{"id":42068,"date":"2023-05-17T00:01:20","date_gmt":"2023-05-16T22:01:20","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=42068"},"modified":"2024-06-06T23:01:14","modified_gmt":"2024-06-06T21:01:14","slug":"no-brolo-per-me-fiolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/05\/17\/no-brolo-per-me-fiolo\/","title":{"rendered":"&#8220;No brolo per me fiolo&#8221;","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">\u00c8 uscito da Officina Libraria un libro che mancava: le <a href=\"https:\/\/www.officinalibraria.net\/libro\/9788833672342\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Lettere<\/em><\/a><em> <\/em>di Lorenzo Lotto, <em>Corrispondenze per il coro intarsiato <\/em>(288 pp. ill. col., \u20ac 35), curate da due amici di \u00abAntinomie\u00bb, Corrado Benigni e Mauro Zanchi. Come scrive Benigni,\u00abLotto non pu\u00f2 certo definirsi, rispetto ad altri artisti del Rinascimento, uno scrittore a tutto tondo\u00bb quali furono invece l\u2019Alberti, Michelangelo e il Vasari ma anche, in forme meno canoniche, Leonardo, Raffaello o lo stesso Bronzino. Le sue scritture sono di natura squisitamente pratica \u2013 pi\u00f9 simili dunque al <em>Libro mio<\/em> del Pontormo \u2013 come il <em>Libro di spese diverse<\/em> e il <em>Testamento<\/em>, da tempo fonti essenziali alla ricerca filologica sull\u2019artista. Tali sono pure le trentanove lettere da lui inviate fra il 1524 e il 1532 ai reggenti della Misericordia Maggiore di Bergamo, riguardanti i cartoni del coro di Santa Maria Maggiore (circa settanta disegni a tema biblico, poi tradotti a intarsio con una quindicina di essenze lignee da Giovan Francesco Capoferri e dalla sua bottega: tarsie e relativi \u00abcoperti\u00bb, qui in parte riportati, da poco restaurati e tutti riprodotti nel volume). A Bergamo (citt\u00e0 della quale una tradizione non pi\u00f9 accreditata lo voleva originario) Lotto trascorse gli anni dal \u201913 al \u201925: un periodo in apparenza breve, considerati i suoi quasi ottant\u2019anni di vita, ma in effetti unica parentesi di stabilit\u00e0 in un\u2019esistenza sempre errabonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Eppure, malgrado la sua natura utilitaria, proprio come nel caso dell\u2019atrabiliare diario del Pontormo, aggiunge Benigni che \u00abper Lotto la scrittura \u00e8 stata molto pi\u00f9 di un semplice strumento di comunicazione funzionale, rivelando piuttosto un\u2019attenzione particolare nella scelta dei vocaboli, nei registri, nella costruzione della frase; in una sola parola: nello stile della lingua, che di riflesso mette in luce i tratti della sua personalit\u00e0, quel sentimento d\u2019inquietudine \u2013 come tante volte \u00e8 stato osservato \u2013 che percorre l\u2019intera sua opera e la sua personalit\u00e0\u00bb: \u00abne esce il profilo di un uomo sensibile e generoso, buono ma pignolo e pedante. Fondamentalmente un solitario, dunque, inafferrabile e per questo non mai pienamente compreso\u00bb. \u00abSolo senza fidel governo, et molto inquieto nela mente\u00bb, annota non a caso l\u2019artista a un certo punto del suo <em>Testamento<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">\u00c8 questa la chiave in cui legge questi testi il saggio di Antonella Anedda che arricchisce la pubblicazione (insieme ad altri testi di Franco Cardini, Marco Carobbio, Enrico Maria Dal Pozzolo e Telmo Pievani; lo presentiamo qui per la cortesia dell\u2019autrice e dei curatori), mettendoli in relazione alle scritture di poeti corregionali a venire che alle figure del Lotto hanno guardato idealmente (Franco Scataglini, da un verso del quale Anedda prende il suo titolo) o con pi\u00f9 diretta <em>ekphrasis<\/em> (il Francesco Scarabicchi, scomparso due anni fa, di <a href=\"https:\/\/www.liberilibri.it\/index.php\/prodotto\/con-ogni-mio-saper\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Con ogni mio saper e diligentia. Stanze per Lorenzo Lotto<\/em><\/a>, Liberilibri 2013). E a noi pare lecito ricondurre anche la non marchigiana <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/07\/28\/antonella-anedda-mondi-senza-vento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">autrice di <em>Historiae<\/em><\/a> alla \u00abbalbuzie provvidenziale che azzera la scioltezza, il fluente discorso del potere\u00bb, da lei letta nelle lettere del pittore, nella sua vicenda di sempre maggiore estraneit\u00e0 dal commercio con le istituzioni terrene e spirituali. Anche lei, a chi la legga, si presenta sempre \u00abincrinat<em>a<\/em> e tuttavia misteriosamente solid<em>a<\/em>\u00bb. Non c\u2019\u00e8 bisogno di nascere nello stesso posto, per scoprirsi consanguinei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Andrea Cortellessa<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">I versi di Franco Scataglini, grande poeta marchigiano, potrebbero a distanza di secoli incunearsi in una delle trentanove lettere che Lorenzo Lotto scrisse alla Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo tra il 1524 e il 1532.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le lettere di Lotto sono secche, riservate, consapevoli. Provano a spiegare alla committenza le condizioni, le difficolt\u00e0, di chiarire i sospetti, i fraintendimenti, di ricevere onestamente quanto gli spetta. Sono miti ma non umili. Il pittore che scrive conosce se stesso, si rattrista \u00abper haver la mente molto travagliata da varie et strane perturbationi\u00bb ma \u00e8 lucido quando non si sente apprezzato anzi maltrattato e non amato come avrebbe voluto: \u00abMal sono careciato da voi, anci svilito et vituperato e minaciato in le vostre lettere\u00bb. \u00abMal careciato\u00bb \u00e8 un\u2019espressione da orfano ma anche se potessimo ascoltare i loro discorsi, da bestia accarezzata contropelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo brolo per me fiolo\u00bb avrebbe potuto dire allora Lotto con la voce di Franco Scataglini. Il motivo non \u00e8 solo geografico \u2013 nelle Marche, a Loreto, Lotto si ritira facendosi oblato \u2013 ma esistenziale: un senso di esclusione ma anche di indipendenza. C\u2019\u00e8 un no sotteso al progressivo ritiro dal mondo del suo tempo da parte di Lotto e un no davanti alla luce totale spesso trionfante del giovane Tiziano che pure ammira e che \u00e8 ancora lontano dai rivoli di luce decomposta dell\u2019<em>Apollo e Marsia<\/em> di Krom\u011b\u0159\u00ed\u017e.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>No brolo<\/em>. Nessun giardino allora, semmai un cortile, e in questo spazio una vita raccolta tradotta in un impuntarsi del linguaggio, una balbuzie provvidenziale che azzera la scioltezza, il fluente discorso del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lotto, l\u2019escluso, o l\u2019autoescluso, alla privazione e alle scarse <em>carecie<\/em>, oppone \u00abgran faticha\u00bb, una rassegnazione che a volte per\u00f2 si risveglia e ha una sfumatura di sarcasmo: \u00abSe non vi ho satisfato, pacienza\u00bb dice ai suoi interlocutori. Le lettere documentano una realt\u00e0 sociale inquieta, instabile dove l\u2019artista deve anche avere doti di mercante e destreggiarsi tra offerte e rifiuti. Lotto lo sa e ne soffre, non \u00e8 reverente, ma neppure arrogante e tanto poco calcolatore da avere problemi con un semplice affitto. La sua \u00abhonestate\u00bb subordina l\u2019utile alla correttezza, il profitto non \u00e8 fine a se stesso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42093 lazyload\" width=\"675\" height=\"647\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg?resize=675%2C647&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42093\" width=\"675\" height=\"647\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg?resize=300%2C287&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg?resize=768%2C736&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettera.jpg?resize=480%2C460&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fedelt\u00e0 alla sua opera convive con la sprezzatura: \u00abFate agiungere o sminuire a qualche pictor de l\u00ec a piacimento pur ch\u2019l mio disegno non sia alterato\u00bb. Il verbo <em>sminuire<\/em> \u00e8 indicativo come lo \u00e8 l\u2019\u00abagiungere\u00bb; l\u2019orgoglio si rivela nell\u2019apparente indifferenza della frase \u00aba piacimento\u00bb. Raccomanda Moretto \u00absenza ombra e gelosia sia\u00bb; ammira Tiziano, ma non lo imita. Gli interessa, questo \u00e8 il punto che queste lettere ribadiscono, l\u2019esposizione alla luce dei quadri, i materiali appunto da usare: \u00abla vernice de ambra, li marcelli d\u2019argento\u00bb. La passione per i colori soprattutto per \u00abl\u2019endego\u00bb, l\u2019indaco, l\u2019azzurro e per gli olii come quello fatto dalle noci si intreccia al fastidio: \u00abMe trovo coss\u00ec fastidito\u00bb del dover scrivere persone che non sono immuni dal potere, confraternite, monaci, affittuari, e alla stanchezza: \u00abEt Dio sa quanto sono stanco\u2026 dieci anni \u2026pacienzia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stanchezza si tradurr\u00e0 con il poi definitivo allontanamento dal Nord, da Venezia e da Bergamo. I fallimenti o almeno le frustrazioni non mancano. Nell\u2019agosto 1550 ad Ancona, la lotteria per vendere sedici suoi quadri e trenta cartoni colorati che aveva preparato per le tarsie del coro di Santa Maria Maggiore a Bergamo vende pochissimo. Lo stesso concetto di lotteria e la stessa vicinanza con il nome Lotto, forse lo aveva stranito e rattristato pi\u00f9 del dovuto? Non \u00e8 forse la firma che inserisce nei quadri nei posti meno usuali, quasi invitando chi guarda a scoprirla seguendo una pista?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42113 lazyload\" width=\"600\" height=\"581\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg?resize=600%2C581&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42113\" width=\"600\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg?resize=300%2C291&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg?resize=768%2C744&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2_-CROPPED-CreazioneDiEva-FrancescoRosso-1523_Finale_Vis-LP_mid-edit.jpg?resize=480%2C465&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tars\u00eca lignea nel coro di Santa Maria Maggiore, Bergamo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fatto progressivamente interviene una forma di \u00abrason\u00bb, di ragione che lo dissuade una volta per tutte dal voler essere chi non \u00e8. Le lettere scritte alla confraternita preparano una decisione che non \u00e8 improvvisa, ma meditata. Testimoniano il peso di una relazione che Lotto percepisce sempre pi\u00f9 ostile ma che si intreccia a uno stato mentale in cui la dimensione privata fa da cassa di risonanza a una storia politica difficile, a una fede agitata da dubbi e da presenze come quella luterana da cui si sente obbligato a prendere le distanze, ammalandosi di scrupoli, tormentandosi e ribadendo nelle lettere la sua cattolicit\u00e0. Perfino le condizioni meteorologiche, le congiunzioni astrali annunciavano sventura. Il 1552 era stato flagellato da nubifragi, tempeste di neve, inondazioni. Il 1549 aveva segnato la fine delle pubblicazioni eterodosse a Venezia, il clima diventava sempre pi\u00f9 repressivo. Lotto sente la vecchiaia avvolgerlo, il disagio cresce, le incombenze pratiche lo travolgono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel settembre 1552 ottiene la possibilit\u00e0 di abitare in una casa messagli a disposizione dal governatore della Santa Casa, Gaspare de\u2019 Dotti. Conosce gi\u00e0 le Marche: Recanati, Jesi, Ancona. Le Marche sono, se non una cura, forse una tregua nella selvatichezza; il paesaggio poteva servirsi di un servo dell\u2019arte come si considerava (si rifugia non a caso tra i serviti). Servire quello che (apparentemente) non serve e allo stesso tempo non incontrare la propria schiavit\u00f9 \u00e8 il compito pi\u00f9 difficile. Il servire di Lotto, la fedelt\u00e0 a se stesso \u00e8 la fedelt\u00e0 al suo occhio di pittore, lo stesso \u00abocio\u00bb chiamato in causa da Pier Vincenzo Mengaldo a proposito della poesia di Scataglini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019\u00abocio de pitor\u00bb di Lotto convive con la \u00abfaticha\u00bb di essere pittore e soprattutto scrittore. Lotto scrive a fatica e con fatica. Se&nbsp;le relazioni con il mondo fossero semplici e la sua mente non non fosse in malo agio si limiterebbe a sollecitare&nbsp;i compensi dovuti senza trasformare il bisogno economico in un fossato di sconforto. Nulla di nuovo, nulla che non appartenga alla vita, ma per lui attraversare questa terra \u00e8 particolarmente doloroso, dilaniante. I rapporti logorano e si logorano, la sua \u00abpacienza\u00bb \u2013 termine che rintocca continuamente e si infittisce nel tempo \u2013 \u00e8 sempre sul punto di finire. \u00abPacienza\u00bb e patimento si intrecciano. Lotto non ama il suo tempo, forse perch\u00e9 troppo avanti nei tempi quando, per esempio, in <em>Ritratto di giovinetto<\/em> al Castello Sforzesco anticipa i colori del<em> Riposo della fuga in Egitto<\/em> del primo Caravaggio. Il risultato \u00e8 che \u00e8 sempre pi\u00f9 misantropo. Resiste la passione della pittura. Le lettere si fanno sempre pi\u00f9 desolate fino a che Lotto non comprende che l\u2019unica committenza possibile per lui \u00e8 quella divina inseguita attraverso una solitudine e un silenzio sempre pi\u00f9 radicali, la spoliazione di tutto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco-784x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42076 lazyload\" width=\"588\" height=\"768\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?resize=588%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42076\" width=\"588\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?resize=784%2C1024&amp;ssl=1 784w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?resize=230%2C300&amp;ssl=1 230w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?resize=768%2C1003&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?resize=480%2C627&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ritratto-di-giovane-con-libro-Castello-Sforzesco.jpeg?w=827&amp;ssl=1 827w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo Lotto, <em>Ritratto di giovane con petrarchino<\/em>, 1524-26, Pinacoteca del Castello Sforzesco, Milano<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere oblato, offerto in vita a Dio, presuppone l\u2019oblio di s\u00e9. Dimenticarsi \u00e8 \u2013 forse \u2013 la cura per riuscire definitivamente a dipingere in pace: per Lotto \u00e8 questa la soluzione, forse la gioia. Le Marche con il loro paesaggio diventano una forma di restituzione a se stesso. Anna Banti definisce \u00abtronca e rude\u00bb per l\u2019orecchio di Lotto abituato \u00aballe dolci cadenze della patria\u00bb la parlata delle Marche quando ha invece \u2013&nbsp;lo dimostra tutta la sua poesia dalle poetesse di Fabriano in poi \u2013 una musica tutta sua, trasognata, piena di slittamenti e assenze. Forse Lotto cercava un suono da far risuonare in un luogo diverso, una luce marina presente ma non incombente. Le linee smussate delle colline, la contiguit\u00e0 tra alberi e acqua. Essere straniero rimuove quello che \u00e8 inessenziale, pu\u00f2 rendere liberi, costringe in ogni caso a tradurre e ad abitare spazi diversi a cui abituarsi di volta in volta. Lotto viaggia incalzato dall\u2019inquietudine, dall\u2019insofferenza. Dal 1549 al 1552 \u00e8 ad Ancona, poi definitivamente a Loreto. Nel 1554 \u00e8 oblato della Santa Casa: \u00aba perpetua vita mia \/ donato me con ogni mia sustantia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Donare se stesso con ogni sostanza<\/em>. Le lettere e le mancate risposte, le frustrazioni, lo scoramento davanti alla realt\u00e0 delle committenze porteranno a questa donazione totale, esasperata anche dai problemi a farsi pagare che continueranno fino alle pagine del <em>Libro delle spese<\/em> quando scrive: \u00abAd\u00ec &#8230; lujo 1553, hebbi condute le cose contrascritte de Roma comesse al magnifico cavalier Agustino Philago condute con sue robe li 5 pezi de quadri, la medaglia da beretta et anello de la corniola, ma non li 13 julij et baiocchi 8\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decisione \u00e8 definitiva ma non improvvisa: \u00able trattative colla Santa Casa chiss\u00e0 quanto durarono e magari per colpa del pittore che il peso dell\u2019et\u00e0 portava a modi sempre pi\u00f9 suscettibili, diffidenti, ansiosi\u00bb ricorda ancora Banti. Inoltre Lotto \u00e8 orfano e scapolo, talmente solo da non avere altre pietre su cui posare la testa oltre Loreto. Vacilla tra predestinazione e fiducia nelle opere, \u00e8 pieno di dubbi e conosce il rischio mentale che questo comporta. Un solo nome: Martin Lutero. Nelle lettere alla Congregazione della Misericordia Lotto ribadisce la sua ortodossia ma nel 1540 regala il ritratto di Lutero e di sua moglie Katharina von Bora al nipote Mario d\u2019Arman, secondo la nota contenuta nel <em>Libro di spese<\/em> di Treviso. Un nicodemita? Probabilmente s\u00ec, anzi un dissimulatore onesto e geniale. Chiss\u00e0 cosa pensa davvero dei santi, visto che li raffigura con la faccia dei committenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A malapena l\u2019io traspare tra i fogli del diario<\/em><br>Francesco Scarabicchi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco un altro nome, vicino e fratello di Scataglini, marchigiano anche lui: Francesco Scarabicchi, ora anche lui scomparso, scrivere a posteriori di Lorenzo Lotto e dedicargli non solo saggi ma un canto-a-specchio, un libro di poesie che legge nel <em>Libro delle spese<\/em>, il registro che come usavano i mercanti utilizzava la partita doppia e su cui Lotto annotava il dare e avere dei suoi ultimi anni, come il rendiconto di una povert\u00e0 prima subita e poi scelta. \u00c8 una oblazione del s\u00e9 che Scarabicchi perlustra in un doppio ritratto: riflessione su un pittore che guarda e di un poeta che riflette su una persona che guarda il soggetto e nello specchio la realt\u00e0. Scarabicchi sceglie come titolo una frase di Lotto \u00abcon ogni mio saper e diligentia\u00bb che condensa conoscenza e tecnica, pittura e poesia. Non si tratta di poesie che illustrano, ricorda Massimo Raffaeli nell\u2019introduzione, ma di \u00abun\u2019assunzione su di s\u00e9\u00bb del destino di un pittore \u00absolitario e febbrile\u00bb. Di Lotto, le stanze di Scarabicchi decifrano il percorso che lo porter\u00e0 a una terra non sua per trovare qualcosa da cui le cure di cui parla nelle lettere lo allontanavano. I testi di Scarabicchi scavano dietro e dentro i quadri, versi-talpa che smuovendo la terra delle parole e dei colori, del nero e della povert\u00e0 rivelano la luce e le ombre, la disperazione e alla fine la ricerca e forse il raggiungimento di una pace. \u00abNel non avere luogo \u00e8 il mio destino\u00bb, viandante che non ha cammino, dice Scarabicchi non a caso traduttore di Machado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le lettere alla Congregazione della Misericordia sono vive per assenza di artificio e posa. Lotto non presenta una versione idealizzata di se stesso. Vanno usate come materiale del mondo mentale, servono a capire come da quella costrizione a scrivere, da quella necessit\u00e0 di precisare, da quel tono nascano i timbri, l\u2019esattezza, la libert\u00e0 creativa. Non \u00e8 mai facile parlare della scrittura di un pittore come non \u00e8 facile parlare della pittura per chi scrive. Il rischio \u00e8 fare torto a entrambe. Una possibilit\u00e0 \u00e8 fare attenzione ai materiali delle parole, dei colori, alla sintassi, alle architetture. Un varco mentale che conferma come l\u2019ekphrasis non sia solo descrizione ma lasci sfuggire un dettaglio ulteriore, inserisca il suono oltre il silenzio, il crepitio della vita, un suono delle cose che sembra impossibile trovare in un quadro. Lotto \u00e8 uno dei pochi nella cui opera sembra possibile sentire il frusciare degli alberi, un acciottolio di stoviglie, oggetti usuali, utilizzabili, familiari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un altro nome che potrebbe stare nella costellazione di queste pagine: quello di Paolo Sarpi, pi\u00f9 vecchio di Lotto (nasce nel 1552) anche lui Servo di Maria, altrettanto sconsolato nei suoi rapporti con la societ\u00e0 tanto da parlare quasi esclusivamente per lettera con i suoi interlocutori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Venezia circolavano le idee di un altro Martin, il pi\u00f9 conciliante Martin Butzer, una presenza con cui fare i conti e che \u00e8 testimoniata nei quadri di un altro pittore veneziano, Jacopo Palma il Giovane, pronipote di Palma il Vecchio che aveva fatto in tempo a incrociare Lotto a Bergamo. Nonostante i buoni rapporti, pochi sono cos\u00ec lontani: i Palma attenti alle committenze, amati e ammirati sia dai ricchi borghesi che dai ricchi patrizi veneziani. Lotto invece sembra sempre sbagliare mira, \u00e8 un solitario pi\u00f9 a suo agio con gli assenti e i lontani; teme e patisce il mondo e soffre le conseguenze del suo stato. Dal suo essere incrinato e tuttavia misteriosamente solido, nascono capolavori che paradossalmente potenziano una loro segreta capacit\u00e0 comunicativa. Forse per questo Lotto a volte o spesso sembra parlare tanto ancora oggi come capisce subito Bernard Berenson<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli--667x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42078 lazyload\" width=\"603\" height=\"926\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli-.jpeg?resize=603%2C926&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42078\" width=\"603\" height=\"926\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli-.jpeg?resize=667%2C1024&amp;ssl=1 667w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli-.jpeg?resize=195%2C300&amp;ssl=1 195w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli-.jpeg?resize=480%2C737&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Madonna-del-Rosario-1539-Palazzo-comunale-di-Cingoli-.jpeg?w=704&amp;ssl=1 704w\" sizes=\"auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo Lotto, <em>Madonna del Rosario<\/em>, 1539, Palazzo comunale di Cingoli (Macerata)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le trentanove lettere sono sconfortate ma con lampi di sarcasmo e ogni tanto di ilarit\u00e0 trattenuta. Dove finisce questa emozione se non nelle opere? In quei santi e sante dalle cui teste ci aspettiamo che escano le parole? In dialetto? L\u2019ilarit\u00e0 si traduce anche attraverso la scelta di colori, nell\u2019invenzione dei cerchi-bolle di sapone, geometriche e liriche della <em>Madonna del rosario<\/em> a Cingoli. I ritratti denunciano un\u2019insofferenza che nasce per contagio di chi li guarda e li ritrae. Umori, mutamenti improvvisi. Gli stati d\u2019animo cambiano in fretta come sanno i malinconici e possono non sorprendere: un cielo senza nuvole pu\u00f2 essere pi\u00f9 angosciante della pioggia, un temporale pu\u00f2 portare sollievo. Ritratti come quello di <em>Laura da Pola<\/em> a Brera o <em>Ritratto di uomo<\/em> a Vienna prendono le distanze dal ritratto frontale, disobbediscono, si inclinano verso chi guarda o indietreggiano. Lo spazio \u00e8 sghembo, gli occhi della persona ritratta non ci lasciano in pace, sembrano sempre sul punto di voler aggiungere qualcosa di importante: \u00abEhi, tu, avvicinati, spostati, entra con me in questo luogo\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna-856x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42080 lazyload\" width=\"642\" height=\"768\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?resize=642%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42080\" width=\"642\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?resize=856%2C1024&amp;ssl=1 856w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?resize=251%2C300&amp;ssl=1 251w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?resize=768%2C919&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?resize=480%2C574&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ritratto-di-giovane-con-lucerna-c.1506-Kunsthistorisches-Museum-Vienna.jpeg?w=903&amp;ssl=1 903w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo Lotto, <em>Ritratto di giovane con lucerna<\/em>, ca. 1506, Kunsthistorisches Museum, Vienna<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Lotto \u00e8 indifferente alla competizione con i suoi contemporanei, non lo \u00e8 verso la collocazione delle sue opere. Si preoccupa della luce, dell\u2019esposizione, degli spostamenti; poi questa attenzione dopo il trasferimento nelle Marche si sfoca, forse anche con la progressiva perdita della vista. Lotto sente la fatica come un fato, ma a un destino di esclusione dai giardini artistici corrisponde il paesaggio libero, le piante, gli alberi, come i quattro cipressi a destra della <em>Venere<\/em> in un paese: corpo e viso infantili in primo piano, in una posa che scavalca la sensualit\u00e0 di Venere di Tiziano per raggiungere gli occhi sbarrati, il corpo semplificato non erotico di <em>Olympia<\/em> di Manet. Si potrebbero contare i cipressi nei quadri di Lotto come si potrebbero contare le bestie, fermarsi sul gatto nero spaventato dell\u2019<em>Annunciazione<\/em> di Recanati (non \u00e8 anche lui finito nella <em>Olympia<\/em>?), sullo scoiattolo che dorme come ha fatto Augusto Gentili nel suo studio sulla coppia di sposi nell\u2019Hermitage<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati-724x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42083 lazyload\" width=\"619\" height=\"876\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati.jpeg?resize=619%2C876&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42083\" width=\"619\" height=\"876\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati.jpeg?resize=724%2C1024&amp;ssl=1 724w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati.jpeg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati.jpeg?resize=480%2C679&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Annunciazione-Recanati.jpeg?w=764&amp;ssl=1 764w\" sizes=\"auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo Lotto, <em>Annunciazione<\/em>, ca. 1534, Museo civico Villa Colloredo Mels, Recanati<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le donne e gli uomini, gli animali e le piante di Lotto ci vengono letteralmente incontro disubbidendo alla lontananza, alla scala prospettica come nell\u2019<em>Elemosina di sant\u2019Antonino<\/em> quella balaustra con quella stoffa a picco da cui le elemosine vengono elargite per mano dei chierici. La folla dei pittori futuri \u00e8 una schiera i cui nomi sconfinano: Goya, Daumier, appunto Manet e le cose si trasformano, la balaustra diventa un balcone, il tappeto orientale la tavola precubista della colazione di un gruppo di borghesi a Parigi in un giorno di festa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/658px-Lotto_elemosina_di_santantonino_03.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42086 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"658\" height=\"768\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/658px-Lotto_elemosina_di_santantonino_03.jpeg?resize=658%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42086\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/658px-Lotto_elemosina_di_santantonino_03.jpeg?w=658&amp;ssl=1 658w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/658px-Lotto_elemosina_di_santantonino_03.jpeg?resize=257%2C300&amp;ssl=1 257w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/658px-Lotto_elemosina_di_santantonino_03.jpeg?resize=480%2C560&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lorenzo Lotto, <em>Elemosina di Sant&#8217;Antonino<\/em>, 1540-42 (particolare), Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, Venezia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1554, l\u20198 settembre, giorno della Nativit\u00e0 di Maria, Lotto si fa oblato alla Santa Casa di Loreto. Dona tutto, si spoglia di ogni oggetto, offre tutto, compresi i preziosi cammei, lascia parte dei suoi beni in dote a due orfane. La perdita \u00e8 di suono-colore meno squillante, tormentata dalla luce che sta per essere inghiottita dal buio come quella dei capelli rossi di Lucifero nella <em>Cacciata di Lucifero<\/em> a Loreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un presagio? Viene nominato \u00abpittor della santa Casa\u00bb e ha quasi gi\u00e0 perso la vista e la voce. Si avvolge sempre di pi\u00f9 nella vecchiaia ma \u00e8 gi\u00e0 qualcosa di diverso come \u00ab\u2019l vechissimo\u00bb cipresso della poesia omonima di Scataglini in <em>El sol<\/em> \u00e8 \u00abpieno d\u2019uccelli e pigne\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando muore lo seppelliscono \u00abal costume e usanza fratesca\u00bb. Il suo materasso viene venduto dall\u2019amministrazione della Santa Casa. \u00c8 \u00abun matarezzetto\u00bb si legge nella nota di vendita, un termine che sintetizza, in quel diminutivo, l\u2019angustia di ogni biografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNascere mi condanna\u00bb aveva scritto Francesco Scarabicchi prestando la sua voce a Lotto \u00aba un\u2019eterna memoria del mio niente\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettere-di-Lotto-cover-scelta-piatto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-42099 lazyload\" width=\"488\" height=\"710\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettere-di-Lotto-cover-scelta-piatto.jpg?resize=488%2C710&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-42099\" width=\"488\" height=\"710\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettere-di-Lotto-cover-scelta-piatto.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettere-di-Lotto-cover-scelta-piatto.jpg?resize=206%2C300&amp;ssl=1 206w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/lettere-di-Lotto-cover-scelta-piatto.jpg?resize=480%2C699&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.officinalibraria.net\/libro\/9788833672342\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lorenzo Lotto. Lettere<\/a><\/em><br>A cura di&nbsp;Corrado Benigni,&nbsp;Mauro Zanchi<br>Officina Libraria, 2023<br>pp. 288, 161 ill. a colori, \u20ac 35<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> B. Berenson, <em>Lorenzo Lotto<\/em> [ed. or. 1895], ed. it. a cura di L. Vertova, Milano, Abscondita, 2008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> A. Gentili, <em>Lotto, Cariani e storie di scoiattoli<\/em>, Roma, Bulzoni, 2000.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Lorenzo Lotto, <\/em>Commiato di Cristo dalla madre<em>, 1521 (particolare), Gem\u00e4ldegalerie, Berlino<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lettere di Lotto sono secche, riservate, consapevoli. Provano a spiegare alla committenza le condizioni, le difficolt\u00e0, di chiarire i sospetti, i fraintendimenti, di ricevere onestamente quanto gli spetta. Sono miti ma non umili. Il pittore che scrive conosce se stesso, si rattrista \u00abper haver la mente molto travagliata da varie et strane perturbationi\u00bb ma \u00e8 lucido quando non si sente apprezzato anzi maltrattato e non amato come avrebbe voluto: \u00abMal sono careciato da voi, anci svilito et vituperato e minaciato in le vostre lettere\u00bb. \u00abMal careciato\u00bb \u00e8 un\u2019espressione da orfano ma anche se potessimo ascoltare i loro discorsi, da bestia accarezzata contropelo.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":121,"featured_media":42109,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2584],"tags":[485,664,893,1356,569],"coauthors":[1759],"class_list":["post-42068","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-anedda","tag-antonella-anedda","tag-corrado-benigni","tag-epistolario","tag-lorenzo-lotto","tag-mauro-zanchi","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>&quot;No brolo per me fiolo&quot; - Antonella Anedda<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le lettere di Lotto sono secche, riservate, consapevoli. 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