{"id":47882,"date":"2023-12-06T00:01:00","date_gmt":"2023-12-05T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=47882"},"modified":"2026-05-26T10:52:42","modified_gmt":"2026-05-26T08:52:42","slug":"lo-chiamarono-trog","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/12\/06\/lo-chiamarono-trog\/","title":{"rendered":"Lo chiamarono Trog","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><em>Avant eux, avant les culs pel\u00e9s,<br>La fleur, l\u2019oiseau et nous \u00e9tions en libert\u00e9<\/em><br>Jacques Brel, <em>Les singes<\/em>, 1961<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Abominevole<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre speleologi nella brughiera inglese s\u2019imbattono in una cavit\u00e0 poco impressionante. Le apparenze ingannano: l\u2019esterno di una grotta non rivela nulla della sua cavit\u00e0 interna, il suo ingresso non \u00e8 una facciata e secondo lo storico e critico dell\u2019architettura Siegried Giedion (<em>The <\/em><em>Eternal Present: The Beginnings of Art<\/em>, 1962) neanche uno spazio architettonico. Malgrado i paralleli con le cattedrali che proliferavano tra i romantici, si tratta di luoghi senza esterno e, immersi nell\u2019oscurit\u00e0, senza un interno definito, dotati tuttavia di uno spazio acustico. La grotta \u00e8 assente dalle mappe dei tre speleologi: non cartografata, quindi inesplorata. Non \u00e8 il sogno di ogni speleologo \u2013 questo alpinista del sottosuolo \u2013, essere il primo a mettere i piedi in uno spazio abbandonato migliaia di anni prima? Con l\u2019aiuto delle corde si calano presto al suo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l\u2019incipit di <em>Trog<\/em> (1970), film in technicolor diretto da Freddie Francis, che nel 1968 ha gi\u00e0 diretto dodici film horror e science-fiction \u2013 tra cui <em>The Day of the Triffids <\/em>(1963) tratto dall\u2019omonimo libro di John Wyndham \u2013 e che, nel decennio successivo, diventer\u00e0 conosciuto per la sua collaborazione con David Lynch, a partire da<em> The<\/em> <em>Elephant Man <\/em>(1980).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47952 lazyload\" style=\"width:652px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2.jpeg?w=1080&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47952\" style=\"width:652px;height:auto\"><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come appare evidente dall\u2019illuminazione e dalla brillantezza delle stalattiti, difficilmente ottenibili in un antro buio e con le luci sul casco di protezione, gli interni sono ricostruiti in studio. Il regista lavora al Bray Studios nello Berkshire dove viene realizzato, lo stesso anno, un altro film di SF a sfondo preistorico: <em>When Dinosaurs Ruled the Earth<\/em> di Val Guest. I tre speleologi evolvono meravigliati all\u2019interno della cavit\u00e0 e avanzano diverse ipotesi: che si tratti di una \u201cbreathing cave\u201d visto che circola aria o di una grotta fossile? C\u2019\u00e8 dell\u2019acqua che scorre e sembra provenire da un corso sotterraneo: non resta che percorrerlo e continuare la discesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sottoterra e sottacqua: la pellicola \u00e8 cominciata da pochi minuti e il mondo atmosferico \u2013 ovvero quel mondo che ha preoccupato gran parte della storia del cinema e, in generale, delle arti visive \u2013 \u00e8 gi\u00e0 un pallido ricordo. Fuori sar\u00e0 giorno o notte? e <em>in fondo <\/em>cosa importa?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47955 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"468\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg?resize=900%2C468&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47955\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg?resize=768%2C399&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/4.jpg?resize=60%2C31&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ombra passa davanti la telecamera, indistinta nell\u2019ambiente roccioso: \u00e8 questa la discreta entrata in scena di Trog, presagio tuttavia di una scena\u00a0 cruenta: l\u2019aggressione fatale contro lo speleologo Cliff. L\u2019amico che lo ritrova senza vita prende la fuga ma \u00e8 ospedalizzato in una clinica privata dove lavora l\u2019antropologa Brockton (Joan Crawford, ultimo film della leggenda hollywoodiana). Provato dall\u2019esperienza vissuta, sotto choc, versa in uno stato mentale cos\u00ec nebuloso che \u00e8 incapace di descrivere quanto ha visto. Davanti a s\u00e9 ha ancora gli occhi e il volto della bestia, un incubo: \u201cEra orribile\u201d, \u201cera mostruoso\u201d, una creatura proveniente da un altrove (<em>escaped from another world<\/em>), ripete come un ossesso. In una parola, \u00e8 reduce dall\u2019incontro con l\u2019abominevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che bella parola, mi dico; se all\u2019inizio pensavo che ab-ominevole avesse a che fare con l\u2019<em>homo<\/em>, che indicasse qualcosa d\u2019inconciliabile con l\u2019umanit\u00e0, in realt\u00e0 deriva da <em>omen<\/em>, il cattivo presagio proferito oralmente, ergo qualcosa che va evitato, per esteso ci\u00f2 che ispira disgusto, avversione, orrore, nausea. Del resto in francese il titolo del film \u00e8 <em>L\u2019Abominable Homme des cavernes<\/em>, in riferimento allo yeti o abominevole uomo delle nevi. Il resto del film dimostra tuttavia che l\u2019abominevole non \u00e8 giusto dalla parte del cavernicolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davanti al mutismo del sopravvissuto, Brockton, specializzata in primatologia, decide di recarsi nella grotta accompagnata da Malcolm, terzo speleologo diventato suo assistente, per osservare coi propri occhi l\u2019orripilante creatura. Questa seconda spedizione \u00e8 meno improvvisata della prima: lo speleologo usa uno spray per visualizzare la circolazione dell\u2019aria nelle cavit\u00e0 (o di diossido di carbonio, in una versione elaborata del canarino nelle miniere); lei \u00e8 armata di una macchina fotografica con flash per realizzare il primo ritratto in assoluto del cavernicolo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47958 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"568\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg?resize=900%2C568&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47958\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg?resize=300%2C189&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg?resize=768%2C485&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9.jpg?resize=60%2C38&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta attestata la sua esistenza, le autorit\u00e0 non hanno dubbi: bisogna farlo uscire dalla sua grotta-rifugio, condurlo alla luce del giorno che \u2013 almeno dalla <em>Repubblica<\/em> di Platone in poi \u2013 coincide con la luce della conoscenza scientifica e, dalla seconda met\u00e0 del XX secolo, dell\u2019apparato mediatico. La notizia della scoperta si propaga e un pubblico curioso e schiamazzante si affretta davanti l\u2019ingresso della grotta. Non mancano le telecamere e un baracchino della Pepsi, inserito nella sceneggiatura su richiesta espressa di Crawford, ex-moglie del presidente della Pepsi e implicata nella direzione della marca. Siamo tuttavia anni luce lontani da <em>Ace in the Hole <\/em>(1951), il film di Billy Wilder costruito attorno alla folla che si raduna all\u2019uscita di una grotta, in attesa che venga salvato un uomo immobilizzato dalle macerie, se non fosse per un cinico giornalista che lo tiene l\u00ec dentro il pi\u00f9 a lungo possibile per tenere alta la tensione e specularci sopra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inghiottito dall\u2019oscurit\u00e0, Trog non ha alcuna intenzione di uscire e poi i flash, le luci frontali e il fuoco lo mandano in bestia. Uscire dalla caverna per la prima volta dopo migliaia di anni \u00e8 un\u2019esperienza traumatica. Comprensibile che se la prenda con due cameraman prima di essere neutralizzato (come si dice oggi) dall\u2019antropologa dal polso di ferro. E sappiamo tutti quanto sia convincente Crawford in questo tipo di ruoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uscendo dalla grotta Trog emette anche i primi vagiti, poco pi\u00f9 di un grugnito \u2013 come se rinascesse a un mondo sconosciuto e potenzialmente ostile (il potenzialmente \u00e8 pleonastico).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiuso in una gabbia il cui unico accessorio \u00e8 un pagliericcio, non si trova allo zoo ma all\u2019interno di un laboratorio scientifico, dove assistiamo a un processo d\u2019addomesticamento. Come se Trog, nomignolo datogli da Brockton, diventasse il suo animale di compagnia o la sua specie compagna come direbbe Donna Haraway. Bisogna mostrargli fiducia e non paura, \u201cNever show fear darling, only trust\u201d, suggerisce Brockton alla figlia-assistente, e cos\u00ec via \u2013 questo \u00e8 il tono.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47962 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"513\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg?resize=900%2C513&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47962\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg?resize=300%2C171&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg?resize=768%2C438&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/7-1.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 giunto il momento di celebrare le qualit\u00e0 attoriali di Joan Crawford che rende credibili dialoghi simili e scene sull\u2019orlo del ridicolo, che rischiano di trasformare un film potenzialmente tragico \u2013 l\u2019impatto della societ\u00e0 moderna su un cavernicolo \u2013 in una farsa. \u201cJoan recita come se la potessero candidare all\u2019Oscar, e questo la rende straordinaria e sconcertante da guardare. Urla \u2018Prendi la palla, Trog!\u2019 a un uomo delle caverne come se stesse recitando dei versi di Shakespeare. [&#8230;] Ti fa provare empatia per un uomo in costume da festa, e questo rester\u00e0 per sempre ammirevole\u201d. <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/culture\/article\/20201116-trog-the-strangest-horror-of-its-era\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cos\u00ec<\/a> ricorda il regista John Waters, paragonando Francis a un altro regista americano di culto, Ed Wood. E Waters ama cos\u00ec tanto <em>Trog<\/em> da presentarlo al British Film Institute nel settembre 2015.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il produttore del film Herman Cohen ricorda di aver cambiato l\u2019antropologo da uomo a donna solo per Joan Crawford, il regista Freddie Francis si spinge pi\u00f9 in l\u00e0, confessando di aver girato l\u2019intero film solo per l\u2019attrice. Ma aggiunge che Crawford attraversava allora un momento difficile, che era sola, prostrata e cos\u00ec disorientata da leggere le battute sulle \u201cidiot cards\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, su un gobbo o, oggi, un prompter. Una circostanza confermata da Cohen, che ricorda l\u2019attrice spesso alticcia; il liquido dietro il vetro smerigliato con la scritta Pepsi Cola non era la brodaglia gassata e zuccherosa ma pura vodka, portata dall\u2019America in quattro casse perch\u00e9 non si trovava in Inghilterra.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/pepsi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47964 lazyload\" style=\"width:552px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"283\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/pepsi.jpeg?resize=400%2C283&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47964\" style=\"width:552px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/pepsi.jpeg?w=400&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/pepsi.jpeg?resize=300%2C212&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/pepsi.jpeg?resize=60%2C42&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Tremendo<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi cerca le ragioni che hanno decretato la cattiva reputazione di <em>Trog<\/em> avr\u00e0 gioco facile, tra la sceneggiatura traballante, dei passaggi approssimativi quanto improbabili e soprattutto un costume animale ridicolo su cui riverr\u00f2. Lo stesso regista, evocando questo film nel 1995, sbotta cos\u00ec: \u201cWhat a terrible film that was!\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. E tremendo, se non abominevole, lo \u00e8 per davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ride ascoltando alcune battute indirizzate dall\u2019antropologa al troglodita, in cui sento l\u2019eco lontana delle prime parole pronunciate da Charlton Eston alla dittatoriale comunit\u00e0 scimmiesca che l\u2019ha fatto prigioniero: \u201cTake your stinking paws off me, you damned dirty ape!\u201d o \u201cToglimi di dosso quelle zampe appiccicose, razza di scimmione puzzolente!\u201d. Ma qui siamo ai vertici della storia del cinema (Franklin Schaffner, <em>Planet of the Apes<\/em>, 1968, per i distratti), laddove il nostro troglodita somiglia a un bambino ritardato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ride mentre apprende a ricevere e restituire degli oggetti, come una bambola bionda a molla, una scena esilarante dovuta alla mancanza d\u2019ogni sforzo di dissimulare la gestualit\u00e0 umana da parte dell\u2019attore che incarna Trog. Che attore poi non era, trattandosi di un lottatore di nome Joe Cornelius soprannominato The Dazzler (Lo Splendido), ripescato chiss\u00e0 come da John Waters quando, nel settembre 2015, proietta il film al BFI.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47969 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"515\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg?resize=900%2C515&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47969\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg?resize=300%2C172&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg?resize=768%2C439&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/6-1.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ride vedendo Trog in un giardino inglese che, munito di scarponcini lanosi, impara a giocare a palla; si teme che di questo passo giocher\u00e0 presto a pallone, se non fosse per il tempestivo intervento del cane dei vicini che, incuriosito dalla strana bestia, abbaia e gli salta al collo. Trog non esita a strozzarlo con le sue mani-zampe. Si ride vedendo Trog in gabbia muovere la testa e accennare passi di danza alle note di musica classica o imbestialirsi alla musica rock (non amare il rock nell\u2019Inghilterra degli anni 1970: decisamente anacronistico). Si ride assistendo ai test cromatici: Trog \u00e8 indifferente al blu, risponde positivamente al verde (ricordo del mondo abbandonato prima d\u2019infilarsi nella grotta?) ma fa il matto davanti al rosso (incendi di precedenti estinzioni?).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma soprattutto si ride vedendo l\u2019attore-lottatore coperto da un poncho peloso e da una maschera scimmiesca che fa pensare all\u2019improvvisata di un amico buontempone per far sbellicare gli astanti o spaventare i bambini. Si racconta che la maschera provenisse da uno scarto de L\u2019Alba dell\u2019uomo, la prima sequenza di <em>2001, Odissea dello spazio<\/em> girata in parte tra le montagne Spitzkoppe in Namibia (paesaggio che ritroviamo in <em>10,000 BC<\/em> (2008) di Roland Emmerich). Ma un conto \u00e8 la mascherata posticcia di Trog, un altro i costumi di Kubrick, cos\u00ec iconici che oggi vengono persino <a href=\"https:\/\/www.tomspinadesigns.com\/restoration\/science-fiction-props\/2001-a-space-odyssey-ape-costume-restoration-mannequin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">restaurati<\/a>. E non ci son scuse che tengano, neanche le restrizioni budgetarie, perch\u00e9 il regista aveva trucchi e costumi di film precedenti cui ispirarsi. In un autunno scimmiesco, mi sono ritrovato a vederne uno dietro l\u2019altro a partire da <em>The Ape Man <\/em>(1943) di William Beaudine, con Bela Lugosi nei panni del dottor James Brewster, uno scienziato pazzo che, a seguito di un non meglio precisato esperimento andato male, si trasforma in uomo-scimmia; e poi <em>The Neanderthal Man<\/em> (1953) di Ewald Andr\u00e9 Dupont, <em>Monster of the Campus <\/em>(1958) di Jack Arnold, <em>Skullduggery<\/em> (1970) di Gordon Douglas che esce nelle sale lo stesso anno di <em>Trog<\/em>, per non citare che i pi\u00f9 prominenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/FY7ZCG_XkAIUxin.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47972 lazyload\" style=\"width:828px;height:auto\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"624\" height=\"336\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/FY7ZCG_XkAIUxin.jpeg?resize=624%2C336&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47972\" style=\"width:828px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/FY7ZCG_XkAIUxin.jpeg?w=624&amp;ssl=1 624w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/FY7ZCG_XkAIUxin.jpeg?resize=300%2C162&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/FY7ZCG_XkAIUxin.jpeg?resize=60%2C32&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Immolato<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>So bad it\u2019s good?<\/em> secondo la filosofia che riabilita i peggiori film mai realizzati (e grazie alla quale, ai tempi dell\u2019universit\u00e0, ho trascorso serate memorabili con gli amici, da contrazioni allo stomaco per il ridere matto)? Non proprio o non solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi goffi tentativi di comunicazione inter-specie, il film tocca un punto chiave. Chi \u00e8 Trog? Una creatura sopravvissuta per migliaia di anni all\u2019interno della grotta che, dopo un\u2019ibernazione indeterminata ma di certo immemoriale, riviene di colpo alla vita. Mezzo uomo e mezza scimmia, \u00e8 una creatura proveniente da un\u2019altra era, ma non cos\u00ec lontano dall\u2019uomo malgrado l\u2019aspetto, l\u2019andatura e il comportamento. Brockton non ha dubbi: si tratta dell\u2019anello mancante tra la scimmia e l\u2019uomo. Al punto che gli esperimenti con Trog mirano a fargli vivere, sulla sua pelle pelosa, il processo d\u2019ominizzazione, l\u2019emergenza dell\u2019uomo di Neanderthal fino, forse, all\u2019homo sapiens, cio\u00e8 fino a noi. Migliaia di anni della civilt\u00e0 umana nello spazio di pochi mesi, questo pensa Brockton.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri termini, cerca la corrispondenza tra ontogenesi e filogenesi, dove i processi che conducono l\u2019organismo dalla cellula all\u2019adulto ripercorrono la formazione e lo sviluppo della specie vivente nel corso della storia. E poco importa che oggi sappiamo che quello dell\u2019anello mancante \u00e8 un mito, che la separazione tra due specie non pu\u00f2 essere documentato, che non si trover\u00e0 mai l\u2019antenato comune agli umani e agli chimpanz\u00e9 o il primo primate.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47975 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"852\" height=\"480\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg?resize=852%2C480&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47975\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg?w=852&amp;ssl=1 852w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg?resize=768%2C433&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/10.jpeg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 852px) 100vw, 852px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riveniamo al film. Mentre gli esperimenti proseguono crescono le preoccupazioni degli abitanti, impauriti dalla presenza di questo essere bestiale&nbsp; <em>born to kill<\/em>. Preoccupato \u00e8 anche Murdock, un businessman locale, sebbene solo per il suo tornaconto: a infastidirlo \u00e8 il potere della studiosa donna, la sua ostinazione ma anche l\u2019impatto negativo che tale vicenda rischia di avere sui suoi affari immobiliari. Per far approvare l\u2019eliminazione della bestia porta il caso in tribunale. Siamo lontanissimi da <em>Inherit the wind<\/em> (1960) di Stanley Kramer, ma il personaggio di Murdock \u2013 affatto intenerito da Trog o impressionato dai suoi progressi sulla strada della civilizzazione \u2013 e il processo permettono alla narrazione di avanzare. Ponderato e ragionevole come si deve, il giudice concede delle proroghe all\u2019antropologa in nome della ricerca scientifica, i cui risultati sono indiscutibili. Lo conferma un\u2019\u00e9quipe internazionale di studiosi accorsa nel suo laboratorio per assistere alla proiezione dei primi esperimenti, debitamente documentati. Ammirati dall\u2019audacia della collega quanto dalle risposte di Trog, non nutrono dubbi sulla posta in gioco: far luce sulle origini della vita in un\u2019epoca in cui l\u2019uomo va sulla luna (siamo nel 1970, la coincidenza \u00e8 cruciale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale sostegno porta alla fase due degli esperimenti, che diventano pi\u00f9 invasivi e catapultano il film su orizzonti alieni. Finiti i tempi in cui si testavano i gusti musicali del primate, finiti gli esperimenti cromatici e le partite a palla: Trog \u00e8 sottoposto a un lungo intervento chirurgico in cui vengono impiantati sul suo petto dei \u201cmicro-trans\u201d (di pi\u00f9 non \u00e8 dato sapere). Questi micro-trans, azzarda il dottore, potrebbero portare Trog a esprimersi nell\u2019idioma umano, ovvero in inglese! E se Trog acquistasse il dono della favella potrebbe raccontare la storia dell\u2019evoluzione umana da testimone oculare. L\u2019occasione \u00e8 ghiotta. Che l\u2019affare sia assurdo e inverosimile \u00e8 palese, ma lo spettatore arrivato fin qui ha fatto incetta di sospensioni dell\u2019incredulit\u00e0 fino all\u2019indigestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trog si metter\u00e0 forse a parlare? Il post-intervento coincide con la parte pi\u00f9 delirante del film: come se non ne avesse gi\u00e0 sopportate abbastanza dal giorno maledetto in cui ha messo i piedi fuori dalla grotta, gli vengono sottoposte diverse diapositive, nell\u2019attesa che una susciti una sorta di agnizione o, come si dice oggi, che gli sblocchi un ricordo. Un ricordo geologico, da tempo profondo, s\u2019intende. Davanti ai dinosauri qualcosa si anima. Appena gli viene iniettato del pentotal (barbiturico e anestetico che inibisce le sue resistenze, come ricordano bene i lettori di Diabolik), Trog risale a un mondo ostile, segnato da un paesaggio di eruzioni vulcaniche, dalla lotta per la sopravvivenza e dall\u2019estinzione dei dinosauri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incorniciato da un alone blu, le immagini oniriche sono tratte dalla celebre sequenza a colori di otto minuti animata da Willis O\u2019Brien e Ray Harryhausen per il documentario <em>The Animal World<\/em> (1956) di Irwin Allen, con tanto di eruzione vulcanica. Per quanto il film sia pieno di lotte tra animali e la sequenza preistorica evochi exploits precedenti come <em>The Lost World <\/em>(1925) o <em>King Kong <\/em>(1933) la loro sequenza viene considerata troppo cruenta e tagliata. Si tratta ad ogni modo della scena cult di<em> Trog<\/em>: un troglodita mezzo uomo e mezza scimmia che, elettrodi sulle tempie, sogna di dinosauri estinti, commuovendosi come potremmo far noi davanti ai filmini dell\u2019infanzia. Una scena cos\u00ec visionaria da fa passare in sordina il fatto che in seguito prende persino la parola, sebbene si limiti a nominare i colori visti in una delle precedenti sessioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47978 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"512\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg?resize=900%2C512&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47978\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg?resize=300%2C171&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg?resize=768%2C437&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/11.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettiamo il film in pausa e chiediamoci cosa pu\u00f2 accadere a questo punto. Immaginiamo le strade che si aprono allo sceneggiatore: da una parte proseguire il doppio cammino di Trog \u2013 verso il tempo profondo e verso la civilt\u00e0 che gli ha dato il dono della parola \u2013 che ne fa un uomo-scimmia sospeso in un <em>entre-deux<\/em>, in una vertigine temporale, un essere ibrido non pi\u00f9 troglodita ma mai pienamente civilizzato; dall\u2019altra far precipitare la situazione, portando alle estreme conseguenze un\u2019avventura nata sotto una cattiva stella quel d\u00ec che usc\u00ec dalla cavernicola dimora. A prevalere (<em>spoiler warning<\/em>) \u00e8 la seconda strada: frustrato dalle lungaggini di una giustizia \u2013 anch\u2019essa geologica! \u2013 che non sa decidersi sul destino di Trog, il businessman s\u2019intrufola nella residenza dell\u2019antropologa, distrugge il laboratorio e apre la gabbia di Trog. Ma non fa in tempo a rientrare in macchina che viene aggredito a morte dall\u2019umanoide. Se ha assaporato la libert\u00e0, coglie infatti l\u2019astio del businessman verso l\u2019amata antropologa e riconosce nel suo liberatore non un militante anti-specista ma un sabotatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda si accelera verso un finale inevitabile come acqua nello scarico di un lavandino: Trog attraversa la foresta e, attratto dal cibo, si ritrova di buon mattino in una cittadina semi-deserta. L\u2019impatto col mondo civilizzato \u00e8 traumatico e in pochi minuti, dopo aver fatto fuori l\u2019uomo d\u2019affari, se la prende con un fruttivendolo, un macellaio e un conduttore d\u2019automobile, brutalmente assassinati. Eccitato alla vista di un parco giochi, rapisce una bambina \u2013 bionda come la bambola con cui giocava \u2013 che scende da uno scivolo per portarla\u2026 nella sua grotta. \u00c8 la terza volta che la grotta compare nel film: la prima corrisponde all\u2019esplorazione speleologica e alla scoperta di Trog, la seconda alla spedizione scientifica e all\u2019abbandono del mondo sotterraneo; la terza con un ritorno a casa dopo tante peripezie. Ma la polizia \u00e8 sulle sue tracce e a poco servir\u00e0 la mediazione dell\u2019antropologa che riuscir\u00e0 giusto a mettere in salvo la bambina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Neanderthal bambino di tre anni viene trasportato nel presente grazie a una macchina del tempo finanziata dalla societ\u00e0 Stasis Inc. Additato come \u201cragazzo-scimmia\u201d, trattato come cavia dagli scienziati, trova l\u2019affetto di Edith, la sua tata, che lo educa, gli insegna l\u2019inglese e lo soprannomina Timmie, non diversamente da \u201cbright eyes\u201d, come Zira chiama Taylor nel <em>Pianeta delle scimmie<\/em>. \u00c8 la storia di <em>The Ugly Little Boy<\/em> (1958) di Isaac Asimov, inizialmente apparsa col titolo <em>Lastborn <\/em>e tradotta in italiano come <em>L\u2019ultimo nato <\/em>o<em> Il brutto ragazzetto<\/em>. Ma laddove Edith, pur di salvare un Timmie ormai avvezzo alla vita moderna, compie un viaggio nel tempo indietro nella preistoria, il destino di Trog \u00e8 segnato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stordito dalla dinamite usata dall\u2019esercito, Trog \u00e8 crivellarlo di colpi. Cade a terra e viene trapassato a livello del petto da una stalagmite. \u00c8 crocifisso in casa sua, l\u00e0 dove tutto ebbe inizio \u2013 la grotta \u00e8 stato il suo rifugio, la grotta \u00e8 ora la sua tomba.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47982 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"510\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg?resize=900%2C510&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-47982\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg?resize=300%2C170&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg?resize=768%2C435&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/12.jpg?resize=60%2C34&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Christopher Koetting, <em>Tales from the Script<\/em>, in <em>Hammer Horror<\/em>, 6, august 1995, pp. 11-12.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Id.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Joan Crawford e Joe Cornelius (nel ruolo di Trog) in una scena del film <\/em>Trog<em>, di Freddie Francis (1970)<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 Trog? 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