{"id":42432,"date":"2023-05-24T00:01:49","date_gmt":"2023-05-23T22:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=42432"},"modified":"2024-06-06T23:00:39","modified_gmt":"2024-06-06T21:00:39","slug":"trigonometria-di-anne-carson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/05\/24\/trigonometria-di-anne-carson\/","title":{"rendered":"Trigonometria di Anne Carson","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Per affrontare gli interrogativi pi\u00f9 insolubili dell\u2019esistenza \u2013 eros, morte, Dio, linguaggio, corpo, famiglia ecc. \u2013 Anne Carson sembra proporre qualcosa di simile a uno dei metodi matematici utilizzati per risolvere problemi complessi: la trigonometria. Letteralmente \u201cmisura del triangolo\u201d, serve a calcolare tutti gli elementi che caratterizzano i triangoli a partire da alcuni elementi noti. La trigonometria consente di effettuare misurazioni molto pi\u00f9 articolate \u2013 di poligoni, di solidi e oltre \u2013 a partire dalla possibilit\u00e0 di scomporre altre figure in triangoli. Forse si potrebbe tentare di farlo anche per qualcosa di totalmente diverso dalla geometria, sembra suggerire Anne Carson. Forse possiamo provare a scomporre in triangoli anche i brividi e gli ossimori che compongono la nostra esperienza nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima volta in cui Anne Carson avanza questa ipotesi risale al primo volume da lei pubblicato nel 1986 e tradotto in italiano da Patrizio Ceccagnoli nel 2021 con il titolo <a href=\"https:\/\/utopiaeditore.com\/prodotto\/eros-il-dolceamaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Eros il dolceamaro<\/em><\/a>. In quella che doveva essere una rielaborazione della sua tesi di dottorato e che si trasforma, invece, in un esperimento saggistico-narrativo oltre i limiti della scrittura accademica, Carson analizza, nelle prime pagine, il frammento 31 di Saffo \u2013 Carson, come riportano le quarte di copertina dei suoi libri, \u00absi guadagna da vivere insegnando greco antico\u00bb. Si tratta di uno dei componimenti amorosi pi\u00f9 noti della letteratura occidentale. Che cosa c\u2019\u00e8 al centro di questo testo se non un triangolo \u2013 lei, lei, l\u2019altro \u2013 a partire da uno dei sentimenti che sarebbero divenuti pi\u00f9 triti nella storia della cultura, la gelosia? Eppure, ci dice, Carson, a <em>guardare <\/em>bene quello che abbiamo di fronte, si tratta di un triangolo un po\u2019 diverso. Ci\u00f2 che congiunge soggetto desiderante (la poeta) e oggetto desiderato (la donna che lei ama) \u00e8 esattamente ci\u00f2 che apparentemente le divide, quell\u2019uomo che \u201ccome un dio\u201d ascolta, in apparente tranquillit\u00e0, le parole dell\u2019amata, e che in realt\u00e0 rappresenta l\u2019io ideale della stessa Saffo \u2013 dove lei vorrebbe essere, come lei vorrebbe essere. A congiungere, nella distanza, le due donne sta <em>eros<\/em>, che consente il desiderio nel momento stesso in cui ne nega l\u2019appagamento e impedisce l\u2019annullamento dell\u2019io nell\u2019oggetto d\u2019amore. Eros, che ad un certo punto Carson paragona a uno stereoscopio in grado di proiettare l\u2019ideale sul reale. La linea che chiude il triangolo, il lato che ne conferma la figura, altro non \u00e8 che uno strumento che crea immagini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se proviamo a tenere a mente tutto questo nella lettura dei due volumi di Anne Carson tradotti in italiano \u2013 sempre per mano di Patrizio Ceccagnoli \u2013 usciti nelle scorse settimane, ci renderemo conto di quanto siano letteralmente costellati di triangoli e di dispositivi scopici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/utopiaeditore.com\/prodotto\/decreazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Decreazione<\/a><\/em>, pubblicato originariamente nel 2005 e accolto nel progetto di traduzione di tutti i saggi dell\u2019autrice da parte della casa editrice Utopia, prende il titolo dal testo eponimo che si legge nell\u2019ultima parte del volume. Gi\u00e0 il sottotitolo \u2013 <em>Il modo in cui donne come Saffo, Margherita Porete e Simone Weil raccontano Dio<\/em> \u2013 presenta una triade. La figura ternaria sembra garantita dalla voce narrante fin dalla prima riga \u2013 \u00abQuesto \u00e8 un saggio su tre donne e consiste di tre parti\u00bb \u2013 salvo poi contraddirsi e inserirne una quarta che ha a che fare, anche tematicamente, con l\u2019incongruenza. Ciascuna delle prime tre sezioni \u00e8 incentrata su un triangolo che \u00e8, al contempo, erotico ed estatico: di nuovo la Saffo del frammento 31 \u00e8 osservata nell\u2019atto di osservarsi, di scandagliare la fenomenologia del suo corpo mentre \u00abil suo Essere [viene] scagliato lontano dal proprio centro\u00bb \u2013 quasi fosse proiettato su un\u2019altra superficie; c\u2019\u00e8 Margherita Porete, la teologa condannata per eresia nel 1310, arsa al rogo per il suo <em>Specchio delle anime semplici <\/em>\u2013 di nuovo uno strumento ottico, lo specchio \u2013 in cui l\u2019io narrato cade priva di sensi quando pensa a un\u2019ipotetica danza della gelosia \u2013 Dio la mette alla prova in quanto soggetto e oggetto di una triangolazione amorosa; Simone Weil immagina di poter contemplare un paesaggio come quando lei non c\u2019\u00e8 \u2013 un triangolo ottico paradossale, quello fra io, non-io e l\u2019Altro da s\u00e9, ovvero la totalit\u00e0 del divino. Ma se la scomposizione in triangoli serve a qualcosa, \u00e8 perch\u00e9 consente di arrivare anche laddove il triangolo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e le linee si fanno tortuose, curve paradossali dell\u2019esistenza. Allora ecco che si deve sfidare la matematica e oltrepassarne il limite logico, giungere all\u2019<em>incongruenza <\/em>delle tre donne, che <em>decreano<\/em> il loro s\u00e9 nel momento stesso in cui producono immagini attraverso il supremo atto che dice \u201cio\u201d, cio\u00e8 la scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa decreazione\u00bb, scrive a sua volta chi dice \u201cio\u201d o \u201cnoi\u201d nel corso del saggio, \u00ab\u00e8 il disfacimento della creatura che \u00e8 in noi, quella creatura racchiusa nell\u2019io e definita dall\u2019io. Ma per disfarsi dell\u2019io bisogna passare attraverso l\u2019io, fin dentro alla sua stessa definizione. Non possiamo cominciare diversamente\u00bb (p. 177).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Decreazione <\/em>\u00e8 per\u00f2 anche il titolo del testo seguente, \u00abun\u2019opera in musica di tre parti\u00bb che \u00e8 intrisa di triangoli. C\u2019\u00e8 quello tra Efesto e gli amanti Afrodite-Ares, c\u2019\u00e8 Margherita di Porete sdoppiata in Margherita Esteriore e Interiore mentre si guarda proiettata in un video dopo essere stata interrogata da un coro di 15 inquisitori papali disposti in triangoli, c\u2019\u00e8 Simone Weil nel suo triangolo fra i genitori \u2013 che parlano fra loro di nonagoni e triangoli \u2013 e il vuoto del cibo \u2013 un coro di ballerini trasparenti di tip-tap che invisibilmente si trasforma nel pensiero di una ciliegia. La trigonometria \u00e8 un metodo fondato sulla misurazione degli angoli, e il concetto di \u201cangolazione\u201d \u00e8 cruciale tanto nella scrittura quanto nella produzione di immagini.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42438 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"440\" height=\"697\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.1.jpg?resize=440%2C697&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42438\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.1.jpg?w=440&amp;ssl=1 440w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.1.jpg?resize=189%2C300&amp;ssl=1 189w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Betty Goodwin, <em>Seated figure with red angle<\/em>, 1988<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle sezioni di <em>Decreazione <\/em>\u00e8 un\u2019ecfrasi, e si intitola con il titolo dell\u2019opera e il nome della sua autrice \u2013 <em>Figura seduta con angolo in rosso (1988) <\/em>di Betty Goodwin. C\u2019\u00e8 la parola, c\u2019\u00e8 l\u2019immagine \u2013 riprodotta prima del componimento \u2013 e c\u2019\u00e8 la voce narrante che parla solo attraverso protasi di frasi ipotetiche, analizzate nelle loro possibili configurazioni tra realt\u00e0 e irrealt\u00e0, fattualit\u00e0 e controfattualit\u00e0, \u00abattrazione e consapevolezza\u00bb. La voce narrante si rivolge a un \u201ctu\u201d virtuale o utilizza espressioni impersonali; solo nell\u2019ultimo verso, in corsivo, compare un \u201cio\u201d fuori posto, in una frase coordinata che \u00e8 incongruente alla costruzione grammaticale: \u00abSe le frasi ipotetiche sono di due tipi: incise e <em>dov\u2019\u00e8 che io posso scrivere questo<\/em>\u00bb. Il lato che chiude un triangolo pu\u00f2 anche essere una proiezione immaginaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo pensare ai procedimenti ecfrastici come a dei problemi trigonometrici: ci sono tre elementi noti \u2013 l\u2019immagine in quanto tale, le parole che vi si riferiscono, la mente di chi legge nella quale si produce il triangolo di cui lettore o lettrice fanno parte al contempo \u2013 ma ce sono altrettanti da risolvere \u2013 le proiezioni fantasmatiche dell\u2019assenza\/presenza del visuale nel verbale, del punto di vista della voce narrante e della spettatorialit\u00e0 pi\u00f9 o meno implicita. La questione tanto pi\u00f9 si complica quanto pi\u00f9 aumentano le superfici e le linee di proiezione: come quando la scrittura prova a dire a parole della scrittura di luce o della scrittura di movimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>Decreazione <\/em>ricorrono numerose scene di personaggi intenti nella produzione di immagini cinematografiche: i sogni di Socrate e Odisseo, di Nausicaa e di Clarissa Dalloway analizzati nel saggio <em>Ogni uscita \u00e8 un\u2019entrata (Elogio al sonno) <\/em>altro non sono che film mentali, proiezioni che consentono una momentanea <em>decreazione<\/em> di s\u00e9; a un certo punto troviamo Eloisa e Abelardo nelle pi\u00f9 disparate ambientazioni \u2013 in macchina, nella camera di un motel, su un\u2019altalena \u2013 intenti nelle riprese di un documentario sulle loro vite che assomiglia sempre di pi\u00f9 a un film di Samuel Beckett; il volume si chiude con la sceneggiatura di un documentario in cui una donna, di notte, posiziona delle lastre fotografiche sul letto di un fiume attivando luci stroboscopiche, mentre riflette sulla \u00abinsuperabilit\u00e0\u00bb dei fatti. Il rapporto tra immagine, parola e documento \u00e8 anche al centro di due sezioni del volume collegate fra loro, <em>Schiuma (Saggio con rapsodia. Sul Sublime in Longino e Antonioni) <\/em>e <em>Sublimi<\/em>. L\u2019effetto del sublime, quella \u201cbava alla bocca\u201d che ci accompagna nel corso di determinate esperienze estetiche, altro non \u00e8 che il risultato di una triangolazione che passa attraverso la produzione di un\u2019immagine riverberata nella catena di citazioni giunte, intatte nella forza di pathos, sino a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in <em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/vetro-ironia-dio-libro-anne-carson\/e\/9788883063855\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vetro, Ironia e Dio<\/a><\/em>, pubblicato da Crocetti Editore, ci sono numerose telecamere: quelle che riprendono Ettore di Troia durante un improbabile reality show dall\u2019esito terrificante, o quelle che provano a strappare un\u2019ultima dichiarazione a un Socrate gi\u00e0 sotto gli effetti della cicuta. L\u2019occhio del\/la regista, l\u2019occhio di chi viene ripreso, l\u2019occhio di chi legge: un triangolo apparentemente perfetto, ma attenzione, perch\u00e9 \u00abla TV \u00e8 intrinsecamente cinica. Parla all\u2019occhio di chi\/ guarda, ma la mente non ha occhi\u00bb (p. 149).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42442 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"664\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.2.jpg?resize=664%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42442\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.2.jpg?w=664&amp;ssl=1 664w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.2.jpg?resize=249%2C300&amp;ssl=1 249w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.2.jpg?resize=480%2C578&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Patrick Branwell Bront\u00eb, <em>The Bront\u00eb Sisters<\/em>, ca. 1834 &#8211; \u00a9 National Portrait Gallery, London<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sezione che apre il prosimetro, uscito originariamente nel 1995 e tra le opere pi\u00f9 famose dell\u2019autrice, \u00e8 un saggio che \u00e8 anche un\u2019autofinzione che \u00e8 anche un componimento poetico. Nella triangolazione e ibridazione dei generi \u2013 che qualcuno ha provato a risolvere introducendo l\u2019espressione <em>lyric essay<\/em> \u2013 <em>Il saggio di vetro<\/em> racconta la polarit\u00e0 inversa del frammento 31 di Saffo. Chi dice \u201cio\u201d sta affrontando la fine della relazione con un uomo, e decide di trascorrere un periodo a casa della madre, immersa tra le brughiere, in compagnia della lettura di Emily Dickinson. \u00abTre donne silenziose a un tavolo da cucina\u00bb, quasi a rievocare il ritratto delle tre sorelle Bront\u00eb.<strong> <\/strong>Ma, proprio come nel dipinto, anche al centro della composizione di Carson si celano dei fantasmi maschili: l\u00e0 era il fratello Branwell Bront\u00eb, fratello e autore del quadro; qui \u00e8 il padre, affetto da una forma di demenza o di Alzheimer, le cui parole sono ridotte a presenze incoerenti e inquietanti e che l\u2019\u201cio\u201d si reca a trovare, insieme alla madre, nella clinica presso cui \u00e8 ricoverato; ma soprattutto \u00e8 Law, l\u2019uomo amato dalla narratrice. \u00abTutto quello che so dell\u2019amore e delle sue necessit\u00e0 \/ l\u2019ho imparato nel momento \/ in cui mi sono ritrovata\/ a offrire il mio piccolo fondoschiena rosso come un babbuino \/ a un uomo che aveva smesso di amarmi\u00bb (p. 43). Dopo l\u2019umiliazione e la rottura definitiva, ecco il lutto, quella fase cos\u00ec prossima alla malinconia che, dall\u2019antica teoria degli umori a Freud, genera fantasmi. Per liberarsi dell\u2019ombra tagliente dell\u2019amato che pi\u00f9 non la ama, chi dice \u201cio\u201d deve passare forzatamente attraverso la proiezione di immagini. Sono i 13 Nudi che la narratrice vede mentre medita, \u00abnudi scorci della mia anima solitaria\/ non i complessi misteri dell\u2019amore e dell\u2019odio\u00bb. Queste visioni hanno qualcosa dei marchingegni infernali di Hieronymus Bosch, come conviene lei stessa, ma anche dei disegni di Louise Bourgeois, dei corpi di donna trafitti da ci\u00f2 che prima chiamavano \u201ccasa\u201d. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42446 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"617\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg?resize=900%2C617&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42446\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg?resize=300%2C206&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg?resize=768%2C527&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.3.jpg?resize=480%2C329&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hieronymus Bosch, <em>Il giudizio universale <\/em>(particolare), dopo il 1504<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visione dei Nudi arriva spesso durante un preciso atto scopico, guardando fuori dalla finestra. La catarsi, il superamento del lutto, si compie con l\u2019ultimo nudo, un palo al quale sono attaccati brandelli lucenti di qualcosa che \u00abnon era il mio corpo, non era il corpo di una donna\/ era il corpo di tutti noi\u00bb. La soluzione del triangolo pu\u00f2 avvenire anche smettendo di produrre ossessivamente immagini: \u00abHo smesso di guardare. \/ Mi sono dimenticata dei Nudi. \/ Ho vissuto la mia vita, \/ che era come una TV spenta. \/ Era passato attraverso e fuori di me qualcosa che io \/ non potevo ammettere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo triangolo non \u00e8 una figura, non \u00e8 un\u2019immagine, ma un suono. La sezione che chiude <em>Vetro, Ironia e Dio<\/em> \u00e8 un saggio intitolato <em>Il genere del suono<\/em> e ci mostra l\u2019origine del patriarcato nel disciplinamento della voce femminile. Dalla <em>Metafisica <\/em>di Aristotele ai saggi sull\u2019isteria di <em>Freud<\/em>, il potere maschile ha costruito linee di forza per, letteralmente, tappare la bocca \u2013 anzi, le bocche, ci dice Carson, l\u2019organo vocale e quello sessuale, uniti come tali dalla terminologia medica dai tempi della classicit\u00e0 \u2013 alle donne. <strong>[Fig. 4]<\/strong> \u00c8 come se ci fosse una linea diretta fra interiorit\u00e0 dell\u2019emozione ed esteriorit\u00e0 dell\u2019espressione, nel soggetto femminile, che deve essere disciplinata secondo il monito della <em>sophrosyne<\/em>, di quella capacit\u00e0 di autocontrollo, associata al maschile, che costituisce il nuovo vertice di un triangolo portatore di silenzio, interrompibile solo all\u2019interno di determinate situazioni sancite e codificate per le donne \u2013 i lamenti funebri, i rituali legati all\u2019aiscrologia, la seduta psicanalitica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42451 lazyload\" width=\"292\" height=\"528\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.4.jpg?resize=292%2C528&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42451\" width=\"292\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.4.jpg?w=188&amp;ssl=1 188w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Fig.4.jpg?resize=166%2C300&amp;ssl=1 166w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura in terracotta dell\u2019antica Grecia probabilmente raffigurante Baubo, ca. IV sec. a.C.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma forse, dopotutto, alla fine \u00e8 bene rompere le trigonometrie e lasciare che le figure \u2013 e i suoni \u2013 agiscano in tutta la loro potenza verso nuove configurazioni possibili: \u00abMi chiedo se non ci possa essere un\u2019altra idea di ordine oltre la repressione, un\u2019altra nozione di virt\u00f9 oltre l\u2019autocontrollo, un altro tipo di soggettivit\u00e0 umana che non sia basata sulla separazione tra interno ed esterno. O, addirittura, un\u2019altra essenza per gli esseri umani oltre al soggetto stesso\u00bb (p. 317).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anne Carson<br><em><a href=\"https:\/\/utopiaeditore.com\/prodotto\/decreazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Decreazione<\/a><\/em><br>a cura di Patrizio Ceccagnoli<br>Utopia, 2023, 240 pp., \u20ac 18<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/vetro-ironia-dio-libro-anne-carson\/e\/9788883063855\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vetro, Ironia e Dio<\/a><\/em><br>a cura di Patrizio Ceccagnoli<br>Crocetti, 2023, 300 pp., \u20ac 18<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Anne Carson, photo \u00a9 Jeff Brown<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Per affrontare gli interrogativi pi\u00f9 insolubili dell\u2019esistenza \u2013 eros, morte, Dio, linguaggio, corpo, famiglia ecc. \u2013 Anne Carson sembra proporre qualcosa di simile a uno dei metodi matematici utilizzati per risolvere problemi complessi: la trigonometria. Letteralmente \u201cmisura del triangolo\u201d, serve a calcolare tutti gli elementi che caratterizzano i triangoli a partire da alcuni elementi noti. La trigonometria consente di effettuare misurazioni molto pi\u00f9 articolate \u2013 di poligoni, di solidi e oltre \u2013 a partire dalla possibilit\u00e0 di scomporre altre figure in triangoli. Forse si potrebbe tentare di farlo anche per qualcosa di totalmente diverso dalla geometria, sembra suggerire Anne Carson. 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I suoi interessi di ricerca vertono sulla comparatistica, la teoria della letteratura, i rapporti tra letteratura e visualit\u00e0, le prospettive di genere. \u00c8 autrice di tre monografie: Ellissi dello sguardo. Pathosformeln dell\u2019inespressivit\u00e0 femminile dalla cultura visuale alla letteratura (Morellini, 2018); Finzioni accademiche. Modi e forme del romanzo universitario (Franco Cesati Editore, 2018); Lightfossil. Sentimento del tempo in fotografia e letteratura (Postmedia Books, 2020). Insieme a Elisabetta Abignente e Corinne Pontillo dirige la collana \u201cDiomira. Studi teorici sull\u2019intermedialit\u00e0\u201d (Duetredue edizioni). Fa parte del direttivo di COMPALIT (Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura) e del Centro di ricerca TEXTL (Textual Explorations of Materiality, Visuality and Literature). 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