneddotico dell\u2019amore contrastato, e poi torturante, di Clara Wieck per Robert Schumann, della psicosi di lui e dell\u2019oblazione sacrificale di lei (acclamata virtuosa del pianoforte che si ritira dalle scene per accudirlo facendosi suo \u201cquarto dito\u201d, cos\u00ec surrogando quello distrutto dal marito nei suoi deliri superomistici), non \u00e8 che un pre-testo. Da un lato per una serie di <\/em>flash <em>autobiografici della <\/em>bildung<em> non solo pianistica dell\u2019autore (si noti per esempio, in abbrivo, il <\/em>clic<em> genealogico degli avi martiri del Risorgimento al Gianicolo; in misura sempre pi\u00f9 esplicita, e non sempre controllata, la memoria personale e famigliare connota le ultime prove di Archibugi, la cui produzione lirica troppo tardivamente s\u2019\u00e8 slatentizzata); dall\u2019altro, e ben pi\u00f9 perspicuamente, per la riapparizione d\u2019un tema che innerva in profondit\u00e0 tutta la sua produzione teatrale: l\u2019ambivalenza del tessuto delle apparenze, la sostanza sottile del sogno (o, romanticamente appunto, dell\u2019illusione) che trapela sotto la fibra sempre pi\u00f9 logora di quella che per convenzione continuiamo a chiamare \u201crealt\u00e0\u201d. In tal senso il mito del titanismo romantico vale quanto il mito <\/em>stricto sensu<em> recuperato nei suoi drammi pi\u00f9 apertamente parodici (<\/em>Edipo di Spinaceto<em>,&nbsp;<\/em>Baccanti perdute 2.0<em>,&nbsp;<\/em>Orfeo bandito all\u2019asta<em>: rappresentati fra il 2005 e il 2012): pre-testo appunto di un\u2019indagine a tutti gli effetti metafisica sul significato profondo, se si vuole \u201cnoumenico\u201d, del mondo (l\u2019apice di questa produzione, che per me resta <\/em>Immobildream<em> del 1993, a questo tema esplicitamente \u00e8 dedicato).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Nella produzione pi\u00f9 recente, per\u00f2, Archibugi ha affrontato in parallelo quella che pu\u00f2 parere (e per me a tutti gli effetti \u00e8) una contro-spinta correttiva e salvifica, rispetto al sin troppo esposto autobiografismo di cui sopra: una <\/em>scomposizione<em> del personaggio (si veda al riguardo l\u2019interessante <\/em><a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/letture\/per-filo-per-segno-intervista-archibugi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>conversazione con Massimo Castiglioni<\/em><\/a><em> pubblicata sull\u2019\u201cIndice\u201d un paio d\u2019anni fa), che significa sempre (ma non si limita a essere) una scomposizione, o diffrazione, di quella <\/em>persona prima<em> che dice \u201cio\u201d. Un memorabile saggio di Remo Bodei intitolato giusto <\/em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/scomposizioni-forme-dell-individuo-moderno-libro-remo-bodei\/e\/9788815287557\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scomposizioni<\/a><em>, negli anni Ottanta, ascriveva proprio alla filosofia della <\/em>Romantik<em> la prima e fondamentale crepa prodotta dalla modernit\u00e0 nell\u2019edificio \u201cclassicamente\u201d centrato dell\u2019Io. E in questo senso il personaggio davvero memorabile della protagonista, donna con le nevrosi di oggi posseduta per\u00f2 senza remissione da un duplice spettro d\u2019incomponibile androginia (come nell\u2019allusiva locandina dello spettacolo), trova la sua forma simbolica appunto nell\u2019armonia contrastata, nel contrappunto rapsodico alla mente della musica cos\u00ec intensamente psichica di Schumann.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Andrea Cortellessa<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53024 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?resize=600%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53024\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Fotomontaggio-dalla-locandina-dello-spettacolo.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alessandro Archibugi, fotocomposizione dei ritratti di Robert e Clara Schumann dalla locandina dello spettacolo <em>Il quarto dito di Clara<\/em> <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>personaggi e interpreti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Clara\/Robert: Elisa Veronica Zucchi<br>Professor Filetti: Pippo Di Marca<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u266a<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rmP5XaNYlkI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Arpa Eolica, <\/em>From Irish Coast<\/a><em> <\/em>\u266a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Sulla scena un lettino da psicoanalista e una scrivania con una sedia girevole.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Professor Filetti<\/strong>: Lei \u2013 chi \u2013 \u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Le pare questo il modo di rivolgersi a me? Le sembra rispettoso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti<\/strong>: S\u00ec, guardi, facciamo cos\u00ec, mi dia le sue generalit\u00e0. Come se dovesse fare i documenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> I documenti? Ce li ho. Piuttosto potrei raccontarle alcuni episodi, alcuni episodi salienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Andiamo con ordine. Lei, dunque, \u00e8 Clara?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Eh, chi dovrei essere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Va bene, va bene cos\u00ec. Partiamo da questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lei, dottore, fa delle affermazioni e pone delle domande assai strane. <em>(Pausa.)<\/em> Sono cinquant\u2019anni, mese pi\u00f9 mese meno, che ho a che fare con Robert Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Questo non \u00e8 possibile. Schumann visse soltanto quarantasei anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> All\u2019inizio fu come per tutti i giovani allievi di pianoforte, l\u2019<em>Album per la<\/em> <em>giovent\u00f9<\/em>. Fin da allora, ne ho un ricordo preciso, mi sembrava di sprofondare nell\u2019inattualit\u00e0. Non avevo una chiara visione dell\u2019inattualit\u00e0. Non sapevo cosa significasse. Eppure, mi sentivo fuori dal tempo, fuori dal mio tempo. La musica classica, di per s\u00e9, trapianta in un limbo senza et\u00e0. Schumann appariva come uno dei tanti musicisti dell\u2019Ottocento, un po\u2019 polverosi, fragranti di emozioni del passato. Musica classica o, cosiddetta, come l\u2019ha definita Quirino, musica pesante, solo per contrapporla a quella leggera. Eppure la mia passione era oltre ogni desiderio d\u2019attualit\u00e0. <em>(Pausa.)<\/em> Nel 1849 vengono feriti i miei parenti al Vascello, poi moriranno, caddero in difesa della Repubblica Romana. Nel 1854 Schumann si butta nel Reno, viene rinchiuso nell\u2019ospedale psichiatrico di Endenich \u2013 allora si chiamava semplicemente manicomio \u2013 dove morir\u00e0 due anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Professor Filetti:<\/strong> Lei chi \u00e8? Qui non \u00e8 pi\u00f9 Clara che parla, non \u00e8 possibile. Lei capisce che sta riferendo di eventi di centosettanta anni fa? Lei sta parlando di suoi antenati che non c\u2019entrano con Robert e Clara Schumann!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Studiavo pianoforte e poco mi curavo di questa oggettistica d\u2019antan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti<\/strong>: Lei sta parlando della sua infanzia, non di quella di Clara, n\u00e9 di quella di Robert!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Certo, c\u2019erano le maestre di pianoforte, la Affricano, che pretendeva di far sedere i bambini su una pila altissima di spartiti. Lei, bassissima, a otto anni ero alto quanto lei. Emanava un fetore misto profumo insostenibile. Adesso, cinquant\u2019anni dopo, guardo lo stesso pianoforte, sul quale la improbabile Affricano mi impart\u00ec le prime lezioni. Un Bogs &amp; Voigt, comprato da mio nonno violinista nel 1937, gi\u00e0 usato. Da molti anni \u00e8 in casa mia. \u00c8 leggermente tarlato, ma ancora ha un suono magnifico. Ah, i pianoforti di una volta!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti<\/strong>: Ma quello \u00e8 il pianoforte di suo nonno! Non quello di Robert Schumann o di Clara Schumann!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Dopo molti anni, successivi al fallimento di quelle prime lezioni, mi trovai sbrindellato e tirato verso il pianoforte e, contemporaneamente, afferrato da una forza che mi teneva lontano, che mi inviava il messaggio della sua inanit\u00e0: il mio essere inane si specchiava in quello dello strumento. E infatti mi riflettevo continuamente nello specchio inanimato di quel pianoforte. Era inane lui, colla sua aria vecchia, ma non antica, con la sua prosopopea d\u2019epoca, con tutto l\u2019andirivieni del primo Novecento dei personaggi della musica. Mentre Schoenberg polverizzava l\u2019armonia tradizionale (solo nella sua capoccia, dato che fino ad oggi prosperano ancora le Ive Zanicchi, le Anne Oxa e le Laure Pausini), si stendeva un filone passatista, accompagnato dal Bogs &amp; Voigt di mio nonno, che, dai salotti e dai profumi delle signore anziane, schiacciava i bambini sui fascicoli di musica rendendoli torvi. Il torvo bambino, studente di pianoforte di otto anni, non lasciava minimamente intendere quanto in futuro avrebbe amato la musica. \u00c8 qui che entrava in scena Schumann. <em>(Pausa.)<\/em> Dopo questi primi fallimentari studi, il torvo bambino, smembrato come Dioniso dalla separazione dei genitori, ne fece di cotte e di crude, a tredici anni tent\u00f2 persino di scappare di casa, ma non voglio annoiarla. Niente \u00e8 pi\u00f9 ripugnante della memoria nel suo insieme, giacch\u00e9 non esiste una memoria nel suo insieme. Chiunque dica \u201cquegli anni\u201d \u00e8 un impostore. C\u2019\u00e8 solo un cumulo di dettagli scomposti che appaiono e dispaiono a loro piacimento. Ci\u00f2 che si \u00e8 soliti chiamare memoria \u00e8 solo quello che riusciamo a inserire quando decidiamo di ricordare. Per questo Schumann, in apparenza assai lontano era sempre presente persino nella casa di Marina delle Salzare dove non potevo esercitarmi perch\u00e9 non c\u2019era il pianoforte. Ma abbiamo gi\u00e0 fatto un balzo di quattro-cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Professor Filetti:<\/strong> Ah, be\u2019, volevo ben dire. <em>Semel in anno licet insanire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Una volta all\u2019anno \u00e8 lecito impazzire! Di l\u00ec a poco, sarebbe apparsa Bice Ziffer. Era una donna non pi\u00f9 giovane, ma ancora bella, piena di levit\u00e0 proveniente dalla sua voce argentina. Era anche una donna molto sofferente. Era stata abbandonata dal marito con un figlio ritardato. Si era trasferito a Milano portandosi dietro pure il pianoforte a coda di lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> \u00c8 lei che ha scritto la poesia <em>Kreisleriana<\/em>, in cui appare la Ziffer? \u00c8 una poesia intitolata come una suite di Schumann. Chi \u00e8 Johannes Kreisler?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=L16yD3HbBZI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Kreisleriana<em> op. 16, pf. Vladimir Horowitz<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Senta, io gi\u00e0 non sto bene. Non mi complichi ulteriormente la vita. S\u00ec, ho scritto io <em>Kreisleriana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:17px\">Professor Filetti legge la poesia intitolata<em> Kreisleriana<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Faceva il giro della Mole Adriana,<br>sottobraccio al suo figlio disgraziato,<br>in testa forse quel nervoso in pi\u00f9<br>che mi andava insegnando il pomeriggio.<br>Io l\u2019ho stonata sempre uguale,<br>con quel marito che non le ridava<br>indietro il pianoforte (ed io,<br>con la vestaglia verde di mia madre,<br>poco convinto di ogni via di fuga).<br>E l\u00ec, vide Castel Sant\u2019Angelo, fra i piombi appesi e<br>i piedi in terra lastricati,<br>sembrava, dalle occhiate, perdersi<br>nel brusio del ponte, e guard\u00f2 in alto<br>gli angeli dei segni<br>sullo spartito del cielo, abbracciati<br>al mongoloide albino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Pausa.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=L16yD3HbBZI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Kreisleriana<em> op. 16, pf. Vladimir Horowitz<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> La Ziffer aveva messo su una congrega di allievi simpaticissimi. Quando entrava in casa, portava una ventata d\u2019allegria. Non credevo possibile, visto che ancora ero poco pi\u00f9 che un ragazzino, che una maestra di pianoforte potesse essere cos\u00ec. Se fossi entrato in contatto con la Ziffer a otto anni, oggi, forse, farei il musicista di professione. Ma il tempo \u00e8 collezionista di appuntamenti mancati, si sa. La Ziffer arriv\u00f2 in piena pubert\u00e0, portandosi dietro il suo carico di Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Lei racconta di aver visto da lontano la professoressa Ziffer con il figlio sottobraccio durante una passeggiata alla Mole Antonelliana?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Ah, la Mole Antonelliana \u00e8 a Torino!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> S\u00ec d\u2019accordo, mi sono sbagliato, la Mole Adriana. \u00c8 consapevole che questo evento pu\u00f2 essere avvenuto soltanto centoventi anni dopo, all\u2019incirca, dalla morte di Schumann?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Centoventi anni dopo, all\u2019incirca, lei \u00e8 approssimativo! Lei mi sta confondendo. Io non so che cosa lei stia a fare qui. Dovrebbe curarmi e mi crea confusione. Sto cercando di seguire un filo logico, ma lei me lo rende impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Ma lei costruisce il filo logico sulla base di sbalzi temporali di pi\u00f9 di cento anni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> All\u2019incirca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Dovremmo almeno, chiarire, a questo punto, se lei sia Robert o Clara Schumann. Lei, in questo momento, chi \u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> In tutte le barzellette, ripeto, si dice che i pazzi vanno assecondati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Ma allora lo vede che lei \u00e8 lucida? Lei sa perfettamente che cosa io dovrei assecondare e cosa no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Come tutti i ragazzini, incominciai, a dodici anni, a studiare l\u2019<em>Album per<\/em> <em>la giovent\u00f9<\/em> di Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MHnejgLHVvk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Album f\u00fcr die Jugend<em>, op. 68, pf. Paul Badura-Skoda<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ero gi\u00e0 in ritardo. In un certo senso, sono stato sempre in ritardo. Il rapporto con l\u2019infanzia \u00e8 il ritardo. Potrebbe costituire un capitolo a s\u00e9 della mia vita. Poich\u00e9 l\u2019infante smarrisce il senso del tempo, si perde nel tempo, non conosce il ritardo. \u00c8 sprofondato nel ritardo. Poi, crescendo, via via, inventer\u00e0 sempre pi\u00f9 amici immaginari. Gli adulti fanno il tempo per lui, danno un ordine alla sua giornata. Alle otto la scuola, alle dieci la \u201cricreazione\u201d, che strana parola di uso comune, legata al trillo di una campanella. Eppure, dentro di essa c\u2019\u00e8 ri-creare, c\u2019\u00e8 come un creatore. <em>(Pausa.)<\/em> Hoffman e Schumann erano indissolubili. L\u2019uno e l\u2019altro erano legati a filo doppio. Schumann scrisse uno dei suoi capolavori, la <em>Kreisleriana <\/em>op. 16 ispirandosi al personaggio di Hoffmann, Johannes Kreisler. Il personaggio di Hoffmann, Kreisler, soffre di depressione che degenera in schizofrenia, esattamente quello che succede a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schumann. Cos\u00ec come Hoffmann \u2013 uno scrittore la cui immaginazione fu indissolubilmente legata quella di Schumann &#8211; aveva creato un compositore immaginario, protagonista di tre dei suoi romanzi, Johannes Kreisler, uno dei suoi tanti alter ego. Capito, Professor Richarz?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Clara\u2026 Robert\u2026 io non so neanche pi\u00f9 come chiamarla. Io qui davanti ho una donna, glielo posso assicurare. Con l\u2019esperienza di oggi potremmo dire che lei \u00e8 un po\u2019 tutt\u2019e due, ma non \u00e8 cos\u00ec. Lei \u00e8 una persona o l\u2019altra, o \u00e8 Clara o \u00e8 Robert. Sovente, quando lei racconta, non so neanche chi stia parlando. Lei, per esempio, crede di essere rinchiusa nel manicomio di Endenich, dove Schumann fu rinchiuso negli ultimi due anni della sua vita. Lei mi chiama Professor Richarz. Ma io non mi chiamo Richarz, io mi chiamo Filetti. Ma io non sono un dietologo, come mio fratello, per cui il cognome Filetti \u00e8 anche un po\u2019 comico, io mi chiamo Filetti e sono uno psichiatra. Ho accettato che lei mi chiami Richarz, come lo psichiatra che aveva in cura Schumann a Endenich, per assecondarla. Ma adesso \u00e8 giunto il momento che io le dica a chiare lettere che io sono Filetti! Sono Filetti, nato a Battipaglia, non a D\u00fcsseldorf, sono venuto a studiare a Roma negli anni Settanta, Richarz era il medico che aveva in cura Schumann a Endenich.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Pausa.)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53027 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53027\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il quarto dito di Clara<\/em>, foto di scena di Roberto Giordano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Clara\/Robert si rizza sul lettino<\/em>.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lei \u00e8 profondamente inelegante. <em>(Pausa.)<\/em><em> <\/em>E, come se non bastasse, vive in uno stato di perenne confusione. Lei non vuole accettare di essere Richarz. Ogni tanto sbotta e dichiara di essere il Professor Filetti, un tale che si chiama Secondo Filetti. Si rende conto che tutto ci\u00f2 \u00e8 assurdo? Lei dice Secondo essere un nome, ma gi\u00e0 questo si presta a equivoci. Quando l\u2019altro dottore ha stilato il referto, quell\u2019altro dottore che lavora qui, ha scritto nel referto: \u201cSecondo Filetti\u2026\u201d. Ma non si capiva niente. Lui voleva dire: \u201cSecondo Filetti, la cura giusta sarebbe somministrarmi questi farmaci\u201d. Un certo Dottor Verde riteneva che lei, Filetti, avesse ragione. Ma lei sostiene di chiamarsi Secondo, come nome proprio. Quando arriv\u00f2 quel paziente\u2026 si ricorda? Quello strano, quello scuro in volto, coi capelli scarruffati, grosso che ce ne vollero tre per bloccarlo, con quei denti enormi separati l\u2019uno dall\u2019altro, aveva anche un po\u2019 di schiumetta che gli si depositava agli angoli della bocca, i capelli talmente fitti che sembrava avesse una parrucca, quel paziente l\u00ec, dicevo, come si chiamava di cognome?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Pepe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> L\u2019avevate in cura lei e il Dottor Verde. Se lo ricorda?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> S\u00ec, me lo ricordo, Pepe, mi scusi, ma dove vuole andare a parare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> No, volevo dirle, siamo al massimo livello di confusione. Tutti e tre facevate filetti al pepe verde!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti: <\/strong>(<em>Risata stiracchiata.<\/em>) Ah. Ah. Ma vede, lei, se la smettesse di credersi Clara o Robert Schumann sarebbe anche spiritosa, fa delle battutine che denotano un certo umorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Ma non si rende conto che questa battuta \u00e8 patetica? Sembra un Tot\u00f2 e Peppino di quarta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Adesso non esageriamo, quelli erano due giganti. <em>(Pausa.)<\/em> (<em>Prof. Filetti ha un soprassalto<\/em>.) Ma lei, scusi, come fa a conoscere Tot\u00f2 e Peppino? Se lei fosse Robert Schumann sarebbe morta nel 1856. Se lei fosse Clara, nel 1896. (<em>A voce molto alta.<\/em>) A quell\u2019epoca non c\u2019erano Tot\u00f2 e Peppino, non erano neanche nati!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Vede, Professor Richarz, lei non ha il distacco scientifico, lei si accalora, la prende sul piano personale. Lei cerca di dimostrare ad ogni costo che io dica cose assurde. Tot\u00f2 si avvicin\u00f2 a Schumann attraverso un grande pianista, a tutt\u2019oggi poco conosciuto, un pianista napoletano che eseguiva Schumann in modo magistrale: Sergio Fiorentino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Questa se l\u2019\u00e8 inventata qua per qua? Cos\u00ec, cotta e mangiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lei non \u00e8 uno scienziato, non ha la scepsi. Non ha la necessaria distanza dalla materia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Pausa.)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53029 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53029\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il quarto dito di Clara<\/em>, foto di scena di Roberto Giordano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u266a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?app=desktop&amp;v=rmP5XaNYlkI&amp;embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fthewiki.kr%2F&amp;feature=emb_imp_woyt\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Arpa Eolica, <\/em>From Irish Coast<\/a><em> <\/em>\u266a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Clara sopravvisse a Robert per quarant\u2019anni. Mor\u00ec assai anziana, soprattutto per l\u2019epoca. Sono immagini del passato in cui lei si \u00e8 perduta, perch\u00e9, come lei stessa sostiene, il passato non \u00e8 solo silenzioso e strisciante, ma \u00e8 anche fragrante. Il suo gusto ci pare inconfondibile, come un cibo non sottoposto all\u2019usura del tempo. O almeno, di questo ci illude e, per paradosso, come estrema illusione, libera dal tempo. E allora lei vede in Robert e Clara una estrema risorsa. Quel grande amore che lei si \u00e8 addossata sfida il deperimento, la caducit\u00e0, e lei insieme porta in s\u00e9 i due amanti in salvo, liberati dal fardello di una vita troppo breve. Io non riesco a guardarla e a rimanere impassibile. Lei ha ragione, vorrei sprofondare anch\u2019io in questa illusione. A volte, non vorrei riconoscermi. Percepire un refolo di vento non come questo istante, ma come se questa folata fosse il compimento di infinite altre folate di vento, di infiniti altri amanti. E che tutti diventino Clara e Robert, l\u2019amore, l\u2019amicizia, il conforto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00a0<\/em>\u266a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cFbSdMvegAg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Fryderyk Chopin, <\/em>Studio op. 25, n. 1, detto \u201cArpa Eolica\u201d<em>; pf. Gy\u00f6rgy Cziffra<\/em><\/a> \u266a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Clara\/Robert \u00e8 visibilmente turbata dall\u2019interpretazione di Filetti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Robert era sprofondato in una eterna infanzia. Basti pensare alle <em>Scene infantili.<\/em> Nessuno si \u00e8 mai sognato di considerarle un\u2019opera per l\u2019infanzia, Schumann compreso. Le <em>Scene infantili <\/em>sono una sorta di ripiegamento nell\u2019infanzia, una ritirata. In esse agisce un eccesso di consapevolezza, altro che l\u2019ingenuit\u00e0 tipica dei bambini. Nelle <em>Scene infantili<\/em> gli assenti sono proprio i bambini. Eusebio spadroneggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tpdLf9OGXXU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Kinderszenen<em>, op. 15, n. 1; pf. Vladimir Horowitz<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Professor Richarz, lei sa chi \u00e8 Eusebio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> S\u00ec, lo so. <em>Scene infantili<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Ne \u00e8 proprio sicuro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prof. Filetti:<\/strong> (<em>Annuisce.<\/em>) Mmmmh.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Richarz, mi dica chi \u00e8 Eusebio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Non c\u2019\u00e8 niente da fare. Lei continua a chiamarmi Richarz. Eusebio \u00e8 uno degli alter ego di Schumann. \u00c8 la sua parte malinconica, riflessiva, sognante. Si contrappone a Florestano, che \u00e8 la parte eroica, coraggiosa, votata all\u2019azione. Schumann firmava i suoi articoli con questi nomi. Queste due componenti, per\u00f2, all\u2019inizio, non erano in conflitto. Erano complementari, erano due aspetti di una personalit\u00e0 ricchissima e complessa, come una farfalla (non dimentichiamo che una delle pi\u00f9 importanti opere pianistiche di Schumann si chiama <em>Papillons <\/em>op.2).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Richarz, lei \u00e8 un asso della digressione. Lei digredisce, digredisce. Adesso parla di <em>Papillons <\/em>cos\u00ec, di botto. In <em>Papillons <\/em>c\u2019\u00e8 il disegno della donna di Schumann, checch\u00e9 ne dicano i musicologi. Richarz, faccia qualcosa di utile. Metta la musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Vorrei deciderlo io quando mettere la musica!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Ma \u00e8 lei che ha parlato di <em>Papillons<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Filetti fa partire la musica. Si ascolta un brano di <\/em>Papillons.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u266a<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tpdLf9OGXXU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Papillons<em>, pf. Wilhelm Kempff<\/em><\/a> \u266a<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Lei si indispettisce perch\u00e9 so benissimo chi \u00e8 Eusebio, so benissimo cosa sono i <em>Papillons.<\/em> Ho approfondito molto il suo caso, mia cara Clara\/Robert. Lei non ha a che fare con un improvvisatore, Clara\/Robert. Lei crede di essere nel sanatorio di Endenich, ma qui siamo vicino ad Ariccia. Io voglio metterla alle strette, di modo che lei, man mano, abbandoni le sue fantasie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> (<em>Risolino di scherno.<\/em>) Senza la parola \u201cfantasia\u201d l\u2019opera di Schumann non esisterebbe. Secondo me, <em>mon cher ami<\/em>, mio caro Secondo Filetti, di Battipaglia, lei si \u00e8 costruito una maschera per nascondere la sua vera identit\u00e0, quella del Professor Richarz. Lei ha mai ascoltato la <em>Fantasia <\/em>in do maggiore op. 17?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Filetti e Clara\/Robert ascoltano un brano della <\/em>Fantasia<em> op. 17<\/em>.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Wjw6aTXXoZA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Fantasia<em> in do maggiore op. 17, pf. Vladimir Horowitz<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Filetti toglie bruscamente la musica<\/em>.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Ecco, adesso cerchiamo di ragionare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> (<em>Interrompendolo bruscamente.)<\/em> Lei si rende conto di quello che ha fatto? Lei crede che adesso, seguendo un banale filo logico, noi si possa arrivare a capire qualcosa, interrompendo l\u2019ascolto della <em>Fantasia <\/em>di Schumann? Lei crede che ci siano una logica, una cura superiori all\u2019ascolto di questo pezzo di musica? Lei, Richarz, lei che tenne rinchiuso Schumann per due anni nel manicomio di Endenich, isolandolo, togliendogli perfino la possibilit\u00e0 di scrivere musica, di comporre, lei crede, Richarz, che lasciandolo ai suoi fantasmi, senza contatto con il mondo esterno fino alla morte, avvenuta due anni dopo che si era gettato nel Reno, potesse sopravvivere allo strazio delle sue cure? Richarz si vergogni, aguzzino! Sa cosa fece Schumann, prima di gettarsi nel Reno? Trov\u00f2 una guardia che voleva fargli pagare il pedaggio per andare al fiume, ma lui era in preda a una crisi nervosa senza rimedio. Non aveva soldi con s\u00e9. Indossava una vestaglia verde. E allora diede al custode un fazzoletto per poter passare e andare a gettarsi nel fiume. Un fazzoletto. <em>(Pausa.)<\/em> Aveva con s\u00e9 soltanto un fazzoletto. E questo, non \u00e8 un addio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Ascoltano di nuovo un brano della <\/em>Fantasia<em> op. 17)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u266a<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Wjw6aTXXoZA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann, <\/em>Fantasia<em> in do maggiore, op. 17, pf. Vladimir Horowitz<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Io non sono Richarz. Allora, ripeto, allora, le cure psichiatriche erano molto diverse. Molti curavano la pazzia con l\u2019isolamento assoluto. Non sono un aguzzino!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Vede, l\u2019ha ammesso lei stesso; ha detto: non sono un aguzzino! Lei non ha detto Richarz non \u00e8 un aguzzino. Lei ha detto \u201cio non sono un aguzzino\u201d. Lei \u00e8 Richarz!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Mi sono sbagliato con le parole, per un attimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Pausa.)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53031 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53031\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il quarto dito di Clara<\/em>, foto di scena di Roberto Giordano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lei ha avuto un lapsus. Come dite voi psichiatri. \u00c8 un\u2019espressione che ormai conoscono tutti, la usano tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Clara, o Robert che sia, lei adesso\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> <em>(Tagliata in bocca.)<\/em><em> <\/em>Ah, le pare un\u2019inezia?! Voi ci lavorate, con i lapsus, ci guadagnate stipendi e, adesso, siccome il lapsus l\u2019ha avuto lei, \u00e8 un\u2019inezia? Ma mi faccia il piacere, come diceva Tot\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Io non so chi \u00e8 lei, non io, in questo momento. Ma \u00e8 inutile ripeterlo continuamente. Siamo qui per questo. Stiamo lavorando per capire chi \u00e8 lei: Robert, Clara, o lei stessa. \u00c8 come se lei non prendesse neanche in considerazione la possibilit\u00e0 che non sia n\u00e9 Clara, n\u00e9 Robert, ma semplicemente lei stessa. Lei non ricorda neanche il suo nome. Vede, l\u2019errore che io ho fatto \u00e8 un lapsus, siamo d\u2019accordo. Lapsus proviene dal latino labi, scivolare, \u00e8 la stessa radice di labile, per esempio, quindi siamo di fronte a uno scivolamento, a una caduta. Lapsus significa anche sdrucciolamento, inciampo. Ma, visto che ci siamo trovati a parlarne, il suo \u00e8 un altro tipo di lapsus, il lapsus memoriae. Che cos\u2019\u00e8 il lapsus memoriae? \u00c8 quello che riguarda il proprio passato, il lapsus della memoria. Le sue memorie non esistono pi\u00f9 e sono state sostituite da quelle di Robert e Clara. O meglio, le sue memorie continuano ad esistere, ma lei non le distingue da quelle di Robert e Clara. Io su questo sto lavorando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Pausa.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> A volte vorrei dormire anni interi, poi scuotermi da questo torpore e creare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Qui parla Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Ho la smania di fissare in un\u2019immagine musicale, eterna, quel mondo di bellezza che porto dentro come una reliquia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> \u00c8 sempre Schumann che parla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> \u201cIl mio mondo \u00e8 stato distrutto dai nazisti. I giornali per cui scrivevo hanno cessato le pubblicazioni, e i loro redattori sono stati cacciati o sono morti. Cos\u00ec mi sono ridotto quasi a un fossile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Qui, invece, non pu\u00f2 essere Schumann a parlare. I nazisti non c\u2019erano all\u2019epoca di Schumann e di Clara! Lei capisce, non pu\u00f2 essere! Qui \u00e8 lei che sta parlando! Lo capisce, vero?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Non sono io. \u00c8 Robert Walser. Precisamente un secolo dopo la morte di Schumann, un altro Robert finir\u00e0 i suoi giorni in un ospedale psichiatrico. Cos\u00ec scriveva dalla clinica di Herisau in una lettera all\u2019amico Carl Seelig. Seelig gli rende regolarmente visita e annota le loro conversazioni. Per Walser, Rilke \u201csta bene sui tavolini da notte delle vecchie zitelle\u201d; <em>Giuseppe e i suoi fratelli<\/em> di Thomas Mann \u00e8 una \u201cmontagna di lardo\u201d, \u201copera arida e sudata\u201d in cui si avverte un \u201ctanfo di chiuso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Professor Filetti si mette le mani nei capelli.<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Mi ascolti, io gi\u00e0 faccio con lei una fatica tremenda, ma adesso fa entrare in campo pure questo Robert Walser? Io non ce la faccio pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Io non sono Robert Walser.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Ah, per fortuna! Accontentiamoci dei primi due. Gi\u00e0 avevamo gli altri due! \u00c8 il momento di prendere in esame alcune sue affermazioni, che mi ero appuntato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Basta che non le usi contro di me! <em>(Pausa.)<\/em> Avrei bisogno di sedermi, le dispiace?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Va verso la scrivania, dove siede Filetti. Quando Filetti si alza si siede al suo posto. Filetti va verso il lettino e vi si appoggia.<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accomodi pure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=s1VsrLsiYQ4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Robert Schumann,<\/em> L\u2019uccello profeta<em>, <\/em>Waldszenen op. 82<em>, pf. Sviatoslav Richter<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Adesso vogliamo giocare allo psichiatra pazzo come in tutte le barzellette?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lei mi sta dando della pazza, oppure del pazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Non \u00e8 affatto cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Facciamo cos\u00ec. Lei sostiene che io creda di essere Robert e Clara insieme. Ma lei, Richarz, \u00e8 quello della stanza accanto nel manicomio di Endenich. Lei si crede Ludwig van Beethoven!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Se qualcuno mai dovesse essere assolutamente sottratto all\u2019oblio, si dovrebbe preferibilmente rendere un po\u2019 di immortalit\u00e0 ai critici di Beethoven, specialmente a quello che nella <em>Gazzetta musicale universale<\/em>, anno 1799, pagina 151, prevede: \u201cSe il signor van Beethoven non volesse pi\u00f9 smentire s\u00e9 stesso e seguire il corso della natura, col suo ingegno e con la sua applicazione egli certamente potrebbe darci molto di buono\u201d. Trentasette anni sono passati, frattanto, e il nome di Beethoven splende nel cielo mentre il critico si \u00e8 appassito in una soffitta come un\u2019ortica secca. <em>(Pausa.)<\/em><em> <\/em>Schumann venerava Beethoven come un dio, ma un dio inaccessibile, che non diventa mai parte di noi. <em>(Pausa.)<\/em> Nella mente malata di Schumann convivono il ricordo e il presagio e, soprattutto, il senso della vita che confina con l\u2019inconoscibile. Ciascun folle \u00e8 escluso dalla vita, \u00e8 gi\u00e0 sulla frontiera dell\u2019aldil\u00e0. <em>(Pausa.)<\/em> Non tremate, voi mestieranti d\u2019arte, per le parole che Beethoven pronunci\u00f2 sul letto di morte: \u201cIo credo di essere al principio\u201d, \u2013 o Jean Paul: \u201cMi sembra di non aver scritto ancora nulla\u201d. Questo \u00e8 un pensiero di Florestano-Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Lo so bene, l\u2019ho scritto io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Invece Eusebio disse: \u201cChi ha troppa paura di conservare la sua originalit\u00e0, quasi sempre \u00e8 in procinto di perderla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Clara\/Robert:<\/strong> Siamo perduti in noi stessi, ormai, come sulla nave dei folli. <em>(Pausa.)<\/em> Ecco, lei conosce la storia del quarto dito? \u00c8 da quel momento che Robert ha incominciato a stare male. Lei sa o pu\u00f2 immaginare, Richarz, come il quarto dito sia il pi\u00f9 debole, fra le cinque, per tutti i pianisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Professor Filetti:<\/strong> Schumann voleva essere pianista, non compositore. Ebbe un dissidio fra musica e letteratura. La madre voleva che egli studiasse giurisprudenza. C\u2019\u00e8 una lunga lettera alla madre del 1830 in cui Schumann esprime la sua vocazione. Non torner\u00e0 mai pi\u00f9 indietro. Non potr\u00e0 mai pi\u00f9 accettare una vita in cui la tensione verso l\u2019opera d\u2019arte possa interrompersi. Ma egli, a questo punto, ha vent\u2019anni e, malgrado il suo maestro Wieck, il padre Clara, che successivamente ostacoler\u00e0 con ogni mezzo il loro amore, dicesse: \u201cNe far\u00f2 un pianista in soli tre anni\u201d, \u00e8 in ritardo, in perenne ritardo. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 sentirsi in ritardo. Si fascia e si appende il quarto dito per irrobustirlo, ma riesce solo a paralizzarlo. La carriera concertistica \u00e8 finita, non gli rimane che la composizione. E per fortuna, aggiungerei. Questo ripiego ci ha dato uno<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dei pi\u00f9 grandi musicisti mai esistiti, quello che non pochi, ad esempio Quirino, considerano il pi\u00f9 grande di tutti i tempi. Clara per lui \u00e8 il pianoforte realizzato, diventer\u00e0 la migliore concertista della sua epoca. Il quarto dito di Clara diventer\u00e0 il quarto dito di Schumann. Lei suoner\u00e0 al posto suo, con la sua tecnica magistrale, le composizioni pianistiche sovente a lei dedicate. Anche la madre di Schumann soffriva di disturbi depressivi, quindi si tratta di una doppia identificazione: da un lato con la madre, dall\u2019altro con la sorella perduta prima che lui nascesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u266a <\/em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oTqBEgZWQFU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stelutis Alpinis<em>, Cori Fantasia dell\u2019Universit\u00e0 Senzoku e V\u00f4s de Mont<\/em><\/a><em> \u266a<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Clara\/Robert e Professor Filetti sono di spalle, quando inizia la musica. Si voltano molto lentamente verso la platea, con il viso coperto<\/em>.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BUIO<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53034 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"948\" height=\"474\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg?resize=948%2C474&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-53034\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg?w=948&amp;ssl=1 948w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg?resize=768%2C384&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/4.-calco-in-gesso-della-mano-destra-di-Clara-Schumann-esposto-nel-dicembre-del-2019-alla-Schumann-Haus-di-Lipsia.jpeg?resize=60%2C30&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 948px) 100vw, 948px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Calco in gesso della mano destra di Clara Schumann, esposto nel dicembre del 2019 alla Schumann-Haus di Lipsia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il quarto dito di Clara&#8221; \u00e8 l\u2019ultimo episodio, in ordine tanto di scrittura che di messa in scena, dell\u2019anche quantitativamente cospicua produzione drammaturgica di Luca Archibugi. 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