{"id":26474,"date":"2022-01-19T00:01:49","date_gmt":"2022-01-18T23:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=26474"},"modified":"2024-06-06T20:58:05","modified_gmt":"2024-06-06T18:58:05","slug":"pterodattilo-in-gabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2022\/01\/19\/pterodattilo-in-gabbia\/","title":{"rendered":"Pterodattilo in gabbia","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La \u201ccasa\u201d del poeta o quella del filosofo \u00e8 un topos originale, specie quando si tratta di esempi estremi come la cameretta (\u201cpo\u00eble\u201d) di Descartes o la capanna di Wittgenstein in Norvegia. Un caso altrettanto estremo di grande ma ambiguo fascino \u00e8 il luogo di detenzione di Ezra Pound a Metato, vicino a Pisa. Le poche fotografie sopravvissute del <em>Disciplinary Training Center <\/em>mostrano un grande spazio quasi desertico con alcune misere baracche sullo sfondo del paesaggio montuoso. L\u2019elemento pi\u00f9 tristemente famoso del campo consisteva in una serie di gabbie metalliche previste per i prigionieri speciali. La loro fredda razionalit\u00e0 seriale esprime bene la logica militaresca di questo \u201ccampo di rieducazione\u201d. \u00c8 l\u00ec che dobbiamo anche immaginare il prigioniero Ezra Pound. Arrestato il 3 maggio 1945 nella sua casa di Rapallo, Pound fu trasportato al DTC dove rimase fino al 18 novembre, quando fu riportato negli Stati Uniti. La gabbia senza Pound (non esistono foto che lo mostrino recluso nella struttura metallica) \u00e8 diventata una vera e propria icona utilizzata per poster o copertine di libri che mettono in scena le sofferenze del poeta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia-1024x1016.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26516 lazyload\" width=\"829\" height=\"823\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=829%2C823&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-26516\" width=\"829\" height=\"823\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=1024%2C1016&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=300%2C298&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=768%2C762&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?resize=480%2C476&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Gabbia.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019inferno di Metato Pound ha pensato e redatto i cosiddetti <em>Canti Pisani<\/em>. Celebrati come un documento capace di \u201cricapitolare e interpretare l\u2019intera storia del mondo e della civilt\u00e0 umana dalla guerra di Troia alla Repubblica di Sal\u00f2\u201d, la \u201cgrandezza dei <em>Cantos<\/em> pu\u00f2 essere concepita ma non percepita, pensata ma non veramente sentita\u201d. \u00c8 sempre Giovanni Raboni che si spinge fino a identificare i <em>Canti Pisani<\/em> come \u201cil pi\u00f9 certo, il pi\u00f9 vero, forse l\u2019unico grande libro di poesia scaturito dalla tragedia della seconda guerra mondiale\u201d (nella prefazione all\u2019edizione pubblicata da Garzanti nel 1980). Questi componimenti (cio\u00e8 i <em>Cantos<\/em> da LXXIV a LXXXIV), considerati anche come un esteso spartito o una <em>fuga<\/em> musicale, sono legati in primo luogo alla situazione psico-fisica del poeta obbligato a rinunciare alla libert\u00e0, al prestigio e al benessere materiale e a vedersela con una prigionia durissima. Rinchiuso per tre settimane in una gabbia di acciaio (soprannominata da lui stesso <em>Gorilla Cage<\/em>), custodito soltanto da una guardia che gli portava da mangiare, completamente separato dagli altri detenuti, Pound dovette soffrire anche le differenze di temperatura fra l\u2019afosa estate pisana e l\u2019eccessivo fresco notturno.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-679x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26519 lazyload\" width=\"421\" height=\"636\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3.jpg?resize=421%2C636&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-26519\" width=\"421\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?resize=679%2C1024&amp;ssl=1 679w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?resize=768%2C1158&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?resize=1019%2C1536&amp;ssl=1 1019w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?resize=480%2C724&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-3-scaled.jpg?w=1698&amp;ssl=1 1698w\" sizes=\"auto, (max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversamente da chi identifica nell\u2019opera che \u00e8 scaturita da questa esperienza estrema (in un secondo tempo, sempre in isolamento totale, il poeta occup\u00f2 una tenda) un capolavoro con mille ramificazioni, vedrei piuttosto in questa forma di poesia, certamente estrema, una disfatta del parlare poetico stesso. I <em>Canti Pisani<\/em> mi appaiono, in altri termini, come un costrutto trasparente sapientemente messo insieme dall\u2019autore. La base, empirica e ben nota, \u00e8 lo sfondo locale. Si parla di \u201ca sinistra la Torre \/ seen thru a pair of breeches\u201d, di un \u201cwhite ox on the road to Pisa\u201d, della vegetazione circostante (\u201cunder the olives, by cypress, mare Tirreno\u201d), delle montagne vicine che vengono identificate come un Taishan locale (\u201cunder Taishan \/ in sight of the tower che pende\u201d), del \u201cvento ligure\u201d o di quello proveniente da Carrara (\u201cthis wind out of Carrara\u201d), e molto spesso di nuvole (\u201cAnd the sun high over horizon hidden in cloud bank\u201d, \u201cand the clouds near to Pisa\u201d), nonch\u00e9 di tutti questi elementi combinati uno con l\u2019altro: \u201cMoon, cloud, tower, a spatch of the battistero \/ all of a whiteness\u201d. A questa struttura di base si aggiunge ci\u00f2 che riguarda l\u2019\u201cabitazione\u201d di Pound (\u201cThe shadow of the tent\u2019s peak treads on its corner peg \/ marking the hour\u201d, \u201cinto my tent\u201d) e gli aspetti attinenti alla vita del campo, presente per esempio nello slang dei soldati (\u201cpaak you djeep oveh there\u201d), nel loro aspetto fisico (\u201cthe cheerful reflective nigger\u201d), nelle loro azioni ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tale base empirico-geografico-meteorologica, che attraversa l\u2019intero testo, Pound ha aggiunto, un po\u2019 come un pizzaiolo dispone i vari funghi, cipolline, carciofini e cos\u00ec via, i suoi grandi temi. C\u2019\u00e8, ovviamente, il tema della morte di Mussolini, chiamato teneramente \u201cBen\u201d o \u201cMuss\u201d, o \u201cthe Duke\u201d; c\u2019\u00e8, e anche questo non \u00e8 sorprendente, il complesso usura-moneta-banca-sistema economico, e pure un po\u2019 di antisemitismo. Un tema che ritorna senza sosta sono i presidenti americani, un altro l\u2019ombra dell\u2019amico-rivale T.S. Eliot. A tutto ci\u00f2 \u201cEz\u201d aggiunge come ulteriore decoro un arsenale di citazioni letterarie, presenti nelle varie lingue originali. Poi vi sono i ricordi personali del poeta, la sua vita a Londra, Parigi o Venezia. Queste citt\u00e0 e svariati altri luoghi appaiono come concatenati in una teoria pressoch\u00e9 infinita di nomi di persone, ristoranti, trattorie, bar, strani personaggi, ecc. La visita di alcune divinit\u00e0 \u2013 secondo un sapiente mix sincretistico \u2013 aggiunge a questo <em>\u00e9talage<\/em> di nomi e di persone un aspetto pseudo-mistico e iniziatico, che si pu\u00f2 ritrovare anche negli ideogrammi cinesi come stranezza ed esotismo massimo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6-1024x578.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26523 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"578\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=1024%2C578&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-26523\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=1024%2C578&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=768%2C434&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=1536%2C868&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=2048%2C1157&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?resize=480%2C271&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob_Ez-ci-saluta-6.jpg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, visto che anche gli interpreti pi\u00f9 generosi ammettono che l\u2019insieme resti alquanto misterioso e quasi inaccessibile, una possibilit\u00e0 di dare senso consisterebbe nell\u2019ipotesi che la cornice generale della totalit\u00e0 materializzatasi nei versi pubblicati fosse una specie di inconscio poundiano. Attraverso la voce del poeta non pi\u00f9 giovane, esposto a paure e a uno stress estremo, all\u2019uomo caduto dall\u2019alto come una figura tragica antica, parlerebbe una voce poetica soltanto in parte sua. Il delirio verbale, che ha certamente un suo fascino, risulterebbe come l\u2019amalgama pre- e post-soggettivo di una coscienza che \u00e8 quella di un\u2019epoca, e non pi\u00f9 di una persona. Proprio questa via ci sembra invece sbarrata, poich\u00e9 sia i temi proposti sia la loro combinazione, senza parlare degli elementi privati (e anche un po\u2019 snob), risultano sapientemente dosati e mixati. La presenza degli innumerevoli artisti citati, quella di citazioni classiche tratte dalla letteratura greca, latina o provenzale, la comparsa di Joyce, Yeats, ecc. \u2013 tutto ci\u00f2 appartiene al Pound diurno, conscio, verboso e non a uno strato subliminale. Lontano dall\u2019essere baciato dalle Muse, il poeta applica in altre parole una ricetta (che forse gli permette di resistere e di sopravvivere, ma questo resta un fatto personale e non estetico).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26524 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"979\" height=\"797\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg?resize=979%2C797&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-26524\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg?w=979&amp;ssl=1 979w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg?resize=300%2C244&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg?resize=768%2C625&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound-2.jpg?resize=480%2C391&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 979px) 100vw, 979px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe obiettare al nostro approccio invocando, per esempio, la necessit\u00e0 di studiare ogni singolo elemento dei <em>Canti Pisani<\/em> prima ancora di formulare giudizi generali. Dovremmo, insomma, leggere Pound come lo facciamo con <em>Finnegans Wake<\/em>, fermandoci a ogni riferimento poco chiaro, intraprendere veri e propri viaggi enciclopedici, per accedere al senso globale. A prescindere dal fatto che la ricezione del romanzo sperimentale di Joyce non appare priva di problemi (pu\u00f2 un autore \u201ccondannarci\u201d a passare la vita per avvicinarci al suo testo?), la differenza sta nella struttura delle due opere. L\u2019atto ermeneutico rivolto al testo di Joyce scopre legami, correnti sotterranee, piste nuove, poich\u00e9 tutto ci\u00f2 ha la sua base nella struttura della prosa (pur sempre estrema, terrorizzante). Ci\u00f2 che manca nei <em>Cantos Pisani <\/em>\u00e8 invece proprio il collegamento, o per dirla con un concetto pi\u00f9 classico, la forma. L\u2019interminabile <em>enumeratio<\/em> di questi canti non crea legami formali, bens\u00ec un gigantesco accumulo. E anche nel caso in cui noi lettori ci mettessimo al lavoro per identificare la funzione di Bechstein o di P\u00e9tain, di John Adams o del Conte Volpe di Misurata, di Napoleone o dell\u2019Hotel Ritz-Carlton, di Voltaire o di Byron, quasi tutti questi elementi resteranno puramente nominali e poco intrecciati in un insieme polisemico. Sia che intrepretiamo tali nomi come pietre luccicanti, che non hanno altro da dirci se non la loro presenza lessicale, sia che \u2013 mossi dal desiderio di creare noi il massimo legame possibile, cio\u00e8 allontanandoci in mondo centrifugo dal testo \u2013 svolgiamo un vero e proprio sforzo sotterraneo, comunque sia, manca proprio il senso dell\u2019insieme.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26525 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"605\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound.jpg?resize=400%2C605&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-26525\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound.jpg?w=400&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Michael-Jakob-Pound.jpg?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forma apparentemente avanguardistica dei <em>Cantos<\/em> non \u00e8 infatti rivoluzionaria: \u00e8, in verit\u00e0, profondamente conservatrice. La vera rivoluzione fu quella messa in atto dall\u2019amico chiamato in questi <em>Canti<\/em> \u201cPossum\u201d, cio\u00e8 T. S. Eliot. Nel suo <em>Waste Land<\/em> Eliot fece ci\u00f2 che il Pound pisano finge di fare: liberare le parole in una forma poetica vicina alla prosa che crei grazie ai legami inconsueti un testo di estrema densit\u00e0. Nei <em>Cantos Pisani<\/em> assistiamo purtroppo ad altro. Ed \u00e8 un peccato, visto che Pound era ben capace di creare con pochissimi versi un capolavoro. Basta leggere un poema come <em>Doria<\/em> (certo non scritto nel DTC pisano):<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse\">Be in me as the eternal moods\r\n            of the bleak wind, and not\r\n     As transient things are \u2013\r\n             gaiety of flowers.\r\nHave me in the strong loneliness\r\n            of sunless cliffs\r\nAnd of grey waters.\r\n             Let the gods speak softly of us\r\nIn days hereafter,\r\n             The shadowy flowers of Orcus\r\nRemember thee.\r\n<\/pre>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019inferno di Metato Pound ha pensato e redatto i cosiddetti Canti Pisani. 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Dirige per le Edizioni Tarar\u00e0 la collana \"di monte in monte\" che affronta il tema della montagna in chiave filosofica, letteraria e artistica. Tra le sue recenti pubblicazioni in lingua italiana ricordiamo i seguenti saggi: \"L\u2019architettura del paesaggio\" (2020); \"La capanna di Unabomber\" (2020); \"La finta montagna\" (2022); \"Le origini tecnologiche del paesaggio\" (2022); \"Rara Herbaria\" (2023); e il romanzo \"La scomparsa di Leda\" (2024). Per l\u2019Accademia dei Lincei, Palazzo Corsini (Roma) e la Morgan Library (New York) ha curato la mostra \"Rara Herbaria \/ Seeds of Knowledge. Early Modern Illustrated Herbals\". \u00c8 autore e produttore di numerosi film documentari, il pi\u00f9 recente dei quali \u00e8 \"Arduino Cantafora. Il tempo sospeso\" (2026). 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