{"id":24769,"date":"2021-12-03T00:01:46","date_gmt":"2021-12-02T23:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=24769"},"modified":"2026-06-19T15:30:50","modified_gmt":"2026-06-19T13:30:50","slug":"contro-la-moda-la-filosofia-del-vestire-di-oscar-wilde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/12\/03\/contro-la-moda-la-filosofia-del-vestire-di-oscar-wilde\/","title":{"rendered":"Contro la moda. La filosofia del vestire di Oscar Wilde","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Da un libro che ha per titolo <em><a href=\"https:\/\/www.lanfranchieditore.com\/scheda-libro\/oscar-wilde\/filosofia-del-vestire-978-88-363-0086-0-726486.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Filosofia del vestire<\/a><\/em> ci si aspetterebbe un\u2019apologia della moda. Tanto pi\u00f9 che il suo autore, Oscar Wilde, \u00e8 inserito tra i massimi esteti che abbiano calcato la terra di Albione. Eppure, il lettore, scorrendo le pagine di questo volume, si accorger\u00e0 che non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 osteggiato, nell\u2019argomentazione wildiana, della moda. La moda \u00e8 la negazione di ogni bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La moda \u00e8, infatti, legata alla storia, all\u2019effimero alterarsi del gusto e di un gusto schiavo del conformismo sociale. In questo senso, affidarsi alla moda, seguire la moda, significa abdicare alla propria libert\u00e0. Detto, altrimenti significa rinunciare alla bellezza. \u201cLa bellezza dell\u2019abito, come la bellezza della vita, viene sempre dalla libert\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, certamente, Wilde qui rifiuta, in filigrana, l\u2019idea baudelairiana di bellezza moderna, quale punto di equilibrio tra l\u2019istante e l\u2019eterno \u2013 e la rifiuta, seguendo la grande scuola inglese che va da Ruskin a Pater, in nome di un\u2019idea imperitura di bellezza, di una forma atemporale e astorica che, potremmo dire, coglie l\u2019essenza immobile dell\u2019esistenza \u2013 \u00e8 anche vero che questa forma ideale si sovrappone, per lui, con l\u2019esperienza stessa della libert\u00e0. Libert\u00e0 e necessit\u00e0, all\u2019interno di questa linea di pensiero, coincidono nella bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe dire che Wilde sia un classicista libertario, cio\u00e8 uno spirito libero che rifiuta di piegare l\u2019oggi all\u2019estemporaneit\u00e0 di gusti infondati, per legare invece la contemporaneit\u00e0 all\u2019attualit\u00e0, cio\u00e8 alla riattualizzazione infinita di una forma immobile. La forma del bello non \u00e8 fissata una volta per tutte e non si tratta di riprodurla indefinitamente in modo identico. Questo \u00e8 il sogno nostalgico del reazionario. La forma del bello o il bello in quanto manifestazione della forma richiede, invece, un atto, un\u2019azione capace di riattivare, nel tempo, ci\u00f2 che \u00e8 al di fuori del tempo e, dunque, al riparo da ogni moda. \u201cLe epoche vivono nella storia attraverso i loro anacronismi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, anche il vestire, come ogni altro ambito che abbia una relazione con il bello (ma quale ambito dell\u2019esistente pu\u00f2 essere escluso da un tale rapporto?), non dovrebbe in nessun modo essere un dominio della moda ma, semmai, dell\u2019arte, proprio perch\u00e9 l\u2019arte mira alle leggi universali della forma e non al capriccio del gusto. L\u2019arte non ha alcuna necessit\u00e0 di evoluzione \u2013 come invece ha la moda nel susseguirsi vertiginoso di figli che divorano i padri \u2013 perch\u00e9 si pone al di fuori del tempo e cerca, anzi, proprio ci\u00f2 che si sottrae alla durata e quindi alla fine. \u201cPerch\u00e9 quella bellezza che l\u2019arte sottende non \u00e8 un mero accidente dell\u2019esistenza umana che si pu\u00f2 prendere o lasciare, ma una concreta necessit\u00e0 della vita, se vogliamo vivere come la natura ci ha voluto, ossia se non ci accontentiamo di vivere al di sotto del livello umano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo attraverso questa inversione prospettica, Wilde riesce a liberare l\u2019individuo da una uniformante indistinzione, dettata da fattori spesso deprimenti, quali l\u2019economia industriale e il dominio della mediet\u00e0. \u201cL\u2019industria \u00e8 la radice di ogni bruttezza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019arte del vestire \u00e8 quella prassi che, al contrario, \u201cpermette, anzi, ordina, a ciascuno di loro [agli individui] quella perfetta libert\u00e0 che deriva dall\u2019obbedienza alla legge, e che \u00e8 qualcosa di gran lunga pi\u00f9 benefico per l\u2019umanit\u00e0 della tirannia delle stringhe del corpetto o dell\u2019anarchia delle tinture all\u2019anilina\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La moda imbriglia l\u2019individuo in un gusto che non gli appartiene e che, surrettiziamente, gli viene imposto; l\u2019arte sviluppa, in ogni uomo o donna che si sottoponga alle sue leggi, il senso della propria individualit\u00e0, della propria unicit\u00e0 insopprimibile. Perch\u00e9 la bellezza possa trasparire nel vestire, come in ogni altro aspetto della vita, \u201csar\u00e0 necessario che in ogni uomo e in ogni donna sia insito un senso di individualismo, perch\u00e9 questa \u00e8 l\u2019essenza dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La moda \u00e8, dunque, il gran nemico dell\u2019arte, in quanto generatrice di bruttezza e di schiavit\u00f9. E questo era vero per la societ\u00e0 tardo ottocentesca di Wilde, cos\u00ec come \u00e8 vero oggi. \u00c8, quello che emerge da queste pagine, uno Wilde, come sempre, anticonformista, attento, lucido, incapace di piegarsi alle mezze verit\u00e0 del proprio tempo. Ed \u00e8 sicuramente questo l\u2019Oscar Wilde che pi\u00f9 ci tocca e che pi\u00f9 ci d\u00e0 da pensare. Si tratta di un pensatore di un\u2019estrema lucidit\u00e0, ancora pi\u00f9 efficace in un tempo come il nostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wilde \u00e8, in fondo, una sorta di antidoto alla stupidit\u00e0 e, a maggior ragione, di quella stupidit\u00e0 che si vuol agghindare con gli abiti dell\u2019intelligenza, apparendo come avanzata, come adeguata ai tempi; meglio sarebbe dire, alla moda. E davvero poco importa se la moda assuma, allora come oggi, tratti moraleggianti, quei tratti, tanto pi\u00f9 fastidiosi quanto pi\u00f9 ipocriti (visto il mondo industriale, cio\u00e8 votato esclusivamente al profitto, da cui nascono), dove si nasconde la reale ingiustizia mondana sotto l\u2019apparenza di inclusione del diverso. E nessuna importanza ha qui se la diversit\u00e0 sia di razza, di genere, di specie. Anche su questo punto, Wilde aveva visto lontano: \u201cattualmente i giornali stanno facendo di tutto per indurre il pubblico a giudicare uno scultore, per esempio, mai in base alle sue statue ma in base al modo in cui tratta la moglie; un pittore in base a quanto guadagna e un poeta in base al colore della cravatta\u201d. Anche se Wilde si stupirebbe di quanta strada abbia fatto quel puritanesimo, oggi ormai di destra e di sinistra, nel mondo contemporaneo; e quali tragicomici disastri culturali e sociali stia producendo un pensiero che ritiene di dover giudicare il bello e l\u2019arte (e il pensiero) sulla base di comportamenti morali. Come certo sulla base di convincimenti morali profondi, fu condannato Wilde a marcire nelle prigioni del Regno Unito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I moralisti, da sempre, sono incapaci di cogliere il proprio moralismo conformista, perch\u00e9, da sempre, sono ciechi all\u2019enormit\u00e0, all\u2019essere fuori da ogni norma, dell\u2019individuo. E poich\u00e9 i moralisti non vedono questa enormit\u00e0 e non colgono come questa enormit\u00e0 sia, per\u00f2, sottoposta a una legge universale dettata da una forma autostrutturantesi in modo poietico, ricoprono l\u2019infondatezza del proprio argomentare con clich\u00e9, parole d\u2019ordine, pensieri alla moda, cio\u00e8 con forme di coercizione, di fatto, violente e omogeneizzanti. La morale come antitesi della verit\u00e0 dell\u2019individuo, cio\u00e8 come antitesi della verit\u00e0 tout court.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire da questi presupposti, si pu\u00f2 comprendere perch\u00e9 Wilde affermi, in uno dei suoi testi capitali, <em>Declino della menzogna<\/em>, che l\u2019intera esistenza dovrebbe essere riportata a ci\u00f2 che in modo pi\u00f9 autentico riesce a mostrarla, l\u2019arte. L\u2019arte, che non \u00e8 mai imitazione della vita, ma sua creazione, sua messa in forma. La vita, in quanto dimensione naturale, non \u00e8 nulla, semplice coacervo di forze senza senso, di cui la moda, nelle sue forme migliori, \u00e8 solo specchio. L\u2019arte vive invece della propria libera autonomia agente e plasmante. Guarda al di l\u00e0 del dato e cerca la forma. L\u2019arte \u00e8 immaginazione creativa. Una vita degna di questo nome \u00e8, quindi, una vita che imita l\u2019arte, cio\u00e8 che trova espressione nell\u2019arte o, per dir meglio, vi trova un\u2019espressione formale, una forma bella. Solo in questo modo l\u2019energia insensata dell\u2019esistenza attinge una propria dimensione di senso e una bellezza indefinibile e non replicabile nella sua unicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l\u2019arte, dunque, per il senso comune, crea un mondo non vero, a fianco di quello reale, del mondo della dura realt\u00e0 dei fatti, allora questa menzogna, questo artefatto che cerca in se stesso la propria legge ed \u00e8 quindi autonomo da ogni condizionamento, \u00e8 il fine ultimo dell\u2019arte. Ed \u00e8 il fine ultimo dell\u2019arte perch\u00e9, in fondo, \u00e8 la sola verit\u00e0 possibile, la sola verit\u00e0 degna di questo nome. Una verit\u00e0 che si forgia nel cuore stesso della vita, rendendo alla vita la propria unicit\u00e0 irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bella menzogna dell\u2019arte \u00e8, in realt\u00e0, la verit\u00e0 pi\u00f9 profonda dell\u2019esistenza: \u00e8 una verit\u00e0 incarnata e declinata in ogni aspetto della vita di un individuo. Il resto \u00e8 solo l\u2019inutile sommarsi di opinioni alla moda senza realt\u00e0, destinate ad amplificarsi nella massa e a durare solo una stagione, per essere sostituite, data la loro inconsistenza, da altre opinioni, altrettanto inconsistenti. Poich\u00e9 \u201cuna verit\u00e0 cessa di essere tale quando vi crede pi\u00f9 di una persona.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una verit\u00e0, detto altrimenti, ha sempre un corpo. O, per ritornare all\u2019inizio, ogni verit\u00e0 \u00e8 un <em>habitus<\/em>, i greci dicevano un <em>ethos<\/em>. Una filosofia del vestire diviene cos\u00ec un\u2019etica dell\u2019esistenza o un cammino nella verit\u00e0. Una vita all\u2019altezza della verit\u00e0 \u00e8, inevitabilmente, un\u2019opera d\u2019arte totale. O, per dirla con Wilde, \u201csi dovrebbe essere un\u2019opera d\u2019arte, o indossarne una.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oscar Wilde<br><em><a href=\"https:\/\/www.lanfranchieditore.com\/scheda-libro\/oscar-wilde\/filosofia-del-vestire-978-88-363-0086-0-726486.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Filosofia del vestire e altri scritti sull&#8217;estetica del quotidiano<\/a><\/em><br>A cura di Alessandra Salvini<br>Lanfranchi, pp. 130, \u20ac 20<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un libro che ha per titolo Filosofia del vestire ci si aspetterebbe un\u2019apologia della moda. 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