{"id":37049,"date":"2023-01-05T00:01:21","date_gmt":"2023-01-04T23:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=37049"},"modified":"2024-06-05T23:03:13","modified_gmt":"2024-06-05T21:03:13","slug":"tra-la-dolce-vita-e-una-vita-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2023\/01\/05\/tra-la-dolce-vita-e-una-vita-violenta\/","title":{"rendered":"Tra la dolce vita e una vita violenta","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Fino al prossimo 26 febbraio, il Mattatoio ospita la mostra fotografica <em>William Klein ROMA Plinio De Martiis<\/em>, un progetto espositivo a cura di Daniela Lancioni e Alessandra Mauro, promosso da Roma Culture e organizzato da Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di Contrasto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo pone al centro il punto d\u2019incontro e di continuit\u00e0 (ma anche di separazione) tra i due artisti: Roma. Non una Roma da cartolina, n\u00e9 da catalogo o da set, perch\u00e9 Roma non si \u00e8 mai fatta fondale e quando appare sulla pellicola lo fa da protagonista. Le oltre 60 fotografie \u2013 tutte in bianco e nero \u2013 ci accompagnano per le strade della citt\u00e0, attraverso un percorso umano, oltre che artistico, che si nutre della curiosit\u00e0 per la Roma di Cinecitt\u00e0 e il suo immaginario iconico, ma anche del coraggio di esplorare la marginalit\u00e0 come orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scomparso 94enne lo scorso 10 settembre, maestro della <em>street photography<\/em> e della fotografia di moda, William Klein arriva a Roma giovanissimo, nel 1956, con la prospettiva di collaborare come assistente con Federico Fellini sul set delle<em> Notti di Cabiria<\/em>. Ma niente va secondo i piani: l\u2019entourage di Fellini \u00e8 overbooked, i soldi mancano, i produttori latitano e il film viene rimandato. Poco male, perch\u00e9 sar\u00e0 proprio questo stallo a tracciare i sentieri incrociati dell\u2019incontro tra Klein e la capitale. \u00abE io mi ritrovai a pensare: va bene, ho fatto un libro su New York, allora perch\u00e9 non farne uno anche su Roma?\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37081 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"594\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg?resize=900%2C594&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37081\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg?resize=300%2C198&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg?resize=768%2C507&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ed-3-2-1.jpg?resize=480%2C317&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Semaforo rosso a piazzale Flaminio, Roma, 1956 <\/em>\u00a9 foto William Klein<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme a Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Giangiacomo Feltrinelli e allo stesso Fellini fa il giro delle pi\u00f9 belle piazze della Citt\u00e0, in mezzo al traffico di motorini che scorre immemore del suo passato imperiale. Percorre le periferie e raggiunge le spiagge di Ostia immerse nel solleone, dove i sorrisi aperti e gli sguardi scuri di giovani abbronzatissimi sembrano giurare che la guerra ormai \u00e8 una cosa da potersi lasciare alle spalle. Le donne sono le matrone sedute a Piazza Santa Maria in Trastevere, opulente e fiere, come la tradizione che passando dalle loro mani dosa perfettamente gli ingredienti per soffritti raffinatissimi. Sono le fanciulle in fiore che marciano sui sampietrini, i capelli mossi e i nasi dritti. Sono quella che potrebbe essere la nonna di tutti: piena di grazia, nonostante il peso di una grossa cesta che tiene in equilibrio sulla testa, con un portamento e una maestria che non si sono mai visti su una passerella. Sono queste madonne tristi dall\u2019aria greve e verace, fiere e dolenti in bilico su una Vespa. Le romane davanti all\u2019obiettivo di Klein \u2013 che non fa niente per passare inosservato \u2013 sono contegnose e fresche, solenni e sfolgoranti, austere, scomposte, vivissime. Gli uomini hanno sempre un che di scarmigliato, anche quando, ben pettinati, si fasciano nei loro completi; o di meditabondo, anche quando quella leggerezza ironica, tutta romana, d\u2019affrontare le ostilit\u00e0 e le incertezze si esibisce in una smorfia o un\u2019occhiata volpina. La narrazione fotografica di Klein \u00e8 la sublimazione del fatto che la tecnica \u00e8 solo una componente, tra simmetria e composizione, irrompe ci\u00f2 che \u00e8 atteso, ma imprevisto, come un bambino che si slancia per colpire il pallone.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37053 lazyload\" width=\"640\" height=\"834\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1-2.jpg?resize=640%2C834&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37053\" width=\"640\" height=\"834\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1-2.jpg?w=761&amp;ssl=1 761w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1-2.jpg?resize=230%2C300&amp;ssl=1 230w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1-2.jpg?resize=480%2C626&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>In Vespa<\/em>, <em>Roma, 1956<\/em> \u00a9 foto William Klein<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte queste fotografie sono una selezione degli scatti pi\u00f9 rappresentativi del libro <em>Rome + Klein<\/em>, pubblicato nel 1959 con i testi di Pier Paolo Pasolini e riedito da Contrasto nel 2009 in un\u2019edizione ingrandita a cura dello stesso Klein. Eppure fra le due \u00e8 forse la Roma di De Martiis quella pi\u00f9 pasoliniana. Queste foto sono parte di una consistente raccolta risalente ai primi anni Cinquanta e donata dalle eredi, le figlie Caterina e Paola De Martiis, alla Fondazione Gramsci di Roma.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione\ufffd20Grams-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37059 lazyload\" width=\"675\" height=\"675\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?resize=675%2C675&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37059\" width=\"675\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams-2.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Plinio De Martiis &#8211; Collezione Fondazione Gramsci onlus \u00a9 Eredi Plinio De Martiis<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggendario come gallerista \u2013 porta in Italia gli americani dell\u2019Action Painting e della Pop Art \u2013 e poco conosciuto come fotografo, Plinio De Martiis d\u00e0 alla sua ricerca una decisa connotazione politica. Nel 1952 fonda, insieme a Caio Mario Garrubba, Franco Pinna e Nicola Sansone, il Collettivo Fotografi Associati, che sar\u00e0 operativo solo per un anno. I soci erano legati dalla comune militanza nel partito comunista e a quegli ideali s\u2019ispiravano non solo per la scelta dei contenuti politici e sociali della loro ricerca, ma anche per la gestione stessa del Collettivo in forma cooperativa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37064 lazyload\" width=\"633\" height=\"744\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg?resize=633%2C744&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37064\" width=\"633\" height=\"744\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg?w=844&amp;ssl=1 844w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg?resize=255%2C300&amp;ssl=1 255w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg?resize=768%2C903&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2-2.jpg?resize=480%2C564&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Commemorazione di una giovane donna morta<\/em>, <em>Roma, 1956<\/em>&nbsp;| \u00a9 foto William Klein<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli anni scatta tra le borgate e le baracche del centro storico, a Tor di Nona, via dei Cappellari o Borgo Pio ed \u00e8 il primo a spingersi fin l\u00ec per documentare come vive la gente. Queste immagini hanno la qualit\u00e0 del fotoreportage sociale; vediamo i poveri, gli sfollati, gli stracciaroli, i macellai del Mattatoio, i pendolari sulla linea circolare del tram, pensosi e stanchi di una stanchezza opaca a cui ci si arrende, e il riposo \u00e8 una cosa dolce, anche sdraiati sulla cresta di rifiuti di una discarica. L\u2019intento di De Martiis, sia chiaro, non \u00e8 quello di romanticizzare la marginalit\u00e0, eppure una certa leggerezza appare in queste immagini: quella dei panni stesi, quasi un tema all\u2019interno di questa serie. Niente di pi\u00f9 ordinario, eppure in questa biancheria possiamo leggere un\u2019elegia della dignit\u00e0 e di ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto ci ricorda casa, perch\u00e9 \u00e8 una bandiera piantata a segnalare e rivendicare la presenza. \u201cQui ci abitano\u201d: \u00e8 quello che qualunque passante pensa quando vede un filo col bucato appeso ad asciugare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione\ufffd20Grams.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37084 lazyload\" width=\"675\" height=\"675\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?resize=675%2C675&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-37084\" width=\"675\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Plinio-De-Martiis_20Fondazione%EF%BF%BD20Grams.jpg?resize=480%2C480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Plinio De Martiis &#8211; Collezione Fondazione Gramsci onlus \u00a9 Eredi Plinio De Martiis<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra <em>La dolce vita<\/em> e <em>Una vita violenta<\/em>, \u00e8 questa la Roma in cui un romano pu\u00f2 riconoscersi. Alla fine di questa sequenza di scatti e d\u2019idee, di storie e di sguardi, si chiude un cerchio o forse si apre: una riflessione sul centro e sui centri, sulle periferie, sul mito e sulla quotidianit\u00e0 della Roma di oggi, ancora tanto ricca e tanto sporca. La Roma dei Papi, degli attori e dei palazzinari, Klein e De Martiis ce la raccontano tutta, ne guastano la magnificenza e ne magnificano gli elementi minimi. Proprio perch\u00e9 tra gli scarti e le rovine, tra gli stracci e gli acquedotti, troviamo non ci\u00f2 che \u00e8 inutile, ma ci\u00f2 che resiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><a href=\"https:\/\/www.mattatoioroma.it\/mostra\/klein-roma-de-martiis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">William Klein ROMA Plinio De Martiis<\/a><\/em><br>a cura di Daniela Lancioni e Alessandra Mauro<br>Roma, MACRO Pelanda, padiglione 9 A<br><em>Fino al 26 febbraio 2023<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: <\/em>Capellona + Tram, Roma, 1956<em> \u00a9 foto William Klein <\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al prossimo 26 febbraio, il Mattatoio ospita la mostra fotografica &#8220;William Klein ROMA Plinio De Martiis&#8221;. 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