{"id":3076,"date":"2020-02-23T00:23:16","date_gmt":"2020-02-22T23:23:16","guid":{"rendered":"http:\/\/antinomie.it\/?p=3076"},"modified":"2024-06-06T11:51:48","modified_gmt":"2024-06-06T09:51:48","slug":"il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/","title":{"rendered":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">L\u2019epoca convulsa, il martellare vicino delle guerre, il senso collettivo di perdita, l\u2019assenza di futuro. La violenza persistente, esplicita o pi\u00f9 sottile, quotidiana in ogni caso. E insieme, incontenibili, proliferanti, gli appelli imperiosi alle \u201cidentit\u00e0\u201d in pericolo, la paranoia, la disinformazione, la rabbia perennemente ravvivata e senza sbocco. Lo scarto insopportabile tra verit\u00e0 e menzogna. La sorda lotta tra ci\u00f2 che \u00e8 diventato inservibile e ci\u00f2 che attende sempre di essere trasformato, tra un passato ostinato, ingombrante, e un presente di conflitti senza soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutto questo, spazzata via finalmente ogni residua geografia sentimentale, tra ostilit\u00e0 insanabili, stragi, collassi di intere nazioni, mi fa pensare oggi il Mediterraneo, lo \u201cspazio\u201d \u2013 per il suo peso simbolico e politico, per la persistenza del suo mito \u2013 pi\u00f9 vicino ma forse anche meno visibile nell\u2019arte dell\u2019Italia contemporanea. A questo Mediterraneo oscuro, di cui oggi appaiono pi\u00f9 chiaramente, dietro i consunti significanti tradizionali, la realt\u00e0 aspra, la desolazione, l\u2019estraneit\u00e0, guarda Elena Bellantoni in <em>On the Breadline<\/em>. Un progetto complesso, in cui si combinano canto, performance, documentazione video, che si confronta coi limiti di ci\u00f2 che l\u2019arte visiva pu\u00f2 <em>fare <\/em>nel nostro tempo, con la debole forza visionaria della sua testimonianza singolare: trasformare non le cose, direttamente, ma le percezioni, renderle di nuovo <em>presenti<\/em>, attive, rinnovandole fin dove possibile e anche dove sembra impossibile. Per infine puntare lo sguardo dove sembra esserci solo vuoto, cercare di riconoscere ci\u00f2 che appare ancora senza fisionomia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?fit=1024%2C679&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3846 lazyload\" width=\"521\" height=\"345\"><noscript><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?fit=1024%2C679&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3846\" width=\"521\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=300%2C199&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=1024%2C679&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=768%2C509&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=1536%2C1018&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=2048%2C1358&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?resize=480%2C318&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Simbolo-immagine-atene-1-scaled.jpg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/noscript><figcaption><em>On the Breadline<\/em> \u00a9 artista Elena Bellantoni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo che unisce le quattro citt\u00e0 attraversate dal progetto\u2013 Atene, Belgrado, Istanbul, Palermo \u2013 \u00e8 in effetti la condizione di un\u2019Europa mediterranea periferica, lontana dai centri di potere economici e culturali, dove forse ancora pi\u00f9 evidenti sono gli effetti delle violente trasformazioni dell\u2019ultimo trentennio: la caduta dei legami e delle mediazioni sociali, il riemergere di fratture e rivalit\u00e0 antiche, l\u2019impoverimento senza soluzione, le migrazioni, il fondamentalismo, la caduta delle narrazioni condivise. Effetti materiali che si sono fusi con nuove forme di manipolazione e fabbricazione delle opinioni cos\u00ec perversamente efficaci da porre oggi in dubbio la possibilit\u00e0 stessa di riannodare una storia comune. Uno scenario troppo ravvicinato, troppo contraddittorio e desolante, di cui l\u2019arte, a parte accontentarsi, come troppo spesso accade, di buone intenzioni e nobili dichiarazioni di principio, sembra incapace di scalfire la superficie indurita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio per questo nelle quattro citt\u00e0 Bellantoni individua altrettanti luoghi significativi, tutti in un\u2019analoga condizione di obsolescenza o di semioblio che riflette e condensa la condizione guasta, paralizzata e instabile al tempo stesso, di un\u2019intera porzione di Europa. L\u2019aeroporto abbandonato Hellinikon ad Atene, i condomini in stile brutalista del Block 23 a Novi Beograd, i vecchi cantieri navali del Corno d\u2019oro, a Istanbul, l\u2019ex stabilimento Breda Ansaldo a Palermo, hanno in comune precisamente uno stato di indefinita transizione tra un passato di cui recano i segni evidenti \u2013 la fiducia in una certa ideologia del \u201cprogresso\u201d e nella tecnica, l\u2019ottimismo utopico \u2013 e un presente di precariet\u00e0, di decadimento e indeterminatezza. Sono spazi che attendono di essere ridefiniti, colti in una condizione fatalmente transitoria, in attesa di trasformazione o forse sul punto di scomparire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/i1.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?fit=1024%2C695&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3819 lazyload\"><noscript><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1738\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?fit=1024%2C695&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3819\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=300%2C204&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=1024%2C695&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=768%2C521&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=1536%2C1043&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=2048%2C1390&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=60%2C41&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?resize=480%2C326&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Passaggio-vuoto-aeroporto-scaled.jpg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/noscript><figcaption><em>On the Breadline<\/em> \u00a9 artista Elena Bellantoni<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caratteristica di<em> On the Breadline <\/em>\u00e8 la stretta mescolanza di asciuttezza documentaria e di deriva fantastica, di capacit\u00e0 di scandagliare territori concreti e di auscultarne la vita segreta anche attraverso improvvisazioni <em>off script<\/em> rispetto al progetto principale. Nella rocca turca di Kalemegdan che sovrasta Belgrado, Bellantoni ha eseguito (e filmato) ad esempio una performance (una delle tre realizzate nella capitale serba), <em>Armed body<\/em>. Ambientata nella collezione all\u2019aria aperta di cannoni e carri armati, l&#8217;azione concentra nelle pose irrigidite del corpo dell\u2019artista la tensione irrisolta tra le armi, autentiche, e la loro trasformazione in innocue attrazioni di un parco giochi (\u201cHo \u2018armato il mio corpo\u2019, costruendo un percorso \u2018ginnico\u2019 con lo spazio, che \u00e8&nbsp;diventato un prolungamento di questi oggetti\u201d, si legge nelle note di lavoro dell\u2019artista cui faccio riferimento qui e altrove in questo testo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Elena Bellantoni \u00e8 necessario in effetti tenere insieme, perch\u00e9 entrambi indispensabili, il filo che dalle evidenze, da ci\u00f2 che abbiamo sotto gli occhi, conduce al piano dell\u2019analisi storica e politica, e il filo che si dipana da un\u2019attualit\u00e0 imperiosa, chiusa, intransigente, al suo inesplorato potenziale di immaginazione, alla sua dimensione psichica e corporea. Lavorando \u201cper immersione\u201d, come ha detto in un\u2019intervista, agendo direttamente nelle quattro citt\u00e0, Bellantoni sceglie una via impegnativa, consapevole che la portata di un\u2019opera non \u00e8 oggi garantita n\u00e9 dall\u2019onest\u00e0 intellettuale dell\u2019artista, n\u00e9 dalla novit\u00e0 di materiali, forme, montaggi. Nessun \u201ceffetto di emancipazione\u201d pu\u00f2 essere dato per scontato. Resta forse come unica possibilit\u00e0, questa s\u00ec davvero specifica dell\u2019arte, di misurarsi <em>corpo a corpo<\/em> con la ferocia, l\u2019ambivalenza, la stranezza del presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Punto di partenza dell\u2019artista \u00e8 stato lo studio di archeologia culturale dello scrittore e intellettuale serbo-croato Predrag Matvejevi\u0107, <em>Pane nostro<\/em> (2005). Alimento simbolo delle culture che si affacciano sul Mediterraneo, la vicenda del pane e del suo elemento di base, il frumento, consente di rileggere in chiave antropologica la storia di popoli vicini, di ripercorrere, al di l\u00e0 delle loro storiche divisioni, un orizzonte comune di miti, pratiche, commerci, scambi. Questa radice, rimasta viva sino a oggi nonostante radicali trasformazioni sociali e politiche, lo sviluppo tecnologico, le guerre, le rivalit\u00e0, gli odi etnici e religiosi, diventa per Bellantoni una chiave di lettura del mondo frammentato, enigmatico e ostile che ha di fronte. Metafora potente, e incessantemente rinnovata, il pane \u00e8 ci\u00f2 che sostenta, \u00e8 il diritto basilare alla vita, \u00e8 risorsa da condividere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio in quanto simbolo di immediata comprensione \u2013 \u00e8 insieme indispensabile alla vita umana e prova della sua resilienza \u2013, il <em>pane<\/em> \u00e8 divenuto nel mondo contadino e poi capitalista la parola chiave delle storiche rivendicazioni delle classi subalterne, e quindi la base su cui, a partire dal XIX secolo, i movimenti di ispirazione socialista hanno costruito una visione alternativa della societ\u00e0 industriale: ancora oggi <em>breadline<\/em>, un termine inglese ben pi\u00f9 potente ed evocativo dell\u2019equivalente italiano \u201clivello di sussistenza\u201d, \u00e8 la linea che separa nelle statistiche e nel parlare comune l\u2019indigenza assoluta dal minimo indispensabile alla sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se vivere <em>on the breadline<\/em> equivale a condurre un\u2019esistenza ridotta al puro sopravvivere, di fatto a un esilio sociale, trovarsi fisicamente <em>on the breadline<\/em>, un\u2019espressione diventata corrente durante la Great Depression americana negli anni Trenta del Novecento, significa anche visualizzare nello spazio pubblico e in forma inequivocabile una condizione non pi\u00f9 individuale ma collettiva, storicamente determinata, uno <em>scandalo<\/em> sociale e politico. Una famosa fotografia di Margaret Bourke-White del 1937, <em>Bread Line During the Louisville Flood, Kentucky<\/em>, riassume in modo particolarmente incisivo questo carattere: una fila di uomini e donne di colore, i vestiti dignitosi della povert\u00e0 urbana, attendono con borse e recipienti in mano sotto un cartellone su cui campeggiano, con effetto crudelmente ironico, l\u2019immagine dell\u2019ideale famiglia bianca americana e lo slogan \u00abWorld\u2019s highest standard of living. There\u2019s no way like the American Way\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3835 lazyload\" width=\"550\" height=\"419\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?resize=550%2C419&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3835\" width=\"550\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?resize=300%2C229&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?resize=768%2C586&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?resize=60%2C46&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/breadline-Margaret-Bourke-White.jpg?resize=480%2C366&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/noscript><figcaption>Margaret Bourke-White, <em>Flood Refugees, Louisville, Kentucky<\/em>, 1937<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo sfondo culturale, storico e iconografico (\u201cIl pane \u00e8 lavoro, il pane \u00e8 simbolo della rivolta, il pane \u00e8 forza, il pane \u00e8 Mediterraneo, il pane \u00e8 donna che impasta con il suo \u201clievito madre\u201d, il pane \u00e8 una strada da seguire, il pane \u00e8 condivisione e lotta\u201d, leggo ancora nelle note dell\u2019artista). Bellantoni innesta un ulteriore elemento, il canto corale di un componimento del poeta statunitense James Oppenheim, <em>Bread and Roses<\/em>, scritto nel 1911 e messo in musica nel 1974 dalla musicista folk Mimi Fari\u00f1a. La vicenda di questo canto \u00e8 in s\u00e9 significativa e suggerisce un\u2019ulteriore dimensione del lavoro di Elena Bellantoni. <em>B<\/em><em>read and roses<\/em>, il pane e le rose, \u00e8 infatti lo slogan che incarna, dall\u2019inizio del XX secolo e sino alla stagione dei diritti civili tra anni \u201960 e \u201970, una rivendicazione originale della classe lavoratrice. Ci\u00f2 che domandavano a inizio Novecento gli operai e le operaie sottopagate degli <em>sweatshops<\/em>&nbsp;di New York e di Chicago era infatti non solo dignit\u00e0 economica o una paga pi\u00f9 alta, ma anche uno specifico diritto alla felicit\u00e0, l\u2019accesso a una pienezza della vita loro negata in partenza. In un discorso del 1912, l\u2019attivista socialista e femminista Rose Schneiderman avrebbe riassunto in forma memorabile questa rivendicazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abWhat the woman who labors wants is the right to live, not simply exist \u2013 the right to life as the rich woman has the right to life, and the sun and music and art. [\u2026] The worker must have bread, but she must have roses, too\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio la dismisura di questa rivendicazione, la sua qualit\u00e0 esistenziale \u2013 \u201cthe right to life, and the sun and music and art\u201d \u2013, ad attrarre l\u2019artista. Esigere <em>b<\/em><em>read and roses<\/em>, nell\u2019epoca neoliberalista del consumo e dello spettacolo universali, non equivale a un appello nostalgico a un mondo definitivamente tramontato, quello della partizione tra capitale e lavoro, tra padroni e proletari. Piuttosto si tratta di indicare un punto di attrito e una possibilit\u00e0 per l\u2019immaginazione, uno spazio in cui l\u2019arte pu\u00f2 produrre una differenza cognitiva e non solo estetica, allo stesso modo in cui il lavoro non \u00e8 riducibile alla sola misura dell\u2019efficienza economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto per la prima volta in quattro lingue, il testo di <em>Bread and Roses <\/em>\u00e8 cantato in <em>On the Breadline<\/em> da quattro cori femminili, le cui interpreti indossano bluse di colori uniformi (azzurro, rosa, celeste) e abiti locali tradizionali. Le coriste hanno caratteristiche significativamente diverse da citt\u00e0 a citt\u00e0: ragazze ancora adolescenti a Belgrado e a Palermo; madri e figlie del quartiere operaio Keratsini ad Atene; ragazze di origine greca, macedone e siriana a Istanbul. C\u2019\u00e8 nella compostezza coreografica, nella seriet\u00e0 dei loro gesti, nel ritmo stesso del montaggio dei filmati, qualcosa di solenne, di rituale e di appassionato. Qualcosa che stride con gli scenari decaduti che le circondano e che finisce per creare un effetto di straniamento. Chi sono queste donne? A cosa allude il loro canto? E qual \u00e8 il loro rapporto con i luoghi in cui sono riprese? Sono la voce struggente di un passato definitivamente tramontato? O piuttosto un\u2019allegoria malinconica della condizione contemporanea, in cui la memoria storica e la coscienza civile cedono di fronte all\u2019avanzare inesorabile di una realt\u00e0 disgregata e intollerante?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3849 lazyload\"><noscript><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1708\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?fit=1024%2C683&amp;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3849\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=1536%2C1025&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=2048%2C1366&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=60%2C40&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?resize=480%2C320&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Totale-Palermo-soliste-ridotta-scaled.jpg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/noscript><figcaption><em>On the Breadline<\/em> \u00a9 artista Elena Bellantoni<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che la risposta vada cercata, prima ancora che sul piano dei \u201csignificati\u201d, su quello della metodologia di lavoro di Elena Bellantoni. Al cui centro \u2013 \u00e8 un tratto essenziale della sua pratica artistica \u2013 stanno la ricerca di rapporto con una comunit\u00e0 e con il suo ambiente in termini paritari, antigerarchici, un\u2019attitudine in sintonia con le pratiche artistiche che in ambito internazionale si muovono in una dimensione spesso definita <em>socially engaged art<\/em>. In questa modalit\u00e0, l\u2019artista agisce come mediatore di narrazioni ed esperienze collettive e l\u2019opera tende a trasformarsi in una forma di testimonianza condivisa, nel difficile tentativo di risolvere la flagrante contraddizione tra \u201cvalore\u201d estetico e mercantile nella pratica artistica contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il canto corale, in cui i singoli devono di necessit\u00e0 <em>apprendere<\/em> ad amalgamarsi, e le diverse microcomunit\u00e0 femminili coinvolte dall\u2019artista diventano cos\u00ec modelli di una possibile, diversa relazione con la contraddittoria realt\u00e0 circostante. Coinvolte in un paziente lavoro di preparazione, confronto e autonarrazione \u2013 il cui valore va evidentemente ben al di l\u00e0 delle necessit\u00e0 tecniche della performance \u2013, le donne diventano in <em>On the Breadline<\/em> anzitutto incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una <em>agency<\/em> che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate. D\u2019altro canto, sullo sfondo delle brutali linee di frattura che attraversano oggi le societ\u00e0 mediterranee \u2013 etniche, religiose, economiche, culturali \u2013, i corpi, i volti, le voci femminili connettono la memoria ancora viva delle culture locali a un orizzonte pi\u00f9 largo e problematico, a una spinta a difendere e a rendere abitabile lo spazio vitale che si schiude tra la vita individuale e le forze in apparenza invincibili del mondo storico. Una spinta priva ancora di una forma politica ma cui gi\u00e0 sappiamo saranno sempre entrambi necessari \u201cil pane e le rose\u201d, tanto un rinnovato rapporto con la realt\u00e0 materiale che una selvaggia capacit\u00e0 di immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Guarda il <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1AuiMWhEKwsiBURneK3uvq3z--ohUyS3x\/view?usp=sharing\">trailer<\/a> del progetto <\/em>On the Breadline<em>,<\/em> <em>di Elena Bellantoni<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne diventano [&#8230;] incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una &#8216;agency&#8217; che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":44,"featured_media":3412,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3],"tags":[293,291,267,292,45],"coauthors":[1819],"class_list":["post-3076","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-imago","tag-coro","tag-elena-bellantoni","tag-performance","tag-stefano-chiodi","tag-video","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una &#039;agency&#039; che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una &#039;agency&#039; che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Antinomie\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-02-22T23:23:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-06-06T09:51:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1707\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Stefano Chiodi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Stefano Chiodi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Stefano Chiodi\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/330dcc9ace8c17c511ffd093327853ba\"},\"headline\":\"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni\",\"datePublished\":\"2020-02-22T23:23:16+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T09:51:48+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/\"},\"wordCount\":2038,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/02\\\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1\",\"keywords\":[\"Coro\",\"Elena Bellantoni\",\"Performance\",\"Stefano Chiodi\",\"Video\"],\"articleSection\":[\"Imago\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/\",\"name\":\"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/02\\\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1\",\"datePublished\":\"2020-02-22T23:23:16+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T09:51:48+00:00\",\"description\":\"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una 'agency' che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/02\\\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2020\\\/02\\\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1\",\"width\":2560,\"height\":1707},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2020\\\/02\\\/23\\\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"name\":\"Antinomie\",\"description\":\"scritture e immagini\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\",\"name\":\"Antinomie\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"width\":3543,\"height\":3543,\"caption\":\"Antinomie\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/antinomie.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/antinomie_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/330dcc9ace8c17c511ffd093327853ba\",\"name\":\"Stefano Chiodi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g3db2e70b300e87fe21ee39052192e263\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Stefano Chiodi\"},\"description\":\"Ha pubblicato numerosi saggi sull\u2019arte e la cultura visiva tra primo Novecento ed et\u00e0 contemporanea; tra i suoi libri, \u201cGenius loci. Anatomia di un mito italiano\u201d (2021); \u201cLa bellezza difficile\u201d (2008), \u201cUna sensibile differenza\u201d (2006); \u00e8 uno degli autori di \u201cEspresso\u201d (2000). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Alexander Nagel e Christopher Wood, \u201cRinascimento anacronico\u201d (2024); \\\"L\u2019espace des images. Art et culture visuelle en Italie 1960-1975\\\" (con V. Da Costa, 2022); \u201csenzamargine\u201d, (con B. Pietromarchi, 2021); Marina Ballo Charmet, \u201cCon la coda dell\u2019occhio. Scritti sulla fotografia\u201d (2017); Alberto Boatto, \u201cGhenos Eros Thanatos e altri scritti sull\u2019arte\u201d 1968-2015 (2016); \u201cMarcel Duchamp. Critica, biografia, mito\u201d (2009); Achille Bonito Oliva, \u201cIl territorio magico\u201d (2009); Franco Cordelli, \u201cIl poeta postumo\u201d (2008); \u201cannisettanta\u201d (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); Odilon Redon, \u201cA se stesso\u201d (2000). Tra le mostre curate di recente: \\\"Giulia Piscitelli. Chiave terrestre\\\", Museo Storico Navale, Venezia, 2025; \\\"In viaggio per l\u2019arte. La Galleria Pieroni 1975-1992\\\", MAXXI, Roma 2025; \\\"Andrea Fogli. 7 Atlanti\\\", Mattatoio, Roma 2024; \u201cAlberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori\u201d, MAXXI, Roma 2020; \u201cMarina Ballo Charmet. Fuori campo\u201d, Istituto italiano di cultura, Madrid, 2019. Ha organizzato convegni e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, \u201cil manifesto\u201d e altre testate; ha co-fondato nel 2011 e co-diretto fino al 2019 www.doppiozero.com. Ha tradotto, tra gli altri, testi di Jean-Christophe Bailly, Pierre Bourdieu, Jean Clair, Georges Didi-Huberman. Insegna Storia dell\u2019arte contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/stefano-chiodi\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi","description":"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una 'agency' che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi","og_description":"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una 'agency' che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.","og_url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/","og_site_name":"Antinomie","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","article_published_time":"2020-02-22T23:23:16+00:00","article_modified_time":"2024-06-06T09:51:48+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1707,"url":"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Stefano Chiodi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@antinomie_it","twitter_site":"@antinomie_it","twitter_misc":{"Scritto da":"Stefano Chiodi","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/"},"author":{"name":"Stefano Chiodi","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/330dcc9ace8c17c511ffd093327853ba"},"headline":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni","datePublished":"2020-02-22T23:23:16+00:00","dateModified":"2024-06-06T09:51:48+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/"},"wordCount":2038,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","keywords":["Coro","Elena Bellantoni","Performance","Stefano Chiodi","Video"],"articleSection":["Imago"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/","name":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni - Stefano Chiodi","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","datePublished":"2020-02-22T23:23:16+00:00","dateModified":"2024-06-06T09:51:48+00:00","description":"Le donne diventano incarnazioni di una diversa capacit\u00e0 di vivere nel presente, di una 'agency' che nega la posizione di spettatrici passive cui la tradizionale gerarchia sociale le aveva relegate.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","width":2560,"height":1707},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/02\/23\/il-pane-e-le-rose-su-on-the-breadline-di-elena-bellantoni\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/antinomie.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il pane e le rose. Su &quot;On the Breadline&quot; di Elena Bellantoni"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website","url":"https:\/\/antinomie.it\/","name":"Antinomie","description":"scritture e immagini","publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/antinomie.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization","name":"Antinomie","url":"https:\/\/antinomie.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","width":3543,"height":3543,"caption":"Antinomie"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","https:\/\/x.com\/antinomie_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/330dcc9ace8c17c511ffd093327853ba","name":"Stefano Chiodi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g3db2e70b300e87fe21ee39052192e263","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bcfc27cd5146b219198430e2f612e5f3426a8e62f19035497f713e762cdf1b1d?s=96&d=blank&r=g","caption":"Stefano Chiodi"},"description":"Ha pubblicato numerosi saggi sull\u2019arte e la cultura visiva tra primo Novecento ed et\u00e0 contemporanea; tra i suoi libri, \u201cGenius loci. Anatomia di un mito italiano\u201d (2021); \u201cLa bellezza difficile\u201d (2008), \u201cUna sensibile differenza\u201d (2006); \u00e8 uno degli autori di \u201cEspresso\u201d (2000). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Alexander Nagel e Christopher Wood, \u201cRinascimento anacronico\u201d (2024); \"L\u2019espace des images. Art et culture visuelle en Italie 1960-1975\" (con V. Da Costa, 2022); \u201csenzamargine\u201d, (con B. Pietromarchi, 2021); Marina Ballo Charmet, \u201cCon la coda dell\u2019occhio. Scritti sulla fotografia\u201d (2017); Alberto Boatto, \u201cGhenos Eros Thanatos e altri scritti sull\u2019arte\u201d 1968-2015 (2016); \u201cMarcel Duchamp. Critica, biografia, mito\u201d (2009); Achille Bonito Oliva, \u201cIl territorio magico\u201d (2009); Franco Cordelli, \u201cIl poeta postumo\u201d (2008); \u201cannisettanta\u201d (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); Odilon Redon, \u201cA se stesso\u201d (2000). Tra le mostre curate di recente: \"Giulia Piscitelli. Chiave terrestre\", Museo Storico Navale, Venezia, 2025; \"In viaggio per l\u2019arte. La Galleria Pieroni 1975-1992\", MAXXI, Roma 2025; \"Andrea Fogli. 7 Atlanti\", Mattatoio, Roma 2024; \u201cAlberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori\u201d, MAXXI, Roma 2020; \u201cMarina Ballo Charmet. Fuori campo\u201d, Istituto italiano di cultura, Madrid, 2019. Ha organizzato convegni e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, \u201cil manifesto\u201d e altre testate; ha co-fondato nel 2011 e co-diretto fino al 2019 www.doppiozero.com. Ha tradotto, tra gli altri, testi di Jean-Christophe Bailly, Pierre Bourdieu, Jean Clair, Georges Didi-Huberman. Insegna Storia dell\u2019arte contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre.","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/author\/stefano-chiodi\/"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/totale-con-scale-Istanbul-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","gt_translate_keys":[{"key":"link","format":"url"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/44"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3076"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3076\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3076"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=3076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}