{"id":50885,"date":"2024-03-12T00:01:10","date_gmt":"2024-03-11T23:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=50885"},"modified":"2026-06-19T15:27:55","modified_gmt":"2026-06-19T13:27:55","slug":"la-pittura-in-prosa-di-valerio-adami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/03\/12\/la-pittura-in-prosa-di-valerio-adami\/","title":{"rendered":"La pittura in prosa di Valerio Adami","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Intorno ai primi anni Settanta, i disegni e i quadri di Valerio Adami subiscono una svolta. Osservando le opere a cavallo tra i due decenni si ha la netta impressione che in Adami abbia luogo un ripensamento del proprio fare artistico. Se negli anni Sessanta, infatti, la sua opera era parsa una ripresa, non priva di originalit\u00e0, della grande ondata Pop londinese \u2013 cio\u00e8 di un\u2019arte di critica radicale al sistema dei consumi e, quindi, per molti versi, agli antipodi della pop americana -, fin dai primissimi anni Settanta si rende visibile nel suo linguaggio compositivo il tentativo di tracciare una sorta di cartografia rammemorante di <em>umane possibilit\u00e0 di vita<\/em>. Se nella fase precedente la figura umana \u00e8 assente o ridotta a feticcio, inesorabilmente sostituita da oggetti di consumo, nel nuovo corso i protagonisti diventano una serie di pensatori, politici, scrittori, artisti, eterocliti e marginali, dei primi anni del XX secolo. All\u2019ambiente-cosa subentra l\u2019umano. Verrebbe quasi da dire che Adami passi, in quel pugno di anni, da una pittura di paesaggio a una di storia. Ma si tratta, quasi sempre, di una storia minore, una storia fatta di individui, di esperienze singolari e, di conseguenza, meglio rappresentata da una ritrattistica sui generis &#8211; che ricorda, per diversi aspetti, la sottilissima operazione congegnata da Walter Benjamin con <em>Uomini tedeschi<\/em>, tesa a mostrare, attraverso la raccolta di lettere di illustri e meno illustri connazionali, un&#8217;altra Germania in pieno nazionalsocialismo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Rapallo-1922-1974.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51005 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Rapallo-1922-1974.jpeg?resize=600%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-51005\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Rapallo-1922-1974.jpeg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Rapallo-1922-1974.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Rapallo-1922-1974.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valerio Adami, <em>Rapallo 1922<\/em>, 1974<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedono, cos\u00ec, la luce opere di grande bellezza, come <em>Lettera di Proust<\/em> (1970-71), <em>La domenica di Amburgo <\/em>(1971), <em>I gil\u00e9 di Lenin <\/em>(1972), <em>S. Freud in viaggio verso Londra <\/em>(1973) e i cicli dedicati ai testimoni, agli sconfitti della storia (e ai loro carnefici), a tutte le figure animate dallo spirito dell\u2019utopia. Come, ad esempio, la serie realizzata assieme a Helmut Hei\u00dfenb\u00fcttel e consacrata alle figure maggiori e minori del <em>Reich<\/em>, siamo nel 1972; o le serigrafie e litografie che ritraggono i protagonisti della grande spinta rivoluzionaria di inizio secolo e i suoi \u201ctraditori\u201d (come nell&#8217;emblematico, <em>Portrait de Benjamin<\/em>, del 1973, e, a mo&#8217; di controcanto, lo scarnificato e adamantino <em>Stalin&#8217;s Injuries, Les blessures de Stalin<\/em>, del 1975). Rammemorazione, ricordanza, <em>Eingedenken<\/em>, in immagini e parole, di molteplici possibilit\u00e0 di vita, di altri mondi possibili, apparsi e transitati nella storia per presto svanire, senza lasciar quasi traccia &#8211; ed \u00e8 proprio queste tracce, quasi scomparse, che il disegno di Adami rintraccia e ritraccia, facendone una sorta di immagine dialettica, per usare un concetto chiave benjaminiano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51003 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"632\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg?resize=800%2C632&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-51003\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg?resize=300%2C237&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg?resize=768%2C607&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-Les-blessures-de-Stalin-1975-copia-2.jpeg?resize=60%2C47&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valerio Adami, <em>Les blessures de Stalin<\/em>, 1975 <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8, probabilmente, il periodo pi\u00f9 \u201cimpegnato\u201d della produzione adamiana, quello pi\u00f9 gravido di un ripensamento degli eventi storici, quello che pi\u00f9 cerca di rappresentare lo spirito del tempo, spazzolando la storia a contropelo, per dirla con il Benjamin delle <em>Tesi di filosofia della storia<\/em> (quel Benjamin cos\u00ec presente, quasi come una chiave di volta, nell\u2019intera costruzione dell&#8217;opera adamiana). Ne nascono, sotto diversi aspetti, alcune dei sui lavori migliori, che raggiungono, paradossalmente, nella produzione grafica il loro culmine. Nella grafica, infatti, pi\u00f9 che nell\u2019opera pittorica \u2013 cio\u00e8, in quell\u2019arte minore, in quella Cenerentola artistica e, soprattutto, mercantile che sono le arti dell\u2019incisione, l\u00e0 dove il passaggio descritto da Benjamin in <em>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica <\/em>si fa pi\u00f9 concreto e mostra, nella sua contraddittoriet\u00e0 storica, nella sua aprente ambiguit\u00e0 democratico-commerciale, la scomparsa di una certa aura dell\u2019opera unica e la sua contestuale liberazione in un linguaggio che cerca di farsi realmente popolare, accessibile, senza rinunciare a nulla della qualit\u00e0 del lavoro artistico &#8211; il gesto di Adami si realizza compiutamente. Niente di pi\u00f9 perfettamente riuscito delle serigrafie di quegli anni, realizzate, per lo pi\u00f9, con grandi mercanti quali Giorgio Marconi e Aim\u00e9 e Marguerite Maeght. Gli abbinamenti cromatici, spesso elegantissimi, raggiungono fino in fondo la pienezza di un colore omogeneo e preciso, \u201cdepurato da tutti i parassiti\u201d; omogeneit\u00e0 e purezza che neppure l\u2019acrilico (all\u2019olio aveva gi\u00e0 rinunciato da tempo) riesce a raggiungere sulla tela, sempre portatrice di imperfezione e resistenza materica. Solo sulla carta il colore diventa davvero l\u2019estensione del disegno, il suo controcanto e, nello stesso movimento, la sua interruzione o, come dir\u00e0 Derrida in un, per tanti versi, inaccessibile testo di quegli anni, la sua dis-giunzione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Lettre-de-Proust.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51008 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"744\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Lettre-de-Proust.jpeg?resize=600%2C744&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-51008\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Lettre-de-Proust.jpeg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Lettre-de-Proust.jpeg?resize=242%2C300&amp;ssl=1 242w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Lettre-de-Proust.jpeg?resize=60%2C74&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valerio Adami, <em>Lettre de Proust<\/em>, 1970-71<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 sempre in questi anni \u2013 chiamiamoli gli anni dell\u2019impegno, perch\u00e9 quelli del ripensamento della storia continueranno fino ai nostri giorni, spostandosi, per\u00f2, verso la tradizione e uno sguardo rivolto a Oriente, a un Oriente fin dentro al cuore dell\u2019Occidente, atemporale e utopico, che dar\u00e0 origine a una pittura sempre pi\u00f9 melanconica \u2013, dicevamo, \u00e8 in questa manciata di anni che la parola appare prepotentemente nei disegni, nelle tavole e nei quadri di Adami, impossessandosi dello sguardo, senza per\u00f2 mai scadere in una dimensione didascalica o, peggio, ideologica. C\u2019\u00e8, certo, un riverbero epocale, nella sua verbovisualit\u00e0; riflesso, segno d&#8217;epoca, che viene dagli esperimenti della poesia visiva o della scrittura visuale, ma c\u2019\u00e8 in Adami, in quell\u2019uso della frase cos\u00ec immediato e cos\u00ec contiguo al disegno, qualcosa che dispone, compone e ricompone la scrittura, non tanto come il centro irradiante e significante dell\u2019opera, ma come indice del punto di crisi, del punto di interruzione, di sospensione dell\u2019immagine e della parola stesse. Se la poesia visiva cercava, nelle sue forme migliori, di rendere poetica la pittura e pittorica la poesia, l&#8217;arte di Adami si configura, piuttosto, come una pittura in prosa, che rifugge ogni speranza o illusione di rendere significante e poetica l\u2019immagine e tenta, piuttosto, il passo al di l\u00e0, <em>le pas au-del\u00e0<\/em>, di una narrazione che si interrompe sulla superficie dell\u2019immagine, prima di ogni identificazione semantica e prima di ogni poetica, di ogni <em>pathos<\/em>, dell\u2019arte e della parola.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/AdamiLe-cuirrasse-Potemkin_-la-Benda.-1970-71.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51009 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/AdamiLe-cuirrasse-Potemkin_-la-Benda.-1970-71.jpeg?resize=630%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-51009\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/AdamiLe-cuirrasse-Potemkin_-la-Benda.-1970-71.jpeg?w=630&amp;ssl=1 630w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/AdamiLe-cuirrasse-Potemkin_-la-Benda.-1970-71.jpeg?resize=236%2C300&amp;ssl=1 236w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/AdamiLe-cuirrasse-Potemkin_-la-Benda.-1970-71.jpeg?resize=60%2C76&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valerio Adami, <em>Le cuirrasse\u0301 Potemkin, la Benda<\/em>, 1970-71<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola sospende la linea della composizione, portando lo sguardo in un\u2019altra dimensione, in una dimensione riflessiva e pensante. Ma non appena lo sguardo si fa lettura, cadendo nell\u2019illusione lineare della parola, confondendo la parola con la linea e la linea con la parola, e credendo di poter leggere e svelare l\u2019enigma della pittura, subito la lettura viene interrotta, messa a sua volta in crisi, dallo spezzarsi della linea, dal suo complicarsi, dal suo sconfinare, travalicare, strabordare, oltrepassare il margine del foglio, della tela, dello spazio visivo. E, se questo ingarbugliarsi della figura non fosse sufficiente, sar\u00e0 la luminosit\u00e0 del colore, la sua illeggibilit\u00e0, la sua non riconducibilit\u00e0 alla dimensione del significato che ridar\u00e0 alla pittura la sua spinta, il suo <em>trieb<\/em>, la sua pulsione primaria, quella estatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, nello spazio dell\u2019opera di Adami, nello svolgersi di un punto nel tempo, cio\u00e8 nel suo farsi linea e disegno, lo sguardo passa dalla riflessivit\u00e0 all\u2019estasi, dalla concentrazione statica sul senso alla fuoriuscita da ogni dimensione di senso: esperienza di un\u2019estasi compositiva e cromatica che dissemina il soggetto nello spazio pittorico. Il vedente, sospeso sulla fune della linea, si ritrova in bilico, in posizione da equilibrista, tra l\u2019immagine e la parola, tra la dimensione plurisensoriale dell\u2019immagine e quella semantico-grammaticale della scrittura; rinviato senza fine a una sinopia invisibile &#8211; costituita dall\u2019inestricabile intrecciarsi di pensieri, intenzioni, sensazioni, ricordi, emozioni, associazioni &#8211; sulla quale l\u2019opera si compone come prosa di una frase inafferrabile. Al colmo della visione, non resta che un meravigliato e stupefatto, <em>je n\u2019ai pas saisi<\/em> &#8211; essenziale non comprensione, inaggirabile inafferrabilit\u00e0, che \u00e8, in fondo, apertura di un&#8217;altra conoscenza, gnosi estatica del reale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-La-macchina-da-scrivere-di-Nietzsche-1974.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51010 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-La-macchina-da-scrivere-di-Nietzsche-1974.jpeg?resize=600%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-51010\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-La-macchina-da-scrivere-di-Nietzsche-1974.jpeg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-La-macchina-da-scrivere-di-Nietzsche-1974.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Adami-La-macchina-da-scrivere-di-Nietzsche-1974.jpeg?resize=60%2C80&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Valerio Adami, <em>La macchina da scrivere di Nietzsche<\/em>, 1974<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adami si pone sul crinale di questa faglia e spinge i suoi spettatori sull\u2019orlo del baratro che divide e rende inseparabili immagine e parola. Sospende ogni soggetto nell\u2019indecisione del suo stesso sguardo: guardare o comprendere? Lasciarsi condurre dal tracciato della mano nell\u2019utopia dell\u2019arte o ridurre la linea a segno significante che articola e d\u00e0 un senso allo snodarsi del tempo? Visione o narrazione? Estasi o Storia?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Valerio Adami, <\/em>Leipzig universita\u0308t und Pan<em>, 1972<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno ai primi anni Settanta, i disegni e i quadri di Valerio Adami subiscono una svolta. Osservando le opere a cavallo tra i due decenni si ha la netta impressione che in Adami abbia luogo un ripensamento del proprio fare artistico. Se negli anni Sessanta, infatti, la sua opera era parsa una ripresa, non priva di originalit\u00e0, della grande ondata Pop londinese \u2013 cio\u00e8 di un\u2019arte di critica radicale al sistema dei consumi e, quindi, per molti versi, agli antipodi della pop americana -, fin dai primissimi anni Settanta si rende visibile nel suo linguaggio compositivo il tentativo di tracciare una sorta di cartografia rammemorante di &#8216;umane possibilit\u00e0 di vita&#8217;.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":5,"featured_media":51024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3],"tags":[174,10,113,1637],"coauthors":[1727],"class_list":["post-50885","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-imago","tag-disegno","tag-federico-ferrari","tag-pittura","tag-valerio-adami","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La pittura in prosa di Valerio Adami - Federico Ferrari<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Intorno ai primi anni Settanta, i disegni e i quadri di Valerio Adami subiscono una svolta. 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