{"id":33902,"date":"2022-09-26T00:01:36","date_gmt":"2022-09-25T22:01:36","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=33902"},"modified":"2024-06-06T22:37:25","modified_gmt":"2024-06-06T20:37:25","slug":"peter-handke-al-ritmo-delladesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/","title":{"rendered":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><em>Il segreto della vita? Un fenomeno ritmico<\/em><br>Peter Handke<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEgli pu\u00f2 restare libero soltanto pensando inutilmente\u00bb, scrive Elias Canetti in un appunto del 1947 a proposito dell\u2019\u00abuomo che crea\u00bb. Il quale cade spesso vittima della sua esattezza, dice, \u00e8 sempre insediato dal veleno della continuazione, che irretisce il suo pensiero. In quegli anni Canetti \u00e8 alle prese con la stesura di <em>Massa e potere<\/em>. Il lavoro di documentazione e classificazione \u00e8 colossale, e lo costringe a rinunciare alla scrittura letteraria. Ma dopo un po\u2019 non ce la fa pi\u00f9 e decide di dedicare un paio di ore al giorno a \u201cpensare inutilmente\u201d, in piena libert\u00e0, a pensare e scrivere per godere del piacere di divagare, senza vincoli di coerenza e di forma. \u00c8 il 1942 quando inizia, e continua per decenni riempiendo migliaia e migliaia di pagine di appunti, da cui poi trarr\u00e0 alcuni splendidi volumi di annotazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche un altro premio Nobel per la letteratura, Peter Handke, sceglie l\u2019annotazione quotidiana come spazio di esperienza di un senso dell\u2019inutile che \u00e8 liberatorio, che produce energia, vitalit\u00e0 della percezione, apertura verso ci\u00f2 che resta impensato quando la scrittura segue dei disegni gi\u00e0 stabiliti. Handke aveva preso appunti anche prima, ma sempre finalizzati ai suoi progetti letterari; la loro formulazione e persino le percezioni che questa cercava di catturare erano predeterminate dal loro scopo, spiega l\u2019autore nella fondamentale prefazione al <em>Peso del mondo<\/em>. Tutto ci\u00f2 che non sembrava poter servire per il progetto letterario in corso cadeva nell\u2019oblio, anzi al di fuori della percezione stessa. \u00c8 una \u00abperdita\u00bb continua. Contro di essa, a partire dai primi anni Settanta, Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33914 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"669\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg?resize=1024%2C669&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33914\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg?resize=768%2C502&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024.jpeg?resize=480%2C314&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Centinaia sono i taccuini che Handke ha cos\u00ec riempito nel corso dei decenni e che ora sono conservati per lo pi\u00f9 nell\u2019archivio letterario di Marbach e nella Biblioteca nazionale di Vienna. Sono tutti di formato tascabile, perch\u00e9 Handke prende i suoi appunti \u2013 in forma di frasi e, come vedremo, di disegni \u2013 sempre <em>on the road<\/em>, camminando, in autobus, nei boschi, nei bar, con biro, matite e pennarelli di vari colori. Talvolta le pagine sono indurite dall\u2019umidit\u00e0 e dalla pioggia, le copertine consumate, coperte di scritte, di disegni. Pressati tra le pagine si possono trovare fiori, foglie, piume d\u2019uccello, funghi, o anche ritagli di giornale. Ma questi taccuini non hanno nulla dell\u2019archivio, sono piuttosto tracce di una performance, di un esercizio di sensibilit\u00e0 e di attenzione, di un\u2019attenzione che lavora a distrarsi da ci\u00f2 che abitualmente la tiene occupata. Nel corso degli anni Handke ha tratto da questi taccuini nove suggestivi volumi di annotazioni, dal gi\u00e0 citato <em>Il peso del mondo <\/em>(<em>Das Gewicht der Welt<\/em>, 1977) a <em><a href=\"https:\/\/www.settecolori.it\/prodotto\/di-notte-davanti-alla-parete-con-lombra-degli-alberi-peter-handke\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Di notte, davanti alla parete con l\u2019ombra degli alberi. Segni e presagi della periferia 2007-2015<\/a><\/em> (<em>Vor der Baumschattenwand nachts. Zeichen und Anfl\u00fcge der Peripherie 2007-2015,<\/em> 2016) che ora le Edizioni Settecolori propongono nella splendida traduzione italiana di Alessandra Iadicicco e con una sua indispensabile postfazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gli altri volumi di annotazioni composti da Handke, anche questo richiama la forma del diario senza essere diario, gioacch\u00e9 non ci sono confessioni, non c\u2019\u00e8 nulla di intimo, nulla sulla vita privata dell\u2019autore, nessun commento a avvenimenti politici o incontri professionali, nessun ragionamento o flusso di coscienza. Il libro si legge piuttosto come una raccolta di frammenti: frammenti di aforismi, di componimenti poetici, di scene. Un aforisma \u00e8 l\u2019espressione concisa di un\u2019esperienza o di un pensiero, spesso nato per associazione. Qui l\u2019espressione non si compie, anzi viene elusa. Si registra soltanto il riflesso linguistico di un accadimento della coscienza; si vuole cogliere il divenir linguaggio della percezione nella sua immediatezza, il momento del farsi linguaggio di una sensazione. Accanto a queste istantenee poetiche troviamo poi anche altro, per esempio esercizi di formulazione volti a saggiare gli effetti di una congiunzione oppure a trovare i verbi evocativamente efficaci per certi sostantivi. Abbiamo sempre l\u2019impressione di trovarci di fronte a particolari esiliati dal loro disegno d\u2019origine, immobilizzati in una luce particolare, un\u2019aura continuamente riprodotta. Il mondo si manifesta come una sequenza di particelle sospese, trattenute da uno sguardo di superficie. Ma cos\u2019\u00e8 la profondit\u00e0 se non il prodotto di una prospettiva teorica che collega gli eventi della superficie fenomenica? Handke confida invece nella capacit\u00e0 della poesia di \u00absciogliere i concetti\u00bb e farci cos\u00ec guardare oltre quel che sappiamo, attivando le potenze del futuro. Perci\u00f2 \u2013 come scrive in <em>Storia della matita<\/em> \u2013 prima di cominciare a scrivere, si impone di \u00abaspettare fino a che il senso del presagio diventi pi\u00f9 forte di quello che si sa\u00bb. Anche al lettore chiede di saper aspettare, e sapersi fermare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora Canetti. In una lettera a Annette Gersbach del 16 settembre 1987, riferendosi al suo volume di annotazioni <em>Il cuore segreto dell\u2019orologio<\/em>, pubblicato in quell\u2019anno, scrive: \u00abSarebbe terribile, sarebbe insensato, se lo si leggesse tutto in una volta. Alcuni ci provano e sono irritati dal fatto che non ci riescono\u00bb. \u00c8 un effetto voluto: \u00abL\u2019autore non cerca la concentrazione per <em>facilitare<\/em> la lettura\u00bb, scrive ancora. \u00abAl contrario, desidera <em>costringere<\/em> il lettore a soffermarsi\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/10_MarbachHandke.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33916 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"703\" height=\"491\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/10_MarbachHandke.jpeg?resize=703%2C491&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33916\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/10_MarbachHandke.jpeg?w=703&amp;ssl=1 703w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/10_MarbachHandke.jpeg?resize=300%2C210&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/10_MarbachHandke.jpeg?resize=480%2C335&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il lettore dei <em>Journale<\/em> di Handke fa quest\u2019esperienza di una lettura che non pu\u00f2 procedere spedita, che \u00e8 costretta continuamente all\u2019interruzione. Gli appunti scorrono discontinui, lampeggianti, richiamando continuamente il fantasma dell\u2019incomunicabile, frustando le nostre aspettative di un senso legato alla coerenza. Al lettore chiedono di non guardare alla sequenza, ma alle costellazioni di idee, temi e figure retoriche, ai motivi ricorrenti, alle struttura ricorsive. Ma soprattutto chiedono di soffermarsi sulle frasi, per poi alzare verso il mondo un altro sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piacere pi\u00f9 grande un testo ce lo procura quando ci induce ad alzare la testa e a sentire qualcosa che non abbiamo mai sentito, non in quel modo, diceva Roland Barthes nel <em>Piacere del testo<\/em>. \u00abI libri migliori\u00bb, scrive Handke nella <em>Storia della matita<\/em>, \u00absono quelli che spingono continuamente a fermarsi, ad alzare gli occhi, a guardarsi intorno, a respirare profondamente\u00bb. Che cosa vedo quando il mio sguardo si alza \u00abgrazie a\u00bb una \u00ablettura reale-vera\u00bb? si chiede Handke nel suo ultimo libro di annotazioni. \u00abVedo l\u2019esistenza in forma di\u2026 per esempio, adesso, nella forma del cedro davanti alla finestra, della scala con un piolo sbilenco, dei frutti anneriti dal gelo sul melo spoglio\u00bb. \u00c8 questa percezione epifanica delle forme anche minime, anzi soprattutto minime dell\u2019esistenza, del loro imprescutabile divenire, che Handke cerca attraverso la lettura e la scrittura (e \u2013 come vedremo \u2013 anche attraverso il disegno). \u00abNell\u2019attimo della percezione della forma, nell\u2019attimo in cui la colgo, la afferro, la comprendo, anche \u201csolo\u201d la forma della maniglia arruginita di una porta insieme alla sua ombra nel sole, sono vicino al mistero\u00bb, leggiamo ancora in <em>Vor der Baumschattenwand nachts.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dente-di-leone.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33918 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"689\" height=\"670\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dente-di-leone.jpeg?resize=689%2C670&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33918\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dente-di-leone.jpeg?w=689&amp;ssl=1 689w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dente-di-leone.jpeg?resize=300%2C292&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/dente-di-leone.jpeg?resize=480%2C467&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 689px) 100vw, 689px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Handke insegue questo mistero minore delle cose. Cerca lo stato della percezione in cui le cose si sottraggono alla comprensione, e perci\u00f2 il pensiero e l\u2019immaginazione si mettono in movimento, e soddisfatto pu\u00f2 essere il suo desiderio \u2013 assolutamente romantico \u2013 di \u00abarrivare cos\u00ec lontano da poter andare ancora oltre\u00bb. Anche con la scrittura vorrebbe rappresentare e produrre un effetto simile: affindandosi all\u2019indugio, al differimento incessante, al rallentamento. Soprattutto a quest\u2019ultimo. Sente di essere diventato pienamente scrittore dopo la scoperta della lentezza \u2013 un\u2019\u00abilluminazione\u00bb la definisce \u2013 e della scrittura come una pratica di rallentamento: e \u00abil rallentamento \u00e8 un dispiegamento\u00bb, scrive nella <em>Storia della matita<\/em>. La lentezza \u2013 come dice in un\u2019intervista \u2013 diventa per lui un \u00abprincipio di vita e di scrittura\u00bb dalla fine degli anni Settanta. Negli stessi anni \u2013 e non \u00e8 certo un caso \u2013 la matita diventa il suo strumento di scrittura privilegiato, con cui scriver\u00e0 tutte le sue opere in prosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Persino Robert Walser ricopiava poi a penna i testi che scriveva a matita nella sua grafia minutissima. Handke no, li consegna all\u2019editore in forma di manoscritto, senza averle ribattute a macchina, n\u00e9 tantomeno al computer, che si \u00e8 sempre ben guardato dall\u2019utilizzare. Walser, a un certo punto della sua vita, opta per la matita, perch\u00e9 \u2013 come scrive una volta \u2013 lo fa lavorare in modo \u00abpi\u00f9 trasognato, tranquillo, confortevole, meditabondo\u00bb. Qualcosa di simile vale anche per Handke: la matita per lui \u00e8 uno strumento con cui \u00abci si lascia andare\u00bb, come dice in un\u2019intervista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un tema cruciale in <em>Vor der Baumschattenwand nachts<\/em>: il lasciarsi andare, il lasciare essere i fenomeni e lasciarsi attraversare dai loro riflessi come metodo di scrittura, di ricerca, di scoperta.&nbsp; \u00abLascia e divieni!\u00bb, recita l\u2019invito dello scrittore anche a s\u00e9 stesso. Il lasciare andare \u00e8 un modo per fare spazio al divenire altro dei fenomeni da come li percepiamo attraverso le categorie con cui tendiamo di trattenerli e controllarli: \u00ab\u2026 e finch\u00e9 non avrai questo \u201cLascia!\u201d-e-\u201cDivieni!\u201d resterai solo un ospite cupo sulla terra scura\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33921 lazyload\" width=\"660\" height=\"590\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg?resize=660%2C590&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33921\" width=\"660\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg?w=816&amp;ssl=1 816w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg?resize=300%2C268&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg?resize=768%2C687&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/20170831_115851-816x730-1.jpeg?resize=480%2C429&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In appunti come questo traluce qualcosa di quella sfera interiore che lo scrittore si sforza di tener fuori dalle sue annotazioni, come quando scrive: \u00abCicatrici dell\u2019infanzia, compagne attraverso i decenni\u00bb; oppure a rivelare uno struggente desiderio del padre: \u00abNei giorni di sole, in mezzo alla natura: ancora una volta, e sempre pi\u00f9 spesso, il grido \u201cpap\u00e0!\u201d\u00bb. Sono momenti rari, lampi improvvisi, che nei modi di un lapsus rivelano umori neri, dolori e terrori antichi e mai passati. L\u2019esercizio dell\u2019abbandono, del lasciar e lasciarsi andare, \u00e8 volto contro questi fantasmi; \u00e8 mosso dal desiderio di uno stato contemplativo che protegga dall\u2019assedio della malinconia (\u00ab\u201cIn che Paese vorresti vivere?\u201d \u2013 \u201cNel Paese della contemplazione\u201d\u00bb). Se la malinconia \u00e8 lo stato di assenza di ogni risonanza con ci\u00f2 che ci circonda (\u00abMalinconia: niente ti risponde\u00bb), la contemplazione \u00e8 una musica dello sguardo e del corpo che sente e si accorda: \u00abScivolare nella contemplazione significa pervenire a un vibrare, a un vibrare insieme, a un risuonare senza suoni\u00bb. \u00c8 una musica inutile, senza scopo, senza utilit\u00e0, e proprio per questo profondamente liberatoria. \u00abQuando (dove) prendo coscienza dell\u2019inutilit\u00e0 mi si accosta una specie di gioia \u2013 gioia come efflusso di libert\u00e0\u00bb, recita un appunto. L\u2019arte \u00e8 rivelazione di questa inutilit\u00e0 \u2013 e insensatezza, e assenza di scopo \u2013 che produce vitalit\u00e0, energia, voglia di fare, gioia che rende capace di gioire \u00abanche del puro, del bianco starsene l\u00ec della tignosa verdognola, un fungo velenoso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica di questa mistica laica il disegno assume un ruolo molto particolare. Fu una sorpresa per molti quando nell\u2019agosto 2017 la Galerie Friese di Berlino inaugur\u00f2 una mostra di disegni dello scrittore, fino allora noto soltanto per la sua vastissima opera letteraria, premiata due anni dopo con il Nobel. Pochi sapevano che Handke disegnava da decenni, nei piccoli taccuini che porta con s\u00e9 ovunque, riempendoli di annotazioni che dalla met\u00e0 degli anni Settanta si intrecciano, si sovrappongono, si contendono la pagina con disegni di vario genere e complessit\u00e0, disegni di oggetti, animali, frutti o fiori, scorci di paesaggi, atmosfere. La mostra di Berlino ne presenta 103, eseguiti con biro, matite e pennarelli colorati. Nel 2019 l\u2019editore Schrimer\/Mosel di Monaco ne ha poi raccolto le eleganti riproduzioni in un volume introdotto da un saggio di Giorgio Agamben e intitolato semplicemente <em>Zeichnungen<\/em>, che nel 2020 \u00e8 stato proposto in italiano da Jaka Book.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel libro, come nell\u2019esposizione che esso documenta, i disegni subiscono un gesto di astrazione: sono esiliati dalla scrittura che nel loro contesto originario li assedia, spesso li squarcia, li incornicia o li perfora. <em>Di notte, davanti alla parete con l\u2019ombra degli alberi<\/em> ripropone grandissima parte delle pagine dei taccuini che contengono i disegni esposti a Berlino. Ovviamente la stampa non pu\u00f2 restituire l\u2019effetto di un disegno che nasce quasi come prolungamento della scrittura e di una scrittura che lo accerchia, lo invade, ma allo stesso gli fa spazio e lo rende possibile. Sono uno spettacolo visivo le pagine di questi taccuini: nessun disegno sta isolato; c\u2019\u00e8 sempre qualcosa scritto sotto, accanto, intorno; la scrittura cambia continuamente colore e sembra evadere le sue valenze sematiche per acquisire una consistenza essenzialmente visuale, per apparire essa stessa come un disegno di cui non si conosce il significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli appunti di Handke sono disegni di parole. E i suoi disegni sono appunti presi con lo sguardo, come suggerisce Agamben, ma solo dopo che esso ha raggiunto uno stato estremo di estenuazione: \u00abPer il troppo (stare a) guardare non capire pi\u00f9 nulla. Guardo tanto a lungo che non capisco pi\u00f9 niente (l\u2019ideale)\u00bb, annota Handke. Allora tutti gli eventi \u2013 per esempio delle mamme che giocano al parco con i loro bambini \u2013 possono apparire come \u00abstrani geroglifici\u00bb. Questo desiderio di enigmaticizzazione dei fenomeni non implica la rinuncia all\u2019attivit\u00e0 del decifrare, ma soltanto alla sua finalizzazione: \u00abDecifrare, decifrare, s\u00ec! Ma senza una decifrazione alla fine, senza la decifrazione come fine, come conclusione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disegno \u00e8 per Handke un modo per praticare questo decifrare senza scopo e senza intenzione. \u00c8 il medium \u2013 e il prodotto \u2013 di uno sguardo \u00abche nulla significa, solo comprende\u00bb, di uno sguardo, cio\u00e8, che prende dentro di s\u00e9 una sensazione, senza trasformarla in un giudizio. E sottratte alla cattura del giudizio, che riporta ci\u00f2 che di esse percepiamo a quel che ci \u00e8 gi\u00e0 noto, le cose possono cos\u00ec risplendere in una loro, enigmatica bellezza, che ha la capacit\u00e0 di mettere in moto lo spirito, di spingere altrove l\u2019attivit\u00e0 di decifrazione: \u00abse non mi sento in procinto di partire\u00bb, leggiamo, \u00abse non vivo il sogno di una possibile umanit\u00e0 che sta per partire, allora la scrittura poetica, la scrittura che fa progetti, non ha alcun senso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il protagonista di <em>Lento ritorno a casa<\/em>, il geologo Valentin Sorger, preferisce \u00abil disegno alla fotografia, perch\u00e9 solo disegnando il paesaggio gli diveniva comprensibile in tutte le sue forme; e ogni volta si sorprendeva della quantit\u00e0 di forme che si rivelavano, perfino su una terra a prima vista monotona e desolata\u00bb. Sorger si sforza di disegnare \u00ablinea per linea\u00bb, \u00absenza le schematizzazioni e le omissioni diventate abituali nella sua scienza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa capacit\u00e0 di eludere i codici linguistici e percettivi correnti \u00e8 ci\u00f2 che sin dai suoi inizi Handke ha indicato come caratteristica costitutiva dello sguardo poetico. Le sue annotazioni sono alla continua ricerca di questi momenti della percezione in cui le forme non sono ancora diventate segni e sono colte in uno spazio prelinguistico che per\u00f2, in qualche modo, \u00e8 gi\u00e0 parte del linguaggio: \u00abIl linguaggio\u00bb, scrive Handke, \u00abnon \u00e8 sin dal principio linguaggio\u00bb. Da questo oltre il linguaggio interno al linguaggio egli vede scaturire un sentimento di vita \u00abaggiuntivo\u00bb generato dal senso di una presenza percepibile solo nella sua irrimedibile mancanza: \u00abDeve esserci qualcosa che non c\u2019\u00e8. Deve? Deve\u00bb, scrive ancora Handke e come tutte le altre volte lascia l\u2019annotazione senza un punto finale, conclusivo. La mancanza \u00e8 ci\u00f2 che lascia la percezione incompleta ma aperta, ci\u00f2 che la spinge oltre s\u00e9 stessa, verso i suoi mancamenti: \u00abSegni: sento quello che manca e quel che non c\u2019\u00e8\u00bb. Le annotazioni di Handke sembrano spesso essere questo: una raccolta di segni di un aldil\u00e0 inesistente alla cui presenza la poesia pu\u00f2 ancora credere. \u00abIl regno di Dio \u00e8 vicino\u00bb: \u00e8 una frase che \u00abvale ancora adesso\u00bb, scrive Handke, anche se in un modo diverso da come abbiamo finora immaginato. \u00ab\u00c8 vero, esiste solo questo mondo. Ma di tanto in tanto esso \u00e8 (diventa) quello\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019altro mondo, che i disegni e le annotazioni di Handke tentano di catturare, non rimanda per\u00f2 a un tempo divino, quanto piuttosto \u2013 come ha suggerito Giorgio Agamben \u2013 a un tempo \u201cpreistorico\u201d che accompagna il tempo storico e lo elude, che riguarda il \u00abpunto di insorgenza\u00bb dei fenomeni: \u00abNel punto in cui appaiono, anonime e immotivate\u00bb, scrive Agamben, \u00able cose e le impressioni interrompono ogni contesto e ogni discorso. Sono come esclamazioni o interiezioni in un\u2019altra lingua, anzi, in dialetto. Senza grammatica e senza storia\u00bb. Senza intenzione comunicativa, inconsapevole, una lingua che viene prima della creazione, addirittura \u00abprima di Dio\u00bb, dice Handke: \u00abNel mio soliloquio involontario mormora, bisbiglia, farfuglia \u2013 a volte \u2013 il prima di Dio, che non tempo \u00e8 ed era, venne e viene, esiste ed esist\u00e9 prima di Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33923 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"808\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg?resize=1024%2C808&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33923\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg?resize=300%2C237&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg?resize=768%2C606&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1024-pixel.jpeg?resize=480%2C379&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Handke evoca \u2013 e celebra \u2013 questo tempo anche con un altro nome: lo chiama l\u2019\u00abadesso\u00bb. Il tempo delle sue annotazioni non \u00e8 quello la memoria che conserva: \u00abNon si tratta di memorizzare un\u2019esperienza, per dopo\u00bb, ma di godere e celebrare \u00abil \u201cnunc stans\u201d (l\u2019adesso che interrompe, osserva, ferma)\u00bb. Ma nell\u2019indurre un arresto, questo \u201cnunc stans\u201d, appunto perch\u00e9 non \u00e8 limitato da niente, da nessun contenuto della coscienza, poi subito spinge oltre, spinge ad abbracciare il mondo, e creare qualcos\u2019altro: \u00abInvece di \u201csentimento della creazione\u201d di\u2019 anche \u00abimpulso ad abbracciare\u00bb, annota Handke. Prendere appunti \u2013 in forma di scrittura o di disegni \u2013 significa per lui accogliere i riflessi di questa trascendenza dell\u2019<em>hic et nunc<\/em>: \u00abL\u2019Altro Mondo, l\u2019Altro Tempo, quello \u201cdell\u2019al di l\u00e0\u201d, \u00e8 adesso, adesso, ed \u00e8 qui, \u00e8 qui\u00bb. \u00c8 nel puro accadere dei fenomeni colti al di l\u00e0 di ogni discorso o di ogni racconto: \u00abEsempio e \/ o modello del presente, dell\u2019adesso: la trama dell\u2019ombra delle coste dello schienale della sedia nella camicia che vi \u00e8 appesa sopra, al sole, fluttuando e sventagliando nel vento e nel sole, adesso e adesso e adesso\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246-761x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33925 lazyload\" width=\"586\" height=\"789\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246-761x1024.jpg?resize=586%2C789&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-33925\" width=\"586\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246.jpg?resize=761%2C1024&amp;ssl=1 761w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246.jpg?resize=223%2C300&amp;ssl=1 223w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246.jpg?resize=768%2C1033&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246.jpg?resize=480%2C646&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Abb.-7-Eisnadeln-e1663756621246.jpg?w=1131&amp;ssl=1 1131w\" sizes=\"auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Handke non ha mai insistito sulle potenzialit\u00e0 politiche di questa mistica della scrittura e del disegno. Avrebbe dovuto piegarla al linguaggio della comunicazione culturale che vede sempre pi\u00f9 governata dal bisogno di riconoscimento, dal desiderio di essere visti, ascoltati, riconosciuti (\u00abTutti quelli che sospirano e gemono vogliono che si chieda di loro, vogliono che si tramandi di loro, vogliono essere registrati\u00bb). A questa tendenza del nostro tempo, Handke oppone un esodo nell\u2019oblio e nell\u2019anonimato: \u00abQualcuno ha chiesto di me?\u00bb \u2013 \u00abNessuno\u00bb. &#8211; \u00abFantastico!\u00bb, recita un appunto. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019oblio qui non significa rinuncia, ma liberazione (\u00abColui che \u00e8 quasi dimenticato, con la sua voce tranquilla pu\u00f2 gridare: \u201cLibert\u00e0!\u201d\u00bb), emancipazione dal bisogno di affermare e perpetuare la propria presenza, acquisizione di uno sguardo capace di contemplare la vita \u00abcome se io non fossi mai esistito\u00bb. L\u2019esperienza della bellezza \u00e8 legata per Handke a questo dileguarsi nel mondo per cogliere le cose che nulla sanno di noi: \u00abScrivano, resta inosservato, sparisci tra il giallo dei denti di leone lungo il marciapiede. Cammina su una strada laterale, e poi su un\u2019altra, e su un\u2019altra ancora\u00bb, recita l\u2019invito di Handke. \u00c8 questo per lui il luogo della bellezza: \u00abAh, bellezza in disparte!\u00bb. La scrittura si sposta ai margini, esercita una parola marginale, che rifugge la parola assertiva, la parola che impone un giudizio, un\u2019opinione, un punto di vista. La letteratura, invece, non ha nulla da asserire: \u00abLetteratura, scrittura: \u201cDi\u2019 quello che hai da dire\u201d? No, ritma ci\u00f2 che hai da ritmare\u00bb, recita un altro, splendido appunto di Handke. Ovviamente anche il disegno non dovrebbe dire, ma ritmare. Anche il suo segreto riguarda una musica senza perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Peter Handke<br><em><a href=\"https:\/\/www.settecolori.it\/prodotto\/di-notte-davanti-alla-parete-con-lombra-degli-alberi-peter-handke\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Di notte, davanti alla parete con l\u2019ombra degli alberi. Segni e presagi della periferia 2007-2015<\/a><\/em><br>traduzione di Alessandra Iadicicco<br>Settecolori, 2022, 416 pp., \u20ac 26<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":165,"featured_media":33913,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[103],"tags":[2239,174,679,878,2238,2237],"coauthors":[1754],"class_list":["post-33902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri","tag-diario","tag-disegno","tag-francesco-fiorentino","tag-peter-handke","tag-schizzo","tag-taccuino","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Antinomie\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-09-25T22:01:36+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-06-06T20:37:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1200\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"961\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Francesco Fiorentino\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Francesco Fiorentino\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"19 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Francesco Fiorentino\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3278e87acec0f2ac21b4b5e7329d4bc5\"},\"headline\":\"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso\",\"datePublished\":\"2022-09-25T22:01:36+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T20:37:25+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/\"},\"wordCount\":3196,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/09\\\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1\",\"keywords\":[\"diario\",\"disegno\",\"Francesco Fiorentino\",\"Peter Handke\",\"Schizzo\",\"Taccuino\"],\"articleSection\":[\"Libri\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/\",\"name\":\"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/09\\\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1\",\"datePublished\":\"2022-09-25T22:01:36+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T20:37:25+00:00\",\"description\":\"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/09\\\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/09\\\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1\",\"width\":1200,\"height\":961},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2022\\\/09\\\/26\\\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"name\":\"Antinomie\",\"description\":\"scritture e immagini\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\",\"name\":\"Antinomie\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"width\":3543,\"height\":3543,\"caption\":\"Antinomie\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/antinomie.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/antinomie_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3278e87acec0f2ac21b4b5e7329d4bc5\",\"name\":\"Francesco Fiorentino\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=ged944b13625153736430f222657383b0\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Francesco Fiorentino\"},\"description\":\"insegna Letteratura tedesca all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. Si occupa di teatro e letteratura tedesca del Novecento e di questioni riguardanti gli studi culturali, in particolare di geografia letteraria e della figura dello spettatore.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/francesco-fiorentino\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino","description":"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino","og_description":"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.","og_url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/","og_site_name":"Antinomie","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","article_published_time":"2022-09-25T22:01:36+00:00","article_modified_time":"2024-06-06T20:37:25+00:00","og_image":[{"width":1200,"height":961,"url":"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Francesco Fiorentino","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@antinomie_it","twitter_site":"@antinomie_it","twitter_misc":{"Scritto da":"Francesco Fiorentino","Tempo di lettura stimato":"19 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/"},"author":{"name":"Francesco Fiorentino","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/3278e87acec0f2ac21b4b5e7329d4bc5"},"headline":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso","datePublished":"2022-09-25T22:01:36+00:00","dateModified":"2024-06-06T20:37:25+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/"},"wordCount":3196,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1","keywords":["diario","disegno","Francesco Fiorentino","Peter Handke","Schizzo","Taccuino"],"articleSection":["Libri"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/","name":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso - Francesco Fiorentino","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1","datePublished":"2022-09-25T22:01:36+00:00","dateModified":"2024-06-06T20:37:25+00:00","description":"A partire dai primi anni Settanta, Peter Handke sviluppa una nuova pratica dell\u2019annotazione, emancipata dai suoi progetti letterari paralleli e consistente nel registrare ci\u00f2 che percepisce in modo immediato e \u00absenza un fine specifico\u00bb, cio\u00e8 nel raccogliere \u00abriflessi linguistici\u00bb degli \u00abeventi della coscienza\u00bb. E cos\u00ec accade che certe volte egli viva \u00abattimi della parola\u00bb in cui nella sua mente il linguaggio subisce come un rimescolamento, e si anima, diventa quasi \u00abun oggetto palpabile\u00bb, perch\u00e9 sfugge ai meccanismi consueti della significazione e a ogni connotazione privata, facendosi anonimo, quindi \u00abuniversale\u00bb.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1","width":1200,"height":961},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/09\/26\/peter-handke-al-ritmo-delladesso\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/antinomie.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Peter Handke, al ritmo dell\u2019adesso"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website","url":"https:\/\/antinomie.it\/","name":"Antinomie","description":"scritture e immagini","publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/antinomie.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization","name":"Antinomie","url":"https:\/\/antinomie.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","width":3543,"height":3543,"caption":"Antinomie"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","https:\/\/x.com\/antinomie_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/3278e87acec0f2ac21b4b5e7329d4bc5","name":"Francesco Fiorentino","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=ged944b13625153736430f222657383b0","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/3e6fc4d979f49fd0ac319fed3f0a8d8d61db04e7c69edd2b10b16cd380cc0ca8?s=96&d=blank&r=g","caption":"Francesco Fiorentino"},"description":"insegna Letteratura tedesca all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. Si occupa di teatro e letteratura tedesca del Novecento e di questioni riguardanti gli studi culturali, in particolare di geografia letteraria e della figura dello spettatore.","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/author\/francesco-fiorentino\/"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1200.jpeg?fit=1200%2C961&ssl=1","gt_translate_keys":[{"key":"link","format":"url"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/165"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33902"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33902\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33902"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=33902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}