{"id":37510,"date":"2023-01-25T00:01:51","date_gmt":"2023-01-24T23:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=37510"},"modified":"2024-06-06T22:50:53","modified_gmt":"2024-06-06T20:50:53","slug":"humanum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/01\/25\/humanum\/","title":{"rendered":"Humanum","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>La presentazione (non \u00abmostra\u00bb, precisa l\u2019interessata) inaugurata il 22 gennaio al Museo Egizio del Cairo (e ivi visitabile sino al 30 aprile), <\/em>Present in your Presence<em>, rappresenta per Giorgia Fiorio non so se la chiusura di un cerchio, certo il momento \u2013 si pu\u00f2 solo immaginare quanto emozionante \u2013 di un rimpatrio. Le fotografie della serie <\/em>Humanum<em>, nella quale dal 2010 insegue gli archetipi della statuaria nell\u2019impossibile, instancabile ricerca di un loro \u00abparadigma\u00bb originario (con spirito non troppo diverso, forse, da quello del Goethe che dalla <\/em>Metamorfosi delle piante<em>, alla fine del Settecento, voleva dedurre l\u2019\u00abUrpflanze\u00bb: cio\u00e8 il modello dal quale discende l\u2019infinita fenomenologia delle fibre vegetali) s\u2019incontrano infatti, nella loro sede finalmente, coi rispettivi \u201coriginali\u201d: ossia tre delle teste che la serie fotografica dell\u2019artista inquadra sempre accostandone nella medesima immagine, attraverso insiemi polittici (resi in scala 1:1 rispetto al referente), versioni sottilmente diverse fra loro (per variazioni di parallasse e di luce): come a dirci che anche la \u201cstessa\u201d testa, a seconda di come la guardiamo, \u00e8 sempre un\u2019\u201caltra\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Lo stesso viene da pensare a proposito dei \u201critratti\u201d che s\u2019interpolano, negli ultimi anni, alla serie <\/em>Humanum<em>. \u201cTeste\u201d di oggi (come quelle di due amici di \u00abAntinomie\u00bb coi quali \u2013 consapevolmente peccando d\u2019aneddotica \u2013 ci piace far cominciare questa serie di immagini) che per\u00f2 lo sguardo di Fiorio proietta in un oltre-tempo \u201cmetafisico\u201d non differente da quello abitato dalla Nefertiti di uno dei suoi \u00abparadigmi\u00bb. In un bellissimo saggio del 2014, <\/em>L\u2019altro ritratto<em>, diceva un altro amico di \u00abAntinomie\u00bb, il compianto Jean-Luc Nancy, che \u00abnel ritratto si rintraccia, si ritira, molto sensibilmente sotto i nostri occhi, <\/em><a href=\"http:\/\/Quartzite%20Head%20of%20a%20Queen%20JE45547%20Tell%20Amarna,%2018th%20Dynasty,%201353-1336%20BC,%20;%20Egyptian%20Museum%20of%20Cairo,\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>la possibilit\u00e0 per noi di essere presenti<\/em><\/a><em>\u00bb. E questo, insolubile forse, paradosso della <\/em>presenza<em> mi pare il filo che orienta il <\/em><a href=\"https:\/\/shop.fiaf.net\/collana-grandi-autori\/199-giorgia-fiorio.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>libro pubblicato qualche mese fa, a cura di Claudio Pastrone e con un testo di Gian Luca Favetto<\/em><\/a><em>, a riassumere un percorso ormai trentennale come quello di Giorgia Fiorio (nella collana \u00abGrandi autori\u00bb della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, 128 pp., \u20ac 27). Per la cortesia dell\u2019autrice ne proponiamo qui una scelta di immagini e testi (integrati e variati appositamente per \u00abAntinomie\u00bb) che lei ha voluto per\u00f2 presentare in ordine inverso rispetto a quello, denotativamente cronologico, seguito nel volume.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg\" data-id=\"37831\" alt=\"\" class=\"wp-image-37831 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" data-id=\"37831\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg?resize=600%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37831\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Cecchella.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">06-04-2022 Nicol\u00f2 Cecchella, Venezia, settembre 2022<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg\" data-id=\"37832\" alt=\"\" class=\"wp-image-37832 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" data-id=\"37832\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg?resize=600%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37832\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Stoichita.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2013-04-05 Victor Stoichita<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Ri-vediamo cos\u00ec, alla luce del <\/em>work in progress<em> che ora la assorbe per intero, le immagini di fortunati libri precedenti, come <\/em>Il Dono <em>(Peliti Associati 2009) e <\/em>Figur\u00e6<em> (Marsilio 2013): e capiamo come anzich\u00e9 un \u201cri-trarsi\u201d \u2013 quale Nancy, giocando con la nostra lingua, interpretava il <\/em>je est un autre<em> di ogni \u201cvero\u201d ritratto: \u00abla fluttuazione, la fluidit\u00e0, l\u2019annegamento al fondo di s\u00e9\u00bb \u2013 lei insegua sempre la propriet\u00e0 simmetrica, di ogni immagine, di \u201caffacciarsi\u201d: per cui ogni aspetto del mondo, \u201cumano\u201d o meno, ci si manifesta in qualit\u00e0 di apparizione. Anche del giardino zen di Kyoto, come delle Dolomiti riprese nel 2015, Fiorio fa insomma un \u201critratto\u201d (il saggio di Nancy, in effetti, cominciava con quanti convenzionalmente definiremmo \u201cpaesaggi\u201d, quelli di Corot, per proseguire col \u201cparadigma\u201d delle figurazioni \u201coriginarie\u201d di Lascaux).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Anche a questa inversione di categorie, fra umano e non umano, allude forse l\u2019ordine cronologico rovesciato da lei prescelto. In una logica fotografica tradizionale quella che si vede dapprima \u00e8 un\u2019idea confusa dell\u2019immagine, che man mano si \u201csviluppa\u201d e \u201cmette a fuoco\u201d. Per lei invece l\u2019immagine si d\u00e0 in una flagranza istantanea, con l\u2019oltranza e la violenza di un\u2019apparizione come detto; e solo in un secondo momento, <\/em>apr\u00e8s coup<em>, ce ne fa percepire l\u2019aura, la lontananza dalla quale in effetti proviene. A questo mi pare alludano i versi di Paul Klee da Fiorio posti in esergo al suo libro:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Io sono inafferrabile nell\u2019immanenza<br>vivo tra i morti<br>come tra quanti non sono mai nati<br>pi\u00f9 vicino al cuore della creazione.<br>E non abbastanza vicino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Andrea Cortellessa<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Forma tangibile dell\u2019invisibile, inalterabile nella sua misura, la statua \u00e8 mossa da un\u2019incessante metamorfosi che non partecipa della definizione del suo volume, se posso supporne l\u2019apparenza \u00abdiversamente rilevata\u00bb<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a> in una fotografia, una superficie piana per definizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2010 <em>Humanum <\/em>riconsidera l\u2019archetipo statuario della figurazione umana nella percezione del nostro tempo. Attraverso insiemi polittici composti da diverse figure da una medesima testa scolpita, in un processo di trasfigurazione luminosa dove la <em>m\u00edmesis<\/em> fotografica non replica l\u2019archetipo statuario nel suo inalienabile statuto archeologico, porta alla luce quel \u00abc\u2019\u00e8\u00bb<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a> che la visione contiene. I polittici di <em>Humanum<\/em> non ritraggono qualcosa o qualcuno, interrogano ci\u00f2 che <em>\u00e8<\/em> soltanto, ed \u00e8 unico e diverso per ognuno che contempla il trasfigurarsi della figura umana nel corpo scolpito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nominati <em>Par\u00e1deigma<\/em> i polittici schiudono la metamorfosi della parvenza di un medesimo soggetto statuario nella variazione della luce. Come il paradigma verbale si declina ogni tempo in cui lo intendo, l\u2019archetipo \u00e8 l\u2019esemplare originario (<em>arch\u00e9<\/em>) di un numero infinito di modelli (<em>t\u00fdpoi<\/em>) dove ognuno contempla la figura che lo contempla. Nessuna figura \u00e8 uguale ad altra figura, tutte sono identica parte-unica di un\u2019indivisa identit\u00e0 invisibile, la stessa identit\u00e0 del passo che in ogni passo stampa al suolo un\u2019impronta diversa. Accusativo e nominativo il termine <em>humanum<\/em> convoca un vincolo riflesso tra il soggetto scolpito e il soggetto che lo contempla dove l\u2019oggetto della contemplazione si traspone di contino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37799 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"583\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg?resize=900%2C583&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37799\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg?resize=300%2C194&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg?resize=768%2C497&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Unfinished-Head-of-Nefertiti-.jpg?resize=480%2C311&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2021&nbsp;<em>Unfinished Head of Nefertiti&nbsp;<\/em>JE 59286 Quartzite e pigmento, Tell-Amarna, Diciottesima dinastia,&nbsp;1353-1336 A.C. scolpita da Thutmose; Museo Egizio del Cairo,&nbsp;<em>Humanum<\/em>&nbsp;\u00ae&nbsp;<em>Paradeigma<\/em>&nbsp;C-2, 2021 GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&nbsp;\u201ctratto luminoso\u201d, il mezzo fotografico non&nbsp;documenta&nbsp;n\u00e9 replica il corpo scolpito, trae dall\u2019ombra alla luce l\u2019espressione molteplice di una realt\u00e0 interiore.&nbsp;Anch\u2019essa&nbsp;<em>m\u00edmesis<\/em>&nbsp;di un modello interiore all\u2019apparenza del reale, la fotografia,&nbsp;in un continuo scegliere, in un continuo escludere, \u00e8 soltanto un&nbsp;segno&nbsp;che trae l\u2019oggetto dal buio.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37803 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"602\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg?resize=900%2C602&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37803\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Head.jpg?resize=480%2C321&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2019&nbsp;<em>Clay Head of Statue<\/em>&nbsp;Ca.870, Necropoli di Salamina,&nbsp;tumulo 77;&nbsp;II secolo AC, Museo archeologico nazionale di Cipro, Nicosia 2019&nbsp;GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019intento di tracciare la trasfigurazione della scultura nel divenire luminoso, la dinamica di ripresa prevede, treppiedi bloccato al suolo frontale alla statua;&nbsp;distanza costante dal punto focale tra gli occhi. Supporto analogico del film d\u2019argento, nove variazioni del parallasse, corrispondenti ognuna a dodici posizioni&nbsp;di luce-continua. Cento otto declinazioni, senza contare ci\u00f2 che s\u2019improvvisa. Come il paradigma di un verbo declina il suo essere in ogni tempo in cui lo immagino,&nbsp;il termine greco&nbsp;<em>paradeigma<\/em>&nbsp;esprime l\u2019idea di un modello-esemplare. L\u2019esemplare \u00e8 la forma-archetipa all\u2019origine della trasfigurazione&nbsp;sterminata che il volume statuario contempla.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37806 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg?resize=900%2C450&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37806\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg?resize=768%2C384&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/zen.jpg?resize=480%2C240&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2006-373-23a&nbsp;<em>Ryoan-ji<\/em>&nbsp;Tempio Zen a Kyoto, Giappone 2006 GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mallaig, Hebrides Islands January 1999. Verticale precipita l\u2019austero splendore delle scogliere, scintillante sotto il cielo riflesso nel mare e lo sfacelo delle onde. Questa \u00e8 l\u2019ultima missione. L\u2019immensit\u00e0 della indicibile pochezza di un destino umano, la sua <em>fiamma <\/em>\u00e8 quanto resta di questi dieci anni. L\u2019orizzonte sposta il margine dello sguardo a un fronte inconosciuto e inconoscibile. \u00abNon ti spaventa?\u00bb domanda qualcuno. Non si sceglie. Non ci si pu\u00f2 sottrarre. Non posso dire quanto segue. Non posso non dirlo tremando. Non lo dico \u2014 <em>here lies.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37809 lazyload\" width=\"831\" height=\"829\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?resize=831%2C829&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37809\" width=\"831\" height=\"829\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?resize=768%2C766&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/festival-purificazione.jpg?resize=480%2C479&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2005-412-2&nbsp;<em>Jia Chai<\/em>, festival di purificazione Phuket Tailandia 2005 GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora una folla bendata incede colle membra strette dalle cinghie, sulla lingua di alcuni scorre il filo di una lama, il sangue stilla, cola dalle labbra al collo, nero e rappreso sul petto. Ora la testa mozza di un toro rotola e affonda in un bacino di melma tra le convulsioni del corpo decapitato, tutt\u2019attorno nel fango fluttuano corpi nudi scossi dalla trance. Ora, dalle alture dell\u2019Himalaya alla cordillera Andina, coperti di pelo nel gelo tagliente dell\u2019alba, i pellegrini levano le dita delle mani nude, tese contro il cielo. Ora la condensa mattutina del Gange, trascina una lenta deriva di cenere, fiori e carcasse tra gli atti, i gesti esatti che compongono ogni giorno il saluto al sole. E a ogni contrada del mondo qualcuno ora congiunge i palmi delle mani poi li rivolge al cielo; ora s\u2019inchina, la fronte, le labbra sfiorano la Terra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37818 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"916\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg?resize=900%2C916&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37818\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg?resize=295%2C300&amp;ssl=1 295w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg?resize=768%2C782&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/aguas-blancas.jpg?resize=480%2C489&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2000-954-13&nbsp;<em>Aguas Blancas<\/em>&nbsp;Celebrazione Vud\u00f9 Haiti 2000 GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A vent\u2019anni ci\u00f2 che chiama \u00e8 la memoria cieca di cose mai viste; voglio vedere, voglio guardare tutto ci\u00f2 che \u00e8 impossibile da avvicinare. La realt\u00e0 sommersa di uomini nascosti in comunit\u00e0 chiuse, comunit\u00e0 umane legate da vincoli di fratellanza e codici d\u2019onore. Comunit\u00e0 impenetrabili, poich\u00e9 il confronto estremo con la vita, come quello con la morte, \u00e8 solitario e nascosto. Comunit\u00e0 maschili soltanto poich\u00e9 la donna, che della vita racchiude il mistero, \u00e8 il primo anello della catena umana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37821 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"900\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?resize=900%2C900&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37821\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Isabelle.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">2001-07-16-21 <em>Isabelle M\u00e8ge ou Autoportrait d\u2019un R\u00e8ve<\/em>, Parc de Compi\u00e8gne 1997 GF\u00a9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Humanum<em> \u00e8 stato presentato per la prima volta al Coll\u00e8ge de France di Parigi nel 2018, ospite della Cattedra Europea di Victor Stoichita. Per questo progetto Fiorio ha collaborato con l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia, la Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa a cui \u00e8 affiliata dal 2016 e ha lavorato presso il Museo archeologico nazionale e il Museo dell\u2019Acropoli di Atene; il Museo del Louvre di Parigi; il Museo dell\u2019Iraq di Baghdad; il Kunsthistorisches Museum di Vienna; il Museo archeologico nazionale di Cipro a Nicosia; il Museo Egizio del Cairo; la Reale Commissione di Al-Ula presso il Museo Re Saud di Riyadh, il Museo Giordano di Amman e la collezione Al Thani di Parigi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> H. Bergson,<em> La vie et l\u2019\u0153uvre de Ravaisson<\/em>, in <em>La Pens\u00e9e et le Mouvant<\/em>, Paris, Felix Alcan, 1934, pp. 264-265.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> M. Merleau-Ponty, <em>L\u2019\u0152il et l\u2019\u00c9sprit<\/em>, Gallimard, Paris, 1964, pp. 12-13; 54 e 56.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Testa in quarzite di Regina&nbsp;JE45547 Tell Amarna,&nbsp;Diciottesima dinastia, 1353-1336 AC; Museo Egizio del Cairo, <\/em>Humanum&nbsp;\u00ae&nbsp;Paradeigma<em>&nbsp;C-2, 2022 GF\u00a9<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2010 &#8216;Humanum&#8217; riconsidera l\u2019archetipo statuario della figurazione umana nella percezione del nostro tempo. 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Dal 1990-2000 il progetto \u201cUomini\u201d (Sole 24 ore cultura 2003) indaga la realt\u00e0 di comunit\u00e0 chiuse maschili nella societ\u00e0 occidentale. Il libro \u201cIl Dono\u201d (Mario Peliti e Actes Sud 2009), che interroga le espressioni rituali del Sacro seguendo un percorso dal 2000 al 2009, ha ricevuto il patrocinio dell\u2019UNESCO. Dal 2011 il progetto \u201cHumanum\u201d riconsidera la percezione della figurazione umana nella statuaria arcaica in una origine-continua, contemporanea a ogni tempo. ondatrice e direttore dal 2002 al 2013 del \u201cReflexions Masterclass\u201d, seminario internazionale di fotografia contemporanea, docente dell\u2019International Centre of Photography di New York (2007-2014), Fiorio \u00e8 dal 2016 Professionista Affiliato della Scuola Superiore Universitaria Sant\u2019Anna Pisa. I suoi libri sono stati pubblicati in Francia, Italia, Germania e Grecia. I suoi lavori sono stati esposti tra gli altri dalla Triennale di Milano, dalla Maison Europ\u00e9enne de la Photographie a Parigi, dai Rencontres d\u2019Arles; da Parisphoto al Carousel du Louvre e al Grand Palais di Parigi, alle Scuderie del Quirinale a Roma, al Museo d\u2019Arte Contemporanea Castello di Rivoli, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, alla Biennale d\u2019Arte di Venezia, Padiglione Italia 2013 e 2015, a Roma a Palazzo Borghese presso la Galleria del Cembalo nel 2020.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/giorgia-fiorio\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Humanum - Giorgia Fiorio","description":"Dal 2010 'Humanum' riconsidera l\u2019archetipo statuario della figurazione umana nella percezione del nostro tempo. 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