{"id":47837,"date":"2023-11-30T00:01:00","date_gmt":"2023-11-29T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=47837"},"modified":"2023-11-29T13:43:42","modified_gmt":"2023-11-29T12:43:42","slug":"alice-ceresa-oltre-il-canone-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/11\/30\/alice-ceresa-oltre-il-canone-del-novecento\/","title":{"rendered":"Alice Ceresa oltre il canone del Novecento","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Ricorre quest\u2019anno il centenario della nascita della scrittrice Alice Ceresa, nata a Basilea il 25 gennaio 1923 e vissuta a Roma dagli anni Cinquanta fino alla sua morte il 21 dicembre 2001, autrice di opere straordinarie come <\/em>La figlia prodiga<em> (Einaudi 1967), <\/em>La morte del padre<em> (\u00abNuovi argomenti\u00bb 1979), <\/em>Bambine<em> (Einaudi 1990) e <\/em>Piccolo dizionario dell\u2019inuguaglianza femminile<em> (nottetempo 2007).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Molte iniziative hanno riattraversato la sua complessa opera e personalit\u00e0 nel corso di questi anni: a partire dall\u2019incontro dedicato ad Alice Ceresa dalla Societ\u00e0 Italiana delle Letterate con il titolo <\/em>La scrittrice prodiga. Le parole di Alice Ceresa<em> nel 2015, infatti, si \u00e8 assistito a un ritorno di attenzione nei suoi confronti. Nel 2020 la casa editrice nottetempo ha pubblicato, insieme alla nuova edizione ampliata del <\/em>Piccolo dizionario dell\u2019inuguaglianza femminile<em> a cura di Tatiana Crivelli, l\u2019<\/em>Abbecedario della differenza. Omaggio ad Alice Ceresa<em>, a cura di Laura Fortini e Alessandra Pigliaru, a cui \u00e8 seguito il convegno internazionale <\/em>Nel mondo di Alice (Ceresa) scrittura \u2013 pensiero \u2013 differenza<em>, che ha avuto luogo virtualmente a Berna il 30 ottobre 2020, poi confluito nel 2021 nel numero monografico dedicato ad <\/em><a href=\"https:\/\/www.nb.admin.ch\/snl\/it\/home\/chi-siamo\/asl\/pubblicazioni\/quarto\/quarto--numeri-finora-pubblicati\/quarto-49.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Alice Ceresa<em> di \u00abQuarto\u00bb<\/em><\/a><em>, la rivista dell\u2019Archivio svizzero di letteratura presso cui sono depositate le sue carte (da questa pubblicazione sono tratte le immagini qui riprodotte), presentato nel successivo incontro internazionale dedicato allo <\/em>Scrivere dall\u2019altrove: Alice Ceresa tra la Svizzera e Roma<em>, che si \u00e8 svolto presso l\u2019Istituto Svizzero di Roma il 22 aprile 2021, sempre on line.<\/em> <em>Nel 2022, in vista del centenario, \u00e8 stata riedito dalla collana La Tartaruga\/La nave di Teseo <\/em><a href=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/portfolio\/ceresa-la-morte-del-padre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La morte del padre<\/a><em>, con un ritratto di Alice di Patrizia Zappa Mulas, e nel 2023 <\/em><a href=\"https:\/\/lanavediteseo.eu\/portfolio\/ceresa-la-figlia-prodiga\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La figlia prodiga<\/a><em> nella versione d\u2019autrice del 1967, con un\u2019introduzione di Laura Fortini.<\/em> <em>E il 25 gennaio 2023, giorno della nascita di Ceresa, l\u2019abbiamo festeggiata con una maratona di lettura delle sue opere alla libreria Tuba di Roma; a luglio con il seminario <\/em>Bambine<em> a Lugano promosso dal Sonnenstube Offspace, il 6 ottobre con la giornata di studi a Berna dedicata a <\/em>Ceresa la prodiga<em>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Domani 1 dicembre, dalle 10 alle 18, all\u2019Angelo Mai di Roma (via delle Terme di Caracalla 55) si svolger\u00e0 <\/em><a href=\"https:\/\/www.societadelleletterate.it\/2023\/11\/contaminazioni-ceresa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Contaminazioni Ceresa<\/a><em>, una giornata internazionale di festa in stretto colloquio con le parole della scrittrice, alle quali si intrecceranno in forma di feconde contaminazioni le parole di quante, quanti, quant\u04d9 lei stessa ha letto, che l\u2019hanno letta e l\u2019hanno fatta loro nelle loro pagine e nelle varie forme di creativit\u00e0 espressiva perch\u00e9 la sentono loro contemporanea. La giornata sar\u00e0 preceduta stasera, 30 novembre 2023, dalla lettura drammaturgica di un inedito di Alice Ceresa, <\/em>Scene dalla vita della figlia prodiga<em>, a cura di Laura Fortini (nell\u2019ambito del festival <\/em><a href=\"https:\/\/www.angelomai.org\/eventi\/eccentriche-festival\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Eccentriche cinema e teatro<\/a><em>).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Il testo che si propone qui, <\/em>Alice Ceresa oltre il canone del Novecento<em>, \u00e8 stato pubblicato in versione integrale in <\/em>Per un nuovo canone del Novecento letterario italiano. I. Le narratrici<em>, atti del Gruppo di ricerca ADI \u201cStudi delle donne nella letteratura italiana\u201d, a cura di Beatrice Alfonzetti, Annalisa Andreoni, Chiara Tognarelli, Sebastiano Valerio, Adi 2023.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">L.F.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Poche altre scrittrici sono state cos\u00ec riservate e meno partecipi della mondanit\u00e0 letteraria contemporanea di Alice Ceresa, e poche altre hanno pubblicato cos\u00ec poco e scritto cos\u00ec tanto. Un suo efficace autoritratto \u00e8 in una lettera a Rosetta Loy del 1991:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Sono ticinese, ma la mania svizzero-italiana della migrazione familiare mi ha fatto nascere a Basilea dove ho frequentato anche le prime classi elementari. Nel Ticino ho poi finito le scuole dell\u2019obbligo e le superiori, seguite da un tentativo universitario a Losanna, abortito con soddisfazione generale. Ho cominciato a lavorare come giornalista a Zurigo, tanto per completare il pasticcio linguistico. Nel 45 sono venuta in Italia e vivo a Roma dal 50. Sono stata brevissimamente sposata, non ho figli.<br>Ho scritto sempre, e come noto pubblicato poco, in perenne stato di crisi, assorbita tra l\u2019altro dalle vicissitudini del guadagna-pane: un lungo racconto nel 43 \u201cGli altri\u201d su Svizzera italiana, che mi ha aperto le vie dell\u2019emigrazione; la \u201cFiglia prodiga\u201d nel 67 che rispecchia anche esattamente i miei problemi con la letteratura; un racconto interlocutorio \u201cLa morte del padre\u201d su Nuovi Argomenti, e ora \u201cBambine\u201d. Intendo completare la mia piccola trilogia sulla \u201cvita al femminile\u201d, iniziata con i due libri della Einaudi, con una terza e credo ultima fatica. Non ho altri argomenti che mi interessino, e non ho mai capito se questo sia un bene o un male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nata nel 1923 in una Svizzera che per lei \u00e8 stata poi soprattutto la casa della sua famiglia di lingua italiana nell\u2019isolata e piccolissima Cama nel Cantone dei Grigioni, il periodo a Zurigo diede ad Alice Ceresa la conoscenza del tedesco che esercit\u00f2 anche come traduttrice; conosceva l\u2019inglese e studi\u00f2 anche il francese, perfezionato durante la permanenza in Francia negli anni Sessanta. A Zurigo negli anni Quaranta Ceresa conobbe fra gli altri esuli italiani Franco Fortini e Ignazio Silone, le cui personalit\u00e0 intellettuali l\u2019aiutarono nel cercare una collocazione diversa da quella di una famiglia poco attenta al suo desiderio di scrivere, per altro gi\u00e0 emerso giovanissima con la pubblicazione del racconto lungo <em>Gli altri<\/em> nel 1943 sulla rivista della \u00abSvizzera italiana\u00bb. Forse a proposito di questo racconto le scrive Franco Fortini da Milano l\u201911 aprile 1951, con la consueta e sincera schiettezza:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Il racconto non mi piace. Voglio dire, non \u00e8 del genere che sento di pi\u00f9. Ma quel che mi pare interessante \u00e8 dirti che cosa mi pare ci sia. C\u2019\u00e8, di positivo, di reale, di buono, una qualit\u00e0 di scrittura densa, con un ritmo interno, un lirismo, per dir cos\u00ec, da poema in prosa, molto intenso. Penso alla prima pagina e al finale. Quel che non si accorda con quel lirismo contenuto, con quella cupa eccitazione ritmica \u2013 \u00e8 la \u201cStoria\u201d, cio\u00e8 i dati di azione e di psicologia, la connessione patetica delle immagini, che mi pare \u201cpoeticistica\u201d, elusiva e terribilistica; la tua partecipazione lirica disserve l\u2019intenzione tragica del solitario atto della ragazza. Una scrittura cos\u00ec tesa regge solo a condizione a) di porsi come \u201cpoema in prosa\u201d b) di alternarsi con pause pi\u00f9 \u201cnarrative\u201d, cio\u00e8 pi\u00f9 obbiettivate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe anche essere che Fortini stesse parlando de <em>La figlia prodiga<\/em>, pubblicata poi nel 1967, la cui forma di poema in prosa o altrimenti di prosa poetica \u00e8 qui anticipata dal giudizio di Fortini, che la lesse probabilmente in anteprima. Ben prima quindi del positivo intervento di Vittorini in favore della pubblicazione di una sua parte nel 1964 sul \u00abMenab\u00f2\u00bb, che port\u00f2 in seguito, grazie al sostegno di Calvino e di Guido Davico Bonino, al suo essere la prima opera della esordiente collana \u201cLa ricerca letteraria\u201d di Einaudi, che si inaugur\u00f2 proprio con <em>La figlia prodiga<\/em>. Interessante comunque che sia Fortini che Vittorini cogliessero la particolare intensit\u00e0 ritmica della scrittura tragica di Alice Ceresa, a partire gi\u00e0 dalle prove iniziali e nel corso del tempo sempre pi\u00f9 messa a fuoco, decantata, distillata, parola quest\u2019ultima che le era particolarmente cara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ceresa risponde a Fortini da Roma nel 1952, dandogli del tu \u2013 segno di un\u2019antica frequentazione e familiarit\u00e0 \u2013 e raccontandogli di aver seguito la polemica con Vittorini gli scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Ho ritrovato la soddisfazione dello scrivere. Pu\u00f2 darsi, anzi \u00e8 probabile che tu non saresti d\u2019accordo con me su nessuna delle mie ultime conclusioni; ma so che le potresti afferrare. Sar\u00e0 vergognoso che al giorno d\u2019oggi io mi occupi delle \u201csotto-sotto-sotto strutture\u201d delle condizioni nelle quali viviamo; ma ad occuparsi delle emergenze, siete cos\u00ec in tanti. Lo dico senza ironia. E non \u00e8 per partito preso che me le tengo lontane: mi sono lontane di fatto. Qualsiasi donna dica il contrario, mente. Non faccio della psicoanalisi, quella, ho capito cos\u2019\u00e8, parlo del fatto che per te il mondo \u00e8 tuo, per me invece \u00e8 ancora tuo: e ci\u00f2 cambia considerevolmente le prospettive.<br>Dunque, nella mia prospettiva, sarei assurda se ti dicessi che mi preoccupa la sorte degli individui male pagati: e finalmente non mi vergogno di pretendere il diritto a una simile affermazione. E quando anche nessuno fosse pagato e tutti morissero di fame, ci sarebbe una differenza fra il modo di morire di fame degli uomini e delle donne. Ecco che cosa mi tocca. Perch\u00e9 vergognarmene? Non so davvero chi potrebbe avere il diritto di dirmi che ho torto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla data del 1952 \u2013 ovvero a pochissimi anni da <em>Il secondo sesso<\/em> di Simone de Beauvoir \u2013 Alice Ceresa scrive \u00abper te il mondo \u00e8 mio, per me invece \u00e8 ancora tuo: e ci\u00f2 cambia considerevolmente le prospettive\u00bb; e aggiunge \u00abci sarebbe una differenza fra il modo di morire di fame degli uomini e delle donne\u00bb. Chiarissima gi\u00e0 a quella data per lei la questione della differenza sessuale, il cui abbecedario si comincia a delineare cos\u00ec gi\u00e0 a partire da quegli anni, dando poi vita al <em>Piccolo dizionario dell\u2019inuguaglianza<\/em>, pubblicato per\u00f2 postumo, perch\u00e9 nessun\u2019altra scrittrice, forse, ha scritto cos\u00ec tanto e pubblicato cos\u00ec poco: Alice Ceresa ha scritto si pu\u00f2 dire quotidianamente moltissimo e lo testimoniano le carte del suo archivio, custodite alla Biblioteca nazionale di Berna, che raccontano un esercizio continuo di riflessione, lima e di stile della propria scrittura, condotto per\u00f2 non nell\u2019isolamento che apparentemente la contraddistinse. Da esse infatti emerge con chiarezza che preziosa \u00e8 stata l\u2019interlocuzione con Fortini, Silone, Vittorini, Calvino, Davico Bonino fino ad arrivare a Gianni Celati che le scrive nel 1991 per chiederle il permesso di includere il primo capitolo di <em>Bambine<\/em> nell\u2019antologia <em>Narratori delle riserve<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Cara Alice Ceresa,<br>i suoi libri mi tengono buona compagnia. Come era gi\u00e0 successo con <em>La figlia prodiga<\/em>, anche <em>Bambine<\/em> mi porta spesso a rileggerlo qua e l\u00e0 con curiosa attenzione per la sua limpidezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E spiega che intende \u00abriserve nel senso di far riserva, non sprecare subito tutto come nell\u2019attualit\u00e0\u00bb. Si tratta di un\u2019antologia che ha origine da racconti pubblicati su \u00abil manifesto\u00bb per una rubrica curata da Celati, poi allargatasi ad altre tipologie di scrittura, perch\u00e9 il curatore scrive nelle <em>Note d\u2019avvio<\/em>: \u00abCercavo forme di scrittura non forzate da obblighi esterni: non lo scrivere perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 l&#8217;obbligo di pubblicare un libro, ma quei momenti in cui si riesce a scrivere per s\u00e9, a scrivere per la cosa in s\u00e9, senza dover dimostrare niente a nessuno\u00bb. Caratteri corrispondenti pienamente alla scrittura di Alice Ceresa, che viene cos\u00ec presentata nella nota che accompagna il suo testo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Qui mi sento di parlare della sua scrittura come qualcosa di raro ed esemplare. La sua sapienza sta nel descrivere fatti di vita normalissima, ma con un tratto cos\u00ec limpido da lasciar emergere il bianco che c\u2019\u00e8 sotto. Nei suoi libri il bianco della pagina si sente come un silenzio compatto da cui sorgono le parole. Sorgono giri sintattici che formano disegni di parole, ritratti e parabole fissati nella pura esteriorit\u00e0 dei segni. Leggere Alice Ceresa vuol dire adattarsi a questa completa esteriorit\u00e0 dei segni, non riscattata da nessun supposto contenuto interiore \u2013 esteriorit\u00e0 ineluttabile di tutto ci\u00f2 che ci costituisce come individui: espressioni, cerimonie, vestiti, appartenenza a gruppi familiari o sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo di Ceresa compare nella antologia accanto a quelli di scrittori come Ermanno Cavazzoni, Elvio Fachinelli, Valerio Magrelli tra gli altri, e scrittrici come Ginevra Bompiani, Patrizia Cavalli, Sandra Petrignani e altre che la stimavano tutte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 altrettanto e differentemente preziosa per lei \u00e8 stata l\u2019interlocuzione con altre alle quali Alice Ceresa si rivolse per avere pareri e confronto, a partire da Simone di Beauvoir alla quale scrisse nel 1963 presentandole il dattiloscritto de <em>La figlia prodiga<\/em>, opera \u2013 scrive \u2013 alla quale tiene molto e che le ha fatto passare un\u2019infinit\u00e0 di crisi (\u00abouvrage qui m\u2019a fait passer une infinit\u00e8 de crises\u00bb); Simone de Beauvoir rispose confortandola al proposito. Approssimativamente dello stesso periodo una lettera affettuosamente amichevole di Alba de C\u00e9spedes; e cos\u00ec Elsa Morante, che le invia con gli \u00abauguri per il 1968 da Elsa\u00bb la <em>Canzone degli F.P e degli I.M.<\/em> in tre parti a stampa per la Tipografia Sgura, elemento di riconosciuta consonanza tra Morante e Ceresa e anche di possibile influenza reciproca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I rapporti di Alice Ceresa con le altre oltre ad essere epistolari sono stati infatti anche di lettura reciproca, citazioni implicite, a volte anche esplicite. Come nel caso del <em>Manifesto di Rivolta femminile<\/em>, citato in una lunga nota scritta da Alice Ceresa per la Televisione della Svizzera italiana datata 1970, che ha titolo <em>Che cos\u2019\u00e8 una femminista<\/em>: il noto passo del <em>Manifesto di Rivolta<\/em> e Carla Lonzi \u00abAbbiamo guardato per 4.000 anni: adesso abbiamo visto!\u00bb \u00e8 chiaramente ripreso da Ceresa nel passaggio conclusivo, quando rivolta all\u2019intervistatore osserva:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">questo \u00e8 il punto di vista delle nuove femministe. Hanno gli occhi, hanno un cervello: vuole che non vedano e che non sappiano quello che vedono? Vedono. Hanno visto. E la popolazione femminile \u00e8 altrettanto numerosa di quella maschile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capace di tessere Ceresa tra la Svizzera e Roma anche rapporti internazionali, come si evince dalla lettera al Women\u2019s Liberation di New York, databile al 1970, nella qualesi presenta cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Care amiche,<br>sono una scrittrice e faccio parte del gruppo di femministe indipendenti di Elvira Banotti (la quale aveva preso gi\u00e0 contatti con la segretaria di Betty Freidan).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E annuncia un prossimo viaggio nel primo trimestre 1971 negli Stati Uniti e progetti vari tra cui una collana<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">di brevi scritti teorici dei vari movimenti femminili nel mondo, o di loro singoli esponenti. Ma naturalmente di questo poi parleremo in un secondo tempo.<br>Vi ringrazio fin da ora e vi mando i migliori saluti miei e del mio gruppo. Noi siamo molto fiere di voi, e di quanto siete gi\u00e0 riuscite a fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal femminismo romano, quindi, agli Stati Uniti e alla Francia: sempre degli anni Settanta l\u2019intervista ad Alice Ceresa di Mich\u00e8le Causse e Maryvonne Lapogue per le edizioni Des Femmes, pubblicata in un importante volume dedicato a voci italiane di donne che secondo le curatrici hanno saputo esprimere una forte e irriducibile singolarit\u00e0 femminile e femminista: di ognuna un profilo, una scelta di uno o pi\u00f9 testi significativi, quando possibile un\u2019intervista anche assai articolata. Insieme a Dacia Maraini, Goliarda Sapienza, Carla Lonzi \u2013 di cui si pubblica in francese proprio il <em>Manifesto di Rivolta<\/em> \u2013, Alice Ceresa, con l\u2019anticipazione di due voci del <em>Piccolo dizionario<\/em> e una lunga, importante intervista. Gli anni Settanta sono stati infatti per Alice Ceresa come per tutte un decennio spartiacque in relazione a questioni che avevano anticipato con le loro opere, dotate di straordinaria invenzione e creativit\u00e0 a partire dalle loro stesse personagge, da <em>La figlia prodiga<\/em> alla Carlottina morantiana, e prima ancora l\u2019Alessandra di <em>Dalla parte di lei<\/em> di Alba de C\u00e9spedes, che con il suo gesto definitivo costitu\u00ec preludio alle ragazze del maggio francese e alle stesse opere ceresiane e morantiane che ne sono, di fatto, eredi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 non significa che i decenni successivi non siano stati altrettanto importanti per Alice Ceresa: la stima di Natalia Ginzburg che alla fine degli anni Ottanta trov\u00f2 bello un suo racconto, forse le stesse <em>Bambine<\/em> che sostenne poi nella pubblicazione, l\u2019amicizia con Dacia Maraini e Maria Rosa Cutrufelli, con la quale dialog\u00f2 sulle pagine di \u00abTuttestorie\u00bb, rivista romana di \u00abracconti, letture e trame di donne\u00bb, fondata nel 1990. Lo stesso anno della pubblicazione di <em>Bambine<\/em>, del cui valore Ceresa era assai consapevole, se cos\u00ec scrisse a Piero Gelli e Guido Davico Bonino in data 3 maggio 1990:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Cari Piero Gelli e Guido Davico Bonino,<br>io credo che adesso il libro, al quale avete fatto fiducia, si sia guadagnato i suoi galloni \u201cletterari\u201d \u2013 e naturalmente ne sono molto contenta. E direi che hanno avuto successo anche il titolo e la vostra copertina. Dunque: tutto bene.<br>Penserei per\u00f2 che un briciolo di pubblicit\u00e0 ora non sarebbe buttato al vento, perch\u00e9 se si vendesse pure sarebbe ancora meglio; i librai infatti, come sapete meglio di me, possono affossarlo negli scaffali oppure metterlo sul banco; e i librai notoriamente sono meno sensibili alle critiche che all\u2019atteggiamento della casa editrice nei confronti di un suo libro. Atteggiamento che si esprime eloquentemente per chiunque nella spesa pubblicitaria messa in bilancio.<br>Non sarebbe possibile fare un piccolo sforzo tanto per sostenere queste orfanelle? Il padre editore in effetti non \u00e8 meno temibile di quello naturale. Personalmente non lo vorrei troppo reticente sebbene gli sia grata per la paternit\u00e0\u2026<br>Con i migliori saluti<br>Alice Ceresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lettera che molto dice dei rapporti che Alice Ceresa sapeva intrattenere con l\u2019<em>establishment<\/em> editoriale e che bene rappresenta il canone letterario nelle sue forme novecentesche, con il quale le scrittrici tutte \u2013 italiane e in altre lingue madri \u2013 intrattennero un rapporto di colloquialit\u00e0 contrattuale, utile e interessante per ricostruire come e in che modo le scrittrici, consapevoli del loro valore, difesero le loro opere e la loro scrittura: il pensiero va ad Alba de C\u00e9spedes, Maria Bellonci, Elsa Morante, i cui epistolari risultano a&nbsp; tutt\u2019oggi una esemplare palestra di negoziazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro il discorso che intercorre tra Ceresa e le altre, anche nella forma del reciproco riconoscimento e piace ricordare tra tutte quanto scrive Goliarda Sapienza a questo proposito nei suoi taccuini del maggio 1990:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">C\u2019\u00e8 un genietto della contraddizione che si diverte a farti dire delle cose, per poi costringerti con un\u2019azione precisa a negarle: mi ero lamentata delle donne e della loro cattiva scrittura (che mi destabilizza in quanto componente di questa razza), ed ecco che mi capita fra le mani un piccolo libro fantastico e oserei dire un capolavoro. La gioia \u00e8 tale che subito decine di idee mi sbocciano nel cranio sussurrandomi: \u00abScrivi, scrivi, come vedi anche una donna pu\u00f2!\u00bb Il libro \u00e8 di Alice Ceresa, che conobbi nel \u201970 con Pil\u00f9 e si intitola <em>Bambine<\/em>. Per parlarne occorrerebbe un lavoro almeno di una settimana, perch\u00e9 \u00e8 opera originalissima e senza precedenti in Italia. Forse nasce dall\u2019<em>\u00e9cole du regard<\/em>, con suggestioni \u2013 o letture \u2013 di Borges e lontani echi kafkiani, il Kafka delle novelle, credo\u2026 Ora sono felice e me ne sto qui a leggere a letto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuna di loro riconosce all\u2019altra la potenza creativa e lo fa pure se differente per stile ed espressivit\u00e0, come nel caso di Goliarda Sapienza e Alice Ceresa: le loro reti di relazione sono assai pi\u00f9 forti e strutturate di quanto non sembri a prima vista e si pongono oltre il canone novecentesco delle eccellenze isolate e singolarissime perch\u00e9 geniali. Difficile collocare Alice Ceresa e le altre nei tradizionali movimenti culturali se non in forma eccentrica, difficile collocare Alice Ceresa e le altre nei generi canonici: le loro opere destrutturano tutte le categorie e si pongono cos\u00ec oltrecanone, definizione risalente a un seminario della Societ\u00e0 Italiana delle Letterate del Duemila, associazione della quale Alice Ceresa \u00e8 stata tra le prime socie nel 1996. Scrittrici e critica, come \u00e8 emerso con evidenza nel corso di questi decenni, risultano infatti consapevoli gi\u00e0 a partire dalle liriche del Cinquecento, di quanto e come il canone non sia un recinto chiuso dal quale si \u00e8 escluse \u2013 pure se cos\u00ec \u00e8 avvenuto \u2013, ma un processo in continuo divenire. Grazie a posizioni ai margini come quella di Alice Ceresa e di molte altre, esso si arricchisce della vitalit\u00e0 di opere letterarie del tutto innovative e originali, che per poter esistere si sono poste oltre il canone letterario, lasciando per molti aspetti alle spalle la sua violenza epistemica nei confronti di scritture eccentriche e apparentemente minoritarie, che richiedono altre categorie critiche: quella delle genealogie, evidente nel loro scriversi riconoscendosi l\u2019una con l\u2019altra anche quando assai diverse, anche quando appartengono a generazioni dissimili; quella delle costellazioni nelle quali ogni stella ha il suo proprio lucore, una di queste \u00e8 quella delle narratrici, in relazione alle quali la sfida \u00e8 quella di un\u2019invenzione capace di stare alla loro altezza.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre quest\u2019anno il centenario della nascita della scrittrice Alice Ceresa, nata a Basilea il 25 gennaio 1923 e vissuta a Roma dagli anni Cinquanta fino alla sua morte il 21 dicembre 2001, autrice di opere straordinarie come &#8220;La figlia prodiga&#8221;, &#8220;La morte del padre&#8221;, &#8220;Bambine&#8221; e &#8220;Piccolo dizionario dell\u2019inuguaglianza femminile&#8221;.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":488,"featured_media":47875,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[79],"tags":[2758,948,2759,61],"coauthors":[2757],"class_list":["post-47837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmopolis","tag-alice-ceresa","tag-femminismo","tag-laura-fortini","tag-letteratura","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - 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