{"id":27469,"date":"2022-02-16T00:01:26","date_gmt":"2022-02-15T23:01:26","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=27469"},"modified":"2024-06-06T22:33:26","modified_gmt":"2024-06-06T20:33:26","slug":"luca-pancrazzi-il-libro-come-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/02\/16\/luca-pancrazzi-il-libro-come-paesaggio\/","title":{"rendered":"Luca Pancrazzi: il libro come paesaggio","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right has-small-font-size wp-block-paragraph\">Piccolo e minuto<br>si aggira in tempo<br>scorrendo senza far riferimento a niente<br>da destra verso sinistra e viceversa<br>da occidente verso oriente e viceversa.<br>Tra qui e l\u00ec minimo e minuto passa il<br>tempo a guardare chi<br>potrebbe dare un senso<br>a questo movimento.<a href=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-admin\/post.php?post=27469&amp;action=edit#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Da un punto di vista metodologico il \u201cfare archivio\u201d \u00e8 una pratica costante per Luca Pancrazzi, fondante rispetto a una visione della ricerca che non si svolge secondo un principio evolutivo ma si caratterizza per continui ribaltamenti e circonvoluzioni, il rinnovamento dell\u2019attenzione su cicli di opere, il testare sottotracce di lavoro che si sono manifestate ciclicamente, talvolta imprevedibilmente e in forme diverse. Un metodo, Pancrazzi afferma, della cui necessit\u00e0 ha acquisito piena consapevolezza fin dal 2014, a partire dalla mostra <em>Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em><a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. L\u2019archiviazione delle immagini, alla base del metodo che informa la ricerca dell\u2019artista, delle opere e infine degli scritti, spesso procede di pari passo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre libri usciti tra il 2020 e il 2021 rendono conto in modi diversi del rapporto di Pancrazzi con la parola. Il libro, per Pancrazzi, \u00e8 un oggetto autoriale, pensato dall\u2019artista, una sorta di sezione della mostra. Ed \u00e8 a tre mostre che questi libri sono dedicati: <em>Paesaggio ciclico variato<\/em> a cura di Michela Eremita, per il Museo del Paesaggio e per la Torre dell\u2019orologio a Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena (3 ottobre 2020-1 gennaio 2022)<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>; <em>Ombre, proiezioni, ribaltamenti, vuoti improvvisi e inversioni<\/em> che ha avuto luogo presso Villa Pacchiani di Santa Croce sull\u2019Arno (ottobre 2020-febbraio 2021) e da me curata; <em>Paesaggio Minuto<\/em>, Museo Archeologico di Acqui Terme (2 Ottobre-21 novembre 2021) curata dall\u2019artista stesso. La prima e la terza accomunate, fin dal titolo, da un riferimento a uno dei temi centrali nella ricerca di Pancrazzi, il paesaggio, la seconda che ha inteso mettere a fuoco attenzioni e metodi presentando opere germinali da cui si sono generati filoni di ricerca oppure intuizioni che hanno portato altrove. Nello specifico, poi, <em>in Paesaggio Minuto<\/em>, Pancrazzi si \u00e8 concentrato su piccole sculture di ceramica e disegni che hanno abitato le vetrine del museo insieme ai reperti archeologici &#8211; qui abitualmente esposti &#8211; a immaginare paesaggi, ribaltando il rapporto tra gli oggetti e mettendo in cortocircuito il rapporto figura-sfondo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27517 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=1024%2C683&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-27517\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=720%2C480&amp;ssl=1 720w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?resize=480%2C320&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/5-Paesaggio-Minuto-2019OK.jpg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><figcaption><em>Paesaggio Minuto<\/em>, 2019, smalti ceramici su terracotta, cm 9x9x3, ph. Enrico Minasso<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel volume che si riferisce alla mostra di Castelnuovo Berardenga sono raccolti una serie di testi sul paesaggio scritti nel tempo da Pancrazzi e introdotti da un testo di Michela Eremita<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>; nel libro dedicato alla mostra di Santa Croce sull\u2019Arno un mio testo e uno di Elio Grazioli accompagnano le sequenze fotografiche, ripercorrono la costruzione della mostra e si soffermano su alcuni passaggi importanti della ricerca dell\u2019artista<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. In <em>Paesaggio minuto<\/em> \u00e8 la sola voce di Pancrazzi che accompagna le immagini: un registro pi\u00f9 in poesia che in prosa, non didascalico o di commento ma evocativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicch\u00e9 le parola dell\u2019artista e dei suoi corrispondenti assieme ai testi critici e agli interventi pi\u00f9 poetici costruiscono un tappeto verbale estremamente variato che ci orienta e ci accompagna nella lettura sincrona dei tre libri e, prescindendo dalla tematica del paesaggio, ci introduce a questioni fondanti nel pensiero e nella pratica di Pancrazzi: tra gli altri il rapporto con l\u2019immagine fotografica scattata dall\u2019artista o prelevata da altri contesti, la pratica della transmedialit\u00e0, il processo di percezione dell\u2019immagine (il rapporto tra bianchi e neri, figura sfondo, gli elementi costitutivi dell\u2019immagine fotografica, il rapporto con la luce), la sperimentazione dei materiali, la perseverazione nell\u2019errore e la ricerca empirica (per cui l\u2019opera \u00e8 sempre frutto di un esperimento tecnico e poi visivo), il rapporto con le caratteristiche del medium e la sfida continua nei confronti dell\u2019occhio. Infine, la riflessivit\u00e0 del rapporto opera-spettatore, che \u00e8 un inquadramento prospettico, una relazione fatale che modifica oggetto e soggetto nella percezione e poi nella pratica dell\u2019osservazione reciproca e sempre variata nel tempo e nel luogo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK-1024x724.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27521 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=1024%2C724&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-27521\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=1024%2C724&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=300%2C212&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=768%2C543&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=1536%2C1087&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?resize=480%2C340&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/2-lnterno-NegativoOKOK.jpg?w=1654&amp;ssl=1 1654w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><figcaption><em>Interno Negativo<\/em>, 1994, olio su tela, cm 70&#215;100, installazione per <em>Ombre, proiezioni, ribaltamenti, vuoti improvvisi e inversioni<\/em>, Villa Pacchiani, Santa Croce sull\u2019Arno (PI) ph. Ela Bialkowska, OKNOstudio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi &#8211; inediti o pubblicati in tempi diversi in cataloghi, libri, riviste, esposti durante conferenze -documentano scambi e riflessioni intellettuali, affettive, professionali talvolta in forma epistolare (con Elio Grazioli, con Marc Aug\u00e8) o scambiati durante un viaggio (con Gianni Romano), in relazione con altri artisti, con curatori e galleristi. Un paesaggio anch\u2019esso, una galassia mobile e fluttuante di pensieri archiviati e rivisitati, un punto di vista fermo eppure anch\u2019esso variabile caratterizzato da registri diversi e che presuppone, di volta in volta, destinatari diversi: dagli amici ai curatori, al pubblico delle mostre, ai lettori dei libri e, infine, se stesso. E che mette in primo piano il fattore \u201ctempo\u201d attraversato da Pancrazzi e trasforma il libro in un ulteriore dispositivo che richiama il processo di osservazione dell\u2019opera e il rapporto oggetto\/soggetto osservato &#8211; oggetto\/soggetto osservante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulle questioni generali i testi mettono progressivamente a fuoco il rapporto di Pancrazzi con le immagini che spesso emergono da un archivio fotografico vastissimo. Nel reimpiego che le vede spesso migrare da un medium all\u2019altro, si allontanano dal reale per farsi esperienza concettuale. Le immagini risultano cos\u00ec erose, de-normalizzate e normalizzate in maniera atipica mettendo alla prova la loro tenuta di fronte al nostro occhio, e all\u2019occhio restituiscono variazioni: guardiamo un\u2019immagine che guarda noi e questo dialogo avviene nell\u2019arco di un tempo che \u00e8 anch\u2019esso fattore di cambiamento e trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La selezione delle immagini migliori, per il risultato prefisso, occupa molta parte del tempo che mi lascio a disposizione prima di essere stanco dell\u2019idea di quadro che sto cercando.<\/em> <em>Scatto immagini fotografiche come appunto, le divido per tipologie, e le pi\u00f9 adatte, quelle che assomigliano all\u2019immagine che ho in mente, escono di prepotenza dall\u2019allineamento della catalogazione.<\/em> <em>Scatto e scarto.<\/em> <em>Migliaia di immagini, bianco e nero e a colori, sfuocate, mosse o perfette di esposizione, simili a quello che ricordo, immagini nate dal caso, da disattenzioni pratiche o dall\u2019uso disinvolto della camera.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Guardo poco dentro il mirino della macchina, e quando lo faccio lo trovo interessante, ma mi annoio subito, guardare il mondo dall\u2019obbiettivo di una macchina mi d\u00e0 l\u2019impressione di essere nascosto dal mondo e di riscoprirlo attraverso un buco che lo restituisce fantastico solo perch\u00e9 ce ne siamo privati.<\/em> <em>Non miro, ma pretendo che la macchina registri quello che vedo, e come lo vedo, allora l\u2019errore, lo scarto, mi sorprende a ritrovare l\u2019immagine che avevo visto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(\u2026) <em>Un\u2019immagine quando diventa il soggetto di un quadro ritrova un suo volume, una tridimensionalit\u00e0 scartata del reale \u00e8 un\u2019estrusione evocativa e permeabile.<\/em> <em>Il quadro allora prende autonomia ed io come un intruso mi muovo veloce e furtivo col pennello fino a quando scoperto devo allontanarmi, il quadro \u00e8 finito.<\/em> <em>Oltre al soggetto scelto a tavolino un quadro \u00e8 in mente molto prima di quanto riesca ad averne una conferma intermedia della possibilit\u00e0 di riuscire a dipingerlo.<\/em> <em>Altre volte, le immagini che ho scattato sono perfette, intoccabili nel loro instabile equilibrio, coi loro difetti imperdibili, di queste rare immagini ne assecondo il destino dandogli un\u2019autonomia completa che lascia intatta la loro forza cruda.<\/em><a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E pi\u00f9 avanti, nel 2014:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le mie sequenze fotografiche sembrano raffiche senza mira, sono sparate senza guardare dentro il mirino, senza inquadrare, come chi spara all\u2019auto inseguita affacciato al finestrino della propria inseguendo qualcuno.<\/em> <em>Sparo alle gomme del paesaggio che inseguo.<\/em> <em>Migliaia di immagini in pellicola negativa bn, in pellicola super 8 e doppio 8, poi in diapositiva a colori e poi bn, in polaroid autopositivo, e infine in digitale. Stampate, fotocopiate, ricalcate, proiettate, ridisegnate, stampate a contatto su pellicola lit, ingrandite, passate allo scanner e poi ristampate, rifotocopiate, disegnate, acquerellate, filtrate e salvate&#8230;<\/em> <em>Partecipo agli inseguimenti e alle battaglie nelle strade, dove i fotografi reporter documentano la cronaca, non ho avuto paura della pellicola e gli scatti sono sempre stati proporzionati all\u2019esercizio della mira.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ho imparato di pi\u00f9 dagli errori che dai successi, ed ho continuato a fotografare facendo tesoro di questa consapevolezza. Ho sbagliato molto ed ho poi coltivato tutti gli errori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le immagini hanno iniziato a raccogliersi in schedari, scatole, libri, cartelline, faldoni, ed ho capito le prevalenze, le passioni, le applicazioni, e le missioni che pi\u00f9 richiedono presenza e dedizione.<\/em> <em>Ho capito che era una questione di esercizio di mira.<\/em> <em>Ho raccolto migliaia di foto dei paesaggi che ho incontrato, le ho prese dall\u2019auto, dai treni, aerei, biciclette, navi, la maggior parte scattate dal cruscotto anteriore della mia auto.<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\"><strong>[7]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta\u0300-idealeOK-1024x880.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27531 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"880\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=1024%2C880&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-27531\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=1024%2C880&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=300%2C258&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=768%2C660&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=1536%2C1320&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?resize=480%2C412&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/1-la-citta%CC%80-idealeOK.jpg?w=1654&amp;ssl=1 1654w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><figcaption><em>La citt\u00e0 ideale<\/em>, 2019, materiali vari, legno, motore elettrico, lampadina led, dimensioni ambientali, ph. Ela Bialkowska, OKNOstudio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondante \u00e8 il concetto di prospettiva variabile e variata di cui il \u201cfuori registro\u201d, il negativo, il rapporto tra pieno e vuoto e le ombre sono strumenti di attuazione.<strong> \u201c<\/strong>Il \u2018fuori registro\u2019 rimanda ai procedimenti di stampa quando i retini (\u2026) non coincidono e l\u2019immagine varia, cambia, diventa e rivela altro.\u201d<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Elio Grazioli ci mette in guardia sul fatto che le ombre e le proiezioni non devono essere guardate \u201cnel senso usuale, cio\u00e8 come produttrici di simmetrie e opposizioni, ma come operatrici di inversioni, ribaltamenti e vuoti improvvisi. Fin dalla sua prima mostra personale Pancrazzi ha impostato questo suo invito, chiamandolo \u2018simmetria variabile variata\u2019\u201d<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 in una lettera del 23 dicembre 1994 Elio Grazioli scriveva a Pancrazzi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Caro Luca, quando, una delle ultime volte che sono venuto in studio a trovarti \u2013 avevi preparato un allestimento per non so quale gallerista tedesco \u2013 ho visto gli oggetti in resina, trasparenti alcuni, colorati altri, piccoli tutti e sparsi per terra al centro della stanza, e i nuovi quadri alle pareti, ho ritoccato con mano non solo l\u2019importanza dello spazio e del tempo, del vuoto e del pieno, delle varie opposizioni in atto nel tuo lavoro, ma del centro, della sua pulsazione. Anche a Care Of era stato cos\u00ec, e gi\u00e0 prima ad Arezzo, e fin in quel nostro catalogo, con la costruzione della \u201csimmetria variabile variata\u201d&#8230; Sar\u00e0 che quest\u2019ultima volta gli oggetti, a terra, mi rimandarono addirittura l\u2019immagine di una galassia, insomma una dimensione gigantesca \u201cdentro\u201d delle immagini di stanze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il 12 gennaio Pancrazzi risponde:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(\u2026) <em>Allora mi \u00e8 tornata alla mente quella tua lettera dove anche tu predisponevi un accerchiamento utilizzando tasselli della conoscenza reciproca come frammenti liberi che navigano nel presente.<\/em> <em>Come quegli oggetti a terra appunto, che hai visto e descritto e che nascono da questa opposizione tra realt\u00e0 e memoria, tra micro e macro, sono calchi di forme che vivono intorno a noi, nella nostra atmosfera, sfera del tangibile fatta di cose che stanno a portata di mano, ma il cui calco negativo sfugge un po\u2019, ci \u00e8 vicino e lontano al tempo stesso<\/em>.<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I luoghi a cui Pancrazzi fa riferimento sono vicinissimi, vicini e lontani (Pieve a Presciano, Firenze, la Germania, l\u2019America, il micro e il macro), attraversati mai a piedi, pochissimo in bicicletta, pi\u00f9 facilmente in auto e possibilmente in velocit\u00e0 o registrati grazie a spostamenti. A partire dal tema paesaggio ci si misura con il pensiero e il metodo, con la pratica quotidiana di osservazione, con il movimento nello spazio e nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(\u2026) <em>Attraverso un paese dietro l\u2019altro entrando da via Roma, o uscendo da corso Italia per rientrare nuovamente in un\u2019altra via Roma. Tra una citt\u00e0 e l\u2019altra vivo lo stesso momento pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Non proseguo in linea retta ma pratico un loop che mi riporta allo stesso punto ogni volta. Quando mi fermo anche il tempo si ferma, come se le pause dovessero essere escluse dal cronometraggio finale.<\/em> <em>Attraverso di tutto e alla fine ritorno sempre a casa.<\/em><a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> <em>Mi conosco, mi-s-conosco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La bicicletta mi permette di avere una velocit\u00e0 intermedia tra i pedoni e le auto e di non relazionarmi a nessuna di queste scale di movimento. Mi allontano di volta in volta sempre di pi\u00f9 dal mio quartiere per cercare nuove edicole, ferramenta, laboratori o negozi che visiter\u00f2 una volta sola. Attraverso gli stessi quartieri e le stesse strade ed ogni volta la zona non sembra mai la stessa, potenza della bicicletta e dell\u2019arte di arrangiarsi nel traffico, anche il tempo sembra diventare meccanico.<\/em> <em>Penso allo svolgersi delle cose intorno come animate da ingranaggi con tolleranze di qualche dente (mancante)<\/em>.<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/7-midisperdoeproseguoOK.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27525 lazyload\" width=\"714\" height=\"473\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/7-midisperdoeproseguoOK.jpg?resize=714%2C473&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-27525\" width=\"714\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/7-midisperdoeproseguoOK.jpg?w=551&amp;ssl=1 551w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/7-midisperdoeproseguoOK.jpg?resize=300%2C199&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/7-midisperdoeproseguoOK.jpg?resize=480%2C318&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 714px) 100vw, 714px\" \/><\/noscript><figcaption><em>Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 1996, china su carta, cm 6 x 3400<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pancrazzi ha affrontato il concetto del \u201cnon luogo\u201d ponendosi in dialogo con Marc Aug\u00e9 fin dalla mostra <em>All\u2019ombra del tempo<\/em> (Galleria Mazzoli, Modena 1996): i paesaggi metafisici inventati, dipinti e disegnati, scolpiti e modellati, i tunnel e gli <em>Interni<\/em>, gli edifici industriali fantasmagorici trovano nelle teorie e nella definizione dell\u2019antropologo punti di vista comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(\u2026) <em>Vedere o essere visti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chi osserva un paesaggio \u00e8 osservato di riflesso dal paesaggio, ci\u00f2 che vediamo penetra dentro di noi e da fuori osserviamo il paesaggio che ci sta dentro.<\/em> <em>Siamo noi il paesaggio che osserva.<\/em> <em>Questo flusso tra noi osservati e noi osservatori \u00e8 un archetipo di nonluogo.<\/em> <em>Adesso i nonluoghi scandiscono lo spazio\/tempo n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come una volta i rintocchi del campanile pi\u00f9 vicino scandivano il tempo\/spazio.<\/em> <em>Se ogni individuo \u00e8 un luogo io sono l\u2019antropologo della mia solitudine, e una antropologia dello spazio diverr\u00e0 antropologia del tempo?<\/em><a id=\"_ftnref13\" href=\"#_ftn13\">[13]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In merito ai suoi paesaggi visti nel riflesso in uno specchietto retrovisore o i campi e controcampi disegnati da ingressi e usciti da tunnel stradali scelgo di riportare il seguente:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Molti anni fa con mio padre attraversavamo spesso un tunnel che divideva, nei pochi chilometri di autostrada tra il paese in cui vivevo e la citt\u00e0 vicina, due vallate (\u2026) Il paesaggio al di l\u00e0 era uguale, ma diverso, la vista dall\u2019autostrada lo rendeva familiare e simile a quello al di qua, ma a differenza dell\u2019altro, sembrava piatto, senza profondit\u00e0, come una quinta teatrale costruita per rendere piacevole la vista agli automobilisti senza distrarli troppo dalla guida.<\/em> <em>Quel passaggio tra le due valli era anche una sorpresa meteorologica, mentre da un lato poteva piovere, dall\u2019altro gi\u00e0 squarci di sole potevano aver aperto il cielo da tempo e viceversa, non si poteva mai sapere cosa avremmo potuto trovare dall\u2019altra parte.<\/em> <em>Quando passo ancora da quel tunnel poche cose sono cambiate. Mentre guido l\u2019auto guardo dritto davanti e dietro, attraverso lo specchietto, per verificare la mia posizione intermedia tra i due orizzonti e mi preparo a risintonizzare le FM della radio che da una valle all\u2019altra non coincidono ancora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La pittura non coincide mai perfettamente tra una velatura e l\u2019altra, sopporta la mia approssimazione.<\/em> <em>Le immagini vibrano, la pittura come la luce che c\u2019\u00e8 tra le cose rivela la pienezza non dipinta delle forme.<\/em> <em>Quando dipingo sono esterno al quadro o sono io la pittura?<a id=\"_ftnref14\" href=\"#_ftn14\"><strong>[14]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK-1024x731.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27524 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"731\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=1024%2C731&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-27524\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=1024%2C731&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=300%2C214&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=768%2C548&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=1536%2C1097&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?resize=480%2C343&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/3-AilatiOK.jpg?w=1654&amp;ssl=1 1654w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><figcaption><em>Ailati<\/em>, 1994, olio su tela, cm 150&#215;200<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora in un testo inedito del marzo 1996:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(\u2026)<\/em> <em>Possiamo dire che oggi il paesaggio \u00e8 parallelo e diviso perfettamente in due dalla linea della strada in un paesaggio di sinistra e un paesaggio di destra che coincidono nei due punti di fuga sull\u2019orizzonte della strada stessa: quello davanti e quello dietro.<\/em> <em>Il paesaggio quindi diventa i paesaggi<\/em>.<a id=\"_ftnref15\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli scritti segnalo il punto di vista ancora variato: Pancrazzi di solito guida e scatta fotografie insieme, con il telefonino ormai se non con la macchina fotografica. Un piacere inedito \u00e8 per lui quello di potere essere il passeggero: \u00e8 quanto racconta di aver vissuto durante un viaggio in Libano viaggio di cui, passeggero sul sedile anteriore, ha documentato l\u2019andata e il ritorno, opposto rispetto a quello in andata, dal medesimo finestrino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cQuello che inizia adesso \u00e8 la proiezione di una sequenza fotografica fatta di immagini<\/em> <em>scattate al paesaggio che ho attraversato.<\/em> <em>Potrebbe essere un Paesaggio di Passaggio, ma comunque fa parte del paesaggio possibile che si incontra viaggiando e attraversando qualsiasi luogo.<\/em> <em>Come diceva Pessoa il viaggio \u00e8 il viaggiatore, e qui direi che il paesaggio \u00e8 colui che lo osserva<\/em>\u201d.<a id=\"_ftnref16\" href=\"#_ftn16\">[16]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#6a6666;font-size:15px\"><em>In copertina: Luca Pancrazzi, <\/em>Occidente<em>, 1994, acrilico su tela, cm 130 x 180<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Luca Pancrazzi, <em>Paesaggio Minuto<\/em>, Gli Ori, Pistoia, 2021, catalogo della mostra, Museo Archeologico di Acqui Terme, 2 Ottobre-21 novembre 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Assab One, Milano, 9 maggio-giugno 2014 a cura di Pietro Gaglian\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> La mostra fa parte del progetto \u201cChi non \u00e8 del Chianti\u201d, promosso dal Comune di Castelnuovo Berardenga con il sostegno finanziario della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la direzione scientifica di Valentina Lusini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, Fondazione Musei Senesi Editore, Siena, 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Luca Pancrazzi. <em>Ombre, proiezioni, ribaltamenti, vuoti improvvisi e inversioni<\/em>, a cura di Ilaria Mariotti, Gli Ori, Pistoia, 2021, catalogo della mostra <em>Luca Pancrazzi &#8211;<\/em> <em>Ombre, proiezioni, vuoti improvvisi, e inversioni<\/em> a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani Centro Espositivo Santa Croce sull\u2019Arno, Pisa 17 ottobre 2020 &#8211; 14 febbraio 2021<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> testo inedito del 2001, <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 132<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>Restituzione di paesaggio al paesagg<\/em>io 2007\/14 (80 diapositive su caricatore circolare carousel e proiettore); <em>Mira<\/em>, 2014 (carabina calibro 4.5 su tele diverse) Pubblicato in occasione della mostra <em>Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, Assab One, 2014, Milano. <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 226<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>Ombre, proiezioni, vuoti improvvisi, e inversioni<\/em>, 2021, p. 82<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> <em>Ombre, proiezioni, vuoti improvvisi, e inversioni<\/em>, 2021, p. 81<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Tratto da <em>Italia<\/em>, \u201cRiga\u201d n. 8, a cura di Marco Belpoliti e Elio Grazioli, Marcos y Marcos, Milano 1995 gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 56.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> <em>Un luogo \u00e8 qualsiasi luogo ma nessun luogo \u00e8 come quel luogo<\/em>, Pieve a Presciano, dicembre 1993 Tratto da <em>Nonsites<\/em>, Galleria Studio Legale, Caserta, 2005 gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 44<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> Milano, 16 dicembre 1998Tratto da <em>Italia due<\/em>, \u201cRiga\u201d n. 17, a cura di Marco Belpoliti e Elio Grazioli, Marcos y Marcos, Milano, 2000, gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 125<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> Milano, giugno 1996Tratto da <em>All\u2019ombra del tempo<\/em>, Emilio Mazzoli Editori, Modena, 1996, gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 79<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> <em>Intruso estruso<\/em>, tratto dal catalogo della mostra <em>Intruso Estruso<\/em>, Galleria Mazzoli, Modena, 2001, gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 136<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 82<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\" id=\"_ftn16\">[16]<\/a> <em>Paesaggio di passaggio<\/em>, tratto dal testo per <em>Piano Con Paesaggio<\/em>, a cura di Pietro Gaglian\u00f2, Teatro Stabile Kripton, Scandicci, 2012 gi\u00e0 in <em>Luca Pancrazzi \u2013 Paesaggio ciclico variato. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro<\/em>, 2020, p. 208.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un punto di vista metodologico il \u201cfare archivio\u201d \u00e8 una pratica costante per Luca Pancrazzi, fondante rispetto a una visione della ricerca che non si svolge secondo un principio evolutivo ma si caratterizza per continui ribaltamenti e circonvoluzioni, il rinnovamento dell\u2019attenzione su cicli di opere, il testare sottotracce di lavoro che si sono manifestate ciclicamente, talvolta imprevedibilmente e in forme diverse. Un metodo, Pancrazzi afferma, della cui necessit\u00e0 ha acquisito piena consapevolezza fin dal 2014, a partire dalla mostra &#8220;Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l\u2019altro&#8221;. 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