{"id":28788,"date":"2022-03-23T00:01:35","date_gmt":"2022-03-22T23:01:35","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=28788"},"modified":"2024-06-06T22:28:40","modified_gmt":"2024-06-06T20:28:40","slug":"ligabue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/03\/23\/ligabue\/","title":{"rendered":"Ligabue","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Dopo le edizioni del 1967 (Franco Maria Ricci), del 1974 (Scheiwiller) e del 2004 (Bompiani, accompagnato come adesso dai notevoli contributi di Giovanni Raboni e Marco Vallora, ai quali ora si aggiunge un partecipato profilo biografico, dell\u2019artista, di Sandro Parmiggiani), appare per la quarta volta da Abscondita (pp. 143, \u20ac 19) il <em>Ligabue<\/em> di Cesare Zavattini: dal quale proponiamo qui \u2013 per la cortesia dell\u2019editore e di Arturo Zavattini \u2013 un estratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Diceva Raboni in abbrivo alla sua introduzione che con Zavattini ci si sente \u00abperennemente in debito\u00bb. Col poemetto su <em>Ligabue<\/em> \u00e8 successo, a me, come con <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/01\/30\/un-paese-rappresentativo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Un paese<\/em><\/a>: ne conoscevo l\u2019esistenza ma, per un motivo o per l\u2019altro, non l\u2019avevo mai letto prima di questa (dunque) benvenutissima riedizione. Ha ragione Raboni a dire che, a fronte della sua generosit\u00e0 straripante, Zavattini dalla \u00abcultura letteraria \u201cufficiale\u201d\u00bb ha avuto poco, troppo poco. Ma conclude che \u00abva benissimo cos\u00ec\u00bb: il \u00abrelativo <em>apartheid<\/em>\u00bb, la \u00absottile, riguardosa emarginazione\u00bb a lui comminata si addicono all\u2019\u00abirregolare per vocazione, e quasi per professione\u00bb, a \u00abuno che non \u00e8 <em>l\u00ec<\/em>, ma <em>altrove<\/em>\u00bb. (Ci\u00f2 malgrado coltivo la mia parte, seppur minima, di senso di colpa: giusto nel raccogliere <a href=\"https:\/\/www.hoepli.it\/libro\/la-poesia-che-si-fa-\/9788811600268.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">i saggi di Raboni sulla poesia italiana contemporanea<\/a>, ormai tanto tempo fa all\u2019indomani della sua morte, tralasciai per colpevole ignoranza queste sue pagine, invece, cos\u00ec partecipate e penetranti.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">C\u2019\u00e8 solo un caso di versatilit\u00e0 paragonabile al suo, ed \u00e8 quello di Pasolini. Solo che, contrariamente a lui, Pasolini (non solo merc\u00e8 sovraesposizione anniversaria) \u00e8 <em>sempre qui<\/em>. Dev\u2019essere colpa, ho finito per pensare, della simpatia irresistibile di Zavattini (laddove Goffredo Parise, nei <em>Sillabari<\/em>, di Pasolini ha memorabilmente ritratto l\u2019<em>Antipatia<\/em>). La sua figura \u00e8 talmente inconfondibile (<em>una sagoma<\/em>, si dice dalle mie parti) che si pensa sempre di conoscerlo gi\u00e0: al punto che si trascura, nei suoi confronti, il pi\u00f9 elementare gesto d\u2019informazione (assurdo pensare di \u00abriscoprir<em>lo<\/em>\u00bb, dice Raboni; certo, chi non lo conosce?). Per poi scoprire che del suo multiforme ingegno ci mancava un pezzo importante, magari decisivo. Come in questo caso. Perch\u00e9 <em>Ligabue<\/em>, \u00e8 il caso di esplicitarlo, \u00e8 un capolavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Il testo nacque per accompagnare una fastosa edizione d\u2019arte, di quelle che F.M.R. cominciava allora a produrre (il primo titolo \u2013 programmaticamente il<em> Manuale Tipografico<\/em> di Giambattista Bodoni \u2013 risaliva a quattro anni prima), ma non era \u2013 a differenza di tanti casi simili \u2013 un pi\u00f9 o meno giudizioso accoppiamento occasionale: la vicenda di Ligabue, non solo per motivi territoriali (che per lui comunque contavano, eccome), a Zavattini premeva assai. Tanto che in seguito vi torner\u00e0 a pi\u00f9 riprese, accompagnando il testo con un denso <em>post-scriptum<\/em>, per la riedizione del \u201974; e poi firmando insieme ad Arnaldo Bagnasco soggetto e sceneggiatura del <em>serial<\/em> RAI di tre anni dopo, diretto da Salvatore Nocita con un memorabile Flavio Bucci (mia indelebile memoria infantile).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Inclassificabile, come quasi tutto quello che Zavattini scrive. Certo non \u00e8 poesia \u201cpura\u201d che prenda a mero spunto un\u2019<em>ekphrasis<\/em>, diciamo alla maniera di W. H. Auden o W. C. Williams (anche se questo \u201crotolo\u201d di versi dall\u2019accentuata natura \u201corale\u201d \u2013 Vallora definisce il suo un \u00abtessuto stereofonico, contrappuntistico, radiodiffuso quasi\u00bb \u2013 ricorda in effetti, pi\u00f9 della nostra, la tradizione anglosassone). Di tradizionalmente \u201clirico\u201d nulla resta in questa \u00ab\u201cpoesia\u201d saltimbanca, cos\u00ec poco lirica, cos\u00ec anticrociana\u00bb, in cui di continuo \u00abs\u2019inciampa nel filo teso dei contenuti\u00bb (sempre Vallora); e poi in effetti descrizioni vere e proprie di dipinti, dal testo, latitano. N\u00e9 si pu\u00f2 dire, come da progetto di F.M.R., una \u00abbiografia lirica in versi liberi\u00bb del pittore: a dispetto (e anzi, a ben vedere in ragione) dell\u2019irrituale messe di dati da \u201cstato civile\u201d che offre (\u00abnacque nel novantanove \/ da una friulana e padre incerto \/ a Zurigo. \/ Dodicenne vide \/ morire l\u2019adorata madre\u00bb <em>ecc.<\/em>). Opportunamente ha ricordato Riccardo Donati (in uno dei rari contributi critici dedicati a questo misconosciuto capo d\u2019opera: nel suo <em>Nella palpebra interna. Percorsi novecenteschi tra poesia e arti della visione<\/em>, Le Lettere 2014) come proprio l\u2019<em>impossibilit\u00e0 della biografia<\/em> fosse anzi, di Za, uno dei pi\u00f9 saldi convincimenti. Il testo riporta, anche ordinatamente, gli incontri dell\u2019autore con Ligabue (quattro in tutto): per lo pi\u00f9 atti mancati, errori di coincidenza, occasioni perdute. N\u00e9 si pu\u00f2 ovviamente definire, <em>Ligabue<\/em>, un saggio in versi (alla maniera, poniamo, del <em>Picasso<\/em> di Pasolini nelle <em>Ceneri di Gramsci<\/em>), sebbene \u2013 survoltandone il modello, come quello della biografia \u2013 non manchi di riportare pi\u00f9 o meno autorevoli opinioni di altri (citandoli, sempre irritualmente, per nome e cognome: Giancarlo Vigorelli, Lorenza Trucchi\u2026). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">La sintesi migliore la d\u00e0, in forma aforistica, Raboni: \u00abracconta di un pittore, un grande pittore, ma anche dell\u2019uomo bizzarro e sventurato che quel pittore era; racconta di quel pittore e di quell\u2019uomo, ma anche del poeta che ne parla, e di come questo poeta sia tentato di identificarsi con quel pittore; racconta del poeta che parla che \u00e8 tentato, ma anche dell\u2019uomo che questo poeta \u00e8; racconta del pittore e del poeta e del loro essere bizzarri e sventurati o bizzarri e tentati, ma anche del tempo in cui hanno vissuto e vivono, dei loro quadri e delle loro poesie, di che cos\u2019\u00e8 un quadro, di che cos\u2019\u00e8 una poesia\u00bb. Quella dell\u2019<em>identificazione<\/em> \u00e8 in effetti una \u201ctentazione\u201d esplicita, d\u2019acchito (\u00abHo attraversato la piazza di Luzzara \/ fingendo di essere Antonio Ligabue\u00bb), e ancorch\u00e9 chi scrive confessi pi\u00f9 avanti che \u00abil tentativo dell\u2019imitazione \/ in principio accennato \/ mi \u00e8 fallito\u00bb (\u00abnon riuscivo a immedesimarmi \/ in quanto la gente \/ a me sorride sempre \/ per motivi buoni o no\u00bb: il problema di Zavattini, come si vede, \u00e8 sempre la sua simpatia\u2026), resta questo l\u2019enzima-chiave.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">E allora, se \u00e8 vero che questo \u00e8 un \u00abesperimento d\u2019impersonificazione\u00bb (Donati), viene da pensare che la <em>mimesi dell\u2019artista<\/em> \u2013 da parte di uno Zavattini che, non si dimentichi, era pittore a sua volta; e che dal \u201941 prese a \u201ccommissionare\u201d a tutti gli artisti che incontrava dipinti del formato \u201cminimo\u201d di 8 x 10 centimetri, privilegiando il genere dell\u2019autoritratto e finendo per assommarne circa 1500\u2026 \u2013 \u201craddoppi\u201d, del modello, il <em>suo modo d\u2019impersonificarsi<\/em>. A \u201cscoprirlo\u201d, nel \u201928, era stato Marino Mazzacurati: che s\u2019era imbattuto per caso nelle sculture fatte con l\u2019argilla degli argini del Po, dove questo sociopate terminale aveva trovato rifugio, e che gli mise in mano tavolozza e pennello. Come racconta una ricca aneddotica, a quel tempo Ligabue viveva davvero allo stato brado, e il <em>suo<\/em> modo d\u2019<em>impersonificarsi<\/em> consisteva nel \u201cdivenire-animale\u201d: \u00abululava \/ se dipingeva lupi \/ ruggiva se dipingeva leoni\u00bb, \u00absi arrotava il naso contro il muro \/ per averlo adunco \/ voleva essere aquila\u00bb. Perch\u00e9, riflette Zavattini, \u00abforse gli animali vedono le cose quali sono \/ per questo tentava \/ di trasformarsi in loro\u00bb (trascinato alla Cappella Sistina scuote il capoccione: \u00abnon \u00e8 pittore chi non mette in un quadro le bestie\u00bb). Il divenire-animale \u00e8 la forma materialistica, o se vogliamo animistica, dell\u2019<em>imitatio Christi<\/em> (tema ricorrente in Zavattini): o almeno cos\u00ec la intese Nietzsche, quel giorno fatale a piazza Carignano. <em>Imitare<\/em> uno come Ligabue vuol dire la stessa cosa. All\u2019inizio Za non trova di meglio che <em>mimare<\/em>, quella <em>mimesi<\/em>, proprio fisiognomicamente (ancorch\u00e9 con la significativa mediazione di una figurazione intermedia, di Arnaldo Bartoli: il \u00abmanierismo\u00bb di cui parla Vallora) \u2013 \u00abandavo con la sua faccia arricciata \/ come nell\u2019acquaforte di Bartoli \/ mandando cancheri a chiunque sottovoce\u00bb \u2013<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Arnaldo-Bartoli-ritratto-di-Ligabue.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28793 lazyload\" width=\"285\" height=\"418\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Arnaldo-Bartoli-ritratto-di-Ligabue.jpeg?resize=285%2C418&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-28793\" width=\"285\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Arnaldo-Bartoli-ritratto-di-Ligabue.jpeg?w=215&amp;ssl=1 215w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Arnaldo-Bartoli-ritratto-di-Ligabue.jpeg?resize=205%2C300&amp;ssl=1 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">ma alla fine capisce di averla <em>mimata<\/em> ben pi\u00f9 profondamente, in effetti, con tutto il suo pugno di versi. E conclude: \u00abse dovessi narrare in una riga \/ la storia di Ligabue \/ direi era meraviglioso come noi\u00bb. L\u2019esercizio trascendentale di Zavattini ha dato a tutti \u00abnoi\u00bb l\u2019illusione di <em>poter essere Ligabue<\/em>. Solo l\u2019illusione, per fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Andrea Cortellessa<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Antonio-Ligabue_Il-grande-autoritratto-Collezione-Banca-Popolare-di-Bergamo.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28796 lazyload\" width=\"738\" height=\"554\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Antonio-Ligabue_Il-grande-autoritratto-Collezione-Banca-Popolare-di-Bergamo.jpeg?resize=738%2C554&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-28796\" width=\"738\" height=\"554\" 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asciutto<br>venga su qualche morto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho attraversato la piazza di Luzzara<br>fingendo di essere Antonio Ligabue.<br>Distiamo sei chilometri da Guastalla<br>dove lui si innamor\u00f2<br>otto da Gualtieri<br>dove spir\u00f2 nel sessantacinque.<br>Andavo con la sua faccia arricciata<br>come nell\u2019acquaforte di Bartoli<br>mandando cancheri a chiunque sottovoce.<br>Questo pittore nacque nel novantanove<br>da una friulana e padre incerto<br>a Zurigo.<br>Dodicenne vide<br>morire l\u2019adorata madre<br>e due fratelli<br>per ingestione di carni infette.<br>Dopo si sa soltanto che visse<br>presso una famiglia tedesca<br>nel cantone di San Gallo.<br>Un biografo serio dovr\u00e0<br>vedere che tracce<br>restano lass\u00f9 di Ligabue<br>\u00abRicordate un ragazzo, italiano mingherlino<br>dagli occhi un po\u2019 torvi bravo a scuola in disegno?<br>Da bambino aveva avuto i convulsi<br>adolescente fu messo in un istituto<br>che cura<br>i malati di mente e<br>nel museo delle bestie imbalsamate<br>stava a lungo a guardare\u00bb.<br>Forse alzeranno le spalle perch\u00e9<br>non hanno simpatia per i nostri<br>emigranti che rubano<br>i bei cigni a portata di mano<br>nei frequenti specchi d\u2019acqua<br>e li mangiano per mandare<br>pi\u00f9 soldi a casa.<br>A torto sospettandolo reo della sciagura familiare<br>Antonio odi\u00f2 il patrigno nativo di Gualtieri<br>da cui ebbe<br>il nome<br>Laccabue (e le conseguenze di legge) che<br>si scroll\u00f2 di dosso nel quarantadue<br>con un quadro regalato al messo comunale<br>e divent\u00f2 Ligabue.<br>Firmava talvolta Ligab\u00fcn<br>per riudire rimbombi dell\u2019infanzia.<br>[\u2026]<br>Infine si appart\u00f2 con gli animali<br>di cui divenne padre<br>in un folto nei pressi del Crostolo<br>affluente del Po,<br>sopra la sua testa<br>passavano i carrelli<br>della fornace Altomani.<br>Dicevano nel bosco c\u2019\u00e8 un uomo<br>che mangia topi.<br>Lui sedeva sulla riva del fiume a lungo<br>anche per la sua natura pigra,<br>quando vedeva i fiori di schiuma<br>preannuncio delle piene<br>sono certo che non gli importava nulla.<br>Perisca pure il mondo.<br>Aspettava la crisi del male<br>tra un frinire o un frinare di cicale<br>gli spari freddi<br>dei cacciatori<br>centinaia di migliaia<br>in Italia<br>e pochi uccellini ormai.<br>Se avvertiva di stare per scollarsi<br>si aggrappava a una zattera invisibile<br>le vene del collo si ingrossavano<br>come a un sollevatore di pesi.<br>Quelle volte salvatosi<br>restava immobile<br>col respiro affannoso di dopo una salita<br>altrimenti<br>domandava di essere lasciato solo<br>suppongo sprofondasse in osceni dolori.<br>Pare avesse dipinto una donna nuda su un tronco<br>per vederla i boscaioli pagavano dieci centesimi.<br>Qualcuno mi ha parlato<br>dei primi suoi leopardi<br>sui mattoni dei portici<br>fatti col gesso disinteressatamente<br>finch\u00e9 incontr\u00f2 Mazzacurati<br>il quale aveva nella testa<br>i colori della scuola romana<br>e secondo Alfredo Mezio proprio con questi lo influenz\u00f2.<br>Ma non amava chi gli dava consigli.<br>Non piangeva con facilit\u00e0 eppure \u2013 sembra<br>inventato \u2013 davanti a una rosa<br>una volta scoppi\u00f2 in lacrime.<br>[\u2026]<br>Quattro volte l\u2019ho visto, la prima<br>sopra una motocicletta rossa a petto scoperto<br>lo sguardo corrucciato e fisso<br>lungo l\u2019argine della Tagliata<br>con un quadro ancora fresco<br>legato dietro la schiena<br>attraversava il nostro paesaggio quasi<br>ignorato nella sua pittura<br>perch\u00e9 venuto dall\u2019estero<br>con gi\u00e0 ogni cosa dentro.<br>Nell\u2019ultimo autoritratto<br>a un mese dalla paralisi progressiva<br>anzich\u00e9 i soliti sfondi elvetici<br>c\u2019erano blu nebbiosi<br>con un presagio di temporale<br>dietro cinque pioppi guastallesi che<br>a aggiustare romanticamente le cose<br>si potrebbero prendere<br>per un omaggio<br>alla terra in cui insomma conveniva<br>che l\u2019avrebbero seppellito [\u2026]<br>La seconda volta lo ricordo<br>in mezzo a un capannello<br>di luzzaresi<br>la mia auto aveva il motore acceso<br>pochi minuti di ritardo<br>e avrei perduto il rapido.<br>Con lo sguardo basso<br>insaccato nel vestito insisteva<br><em>mi porti a Roma<\/em><br>per cercarvi quadri smarriti.<br><em>Il mese venturo<\/em> (io)<br><em>adesso<\/em> (lui).<br>Studiavo il modo di salutarlo e non toccarlo.<br>Lo lasciai sotto i portici<br>con un abbraccio mentale per farmi perdonare<br>il non abbraccio reale [\u2026]<br>La terza volta che vidi Ligabue<br>\u00e8 stato nell\u2019ospedale di Gualtieri<br>in una camera a due letti<br>col vicino trascurato dai visitatori.<br>Si arriv\u00f2 preceduti<br>da un cabaret di paste,<br>un pallore mortale<br>gli ingentiliva la scompostezza fisica.<br><em>Voglio sapere il giorno che guarisco<\/em>.<br>Con vocetta da evanghelion (cos\u00ec Ligabue<br>chiamava il vangelo)<br>rispondevamo le tradizionali frasi di conforto.<br>Compreso l\u2019inganno<br>si mise a bestemmiare<br>come prima<br>di Serajevo.<br>La suora imperturbabile<br>gli rimboccava le coperte sporche [\u2026]<br>Ligabue non voleva morire,<br>che cosa gli premeva<br>ora che il braccio per dipingere<br>era inservibile per l\u2019eternit\u00e0?<br>Lo avrebbero consunto nel Pio Ricovero.<br>Le famiglie si liberano dai nonni<br>i quali alla vigilia<br>di entrare nella porta inferi<br>dell\u2019Opera Assistenziale<br>vivono l\u2019ultima giornata alla pari<br>coi concittadini.<br>Comprendo e respingo il finale blasfemo di Antonio Ligabue<br>altrettanto quello di coloro<br>che surrogano anche in extremis<br>nientemeno che la vita con parole<br>credute create per l\u2019occasione pi\u00f9 unica che rara<br>ma sono sempre quelle che possiamo.<br>Al suo funerale c\u2019erano i preti in testa<br>da lui non cercati<br>era un materialista (o un calvinista scrive Vigorelli).<br>Afferma su un nastro (inciso nel 62?)<br>di anima di anima si parla e<br>il Papa stesso<br>si cura con clinici famosi<br>per stare qui qualche anno di pi\u00f9.<br>Gli sarebbe piaciuto<br>contro il vento camminare<br>con un gran cane a lato<br>i gambali e i risvolti larghi<br>di una divisa, l\u2019occhio aggressivo che<br>si intenerisce e chiede<br>piet\u00e0 per tutti<br>in un solo autoritratto<br>reperibile nell\u2019appartamento<br>di Bertacchini l\u2019ex campione motociclista [\u2026]<br>Gli occhi di Ligabue<br>li ritroviamo all\u2019improvviso<br>riconoscibili e scrutatori<br>in un cavallo o un pollo<br>dei suoi quadri.<br>Forse gli animali<br>vedono le cose quali sono<br>per questo tentava<br>di trasformarsi in loro.<br>[\u2026]<br>Sognava di entrare a Gualtieri su un cavallo bianco<br>per umiliare tutti.<br>Quale feroce<br>necessit\u00e0 di essere amati abbiamo.<br>\u00c8 una rivalsa del morto<br>(per quel che conta)<br>che nessuno degli abitanti<br>del comprensorio chiamiamolo ex prampoliniano<br>pu\u00f2 fare a meno di parlare<br>di lui a letto con la moglie<br>o dal cocomeraio con la faccia mezza dentro a una fetta o<br>sui fienili che in questa stagione<br>s\u2019incendiano e nelle<br>stalle i buoi allungano i colli<br>per rendere pi\u00f9 duraturo il muggito.<br>Ieri notte sentendo odore di bruciato<br>cercavo nel cielo compatto<br>un bagliore che suggerisse dove,<br>presi una bicicletta casuale appoggiata a un pilastro<br>arrivai dai Duc\u00f3n<br>il tetto stava sprofondando<br>bello<br>le faville a miriadi annullavano<br>quel che di triste aveva la figlia piangente del mezzadro<br>nel portare in salvo una specchiera.<br>Il cuore di Toni non batteva solidale<br>i giorni delle grandi disgrazie (al<br>tempo dell\u2019alluvione port\u00f2 in salvo a Guastalla<br>i suoi figlioli nutriti di erbe costose). Era stato<br>impossibile far diventare<br>suo luogo natale Gualtieri.<br>Quanto ci ha messo il luogo natale<br>a sembrare fatto apposta per noi<br>senza un centimetro di troppo,<br>anche il rotolio di un barattolo<br>risuona come specifico del posto,<br>a lungo andare scoprirei che cosa c\u2019\u00e8 sotto<br>ma non voglio<br>rovinare tanto lavoro<br>imperniato sulla mia credulit\u00e0.<br>[\u2026]<br>Costui<br>il cui livello intellettuale<br>si legge<br>nella relazione Zonta<br>era modesto<br>con un giallo pi\u00f9 forte o meno<br>fa garantire a uomini che sanno:<br>\u00e8 un artista straordinario.<br>Che cosa \u00e8 l\u2019arte?<br>Lo stesso impasto di pane<br>il sapore \u00e8 diverso<br>se muta la forma.<br>Ha veduto i maestri?<br>sono nell\u2019aria.<br>Spregiava gli altri pittori<br>con educazione.<br>Mescolava sulla tavolozza<br>scaracchi ocre avanzi di cibo<br>suppongo sperma<br>diluiva i colori con il piscio.<br>Era anche l\u2019ansia di trovare<br>un segno verso l\u2019impossibile<br>poi col pennello in mano<br>rientrava nelle regole.<br>Pu\u00f2 darsi che l\u2019arte sia<br>di tutte le energie<br>la meno libera.<br>[\u2026]<br>Voleva la gloria Ligabue? Voleva che una sera<br>fosse venuta a bussare nel suo casotto<br>una di quelle ragazze<br>che vedeva sporgere la testa<br>da un cespuglio nel bosco<br>insensibile alle pungenti zanzare<br>chinarsi verso il basso<br>in che l\u2019attende l\u2019amante sbottonato<br>quante ne ha viste dai capelli diversi<br>per\u00f2 sempre luminosi<br>nel bosco dove incontri pecore appena sgravate<br>giranti intorno a se stesse<br>perch\u00e9 il neonato<br>nell\u2019inseguire la mammella<br>impratichisca le gambe. Le ragazze<br>sono venute al convegno senza mutande<br>per far presto<br>tornano deflorate nell\u2019abitato con<br>l\u2019espressione estranea per allontanare il sospetto.<br>Gli piaceva la trifola ossia il tartufo?<br>lo vedo raspare in persona sui fianchi<br>degli arginelli addentare il tubero che stride<br>per il terriccio non del tutto tolto.<br>Se dovessi narrare in una riga<br>la storia di Ligabue<br>direi era meraviglioso come noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Antonio Ligabue<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho attraversato la piazza di Luzzara \/ fingendo di essere Antonio Ligabue. \/ Distiamo sei chilometri da Guastalla \/ dove lui si innamor\u00f2 \/otto da Gualtieri\/ dove spir\u00f2 nel sessantacinque. \/ Andavo con la sua faccia arricciata \/ come nell\u2019acquaforte di Bartoli \/ mandando cancheri a chiunque \/ sottovoce.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":356,"featured_media":28801,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[196],"tags":[1619,1537],"coauthors":[1808],"class_list":["post-28788","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-expanded-poetry","tag-antonio-ligabue","tag-cesare-zavattini","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - 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