{"id":3706,"date":"2020-02-19T06:50:44","date_gmt":"2020-02-19T05:50:44","guid":{"rendered":"http:\/\/antinomie.it\/?p=3706"},"modified":"2024-06-06T11:52:12","modified_gmt":"2024-06-06T09:52:12","slug":"asilo-per-senzatetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/19\/asilo-per-senzatetto\/","title":{"rendered":"Asilo per senzatetto","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019operaio medio, che qualche piccolo impiegato guarda cos\u00ec volentieri dall\u2019alto al basso, spesso gli \u00e8 superiore non solo materialmente, ma anche esistenzialmente. La sua vita di proletario dotato di coscienza di classe \u00e8 coperta da concetti marxisti, di un marxismo volgare, che peraltro gli dicono pur sempre che cosa si vuol fare di lui. \u00c8 anche vero che oggi il tetto \u00e8 abbondantemente bucato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La massa degli impiegati si distingue dal proletariato perch\u00e9 \u00e8 spiritualmente senza tetto. Per il momento non sa trovare la strada che lo porti tra i compagni, e la casa dei concetti e sentimenti borghesi che aveva abitato finora \u00e8 crollata, poich\u00e9 lo sviluppo economico l\u2019ha privata delle sue fondamenta. Al presente vive senza una dottrina su cui poter alzare gli occhi, senza uno scopo da poter interrogare. Vive dunque nella paura di alzare gli occhi e di interrogarsi fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nulla caratterizza questa vita, che si pu\u00f2 chiamare vita solo in un senso ristretto, come il modo e la maniera in cui le appare il valore. Non \u00e8 contenuto, ma lustro, apparenza brillante. Non lo raggiunge con il raccoglimento, ma nella distrazione. \u201cPer quale motivo la gente va cos\u00ec spesso nei locali pubblici? \u2013 dice un impiegato che conosco; \u2013 ma perch\u00e9 a casa si vive miseramente, ed essi vogliono partecipare della vita brillante\u201d. Del resto con l\u2019espressione \u201ca&nbsp;casa\u201d non si deve intendere solo l\u2019abitazione, ma anche la vita quotidiana che \u00e8 disegnata dalle inserzioni delle riviste degli impiegati. Esse riguardano, nella maggioranza: penne; matite Kohinoor; emorroidi; caduta dei capelli; letti; suole di gomma; denti bianchi; prodotti per ringiovanire; vendita di caff\u00e8 presso persone conosciute; grammofoni; crampo degli scrivani; tremori, in particolare in presenza di altri; pianoforti di qualit\u00e0 dietro pagamento settimanale, ecc. Una stenodattilografa incline alle riflessioni esprime un\u2019opinione simile a quella dell\u2019impiegato: \u201cPer lo pi\u00f9 le ragazze provengono da un ambiente modesto e sono allettate dalle apparenze brillanti\u201d. D\u00e0 poi una spiegazione estremamente singolare del fatto che in genere le ragazze evitino i trattenimenti seri. \u201cLe conversazioni serie \u2013 diceva \u2013, distraggono soltanto, e allontanano dall\u2019ambiente che si vorrebbe godere\u201d. Se vengono attribuiti effetti di distrazione a una conversazione seria, la distrazione \u00e8 presa inesorabilmente sul serio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non dovrebbe essere cos\u00ec. Otto Suhr, l\u2019economista dell\u2019Unione generale dei liberi sindacati degli impiegati, dai risultati a cui approda sulla base di un\u2019inchiesta sul bilancio degli impiegati elaborata nello scritto <em>Die Lebenshaltung der Angestellten <\/em>[<em>Il tenore di vita degli impiegati <\/em>(Freier Volksverlag, Berlin 1928) trae la conclusione che se \u00e8 vero che gli impiegati spendono per il vitto meno di un operaio medio, in compenso danno pi\u00f9 importanza ai cosiddetti bisogni culturali. Secondo Suhr per il bisogno culturale l\u2019impiegato spende di pi\u00f9 che per l\u2019alloggio, riscaldamento e luce compresi, e il vestiario e la biancheria messi assieme. Fanno parte dei bisogni culturali, accanto alla salute, ai mezzi di comunicazione e trasporto, ai regali, ai sussidi ecc., tra l\u2019altro anche le sigarette, gli alberghi, gli intrattenimenti intellettuali e sociali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora la societ\u00e0 provvede, consapevolmente e probabilmente ancora di pi\u00f9 inconsciamente, affinch\u00e9 questa domanda di beni culturali non porti a riflettere sulle radici della vera cultura, e quindi alla critica delle condizioni per cui essa&nbsp;\u00e8 potente. Non ostacola l\u2019impulso a vivere in modo brillante e disperso, lo promuove, dove e come pu\u00f2. Si vedr\u00e0 ancora che essa non sviluppa affatto il sistema della propria vita fino al punto decisivo, ma al contrario evita la decisione e preferisce le attrattive esteriori della vita alla sua realt\u00e0. Anch\u2019essa ha bisogno di diversioni. Poich\u00e9 \u00e8 essa che d\u00e0 il tono, le riesce tanto pi\u00f9 facilmente di far credere agli impiegati che una vita svagata sia insieme quella che ha pi\u00f9 valore. Presenta se stessa come il supremo valore, e se la maggioranza dei dipendenti la prende come proprio modello quasi si trova gi\u00e0 dove essa vuole appunto che si trovi. Di quali melodie ammaliatrici sia capace, lo mostra il seguente brano, tratto dallo scritto propagandistico di un grande magazzino che abbiamo ripetutamente citato, e che \u00e8 degno di appartenere a una collezione di esemplari di ideologie classiche: \u201cMerita ancora di essere menzionata un\u2019influenza che proviene dall\u2019ambiente e dall\u2019organizzazione interna del grande magazzino. Molti impiegati provengono da un ambiente molto semplice. Forse l\u2019alloggio \u00e8 costituito di strette stanze senza luce, forse le persone con cui hanno a che fare nella vita privata hanno una scarsa cultura. Ma nel grande magazzino l\u2019impiegato per lo pi\u00f9 soggiorna in ambienti luminosi, inondati di luce. I rapporti con una clientela colta e distinta offrono sempre nuovi stimoli. Le apprendiste, che quando arrivano sono spesso sprovvedute e goffe, imparano rapidamente a comportarsi e a trattare, curano il loro linguaggio e anche il loro aspetto. La multilateralit\u00e0 della loro professione allarga l\u2019ambito delle loro conoscenze e approfondisce la loro cultura. Ci\u00f2 facilita loro l\u2019ascesa a strati sociali pi\u00f9 alti\u201d. Se lasciamo da parte la cultura della clientela e l\u2019approfondimento \u2013 e possiamo farlo con buona coscienza \u2013, quello che resta sono i locali luminosi, inondati di luce, e gli strati pi\u00f9 alti. L\u2019influenza benefica che il flusso di luce esercita sul personale, oltrech\u00e9 sulla voglia di comprare, potrebbe consistere al massimo nel fatto che il personale ne viene stordito abbastanza da dimenticare l\u2019alloggio stretto e senza luce. Ma la luce acceca, piuttosto di illuminare, e forse tutta la luce che negli ultimi tempi inonda&nbsp;le nostre grandi citt\u00e0 serve non da ultimo ad accrescere il buio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma gli strati superiori non ci fanno forse cenno? Come si \u00e8 mostrato, fanno cenno di lontano, senza impegnarsi. Lo splendore dispensato ha s\u00ec lo scopo di incatenare le masse impiegatizie alla societ\u00e0, ma deve sollevarle solo e precisamente di quel tanto per cui esse restino tanto pi\u00f9 sicuramente ferme nel posto che \u00e8 loro assegnato. Da questo punto di vista \u00e8 istruttiva la <em>Scorribanda attraverso 15 libri della spesa <\/em>che \u00e8 stata pubblicata qualche tempo fa su \u201cUhu\u201d. Alcuni dei titoli suonano: <em>Ma come fanno i M\u00fcller a permettersi una barca a vela? Come possono permettersi una villeggiatura per cui pagano 10 marchi di pensione, gli Schulze? Come fanno i Wagner a sfoggiare tutti quei vestiti? <\/em>S\u00ec, per l\u2019appunto lo possono. Il signor Schulze spiega che la sua vecchia \u00e8 una saggia amministratrice, e la signora Wagner informa che suo marito si stira da solo i pantaloni. \u201cCos\u00ec si salva l\u2019apparenza\u201d, aggiunge filosoficamente. Si spera che i pantaloni non siano troppo brillanti. Nello stesso numero della \u201cBorsig-Zeitung\u201d in cui si trova il saggio del dottor Striemer citato nel capitolo precedente, un revisore dei conti risponde alla domanda perch\u00e9 tra gli operai e gli impiegati esiste un profondo solco. \u201cDipende fondamentalmente dal fatto che ciascuno vuole apparire pi\u00f9 di quello che \u00e8\u201d. Anche se alcuni dei piaceri risparmiati sono indubbiamente autentici, \u00e8 tuttavia evidente la pi\u00f9 profonda morale della scorribanda dell\u2019\u201cUhu\u201d, che cerca di inculcare nel cosiddetto ceto medio la convinzione che anche con un piccolo reddito si pu\u00f2 salvare l\u2019apparenza di appartenere alla societ\u00e0 borghese, e quindi si hanno tutti i motivi di essere soddisfatti della propria condizione sociale. Il fatto che con le persone interrogate siano mescolati un funzionario e un consigliere superiore di governo, non fa che accrescere la dignit\u00e0 borghese della segretaria di direzione o del piccolo impiegato statale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli incontri fra gli impiegati e i superiori modelli avvengono con una mirabile naturalezza. Spesso \u00e8 gi\u00e0 sufficiente&nbsp;un involontario soffio di vita mondana, per destare le forze assopite. Questa facile eccitabilit\u00e0 \u00e8 testimoniata tra l\u2019altro dall\u2019osservazione di un impiegato dell\u2019industria. Anche se in un qualche reparto della sua azienda dovessero trattare con i clienti solo pochi impiegati, il comportamento elegante degli avamposti subito stingerebbe su tutto il personale. Segnali inappariscenti per sovrappi\u00f9 indicano ogni momento la direzione dell\u2019aspirazione. Cos\u00ec nella vetrina di un importante emporio fanno bella mostra orgogliosi <em>mannequins <\/em>rivestiti di abiti a buon mercato confezionati in serie, in mezzo a eleganti orchidee; cos\u00ec nel luna park un\u2019autopista procura a coloro che hanno gli stipendi pi\u00f9 bassi il piacere di sentirsi padroni di un\u2019automobile. Piccoli effetti, grandi cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei confronti delle masse il delicato linguaggio dei segni non basta. Dove confluiscono in grande misura, come a Berlino, sono anche creati dei veri e propri asili per i senzatetto. Asili nel senso letterale del termine sono quei giganteschi locali in cui \u201ccon poco denaro si pu\u00f2 sentire il soffio del gran mondo\u201d, come si \u00e8 espresso un cronista di un giornale pomeridiano di Berlino. Lo Haus Vaterland, che sembra fatto su misura per i provinciali, il Resi (Residenz-Kasino), che conta anche su clienti con uno stipendio elevato, il Moka Efti Unternehmen sulla Friedrichstrasse \u2013 questi locali e altri simili sono stati chiamati in vita da un istinto infallibile, per saziare la fame di lustro e di distrazione che caratterizza la popolazione della metropoli. Dall\u2019azienda economica all\u2019azienda del divertimento, \u00e8 il loro motto implicito. Non tutte le categorie di impiegati \u2013 detto tra parentesi \u2013 cedono in uguale misura alla magia del divertimento grandioso. Un parlamentare informato sullo stato delle cose \u00e8 convinto che ci sia una precisa differenza fra i tecnici, ad esempio, e gli impiegati delle case di confezioni. Secondo l\u2019opinione che egli esprime parlando con me, in genere i primi sono piuttosto dei misantropi, un po\u2019 <em>d\u00e9mod\u00e9 <\/em>e poco preoccupati di fare un\u2019impressione mondana. Invece coloro che lavorano come agenti delle compere e venditori nel ramo confezioni e anche nei negozi di lusso hanno la comprensibile tendenza a&nbsp;permettersi essi stessi l\u2019eleganza di cui sono continuamente mediatori, e inoltre per i loro contatti con la clientela vivono volentieri di notte. \u201cEsiste uno stretto rapporto fra gli impiegati del ramo confezioni e gli artisti dei caff\u00e8-concerto \u2013 spiega il deputato \u2013. In effetti gli uni e gli altri hanno in comune la propriet\u00e0 di operare direttamente sul pubblico; mentre il tecnico d\u00e0 forma alla scorbutica materia voltando le spalle al pubblico. \u00c8 dunque perfettamente regolare il fatto che il milionesimo ospite dello Haus Vaterland sia stato precisamente un agente delle compere di un grande emporio di New York. Ha ricevuto, per i suoi meriti, una coppa d\u2019argento. Che i casermoni del piacere esercitino la loro forza d\u2019attrazione solo da poco, \u00e8 tutto fuorch\u00e9 un caso. Hanno preso il posto delle innumerevoli mescite degli anni dell\u2019inflazione, e sono venuti in auge subito dopo la stabilizzazione dell\u2019economia. Nello stesso momento in cui le aziende vengono razionalizzate, quei locali razionalizzano il piacere delle folle impiegatizie. Quando chiedo perch\u00e9 provvedano alla massa in quanto massa, un impiegato mi d\u00e0 l\u2019amara risposta: \u201cPerch\u00e9 la vita della gente \u00e8 stata troppo impoverita, perch\u00e9 essi riescano ancora a combinare qualcosa da soli\u201d. Che le cose stiano cos\u00ec o altrimenti: in questi locali la massa \u00e8 a casa propria; e non solo in considerazione dell\u2019utile economico dell\u2019imprenditore, ma anche per la sua inconfessata impotenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si riscalda l\u2019uno con l\u2019altro, ci si consola tutti insieme del fatto che non si possa sfuggire alla quantit\u00e0. L\u2019ambiente superbo rende meno gravoso il fatto di appartenerle. L\u2019ambiente \u00e8 particolarmente sontuoso nello Haus Vaterland, che incarna nel modo pi\u00f9 perfetto il tipo che viene approssimativamente realizzato anche nei grandi cinematografi e nei locali degli strati medi inferiori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo nucleo \u00e8 costituito da una specie di imponente atrio ricoperto di tappeti su cui gli ospiti dell\u2019Adlon potrebbero camminare senza sentirsi mortificati. \u00c8 un\u2019espressione esagerata dello stile della Neue Sachlichkeit, poich\u00e9 solo la massima modernit\u00e0 \u00e8 all\u2019altezza delle nostre masse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In nessun luogo il mistero della Neue Sachlichkeit potrebbe svelarsi pi\u00f9 apertamente di qui. Poich\u00e9 dietro lo pseudorigore dell\u2019architettura dell\u2019atrio ghigna Grinzing. Solo un passo in gi\u00f9, e si \u00e8 circondati dal pi\u00f9 rigoglioso sentimentalismo. Ma questa \u00e8 la caratteristica della Neue Sachlichkeit in generale, di essere una facciata che non nasconde nulla, che non emerge da una lotta con la profondit\u00e0, ma la simula. Allo stesso modo del rifiuto della vecchiaia, nasce dall\u2019orrore per il confronto con la morte. Il locale in cui viene gustato il vino dell\u2019annata offre una splendida vista sulla Vienna notturna. Il campanile di Santo Stefano si staglia pallido sul cielo stellato, e un tram internamente illuminato scivola sul ponte sul Danubio. In altre sale che confinano con la Neue Sachlichkeit scorre il Reno, brilla il Corno d\u2019oro, la bella Spagna si estende nel lontano Sud. La descrizione di tutte le bellezze offerte \u00e8 tanto pi\u00f9 superflua, in quanto non si potrebbe aggiungere o togliere neanche una parola alle insuperabili indicazioni del prospetto dello Haus Vaterland. Ad esempio vi si dice, a proposito del Lowenbr\u00e4u: \u201cPaesaggio bavarese: Zugspitze con Eibsee \u2013 vette alpine che rosseggiano al tramonto \u2013 ingresso e danza dei Bua\u2019m bavaresi \u2013 danze popolari bavaresi&#8230;\u201d; oppure, a proposito del bar Far West: \u201cPraterie intorno ai grandi laghi \u2013 Arizona \u2013 ranch \u2013 balli \u2013 canti e danze di cow-boys \u2013 jazz eseguito da negri e cowboys \u2013 pista da ballo elastica\u201d. La patria abbraccia tutto il globo terrestre. \u00c8 in rapporto con la monotonia che regna nelle aziende, il fatto che in tutti questi locali i panorami del secolo XIX tornino cos\u00ec in auge. Quanto pi\u00f9 la monotonia domina nel giorno feriale, tanto pi\u00f9 la sera di festa deve allontanare da esso \u2013 presupponendo che si debba stornare l\u2019attenzione dai retroscena del processo produttivo. Ma il contrattacco contro la macchina burocratica \u00e8 rappresentato precisamente dal mondo colorato e splendente. Non il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8, ma quale appare nelle canzoni di successo. Un mondo che fin nell\u2019ultimo angolo \u00e8 stato come pulito da un aspirapolvere, che ha&nbsp;eliminato tutta la polvere della vita quotidiana. La geografia degli asili per senzatetto \u00e8 nata dalla canzone di successo. Anche se dispone solo di una vaga conoscenza del luogo, di solito i panorami vi sono tuttavia esposti con esattezza; con una pedanteria che non \u00e8 superflua, poich\u00e9 nell\u2019epoca degli scambi e dei viaggi le ferie riconosciute dal contratto di lavoro consentono gi\u00e0 di controllare con i propri occhi certe localit\u00e0. \u00c8 vero che in queste ricostruzioni teatrali si tratta meno di lontananze reali che dei mondi di sogno e di fiaba in cui hanno preso corpo le illusioni. Il soggiorno fra queste pareti che significano il mondo pu\u00f2 essere definito come un viaggio collettivo per impiegati, destinazione paradiso. A questa definizione corrisponde con esattezza l\u2019ambiente del Moka Efti, le cui effusioni spaziali stanno di poco indietro rispetto a quelle dello Haus Vaterland. Una scala mobile, che tra le altre funzioni ha probabilmente anche quella di rappresentare in forma concreta la facile ascesa agli strati superiori, trasporta sempre nuove folle direttamente dalla strada nell\u2019Oriente, che \u00e8 indicato da colonne e dal recinto di un harem. Del resto il palazzo della fantasia assomiglia a un sogno a occhi aperti anche perch\u00e9 non \u00e8 costruito in modo molto solido: anzich\u00e9 sulle fondamenta di un capitale stabile e sicuro, sorge sulla base di un credito inglese a breve scadenza. Quass\u00f9 non si sta seduti, si viaggia. \u201cNon sporgersi!\u201d, sta scritto sui finestrini del treno, dai quali si vedono assolati paesaggi da cartolina illustrata. In realt\u00e0 si tratta di pannelli, e quella che appare come la perfetta imitazione del corridoio di un treno internazionale con vagoni letto non \u00e8 altro che un passaggio lungo e stretto che collega due sale maomettane. I fiotti di luce di cui parla lo scritto pubblicitario del grande magazzino contribuiscono dappertutto all\u2019effetto d\u2019insieme. Nel Resi assumono i colori pi\u00f9 vivaci e diversi, e sopraffanno il castello di Heidelberg con uno sfarzo cromatico di cui non sarebbe capace neanche il sole al tramonto. Fanno talmente parte delle propriet\u00e0 costitutive di questi locali, che non si pu\u00f2 fare a meno di pensare che durante il giorno i locali non esistano affatto. Ogni sera nascono una nuova volta. Ma la&nbsp;vera forza della luce \u00e8 la sua presenza. Toglie alla massa la sua figura abituale, le getta addosso un costume che la trasforma. Le sue forze misteriose trasformano l\u2019apparenza brillante in contenuto, la distrazione in ebbrezza. \u00c8 vero che non appena il cameriere spegne la luce subito ricompare la giornata di otto ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le forme di svago che sono in rapporto con le masse non organizzate degli impiegati, e anche e non meno tutti i movimenti di queste stesse masse, oggi hanno un carattere ambiguo. Hanno un secondo significato che spesso li allontana dalla loro destinazione originaria. Sotto la pressione della societ\u00e0 dominante diventano asili per senzatetto in senso metaforico. Oltre al loro primo scopo, vengono anche ad avere quello di relegare gli impiegati nel luogo desiderato dal ceto superiore, e di stornare la loro attenzione dai problemi critici, verso cui del resto non si pu\u00f2 dire che abbiano una forte inclinazione. Per quanto riguarda la produzione cinematografica attuale, in due saggi usciti sulla \u201cFrankfurter Zeitung\u201d, <em>Le piccole commesse vanno al cinema <\/em>e <em>Il film attuale e il suo pubblico<\/em>, ho dimostrato che quasi tutti i prodotti dell\u2019industria cinematografica giustificano il sussistente, in quanto distolgono l\u2019attenzione sia dalle sue aberrazioni che dalle sue basi; che contribuiscono a stordire la massa, con l\u2019artificiale splendore delle apparenti vette della societ\u00e0. Analogamente gli ipnotizzatori addormentano i loro soggetti con l\u2019aiuto di oggetti scintillanti. Lo stesso discorso vale per i giornali illustrati e la maggior parte delle riviste. Probabilmente un\u2019analisi pi\u00f9 precisa mostrerebbe che vi ricompaiono sempre gli stessi tipi di immagini, che sono come formule magiche che cerchino di precipitare per sempre nell\u2019abisso di un oblio senza immagini certi contenuti \u2013 quei contenuti che non sono inclusi nell\u2019edificio della nostra esistenza sociale, ma includono a loro volta questa esistenza. La fuga delle immagini \u00e8 la fuga dalla rivoluzione e dalla morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la magia delle immagini afferra le masse dall\u2019interno, cos\u00ec lo sport, l\u2019intera cultura fisica \u2013 che tra l\u2019altro ha portato all\u2019uso del weekend \u2013 \u00e8 una forma fondamentale della loro esistenza. Non c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019educazione sistematica del corpo adempie alla missione di creare il necessario contrappeso alle aumentate richieste dell\u2019economia moderna. Ma il problema \u00e8 se oggi l\u2019esercizio sportivo serva soltanto a questa educazione fisica certamente indispensabile. Se in ultima analisi oggi non si assegni allo sport un peso cos\u00ec importante nella gerarchia dei valori collettivi anche perch\u00e9 esso offre alle masse una possibilit\u00e0 di distrazione provvidenziale, e che esse utilizzano pienamente. Di distrazione nel senso decisivo del termine, e anche di lustro. Poich\u00e9 come celebrit\u00e0 sportive possono acquistare prestigio numerose persone che altrimenti resterebbero anonimi soldati semplici dell\u2019esercito degli impiegati. \u00c8 la stessa massa che ha bisogno dei campi sportivi. Se alcune grandi imprese non credessero di aver bisogno di proprie associazioni sportive, la societ\u00e0 nel suo complesso non avrebbe bisogno di pungolare lo zelo sportivo, per conservarsi. Un industriale perspicace parlando con me si lamenta che lo sport monopolizzi l\u2019interesse dei giovani. \u201cDicono che si vive una volta sola, quando io parlo del lavoro\u201d, aggiunge. Ma la vita naturale che si vive una volta sola pu\u00f2 essere cos\u00ec desiderabile soltanto se evita la conoscenza, se vuole evitare di prendere coscienza delle connessioni in cui \u00e8 situata. Spumeggiando, si disperde, e dove si vive una volta sola si vive poco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gi\u00e0 citato saggio di Lederer, <em>La nuova composizione del proletariato<\/em>, su questo punto certamente si sbaglia. \u201cLa diffusione dello sport&#8230; rende sicuri \u2013 scrive Lederer \u2013, risolve i complessi o non lascia nemmeno che si formino, e crea una preorganizzazione della massa in cui il singolo si inserisce attivamente, ha la sua funzione che svolge, nella quale una volont\u00e0 libera e comune unisce tutti&#8230; Si dovrebbe supporre che individui che nel loro mondo sanno il fatto loro, che lo&nbsp;dominano e controllano sempre meglio, che queste persone nella sfera della formazione pratica della vita sopporteranno durevolmente il destino che \u00e8 stato loro assegnato, senza cercare di trasformarlo?\u201d. Si deve quasi supporlo; tutto sommato, \u00e8 vero piuttosto il contrario di quello che afferma Lederer. La diffusione dello sport non risolve i complessi, ma tra l\u2019altro \u00e8 un fenomeno di rimozione in grande stile; non promuove la trasformazione dei rapporti sociali, ma nel complesso \u00e8 uno dei principali strumenti della spoliticizzazione. Ci\u00f2 non impedisce che nell\u2019esagerato incremento dello sport si riveli anche la rivoluzionaria aspirazione delle masse a un diritto naturale che potrebbe essere affermato contro i danni della civilt\u00e0. Non \u00e8 soltanto a causa dei molti laghi, che a Berlino \u00e8 cos\u00ec amato lo sport acquatico. Migliaia di giovani impiegati sognano di andare in canoa, e i M\u00fcller di cui si parla nella citata scorribanda dell\u2019\u201cUhu\u201d per amore della loro barca a vela hanno rinunciato a tutti gli altri divertimenti. \u201cLa barca \u00e8 appunto tutto per noi, \u00e8 anche il nostro viaggio estivo&#8230;\u201d. Il corpo nudo assurge a simbolo dell\u2019uomo emancipato dalle condizioni sociali dominanti, e all\u2019acqua viene attribuita la mitica forza che lava la sporcizia dell\u2019azienda. \u00c8 la pressione idraulica del sistema economico che sovraffolla le nostre piscine. Ma l\u2019acqua in realt\u00e0 pulisce soltanto il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al luna park ogni tanto viene eseguito, di sera, uno spettacolo di giochi d\u2019acqua illuminati dai bengala. Nell\u2019oscurit\u00e0 si levano continuamente nuovi fasci di raggi rossi, gialli, verdi. Quando tutto questo sfarzo \u00e8 finito, si constata che \u00e8 stato ottenuto con il povero intreccio di alcune cannelle. I giochi d\u2019acqua assomigliano alla vita di molti impiegati. Si salva dalla sua povert\u00e0 con la distrazione, si fa illuminare dai bengala e si dissolve nel vuoto notturno, immemore della propria origine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Testo contenuto in Siegfried Kracauer, <em>Gli impiegati<\/em>, con un saggio di Maurizio Guerri&nbsp;e una nota di Luciano Gallino, traduzione di Anna Solmi, Meltemi 2020, 160 pp., 14 \u20ac. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGli impiegati\u201d, capolavoro di Kracauer:<br \/>\nun\u2019allucinante e tetra premonizione<br \/>\ndel tracollo della classe media.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":55,"featured_media":3709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[79],"tags":[283,281],"coauthors":[1814],"class_list":["post-3706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmopolis","tag-maurizio-guerri","tag-siegfried-kracauer","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - 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