{"id":39243,"date":"2023-03-02T00:01:21","date_gmt":"2023-03-01T23:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=39243"},"modified":"2024-06-06T22:47:54","modified_gmt":"2024-06-06T20:47:54","slug":"barcellona-la-citta-invisibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/03\/02\/barcellona-la-citta-invisibile\/","title":{"rendered":"Barcellona, la citt\u00e0 invisibile","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>All\u2019inizio del 2022 la casa editrice barcellonese Sfabula, fondata da Raul Ciannella, ha pubblicato il suo primo volume in catalano: <\/em><a href=\"https:\/\/sfabula.com\/catalogo\/llibres-en-catala\/la-ciutat-invisible\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La ciutat invisible. Vuit relats ucr\u00f2nics barcelonins<\/a><em>. Il progetto, nato da un\u2019idea di Daniele Comberiati, Daniele Porretta e dello stesso Raul Ciannella, include racconti di Sara Beltrame, David Caralt, Albert Franquesa, Melian Du Lac, Enric Llorach, In\u00e9s Macpherson, Maria Ant\u00f2nia Mart\u00ed Escayol, David Pierre e la postfazione di Carme Torras. Attraverso l\u2019impiego del sottogenere ucronico, si susseguono otto percorsi alternativi della capitale catalana a partire da progetti architettonici realmente concepiti ma mai portati a termine. Ciascun autore ha lavorato su un progetto, immaginando che cosa sarebbe successo alla citt\u00e0 se si fosse realizzato. Ogni racconto \u00e8 introdotto dall\u2019immagine del progetto originale e da una scheda storico-architettonica curata da Daniele Porretta. Quella che segue \u00e8 una parte dell\u2019introduzione dei curatori, tradotta in italiano espressamente per \u00abAntinomie\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">All\u2019interno di ogni citt\u00e0 reale si trovano un\u2019infinit\u00e0 di altre citt\u00e0; sono citt\u00e0 che uno scrittore ha immaginato o che qualcuno ha sognato; oppure citt\u00e0 possibili perch\u00e9 le ha progettate un architetto, ma che nessuno ha mai costruito. Come accadde a Barcellona tra la fine dell\u2019Ottocento e la met\u00e0 del Novecento, quando decine di progetti architettonici e urbanistici furono pensati per costruire una citt\u00e0 molto diversa da quella che conosciamo, ma che, per varie ragioni, non furono mai realizzati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come sarebbe cambiata la citt\u00e0 \u2013 e chi ci vive \u2013 se lo zoo della Ciutadella si fosse trasferito al Parc G\u00fcell? E se Antoni Gaud\u00ed avesse realizzato il suo molo turistico? O se un grande viadotto attraversasse la citt\u00e0 dal Tibidabo al Montju\u00efc? Sono queste alcune delle proposte che compongono il volume e che immaginano le possibili evoluzioni di una Barcellona riscritta sulla base di una serie di possibilit\u00e0 e probabilit\u00e0 narrative.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39264 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"950\" height=\"651\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg?resize=950%2C651&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39264\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg?w=950&amp;ssl=1 950w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg?resize=300%2C206&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg?resize=768%2C526&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/3_barcelona-futura._La-Ilustracion-Ibero-Americana-Vol.-1-a.-2-n.-3-1930-p.22-copia.jpg?resize=480%2C329&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che vogliamo \u00e8 offrire un complesso prisma di otto citt\u00e0 e otto storie che emergono da queste Barcellona. Se guardiamo con attenzione, tale prisma ci permetter\u00e0 di riflettere sull\u2019importanza della dimensione urbana e architettonica degli spazi in cui viviamo: se modifichiamo un elemento architettonico o urbano, per quanto piccolo, e immaginiamo un\u2019alternativa alla realt\u00e0, le conseguenze possono essere enormi. Lo sforzo immaginativo potrebbe esacerbare i problemi attuali; o, al contrario, potrebbe scovare possibili soluzioni per risolverli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019architettura, come ha spiegato Mario Praz, \u00e8 una delle pratiche materiali e culturali che con pi\u00f9 sicurezza pu\u00f2 mostrarci il <em>ductus<\/em> di un dato periodo; in altre parole, i progetti architettonici che disegnano un\u2019area urbana, un parco, uno zoo, un albergo o qualsiasi casa, sono proiezioni di una visione del mondo e anche dei possibili corpi ideali che lo abitano. Per questo il fatto di ripensare in chiave narrativa questi progetti architettonici o urbanistici \u2013 come \u00e8 stato fatto nei nostri otto racconti \u2013 permette, da un lato, di recuperare una visione del mondo del passato e, dall\u2019altro, di stabilire un \u201cponte\u201d critico con questo passato, legato all\u2019idea che abbiamo del presente, e anche dei desideri, delle speranze e delle paure che ci dominano. \u00c8 in questo modo che la citt\u00e0 \u00e8 metaforicamente legata alla scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le citt\u00e0 e la letteratura hanno d\u2019altronde un legame indissolubile. Quando Karlheinz Stierle parla del rapporto complesso fra descrizione della citt\u00e0 e sviluppo del romanzo nel ventesimo secolo, coniando l\u2019espressione di \u201cromanzo urbano\u201d, una delle sue intuizioni pi\u00f9 riuscite risiede probabilmente nell\u2019identificazione del processo parallelo di scrittura: il romanzo viene <em>scritto<\/em>, e al tempo stesso la citt\u00e0 nel testo viene concepita e percepita secondo un sistema di segni che riportano all\u2019identico processo di scrittura. Si ha cos\u00ec un doppio percorso, talvolta sovrapposto, altre volte parallelo o addirittura contrapposto, di descrizione e scrittura del contesto urbano. Tanto lo scrittore prova a fissare una volta per tutte sulla carta il magma incandescente della modernit\u00e0 \u2013 e la citt\u00e0 nelle sue diversissime forme \u00e8 stata, almeno nel ventesimo secolo, il fulcro di questa modernit\u00e0 \u2013, cos\u00ec la metropoli acquista segni e sensi diversi, fino a <em>riscriversi<\/em> completamente e a venir percepita quale elemento in continua mutazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contemporaneit\u00e0, ovviamente, non fa eccezione. Pur in un contesto di legami ipotetici e dunque non immediatamente legati alla presenza fisica di luoghi e persone, gli agglomerati urbani \u2013 coacervi di persone e di conseguenza di contatti anche virtuali, laddove i movimenti nell\u2019uno e nell\u2019altro senso vengono quasi raddoppiati \u2013 conservano un ruolo cruciale nella descrizione romanzesca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli otto racconti che compongono il volume descrivono le possibili evoluzioni di una citt\u00e0 che viene appunto riscritta a partire da una serie di probabilit\u00e0 narrative. I progetti potevano portare a una forma urbana completamente diversa da quella attuale, ma potevano anche semplicemente riguardare il singolo luogo, quartiere o edificio preso in esame, senza altri legami apparenti con le mutazioni storiche e sociali. Si \u00e8 trattato di una sorta di gioco delle possibilit\u00e0 e delle probabilit\u00e0 che, attraverso il genere dell\u2019ucronia che propone non tanto dei futuri (molti racconti sono ambientati nel passato) quanto dei percorsi cronologici alternativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La citt\u00e0, proprio per la possibilit\u00e0 di incontri e di strade diverse che si incrociano e si sovrappongono, \u00e8 per antonomasia, almeno a partire dal diciannovesimo secolo, il luogo della possibilit\u00e0 in letteratura. Ogni giorno, in molte delle nostre azioni, scegliamo una strada, un percorso fra i tanti percorribili: il nostro libro \u00e8 anche un tentativo di mantenere una traccia degli altri percorsi, di quelli immaginati o semplicemente ipotizzati, cancellati per fretta, volont\u00e0 o errore, ma esistiti, almeno per un frammento di tempo, nei nostri pensieri. In questo senso l\u2019ucronia ci \u00e8 sembrato il genere pi\u00f9 adatto. Abbiamo optato per modifiche apparentemente lievi della realt\u00e0 \u2013 un palazzo ultimato secondo le reali volont\u00e0 dell\u2019architetto, un piano urbanistico scelto a discapito di un altro, un edificio costruito al centro di una piazza come da progetto iniziale \u2013 che per\u00f2, come un effetto farfalla, potrebbero avere conseguenze marcanti nell\u2019evoluzione della nostra storia. O forse, pi\u00f9 semplicemente, farci pensare che un\u2019altra storia sarebbe stata possibile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6_hotel_attracci.progettoGaudion.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39257 lazyload\" width=\"525\" height=\"757\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6_hotel_attracci.progettoGaudion.jpg?resize=525%2C757&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39257\" width=\"525\" height=\"757\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6_hotel_attracci.progettoGaudion.jpg?w=700&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6_hotel_attracci.progettoGaudion.jpg?resize=208%2C300&amp;ssl=1 208w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/6_hotel_attracci.progettoGaudion.jpg?resize=480%2C692&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie alternative che proponiamo ci raccontano molto di paure e desideri. Cos\u00ec In\u00e9s Macpherson immagina una Barcellona trasformata in una gigantesca vetrina rivolta ai turisti, un teatro dalle scenografie meravigliose ma con dietro le quinte una realt\u00e0 completamente diversa e inquietante. I problemi derivanti da una citt\u00e0 assoggettata al turismo sono anche il filo conduttore del racconto di Albert Franquesa, che ci invita a visitare il famoso Hotel Attracci\u00f3n progettato da Gaud\u00ed per trasformare lo skyline di New York, ma che qui troviamo al centro di Barcellona. In altri racconti, invece, immaginare progetti urbani alternativi ci permette di entrare nella mente dell\u2019architetto e di giocare con il suo <em>modus operandi<\/em>, come propone Enric Llorach, permettendoci di camminare al fianco di Antoni Gaud\u00ed mentre progetta un\u2019urbanizzazione del Parco G\u00fcell completamente diversa da quella che conosciamo. Sara Beltrame sviluppa la metafora della citt\u00e0 come libro e ci mostra, attraverso un dialogo sorprendente, che scrivere \u201cponte\u201d \u00e8 molto diverso dallo scrivere \u201cviadotto\u201d, perch\u00e9 parole e luoghi sono segni carichi di accezioni letterali, emotive, etiche e politiche. Da parte sua, Melian Du Lac crea un\u2019enigmatica ucronia modernista e ci invita a visitare i prodigi e le meraviglie che si nascondono negli angoli pi\u00f9 nascosti del molo che il giovane Gaud\u00ed progett\u00f2 quando era ancora uno studente di architettura; mentre David Pierre trasforma questo molo in una fortezza che \u00e8 il centro delle politiche e delle cospirazioni di una Barcellona distopica. Sempre distopica, ma ricca di poesia e umorismo, \u00e8 la Barcellona di Maria Ant\u00f2nia Mart\u00ed Escayol, che, attraverso una prospettiva postumana ed eco-ambientale, propone una favola alternativa, dove gli animali dello zoo si scontrano con un\u2019eccentrica sindaca e i consiglieri comunali. Infine, dopo essere entrati in queste molteplici Barcellona, \u200b\u200bgetteremo l\u2019ancora con David Caralt all\u2019interno della spettacolare nave luminosa del visionario Carles Bu\u00efgas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le otto storie che proponiamo sono ucronie che riscrivono il passato, il presente e il futuro di Barcellona, \u200b\u200be che ci costringono anche a riflettere sulle idiosincrasie e le contraddizioni della citt\u00e0 di oggi. Vivere in una citt\u00e0 con i corpi significa riempirla di segni e scriverla. E scriverla significa spiegarla e far s\u00ec che ogni parola abbia un impatto significativo sull\u2019immaginario individuale e collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calvino nelle<em> Citt\u00e0 invisibili<\/em>, libro a cui dobbiamo l\u2019ispirazione per il titolo, ragionando sui futuri non realizzati li definiva come \u201crami secchi\u201d. Forse \u00e8 venuto il momento di relazionarci con questi \u201crami secchi\u201d come se fossero ancora vivi, perch\u00e9 potrebbe essere anche un futuro non realizzato a darci un\u2019idea pi\u00f9 precisa del nostro passato, del nostro presente e forse anche a stimolarci per un domani diverso.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019interno di ogni citt\u00e0 reale si trovano un\u2019infinit\u00e0 di altre citt\u00e0; sono citt\u00e0 che uno scrittore ha immaginato o che qualcuno ha sognato; oppure citt\u00e0 possibili perch\u00e9 le ha progettate un architetto, ma che nessuno ha mai costruito. Come accadde a Barcellona tra la fine dell\u2019Ottocento e la met\u00e0 del Novecento, quando decine di progetti architettonici e urbanistici furono pensati per costruire una citt\u00e0 molto diversa da quella che conosciamo, ma che, per varie ragioni, non furono mai realizzati. 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