{"id":24659,"date":"2021-11-28T00:01:28","date_gmt":"2021-11-27T23:01:28","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=24659"},"modified":"2024-06-06T21:03:59","modified_gmt":"2024-06-06T19:03:59","slug":"aberrazioni-non-marginali-uno-scorcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/11\/28\/aberrazioni-non-marginali-uno-scorcio\/","title":{"rendered":"Aberrazioni (non) marginali. Uno scorcio","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">\u2026 questo adiviene per non intendere la distantia<br>che vole essere da l\u2019occhio al termine dove se pongono le cose,<br>n\u00e9 quanto l\u2019occhio pu\u00f2 in s\u00e9 ampliare l\u2019angolo con li suoi raggi. [\u2026]<br>perch\u00e9 i[n] quello termine l\u2019occhio sen\u00e7a volgiarse vede tucto il tuo lavoro,<br>ch\u00e9, se bisognasse volgere, serieno falsi i termini perch\u00e9 serieno pi\u00f9 vederi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><em>De prospectiva pingendi<\/em>, Piero della Francesca (I.30 \u2013 I.30.14)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rinunciare al fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne parlavo con un amico, non molto tempo fa, e questo tempo ha molto a che fare con il fuoco (strana frase). Tempo senza alcun senso del futuro. Presente affollato di fantasmi, molti del passato, ma pi\u00f9 ancora del futuro &#8211; alcuni sono personali, e molti, troppi altri, direi <em>sociali<\/em>, ma solo perch\u00e9 non trovo una parola migliore. Uno dei punti \u00e8 che da un po\u2019, da quando, intorno alla met\u00e0 del secolo scorso, il numero dei viventi ha superato e forse doppiato il totale dei morti di tutta la storia dell\u2019umanit\u00e0, presente compreso, i fantasmi del futuro si sono moltiplicati sorpassando di molto, per numero e qualit\u00e0 di presenza, quelli del passato. E mai come in questi ultimi due anni il mondo \u00e8 stato tanto infestato da questi spettri, che, nella maggior parte dei casi, sono di natura matematica, e vanno sotto il nome di <em>modelli<\/em> o <em>previsioni<\/em> o <em>proiezioni <\/em>o, pi\u00f9 genericamente, <em>studi; studi <\/em>di<em> fattibilit\u00e0, <\/em>di<em> impatto<\/em>, di <em>resilienza<\/em> (sic!) eccetera. Studi di questo e di quello, studi su qualunque cosa e tutti di natura matematica. Ma che cosa intendiamo con <em>natura matematica<\/em>? Ecco, ora dovremo dire perch\u00e9!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come da ragazzo, al gruppo parrocchiale del marted\u00ec: Se s\u00ec perch\u00e9, se no perch\u00e9. Cacciato perch\u00e9 dicevo troppo spesso no e non sapevo dire perch\u00e9. Ma ormai, come si dice, sono troppo vecchio per queste cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque il fuoco, il tempo e i suoi fantasmi, e la matematica, regina delle scienze in assenza di re, e totalitaria per definizione da tutti accettata. E visto che ci siamo, concentriamo il fuoco su una delle sue innumerevoli applicazioni: la prospettiva. Ruotiamo dunque il nostro punto di vista di 180\u00b0 e guardiamo al passato, agli anni tra il quattro e il cinquecento, a quel periodo che va sotto il nome di Rinascimento \u2013 ma se si rinasce, \u00e8 solo per ri-morire, non pu\u00f2 essere altrimenti (non c\u2019entra, anzi s\u00ec \u2013 forse pi\u00f9 avanti). Fu nel corso del cosiddetto Rinascimento che la prospettiva, da uno dei tanti metodi di raffigurazione del mondo, prese il potere e divenne <em>l\u2019unico <\/em>metodo di figurazione \u201clegittimo\u201d. Sono passato da <em>raffigurazione<\/em> a <em>figurazione<\/em>, perch\u00e9 se \u00e8 vero che all\u2019inizio il suo regime si impose solo in ambito artistico, che all\u2019epoca era peraltro moltissimo pi\u00f9 vasto dell\u2019attuale, \u00e8 vero anche che fin\u00ec presto per imporsi anche a livello di pensiero (vedi Scuola di Marburgo), tanto da diventare \u201cnatura\u201d, al punto che, non molto pi\u00f9 tardi, la nostra stessa vista si \u00e8 modificata, adattandosi alla griglia prospettica al punto che l\u2019occhio tende a correggere, in automatico, senza che ci sia bisogno di pensarci, le curvature e aberrazioni varie che l\u2019applicazione indiscriminata della visione prospettica porta inevitabilmente con s\u00e9<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta-708x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24674 lazyload\" width=\"642\" height=\"929\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?resize=642%2C929&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-24674\" width=\"642\" height=\"929\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?resize=708%2C1024&amp;ssl=1 708w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?resize=207%2C300&amp;ssl=1 207w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?resize=768%2C1111&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?resize=480%2C694&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Trevisan-2-ridotta.jpeg?w=885&amp;ssl=1 885w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa la prova fisica, ma rimaniamo nell\u2019ambito del pensiero, che, salvo rarissimi casi, \u00e8 sempre prospettico (proiettivo), specie in ambito scientifico, e approfondiamo dicendo che esso pensiero non solo \u00e8 prospettico, ma, essendo l\u2019asse della razionalit\u00e0 scientifica assoluto (e infinito) e sempre pi\u00f9 chiamato in causa anche per regolare la vita di tutti i giorni, esso applica invariabilmente, tra tutte, la prospettiva centrale. Tutto ci\u00f2 detto, non si pu\u00f2 non constatare che, essendo il presente contratto al punto da avere ormai completamente perso il senso del futuro, e di conseguenza anche del passato, ogni proiezione temporale (modello), proprio seguendo le leggi della prospettiva, non pu\u00f2 che produrre una quantit\u00e0 incontrollabile e incontrollata di aberrazioni marginali; e nel momento in cui questo modello (della realt\u00e0) viene effettivamente applicato alla realt\u00e0, esso non pu\u00f2 che (ri)produrre le aberrazioni in esso contenute elevate alla <em>x <\/em>(incognita). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Aberrazione<\/em> \u00e8 termine tecnico, ben noto grazie alle fotografie, e sta a indicare la discrepanza tra l\u2019immagine prospettica e quella retinica: la prospettiva piana proietta le linee rette in quanto rette, ma, essendo il nostro schermo convesso, le vediamo (percepiamo) come curve. Finch\u00e9 si resta nell\u2019ambito del disegno, poco male, per evitare il fenomeno, baster\u00e0 ricordarsi di evitare la distanza troppo ravvicinata, ma il pensiero, il pensiero \u00e8 tutto un altro discorso. La concezione prospettica matematizza anzitutto lo spazio, e il tempo, in modo da poter analizzare (disporre) corpi e cose nello spazio-tempo, e restituire quindi il rilievo (dati) in prospettiva. E, come detto, chi potrebbe negare che, al presente, tanto lo spazio quanto il tempo non si siano drasticamente ristretti? La giusta distanza, quella cio\u00e8 che permette di ridurre al minimo le aberrazioni, che gi\u00e0 Leonardo raccomandava, non \u00e8 pi\u00f9 possibile, n\u00e9 sull\u2019asse dello spazio n\u00e9 su quello del tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24676 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni.jpeg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-24676\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?resize=480%2C360&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Vitaliano-Trevisan_Aberrazioni-scaled.jpeg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, date le premesse, andiamo al punto, ovvero al presente di questi ultimi due anni. La politica, ma in realt\u00e0 l\u2019economia, agisce sulla base di <em>proiezioni<\/em>, e, agendo essa <em>nel<\/em> e <em>sul<\/em> presente, la sua fame per cos\u00ec dire \u201cproiettiva\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 insaziabile; e queste restituzioni\/proiezioni, le vengono pi\u00f9 che volonterosamente fornite da una miriade di professionisti, formati e pagati per questo, sulla base di dati scientifici, ovvero matematici<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Le proiezioni che detti professionisti della proiezione forniscono, elaborate partendo da un punto di vista obbligatoriamente troppo ravvicinato rispetto alla realt\u00e0 studiata (lo spazio\/tempo, come sappiamo, si \u00e8 contratto), proprio perch\u00e9 rispondono a precise leggi matematiche, non sono nella possibilit\u00e0 di evitare le aberrazioni marginali n\u00e9 di correggerle, se non in modo illusionistico,\u00a0 ovvero \u201cfalsificando\u201d i dati di realt\u00e0 per far s\u00ec che detta realt\u00e0 si avvicini il pi\u00f9 possibile al modello aberrante \u2013 in sostanza, fanno l\u2019esatto inverso di quanto prescriverebbe il cosiddetto \u201cmetodo scientifico\u201d, e, anzich\u00e9 cercare nella realt\u00e0 le prove di falsificazione di una teoria (per confermarla), cercano quasi esclusivamente quelle che la confermano (per non doverla negare). \u00c8 perci\u00f2 corretto affermare che le immagini (fotografie) della realt\u00e0 che di volta in volta ci vengono restituite sono in massimissima parte (matematicamente) aberranti. A ci\u00f2 si aggiunga il fatto che la stragrandissima maggioranza del genere umano, perlomeno in ambito occidentale, qualsivoglia sia il suo genere, e a prescindere dal grado di cultura, continua, in piena incoscienza, a pensare prospetticamente in un mondo in cui la prospettiva, come crediamo di aver dimostrato, \u00e8 negata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 dunque perch\u00e9 credo che la terra sia piatta, anzi, al contrario, proprio perch\u00e9 penso che sia sferica, che io riconosco ed eleggo l\u2019\u201caberrazione\u201d a cifra di lettura indispensabile a chiunque volesse perlomeno tentare di comprendere questi anni deliranti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A Basso Teresa, mia madre, che mi costrinse a iscrivermi al geometri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Nda: Volendo approfondire, si veda, tra gli altri: <em>La curvatura delle linee nel tempio d\u2019Ercole a Cori<\/em>, di Gustavo Giovannoni. Secondo questo autore, grande esperto di prospettiva, \u201cla nostra coscienza \u00e8 tanto preparata alla divergenza tra il fenomeno prospettico e la realt\u00e0 obiettiva, che in certo modo attua una sovracompensazione delle modificazioni prospettiche. In altri termini, la nostra coscienza, abituata a considerare giusto ci\u00f2 che \u00e8 obiettivamente errato, in molti casi sente come errato ci\u00f2 che \u00e8 obiettivamente giusto: colonne perfettamente cilindriche che, dal punto di vista fisiologico, sembrano restringersi verso l\u2019alto, dal punto di vista psicologico vengono percepite come se verso l\u2019alto si allargassero.\u201d (cit. da Erwin Panofsky, <em>La prospettiva come forma simbolica, \u2026<\/em>). E poi, per approfondire ancora, sarebbe opportuno leggersi qualcosa di ottica, e confrontare l\u2019antica con la moderna \u2013 condensando: in quella antica i raggi ottici provenivano dall\u2019occhio e si allargavano sul mondo; in quella moderna i raggi ottici <em>convergono<\/em> nell\u2019occhio <em>restituendoci<\/em> il mondo (come se fosse nostro!) \u2013 ps.: <em>restituire<\/em> va inteso in senso tecnico: si restituisce un rilievo (misurazione) trasformandolo in un disegno. Tutto ci\u00f2 inteso, si inizier\u00e0 a rendersi conto di quanto possano ingannare, riguardo la percezione di una qualsiasi realt\u00e0, queste \u201ccompensazioni automatiche\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Nda: Non dovremmo mai, mai dimenticare, che la realt\u00e0 cosiddetta scientifica non \u00e8 <em>la<\/em> realt\u00e0, ma una sua restituzione basata sui dati: non \u00e8 <em>il <\/em>mondo ma una sua rappresentazione, una proiezione, scientifica certo, ma pur sempre proiezione, e la sua realt\u00e0, ovvero natura, resta proiettiva nello stesso senso in cui lo \u00e8 una ripresa cinematografica \u2013 e anzi, ultimamente, al di l\u00e0 dell\u2019ottica, la natura artistica del cinema sembra aver contagiato anche i rappresentanti scientifici, ovvero i cosiddetti \u201cscienziati\u201d, che sempre pi\u00f9 si affollano sulla scena, e, da bravi attori, si litigano il ruolo di protagonisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nb.: non posso non ricordare che la radice della prospettiva \u00e8 nel teatro: si veda: Agatarco (scenografo di Eschilo), <em>Commentarius.<\/em>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#676d82;font-size:15px\"><em>Tutte le immagini che accompagnano il testo sono scatti di di Vitaliano Trevisan<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8216;Aberrazione&#8217; \u00e8 termine tecnico, ben noto grazie alle fotografie, e sta a indicare la discrepanza tra l\u2019immagine prospettica e quella retinica: la prospettiva piana proietta le linee rette in quanto rette, ma, essendo il nostro schermo convesso, le vediamo (percepiamo) come curve. 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