{"id":49986,"date":"2024-02-13T00:01:00","date_gmt":"2024-02-12T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=49986"},"modified":"2024-02-12T12:48:59","modified_gmt":"2024-02-12T11:48:59","slug":"il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/","title":{"rendered":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutti costoro la determinazione di partenza, la \u201clocalizzazione\u201d diremmo, \u00e8 stata importante; nel caso di Enzo Moscato il rapporto con Napoli e con la sua stratificazione culturale \u00e8 senza dubbio della massima rilevanza, tanto che non si sbaglierebbe a dire che con Napoli e col napoletano egli ha plasmato la complessa materia che gli veniva da un\u2019ampia formazione di tipo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio per questo la sua non \u00e8 stata una operazione mimetica, di rappresentazione di una realt\u00e0 locale con la ripresa di temi, figure e situazioni di un repertorio stabilizzato e ben riconoscibile. Anzi, l\u2019esperienza teatrale che Moscato ha realizzato in pi\u00f9 di quaranta anni di lavoro con la scrittura e con l\u2019approfondimento del dispositivo scenico \u00e8 estranea alla stessa ipotesi di \u201crappresentazione\u201d come \u201cri-presentazione\u201d, se non addirittura indifferente a ogni istanza comunicativa. Essa ha invece a che fare col rituale, forse con l\u2019esperienza medianica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49992 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-49992\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-1_Enzo-Moscato-foto-C.Accetta.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enzo Moscato, foto di Cesare Accetta<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 vale sin dal primissimo esordio. Quando infatti, nel 1980, Moscato inaugura <em>Carcioffola<\/em>, riscrittura parodica di alcuni episodi riconducibili alla tradizione popolare-colta napoletana, egli entra in scena adottando la maschera del travestito che rif\u00e0 il verso alla sceneggiata (<em>Le pentite<\/em>) e occhieggia ai testi digiacomiani. La canzone napoletana, la <em>guappar\u00eca<\/em> e il travestitismo: nell\u2019epoca dei motoscafi blu e del \u201cpoliziottesco\u201d il drammaturgo-attore sceglie di incrociare tutti i clich\u00e9s pi\u00f9 tipici e retrivi, compreso il filtro dell\u2019ambiguit\u00e0 sessuale che connota in maniera marcata l\u2019intero immaginario napoletano, tanto pi\u00f9 se ricordiamo che l\u2019inizio della sua carriera si colloca tra il 1976 della <em>Gatta cenerentola<\/em>, grande successo non solo di Roberto De Simone ma anche degli interpreti della Nuova Compagnia di Canto Popolare, e il 1981 della <em>&nbsp;Pelle<\/em>, riscrittura cinematografica dell\u2019omonima opera di Curzio Malaparte realizzata da Liliana Cavani (a questo proposito si veda Antonia Lezza, <em>Dal romanzo al teatro. Una singolare riscrittura: <\/em>La pelle <em>di Malaparte e <\/em>Signur\u00ec, signur\u00ec<em>&#8230; di Moscato<\/em>, in <em>La scatola a sorpresa. Studi e poesie per Maria Antonietta Grignani<\/em>, Franco Cesati 2016). Se per\u00f2 quelli individuati dall\u2019autore esordiente sembrano elementi caratteristici di una intera epoca della cultura partenopea (e del resto <em>Scende gi\u00f9 per Toledo<\/em> di Patroni Griffi \u00e8 del 1975), egli tuttavia non si muove verso la ricerca etnografica o il recupero del miserabilismo locale, ma approfondisce la logica del <em>clich\u00e9 <\/em>scegliendo di incrociare i materiali popolari con l\u2019orizzonte del <em>caf\u00e9 chantant<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ne accorse tra i primi Franco Quadri, il quale qualche anno dopo ricondusse lo stile di Moscato a quello dei conferenzieri da palcoscenico che animarono il teatro di variet\u00e0 del primo Novecento, al tempo in cui, per limitarci all\u2019Italia, agirono personalit\u00e0 del calibro di Trilussa, Cangiullo e Petrolini (cfr. Andrea De Rosa, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bU1jCnzhvEs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Sul limite. Conversazione con Enzo Moscato<\/em><\/a>). Gi\u00e0 in quella prima e ancora forse imperfetta prova, Moscato adattava ai suoi scopi gli spazi ridotti e quasi privi di allestimento scenico che erano stati tipici dello spettacolo popolare: in questo modo mirava a rinnovare le topiche napoletane pi\u00f9 abusate puntando sulla singolarit\u00e0 dell\u2019attore in scena e sul conseguente rapporto di intimit\u00e0 col pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando poi, nel 1982, Moscato presenta per la prima volta <em>Scannasurice<\/em>, egli si affida a quella medesima soluzione per sorreggere una costruzione drammaturgica centrifuga. La rievocazione ondivaga che attraversa i piccoli episodi della vita del vicolo e le grandi trasformazioni della citt\u00e0 dopo il terremoto del 1980 trova infatti il suo centro di gravit\u00e0 nel delirio di solitudine di un travestito in abiti femminili che intona uno straordinario quanto fantasmatico richiamo d\u2019amore rivolto ai giovani uomini con cui convive: gli invisibili, forse inesistenti, certo inarrivabili \u00abstudenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il movimento di apertura \u00e8 chiaro. Vestendo panni \u00absbrindellati, laceri, al limite della pezzenteria\u00bb, il protagonista entra in scena \u00abcantando\u00bb, arriva \u00abfino al bordo del palco\u00bb, si ferma e, dopo aver \u00abfissa[to] intensamente il pubblico\u00bb, inizia il suo monologo (il testo dell\u2019opera \u00e8 in <em>Orfani veleni<\/em>, Ubulibri 2007). Con questa breve \u201cteoria\u201d, con questi pochi gesti incarnati in una figura meschina quanto dolente, l\u2019anonimo personaggio di <em>Scannasurice<\/em> stabilisce i termini dell\u2019evento teatrale. Quel che seguir\u00e0 potr\u00e0 pure essere un discorso incoerente in cui memorie personali e riferimenti a eventi collettivi si intrecciano con un accenno di canto (nenie infantili o brevi versi di canzone) o con divagazioni inconcludenti. Ma resta il fatto che una simile verbigenerazione prende vita innanzi a noi che, convocati dalla maschera, veniamo coinvolti in una fissazione erotica delirante di cui avvertiamo a poco a poco la prossimit\u00e0. Il \u00abconferenziere\u00bb, dopo averci chiamato dalla soglia, ci sussurra all\u2019orecchio qualcosa che non possiamo che riconoscere come nostro. Anche noi, come diceva Jean Genet, finiamo infatti con l\u2019avere il \u00abpresentimento\u00bb che la scena sia \u00abun luogo prossimo alla morte\u00bb (Jean Genet, <em>Lettere a Roger Blin<\/em>, in Id., <em>Il funambolo e altri scritti<\/em>, a cura di G. Pinotti, Adelphi 1997; si veda <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dMVEEaDjm-I\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019intervista congiunta con Martone a Cipr\u00ec e Maresco<\/a>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-2-de-Marinis-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49995 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"847\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-2-de-Marinis-2.jpg?resize=600%2C847&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-49995\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-2-de-Marinis-2.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-2-de-Marinis-2.jpg?resize=213%2C300&amp;ssl=1 213w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-2-de-Marinis-2.jpg?resize=60%2C85&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enzo Moscato, foto di Fiorenzo de Marinis<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un conferenziere in abiti femminili prende dunque la parola dal limite del palcoscenico. Sporgendosi verso l\u2019altro mondo, che \u00e8 il nostro, questo corpo-voce pronuncia le sue prime parole, con le quali conferma la sua identit\u00e0 intermedia: \u00abE accuss\u00ec \u2018cca sule tre cose nun ce so\u2019 rimaste: gli ipogei, \u2018a memoria e \u2018a magia\u00bb (<em>Scannasurice<\/em>). Identit\u00e0 intermedia tra i vivi e i morti (ipogei), tra il passato e il presente (memoria), tra l\u2019organico e l\u2019inorganico (magia), la voce-corpo senza nome che ci si para innanzi da un luogo vicinissimo eppure inattingibile inizia il suo attraversamento delle ombre chiarendo quanto \u00ab\u00e8 rimasto\u00bb per salvarsi dalle \u00abtarme\u00bb, la \u00abnaftalina\u00bb, o peggio dal finire \u00abseppelliti in qualche libbre\u00bb come si fosse \u00abmummie alisandrine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/sdc.napolimonitor.it\/la-citta-immaginata\/5-teatro\/cronache-della-peste-enzo-moscato\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">In pagine brevi ma assai intense<\/a>, Gennaro Carillo ha ricordato queste medesime battute per identificare le due componenti che l\u2019Opera di Moscato fa interagire quasi si trattasse di due \u00absosia parodici\u00bb: da un lato \u00abla routine dell\u2019intellettuale alessandrino\u00bb, dall\u2019altro \u00abla consuetudine rischiosa con il mondo delle tenebre\u00bb; da una parte \u00abla toga\/tonaca di Cartesio, che in Moscato personifica l\u2019istanza normativa, sterilizzante e censoria per eccellenza\u00bb, dall\u2019altra \u00abqualcosa di prossimo a un imbarazzante bestione vichiano, robustissimo di\u00a0<em>senso\u00a0<\/em>e di\u00a0<em>fantasia<\/em>, incivile, presociale, fuorilegge\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa compresenza di contrari si spiega su base linguistica (con la giustapposizione stridente tra sequenze in dialetto e sequenze in italiano), stilistica (col passaggio da un tono plebeo a un tono raziocinante se pur spesso beffardo) e di contenuto (densit\u00e0 corporea e reperti colti di marca intellettuale). Ma si articola soprattutto come conflitto tra due concezioni opposte del testo teatrale. Il conferenziere che nel gennaio 1982 esordiva definitivamente allo Spazio Libero di Vittorio Lucariello faceva infatti conflagrare nella sua persona <em>en travesti<\/em> i due modi contrastanti del \u00abtesto a monte\u00bb \u2013&nbsp;come diceva Carmelo Bene \u2013 e del \u00abtesto sulla scena\u00bb. Il ritorno a un \u00abteatro delle variet\u00e0\u00bb che poteva tenere insieme canzone, sceneggiata, monologo comico e spogliarello risolveva il conflitto tra testo scritto e interpretazione scenica innescando una catabasi nella memoria culturale della citt\u00e0, col conseguente inabissamento linguistico nel dialetto e oltre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uso che Enzo Moscato ha fatto del napoletano non va dunque interpretato come volont\u00e0 di \u201crecupero\u201d o come istanza mimetica; non \u00e8 espressione di una necessit\u00e0 identitaria. Non che Napoli non costituisca il baricentro dell\u2019identit\u00e0 biografica e artistica di un autore che anzi ha parlato a questo proposito della citt\u00e0 come di una \u00abradix-matrix\u00bb sempre presente nel suo lavoro. Ma il rapporto con una simile identit\u00e0 \u00e8 concepibile solo come propulsione discenditiva nella stratificazione urbana, al tempo stesso storica e mitologica. Proprio per questo motivo il suo teatro impone l\u2019immobilit\u00e0: lo spessore culturale della citt\u00e0 di Napoli non viene attivato per mezzo del movimento orizzontale da cui emerga la sedimentazione del tempo ma \u00e8 prodotto dalla costrizione spaziale cui \u00e8 condannata una figura meschina se non turpe. Una \u201cminorizzazione\u201d del discorso che toglie autorevolezza alla voce che parla, ma che al tempo stesso le fa assumere una profondit\u00e0 imprevista. Saremmo forse indifferenti a una rievocazione personale, alla usuale litania del tempo passato e delle occasioni perdute; non possiamo sottrarci alla intimit\u00e0 di un conferenziere attraversato dal tempo mentre resta obbligato in uno spazio circoscritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una simile condizione di discorso, una tale immaginazione scenica definisce in Moscato anche il problema della lingua. Innanzi tutto perch\u00e9 la sua natura di lingua teatrale la rende in gran parte estranea alla \u201cletteratura\u201d intesa come un prodotto stabilizzato nella scrittura, e poi perch\u00e9 essa si sottrae a ogni necessit\u00e0 comunicativa. La lingua qui non \u00e8 un codice ma un rituale, una serie di prescrizioni posturali in cui le ragioni dell\u2019\u00abincatenamento semantico\u00bb arretrano rispetto al primato dell\u2019incantamento fonico e ritmico-gestuale (l\u2019espressione \u2013&nbsp;gi\u00e0 recuperata da Carillo \u2013&nbsp;\u00e8 di Gianfranco Contini, <em>Espressionismo letterario<\/em>, in Id., <em>Ultimi eserciz\u00ee ed elzeviri 1968-1987<\/em>, Einaudi 1989). Che \u00e8 appunto quel che accade nell\u2019incipit di <em>Scannasurice<\/em>, dove l\u2019ipotesi atmosferica dello spostamento <em>en plein air<\/em>, ossia l\u2019attrazione verso la \u00abbella giornata\u00bb \u00e8 ricondotta in maniera inesorabile alla camera ipogea del delirio visionario. Postosi sul limite tra il nostro mondo e l\u2019altro, la voce-corpo che ci si presenta innanzi ci invita a seguirla nell\u2019oltretomba, l\u00ec dove tutte le identit\u00e0 sono poste in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<em>incarnazione<\/em> \u2013&nbsp;\u00e8 questo l\u2019unico termine che venga a proposito \u2013 realizzata nel teatro di questo autore trova ragione in quella che si potrebbe considerare una delle matrici comuni del Nuovo Teatro, ossia l\u2019opera di Antonin Artaud, dove il corpo \u00e8 al tempo stesso tema e presupposto dell\u2019evento teatrale, esprimendo la \u00abprotesta \u2013&nbsp;come ha scritto Jacques Derrida \u2013&nbsp;contro la lettera morta che si assenta lontano dal respiro e dalla carne\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che l\u2019istanza deiettiva presente nel teatro di Moscato si possa spiegare con la fulminante battuta pronunciata proprio da Artaud quando, alla domanda su come fosse possibile \u00abconciliare il sublime con l\u2019abiezione del corpo abitudinario\u00bb, egli rispondeva non esservi \u00absublime, ma abiezione e abitudine\u00bb (<em>Succubi e supplizi<\/em>, trad. di Jean-Paul Manganaro, ed. italiana a cura di J.-P. &nbsp;Manganaro e R. Molinari, Adelphi 2004). Sulla scorta di queste parole, l\u2019autore-attore napoletano imbocca la via di un corpo-voce che, condannato a replicare le topiche pi\u00f9 abituali (un femminiello miserabile in una turpe abitazione dei Quartieri Spagnoli\u2026), scioglie il sublime della compartecipazione empatica (si pensi al secondo finale, del 1984, dove il protagonista si d\u00e0 fuoco insieme alla sua stamberga) nella abiezione della confusione tra uomini e topi di fogna. Confusione pi\u00f9 che contaminazione (se \u00e8 vero che non si tratta pi\u00f9 di una peste trasmessa dai ratti), o insomma consanguineit\u00e0 e condivisione di un medesimo destino: come nel caso estremo della <em>signurina Rosina<\/em> e del suo \u00abpromiscuo suicidio biologico\u00bb realizzato in imprevedibile concordia \u00abinsieme a venti topi\u00bb (<em>Scannasurice<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, un simile orizzonte di promiscuit\u00e0 e abiezione, di \u201cgettatezza\u201d, si fa scrittura scenica nel momento in cui si affida alla solitudine del corpo, quel corpo-voce che \u00e8 venuto innanzi a noi sin sulla soglia tra palco e platea, tra il nostro mondo e l\u2019altro, tra presenza e assenza. Come \u00e8 evidente, quel gesto inaugurale rievoca una intera teoria del teatro, un complessivo movimento del vedere e del mostrare: lo sguardo su di noi ci ha chiamati alla visione; chi ci ha guardati \u00e8 adesso a sua volta chiamato a farci vedere. E il nostro sguardo non potr\u00e0 che poggiare su quel conferenziere derelitto, sui suoi panni laceri, sulla incredibile ieraticit\u00e0 che gli ha conferito l\u2019essersi collocato sulla soglia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-3_E.-Moscato-di-Fiorenzode-Marinis.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50000 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"470\" height=\"642\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-3_E.-Moscato-di-Fiorenzode-Marinis.jpg?resize=470%2C642&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-50000\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-3_E.-Moscato-di-Fiorenzode-Marinis.jpg?w=470&amp;ssl=1 470w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-3_E.-Moscato-di-Fiorenzode-Marinis.jpg?resize=220%2C300&amp;ssl=1 220w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-3_E.-Moscato-di-Fiorenzode-Marinis.jpg?resize=60%2C82&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enzo Moscato, foto di Fiorenzo de Marinis<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la concezione scenica di Moscato si articola come incarnazione della scrittura in un corpo-voce determinato, singolare e costretto alla immobilit\u00e0, eppure attraversato da un movimento continuo, ci\u00f2 avviene \u2013&nbsp;abbiamo visto \u2013&nbsp;perch\u00e9 essa si d\u00e0 come situazione liminare. Su questo stesso limite si colloca anche l\u2019<em>immagine della lingua<\/em> che caratterizza l\u2019esperienza teatrale di questo autore-attore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spiega con particolare chiarezza la <em>Presentazione<\/em> alla raccolta di \u201cracconti\u201d <em>Occhi gettati<\/em> (Ubulibri 2002; l\u2019aggettivo riguarda la <em>jattura<\/em>, ma anche la <em>gettatezza<\/em> cui si \u00e8 alluso), dove Moscato parla di un rovesciamento dell\u2019\u00abeccesso di voci, carnalit\u00e0, presenza\u00bb che caratterizzerebbe i suoi testi \u00abin silenzio, inconsistenza corporea, assenza\u00bb. Una simile trasformazione si presenta agli occhi dello stesso autore come l\u2019emersione di un \u00ab\u201cfantasma\u201d\u00bb: \u00abnon solo e non tanto nel senso plebeo e divertito\u00bb, cio\u00e8 nel senso di effettive presenze spettrali (come per esempio il <em>munaciello<\/em> o altri materiali del folklore urbano), quanto piuttosto \u00abnella sua accezione specialistica, attinente al campo, lacaniano e blanchotiano, della cosiddetta analisi dell\u2019immaginario testuale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec inteso, il fantasma \u00e8 una \u201cimmaginazione\u201d del testo perch\u00e9, secondo la gi\u00e0 ricordata contrapposizione tra testo scritto e testo agito sulla scena, rappresenta la sua necessit\u00e0 di assumere un corpo: il fantasma del testo \u00e8 tale innanzi tutto in quanto \u00e8 evocazione di un corpo assente. Nel caso di Moscato, quel corpo ha a che fare, da un lato, con \u00abun\u2019autorevole e vivace Tradizione\u00bb, dall\u2019altro con la \u00abattuale e inconfortabile orfananza\u00bb di chi si sente \u00abmeticcio, apolide, d\u00e9racin\u00e9\u00bb anche dentro casa sua. Tra l\u2019istanza di una forma data e la constatazione della forma impossibile, il fantasma \u2013&nbsp;presente o presagito \u2013&nbsp;va dunque ricollegato alla cultura napoletana, caratterizzata da \u00abcalore\u00bb, \u00abinvettiva dolente\u00bb e \u00abfine dicitura\u00bb (con rimando ancora al teatro di variet\u00e0 d\u2019inizio Novecento), ma solo perch\u00e9 ne denuncia l\u2019\u00abazzeramento\u00bb. Il dialetto, le topiche culturali e l\u2019assetto stesso di una intera tradizione vengono evocate, o addirittura esplicitamente recuperate e ravvivate; e al tempo stesso esse vengono contraddette, sospese, sabotate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Moscato ci sarebbe dunque un\u2019istanza \u201cregressiva\u201d che viene contraddetta dalla impossibilit\u00e0 di agire <em>nella<\/em> origine, rispetto alla quale si finisce col produrre il duplice esito di una intenzione scoronante e al contempo di una intensificazione. La prima consiste nell\u2019utilizzo sfrontato dei clich\u00e9s, delle figure e dei materiali culturali pi\u00f9 abusati (il <em>femminiello<\/em> o la canzone napoletana); la seconda consiste in una attrazione verso una zona quasi pre-linguistica che confina con la formula magica, l\u2019incantamento, l\u2019evocazione spiritica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo, Enzo Moscato col passare degli anni ha sempre pi\u00f9 spesso insistito sulla irruzione della lingua nazionale nella sua personale esperienza biografica presentandola come un trauma, un\u2019aggressione subita all\u2019et\u00e0 di sei anni con l\u2019ingresso nel sistema scolare, e poi via via normalizzata e divenuta una seconda natura. Cos\u00ec facendo, l\u2019autore ha potuto far emergere l\u2019importanza del suo rapporto con la primissima giovinezza, cui sono dedicati numerosi riferimenti disseminati sparsamente nei testi teatrali, nelle pagine autobiografiche degli<em> Anni piccoli<\/em>, nella stessa decisione di rinominare la <em>lectio magistralis <\/em>in occasione del conferimento del Premio Napoli in una <em>non-lectio alumnaris<\/em> (<em>Gli anni piccoli<\/em>, Guida 2011; e <em>da Suburra Napolitana Lamento del Merisio ovvero una non-lectio alumnaris da un neobarocco Pinturicchio<\/em>, in <em>Il diritto alla lingua. Tre lectiones magistrales<\/em>, Edizioni d\u2019If 2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019originaria <em>incorporazione<\/em> che anima l\u2019Opera di Moscato si colloca in questa et\u00e0 infantile (<em>in-fans<\/em>) in cui non si possiede ancora un \u201cproprio\u201d linguaggio, ma si \u00e8 immersi nella lingua-ambiente di cui ci si nutre, in questa epoca primordiale, mitologica (tanto che Moscato pu\u00f2 attribuirsi memorie risalenti a un tempo che precede la sua stessa nascita). Lo chiarisce lo stesso autore nelle ultime battute della introduzione a <em>Occhi gettati<\/em>, quando afferma che \u00abi fantasmi di cui si parla, gli spiriti di cui si citano, in queste righe, fatti e misfatti, immobilit\u00e0 e iperazione\u00bb provengono tutti, al tempo stesso, \u00abdalla scena\u00bb e \u00abdalla \u00abLingua napoletana\u00bb (<em>Presentazione <\/em>a<em> Oggi gettati<\/em>, cit.). Una lingua agita nella zona spettrale della indeterminazione e della liminalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come appunto accade al tempo della infanzia, quando la vita umana si trova al parossismo della esistenza e delle sue infinite possibilit\u00e0, ma \u00e8 anche minacciata dalla possibilit\u00e0 della inesistenza (\u00abdamme \u2018a creatura&#8230; \u2018A creatura, \u2018a creatura, \u2018a creatura&#8230;\u00bb, dice lo spirito evocato in <em>Scannasurice<\/em>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50003 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?resize=900%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-50003\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-4_Compleanno-foto-DavideTorre.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Compleanno, foto di Davide Torre<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1986, al tempo di <em>Occhi gettati <\/em>e di <em>Cartesiana<\/em>, Giulio Baffi scriveva che Moscato crea \u00abimmagini poetiche\u00bb come fossero \u00abevocazioni di un medium, cantilene lontane che abbiamo ascoltate da sempre, linguaggi misteriosi trasmessici nei primissimi giorni di vita\u00bb (quarta di copertina di <em>Occhi gettati e altri racconti<\/em>, cit.). Questa relazione tra spettri e infanti felicemente individuata dal critico teatrale ci aiuta ad avanzare l\u2019ultimo passo nell\u2019inseguimento del fantasma linguistico di Moscato: passo che riguarda l\u2019intreccio di incatenamento e incantamento, illusione scenica e produzione di senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno scongiuro, si sa, consiste nel tentativo di incatenare alla propria volont\u00e0 un elemento dotato di <em>mana<\/em>, ossia di un certo potere; per farlo, occorre che quella forza venga incantata per mezzo di una sequenza di suoni e gesti che di norma \u00e8 ritualizzata. Studiando gli scongiuri e le formule magiche medioevali, Marcello Barbato ha osservato che gran parte delle parole utilizzate per descrivere simili pratiche provengono dalla \u00abfamiglia di carmen\u00bb, termine latino derivato di cano (\u2018cantare\u2019) che appare \u00abla denominazione normale dello scongiuro\u00bb (<em>Incantamenta latina et romanica. Scongiuri e formule magiche dei secoli V-XV<\/em>, Salerno 2019). E infatti i <em>carmina <\/em>erano le cantilene, o canti di preghiera coi quali i sacerdoti romani miravano a legare gli d\u00e8i alla comunit\u00e0 umana. Dall\u2019espressione latina \u00e8 derivato il francese <em>charme<\/em>, con cui il \u201cfascino\u201d dell\u2019incantamento ha assunto una sfumatura, si potrebbe dire una sfumatura mondana, che ha oscurato la pregnanza del significato originario. Ma se si torna ai pi\u00f9 antichi passaggi linguistici, si osserva che dalla prima derivazione francese si \u00e8 sviluppato non solo l\u2019inglese <em>charm <\/em>(cio\u00e8 appunto \u2018incantesimo\u2019: <em>magic<\/em>, <em>spell<\/em>, <em>incantation <\/em>ne sono i sinonimi), ma anche i tipi meridionali <em>carmare<\/em>, <em>ciarmare<\/em>, <em>inciarmare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A una simile catena associativa rimanda una delle pi\u00f9 interessanti auto-descrizioni di Enzo Moscato, il quale, dissimulandosi nelle vesti di un Pinturicchio in formazione, ha parlato della sua fascinazione per Napoli e il napoletano (\u00abNapoli, in quel tempo, io l\u2019amavo. Io la volevo. Io la desideravo a morte\u00bb) come di una tensione erotica verso una servetta tentatrice e laida, <em>nfranzosata<\/em>, la cui chioma posticcia \u00e8 \u00abInanellata. Piena, piena di brillanti. E di pidocchi. Esoterici alquanto, a ben vedere. Smaragdini\u00bb (<em>Lamento del Merisio<\/em>, cit.). Questi pidocchi-smeraldi sono appunto la rivelazione di un <em>percanto<\/em>,di una fatagione, che pi\u00f9 che rimandare alla dimensione <em>etnica<\/em> e identitaria, fa emergere uno spessore culturale arcaico, risalente alle credenze degli <em>Ethnici<\/em>, come si diceva in latino, o insomma a un fondo pagano. Che \u00e8 appunto il <em>carmen<\/em> fascinatorio, l\u2019<em>inciarmo<\/em> realizzato da Moscato con una operazione teatrale che si sforza di dare corpo a uno spettro testuale che altrimenti sarebbe perduto nella sua inerzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole sussurrate, le formule soffiate via, i movimenti ieratici sul palco, la sequenza di lumini accesi (\u00abVa in un angolo della stamberga, s\u2019inginocchia e, uno per uno, con dei prosperi, accende i lumini per terra\u00bb), l\u2019arcano incontro di sillabe, schiocchi di lingua e articolarsi delle dita in gesti iterati sono l\u2019apparato cerimoniale con cui si realizza la convocazione degli spettri sulla soglia del palco. Uno spazio liminale tra il mondo nostro e quello al di l\u00e0, tra organico e inorganico, sul quale la Lingua diventa Testo, fantasma di un Corpo che dovr\u00e0 farsi supporto dell\u2019Evento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-5_E.Moscato-daCostellazioni-Cesare-Accetta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-50009 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"912\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-5_E.Moscato-daCostellazioni-Cesare-Accetta.jpg?resize=600%2C912&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-50009\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-5_E.Moscato-daCostellazioni-Cesare-Accetta.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-5_E.Moscato-daCostellazioni-Cesare-Accetta.jpg?resize=197%2C300&amp;ssl=1 197w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/immagine-5_E.Moscato-daCostellazioni-Cesare-Accetta.jpg?resize=60%2C91&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Enzo Moscato da <em>Costellazioni<\/em>, foto di Cesare Accetta<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Enzo Moscato in <\/em>Recidiva<em>, 1996 &#8211; foto di Cesare Accetta<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":108,"featured_media":50014,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[104],"tags":[2817,479,366],"coauthors":[1777],"class_list":["post-49986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-teatro","tag-enzo-moscato","tag-giancarlo-alfano","tag-teatro","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Antinomie\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-02-12T23:01:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"900\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"601\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Giancarlo Alfano\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Giancarlo Alfano\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"19 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Giancarlo Alfano\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/980454d8f53c6db0e4dbaea7dd8e2771\"},\"headline\":\"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato\",\"datePublished\":\"2024-02-12T23:01:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/\"},\"wordCount\":3255,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/02\\\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1\",\"keywords\":[\"Enzo Moscato\",\"Giancarlo Alfano\",\"Teatro\"],\"articleSection\":[\"Teatro\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/\",\"name\":\"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/02\\\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1\",\"datePublished\":\"2024-02-12T23:01:00+00:00\",\"description\":\"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/02\\\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/02\\\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1\",\"width\":900,\"height\":601},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2024\\\/02\\\/13\\\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"name\":\"Antinomie\",\"description\":\"scritture e immagini\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\",\"name\":\"Antinomie\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"width\":3543,\"height\":3543,\"caption\":\"Antinomie\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/antinomie.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/antinomie_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/980454d8f53c6db0e4dbaea7dd8e2771\",\"name\":\"Giancarlo Alfano\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g3836731de5680f460a77498962da6098\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Giancarlo Alfano\"},\"description\":\"(1968) insegna Letteratura italiana all\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II. Si occupa di cultura del Rinascimento, di tradizione narrativa europea, di storia della cultura. Tra i suoi libri: \u201cCi\u00f2 che ritorna. Gli effetti della guerra nella letteratura italiana del Novecento\\\" (Franco Cesati 2014); \u201cL\u2019umorismo letterario. Una lunga storia europea\u201d (Carocci 2016); \\\"Freud e il testo del desiderio. Psicanalisi e letteratura\u201d, con Carmelo Colangelo (Carocci 2018). Ha collaborato alle edizioni commentate del \u201cDecameron\u201d e dei \u201cPromessi Sposi\u201d per i classici Adi-Bur (2013 e 2014). Ha curato con Francesco de Cristofaro l\u2019opera in quattro volumi \u201cIl romanzo in Italia\u201d (Carocci 2018).\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/giancarlo-alfano\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano","description":"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano","og_description":"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.","og_url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/","og_site_name":"Antinomie","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","article_published_time":"2024-02-12T23:01:00+00:00","og_image":[{"width":900,"height":601,"url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","type":"image\/jpeg"}],"author":"Giancarlo Alfano","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@antinomie_it","twitter_site":"@antinomie_it","twitter_misc":{"Scritto da":"Giancarlo Alfano","Tempo di lettura stimato":"19 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/"},"author":{"name":"Giancarlo Alfano","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/980454d8f53c6db0e4dbaea7dd8e2771"},"headline":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato","datePublished":"2024-02-12T23:01:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/"},"wordCount":3255,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","keywords":["Enzo Moscato","Giancarlo Alfano","Teatro"],"articleSection":["Teatro"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/","name":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato - Giancarlo Alfano","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","datePublished":"2024-02-12T23:01:00+00:00","description":"La recente scomparsa di Enzo Moscato, lo scorso 13 gennaio, pone un\u2019urgenza. Quella di capire che cosa sia stata la sua arte, quale idea del teatro e della parola dentro il teatro egli abbia praticato a partire dai primissimi anni Ottanta, quando in tutta Italia fior\u00ec il nuovo teatro della sperimentazione, incarnato a Napoli dalle ricerche \u2013 tra loro anche diversissime, ma spesso sodali \u2013 di Annibale Ruccello, di Antonio Neiwiller, di Falso Movimento e Mario Martone, di Toni Servillo e, appunto, di Moscato.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","width":900,"height":601},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2024\/02\/13\/il-fantasma-del-cerimoniale-sul-teatro-di-enzo-moscato\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/antinomie.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il fantasma del cerimoniale. Sul teatro di Enzo Moscato"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website","url":"https:\/\/antinomie.it\/","name":"Antinomie","description":"scritture e immagini","publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/antinomie.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization","name":"Antinomie","url":"https:\/\/antinomie.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","width":3543,"height":3543,"caption":"Antinomie"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","https:\/\/x.com\/antinomie_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/980454d8f53c6db0e4dbaea7dd8e2771","name":"Giancarlo Alfano","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g3836731de5680f460a77498962da6098","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2bad5dffa1d3ead4fa1053af6c5eab1b7027a976680ba18c120a96c22bb7459a?s=96&d=blank&r=g","caption":"Giancarlo Alfano"},"description":"(1968) insegna Letteratura italiana all\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II. Si occupa di cultura del Rinascimento, di tradizione narrativa europea, di storia della cultura. Tra i suoi libri: \u201cCi\u00f2 che ritorna. Gli effetti della guerra nella letteratura italiana del Novecento\" (Franco Cesati 2014); \u201cL\u2019umorismo letterario. Una lunga storia europea\u201d (Carocci 2016); \"Freud e il testo del desiderio. Psicanalisi e letteratura\u201d, con Carmelo Colangelo (Carocci 2018). Ha collaborato alle edizioni commentate del \u201cDecameron\u201d e dei \u201cPromessi Sposi\u201d per i classici Adi-Bur (2013 e 2014). Ha curato con Francesco de Cristofaro l\u2019opera in quattro volumi \u201cIl romanzo in Italia\u201d (Carocci 2018).","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/author\/giancarlo-alfano\/"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/recidiva-1996.jpg?fit=900%2C601&ssl=1","gt_translate_keys":[{"key":"link","format":"url"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49986","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49986\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49986"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=49986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}