{"id":20170,"date":"2021-06-18T00:01:01","date_gmt":"2021-06-17T22:01:01","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=20170"},"modified":"2024-06-06T20:26:42","modified_gmt":"2024-06-06T18:26:42","slug":"a-melancholy-one-da-un-libro-eliotiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/06\/18\/a-melancholy-one-da-un-libro-eliotiano\/","title":{"rendered":"A Melancholy One. Da un libro eliotiano","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 18 giugno 1922 T.S. Eliot si presenta a casa Woolf per una pubblica lettura di <em>The Waste Land<\/em>, la prima di cui si abbia notizia. Cos\u00ec la ricorda Virginia nel suo diario, in data \u00abvenerd\u00ec 23 giugno\u00bb: \u00abEliot \u00e8 venuto a cena la scorsa domenica e ha letto il suo poema. L\u2019ha intonato e cantato in rima.&nbsp;&nbsp;\u00c8&nbsp;molto bello e ha grande forza&nbsp;nel dettato; simmetria, e tensione. Non saprei dire cosa lo tiene insieme. Ma lo ha letto finch\u00e9 non \u00e8 dovuto scappare via \u2013 per via di lettere da scrivere sul London Magazine \u2013 e cos\u00ec la discussione \u00e8 stata ridotta. Si restava, comunque, pervasi da una forte emozione.&nbsp;<em>The Waste Land<\/em>, si intitola; e Mary Hutch[inson], che l\u2019ha ascoltato&nbsp;con pi\u00f9 agio, lo considera l\u2019autobiografia di Tom \u2013 un\u2019autobiografia melanconica\u00bb (\u00abA Melancholy One\u00bb, cio\u00e8: <em>Diary of Virginia Woolf<\/em>, I, London, Penguin, 1999 p. 178).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno prossimo si prevedono numerosi omaggi a Eliot nel centenario della pubblicazione del poema che, comunque la si pensi, ha rivoluzionato la poesia moderna; e sar\u00e0 l\u2019occasione anche per fare il punto sul controverso editing di Ezra Pound, \u00abil miglior fabbro\u00bb come dantescamente lo ribattezz\u00f2 il discepolo. Nel frattempo non meno rivoluzionaria si presenta \u2013 sin dalla grafica a sua volta choc \u2013 la nuova edizione italiana del testo, da poco pubblicata dal Saggiatore nella nuova traduzione di Carmen Gallo, a partire dal titolo-bomba che non \u00e8 pi\u00f9 <em>La terra desolata<\/em>, come liricamente sovrainterpretavano i primi traduttori italiani, ma ben pi\u00f9 duramente <em>La terra devastata<\/em> (mentre resta irrispettata, nel paese d\u2019origine, la citazione dantesca che sarebbe \u00abIl paese guasto\u00bb \u2013 <em>Inf.<\/em> XIV, 94 \u2013 e che, seppur smentita a pi\u00f9 riprese dall\u2019interessato, parrebbe all\u2019origine del titolo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo <em>work in progress<\/em> iconopoetico di Filippo Tuena inauguriamo cos\u00ec il \u201critratto\u201d di uno dei poetae pi\u00f9 docti, non solo letterariamente ma anche figurativamente, del Canone Occidentale; che nelle prossime settimane, fra gli altri materiali, vedr\u00e0 allinearsi anche un iconocommento a puntate della stessa Carmen Gallo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">A.C.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:48px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Quanto segue sono due brani iniziali di un libro a cui lavoro da un paio d\u2019anni, su Eliot e Pound, su Eliot e il Vecchio continente in tempo di guerra, sulle origini affettive di <em>The Waste Land.<\/em> Il testo, nato come prefazione a una pubblicazione abortita sul manoscritto \u00e8 andato poi espandendosi sul prima e sul dopo di quel brogliaccio, sulle vicende editoriali, sulle prime edizioni. Ci sto lavorando ancora e lentamente prende la strana forma di una sorta di poema con inserti fotografici e ampie note esplicative. \u00c8 anche una meditazione sui viaggi dei ventenni, sui viaggi formativi, sul partire, sul radicarsi, sull\u2019essere sradicati, sulle delusioni e sugli entusiasmi letterari. Insomma, sulla composizione di un testo poetico che \u00e8 anche il ritratto della formazione di uno scrittore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Prologo in due figure<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo vedi nel ritratto che gli fa Wyndham Lewis<br>Un tre lustri pi\u00f9 o meno dai fatti da narrare<br>Ezra Pound <em>from Idaho<\/em> in una breve visita a Londra<br>Dopo che da anni \u00e8 andato a stare altrove<br>Parigi Riviera Rapallo<br>E torna per certe questioni e per mordere ancora<br>La citt\u00e0 sul fiume<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Wyndham-Lewis_Ritratto-di-Ezra-Pound-Tate-Gallery-Londra-1024x759.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20221 lazyload\" width=\"608\" height=\"450\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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orizzontali<br>Di un tenue arancio e di un altrettanto<br>Tenue celeste marino e in secondo piano<br>Tra l\u2019effigiato e la tela un tavolino circolare<br>Con sopra un paio di quotidiani un posacenere<br>Di cristallo con mozziconi di sigaro<br>E due fermacarte di porcellana<br>Occupa il lato sinistro del dipinto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono oggetti posati su un altro oggetto<br>Accessori dimenticati<br>Dal sonno leggero del poeta<br>\u2018Quel che ho fatto\u2019 sembra dire \u2018\u00e8 stato\u2019<br>Ancora un poco di sonno<br>E me ne dimenticher\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due imbastirono una sorta di dialogo<br>Tra il dormiveglia del modello<br>E la nevrosi del pittore<br>L\u2019argomento sottinteso era il comune amico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAh, ricorda come lady Ottoline Morrell<br>Che lo finanziava per altro munificamente<br>Lo chiamava <em>Undertaker<\/em> cos\u00ec per divertimento<br>Poi \u00e8 venuto qui e gli ho fatto diversi schizzi<br>Il ritratto verr\u00e0 di quelli buoni\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAh\u201d, dice l\u2019altro<br>\u201cio ogni tanto lo chiamo<br><em>His somnolences<\/em>\u201d cos\u00ec per dire<br>Come il possum<br>Recita bene il morto<br>Ma gli voglio bene<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora dormo e lasciamo correre<br>Questioni trascorse tempo finito<br>Nulla torner\u00e0 indietro\u201d<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">II.<\/h4>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Wyndham-Lewis_Ritratto-di-T.S.-Eliot-Municipal-Art-Gallery-Durban.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20226 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"349\" height=\"600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Wyndham-Lewis_Ritratto-di-T.S.-Eliot-Municipal-Art-Gallery-Durban.jpg?resize=349%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20226\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Wyndham-Lewis_Ritratto-di-T.S.-Eliot-Municipal-Art-Gallery-Durban.jpg?w=349&amp;ssl=1 349w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Wyndham-Lewis_Ritratto-di-T.S.-Eliot-Municipal-Art-Gallery-Durban.jpg?resize=175%2C300&amp;ssl=1 175w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">T.S. Eliot \u00e8 ritratto anch\u2019esso seduto<br>Su una poltrona dai braccioli di legno \u2013<br>Forse la stessa su cui siede Pound \u2013<br>Il che porterebbe a ipotizzare che anch\u2019egli<br>Si trovi nello studio dell\u2019amico pittore Lewis<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo una parete bianca o una tela<br>E alcuni fregi di difficile interpretazione<br>Ma che potrebbero essere motivi ornamentali orientali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel che nello sfondo del ritratto di Pound<br>\u00c8 movimento qui diventa stasi cos\u00ec come<br>La persona ritratta <em>non pu\u00f2<\/em> socchiudere gli occhi<br>E abbandonarsi al movimento onirico<br>Suggerito dagli occhi chiusi di Pound<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guarda fisso nel vuoto qualcosa fuori dalla cornice<br>Come spesso accade nei ritratti dove si vuol<br>Sottolineare qualcosa d\u2019inafferrabile di mancato<br>D\u2019inespresso nel volto dell\u2019effigiato<br>O nella vita trascorsa di costui come se<br>Sfuggisse a qualcosa che lo tormenta<br>Senza sapersene allontanare come sembra<br>Saper invece fare il poeta pazzo bulimico famelico<br>Di cui quest\u2019uomo &#8211; in perfetto abbigliamento<br>Elegante blu il panciotto chiuso la cravatta annodata<br>Il colletto della camicia abbottonato<br>E le mani conserte una sull\u2019altra<br>Al mignolo della sinistra un anello (d\u2019onice?)<br>E il pensiero circoscritto costretto irrigidito &#8211;<br>Afferma d\u2019essere debitore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul campo bianco immacolato dello sfondo<br>Si ritaglia l\u2019ombra del capo e i suoi capelli pettinatissimi<br>Separati da una perfetta scriminatura protagonista<br>Assoluta del dipinto che taglia separa conclude<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrerebbe costui un uomo realizzato<br>Al culmine della carriera ma Lewis \u00e8 evidente<br>Qui ritrae un rimpianto tanto quanto nel ritratto<br>Di Pound aveva raffigurato la rilassatezza meritata<br>Del vincitore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita in realt\u00e0 sembra avere in serbo esattamente<br>L\u2019opposto per i due amici poeti esuli \u2013 uno volontario<br>In Italia, l\u2019altro in Inghilterra \u2013 ma non ha bisogno<br>D\u2019imparare una seconda lingua \u2013 anche se parla e scrive<br>Fluentemente francese a causa di un soggiorno parigino<br>Che avr\u00e0 una certa importanza<br>In quel che si dovr\u00e0 narrare<br>E conosce l\u2019italiano di Dante in maniera<br>Che pu\u00f2 leggerne il poema in lingua originale &#8211;<br>Dicono che viaggiasse sempre col suo<br>Poket-Dante che gonfiava la tasca della giacca &#8211;<br>Anche se ne perde molte invenzioni<br>E nessi linguistici e certamente negli anni<br>Della loro prima conoscenza (di Pound e di Eliot)<br>Fu Dante a renderli vicini pi\u00f9 che le cose<br>Che scrivevano considerando che Ezra praticava<br>Ottimismo e T.S. piuttosto il freddo il contrario<br>Vittima del poco entusiasmo che lo ghiaccia<br>E sospinto a credere in s\u00e9 dall\u2019amico pi\u00f9 che da s\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il che produsse il rifiuto da parte<br>Della Royal Academy<br>Ad accettare il ritratto per qualche motivo<br>Che atteneva all\u2019arte e non alla psicologia<br>Ma che oggi sarebbe giustificato<br>Da questo tratto freddo e disperato<br>Che imprigiona il poeta ai suoi versi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si racconta di <em>The Waste Land<\/em> del suo apparire<br>Nella mente dell\u2019autore cos\u00ec come la racconta<br>Da molto tempo ho un\u2019idea in mente<br>Molto prima di quando venne alla luce<br>Molto prima molto molto prima<br>Del lontano anno 1922 e per questo dobbiamo<br>Liberarci delle immagini di Lewis<br>Di Pound sonnolento e di Eliot rigido e realizzato<br>Che mostrano come sarebbero diventati<br>E non come furono durante gli anni<br>Della Prima grande guerra mondiale<br>Dei fronti della Marna e della Somme<br>Dei Dardanelli che Tom conobbe<br>Non per averli vissuti ma visti attraverso<br>Le pagine dei giornali<br>I necrologi degli amici morti<br>Il sentirsi solo e incondivisibile<br>Ogni passo tracciato ogni metro percorso<br>E la <em>Gaste terre<\/em> che ne deriva<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. Una <em>Deposizione<\/em> ad Anversa<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora chi andasse nella cattedrale di Anversa<br>Rimarrebbe certamente colpito<br>Dal polittico della <em>Deposizione<\/em> di Rubens<br>E forse anche di pi\u00f9 dall\u2019altro gemello<br>Incentrato sull\u2019<em>Innalzamento della Croce<\/em><br>E si duole enormemente<br>Che il rapido viaggiatore che fu Eliot<br>In quella circostanza non abbia saputo mantenere<br>La volont\u00e0 di scriverne ed \u00e8 singolare<br>Che proprio all\u2019inizio di queste pagine<br>Si ragioni sulla caducit\u00e0 delle idee<br>Sul loro apparire e sul loro scomparire<br>\u2003<br>E su quando viene perduto dell\u2019infinito fluire<br>Del pensiero nella mente di chi poi<br>Decide di occuparsi di questo nella vita:<br>rammemorare quel che lo turba<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 \u00e8 proprio questo quel che qui<br>Si va cercando: il momento in cui la cosa nasce<br>La fecondazione e il suo esistere quando<br>un\u2019istante prima non era<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beh ma guardatelo il manto rosso<br>di Giovanni Evangelista e il gesto<br>il braccio destro il alto il sinistro<br>che sostiene la gamba sinistra<br>di Cristo e come stia quel corpo<br>per scivolare verso la Maddalena<br>disposta a sopportarne il peso<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa-783x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20237 lazyload\" width=\"563\" height=\"736\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?resize=563%2C736&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20237\" width=\"563\" height=\"736\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?resize=783%2C1024&amp;ssl=1 783w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?resize=230%2C300&amp;ssl=1 230w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?resize=768%2C1004&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?resize=480%2C627&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pier-Paul-Rubens_Discesa-dalla-Croce-Cattedrale-Anversa.jpg?w=918&amp;ssl=1 918w\" sizes=\"auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo uno squarcio<br>Di luce del tramonto e in basso<br>Una terra fredda e sgombra<br>Da sassi erbe o altre cianfrusaglie<br>Sulla destra in basso il bacile<br>Con la corona di spine<br>E il cartiglio INRI<br>Fermato da una pietra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osservo questi gesti questi oggetti<br>In quel giorno in transito<br>Da Londra a Marburg<br>Nella citt\u00e0 portuale di Anversa<br>Nel luglio 1914<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sai, bisogna essere lontani da quel che si ama per scrivere belle cose. Lontani dal risolvere le passioni, lontani dalla propria terra, dai propri paesaggi affettivi. Puoi avere accanto la tua donna ma non avere i paesaggi; puoi avere la terra ma non l\u2019amore; puoi desiderare il tempo trascorso (questo \u00e8 inevitabile e forse \u00e8 la condizione necessaria); pu\u00f2 non soddisfarti quello che scrivi (e anche questa \u00e8 una molla che finisce per produrre una dignitosa letteratura, anche se non basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">T.S. Eliot, alla fine del suo percorso di studi ad Harvard, aveva vinto una borsa di studio per i corsi di filosofia di Oxford e a fine giugno 1914 aveva lasciato gli Stati Uniti ed era approdato in Europa il 7 luglio. Appena sceso dal transatlantico aveva fatto una breve puntata a Londra appena il tempo per perdere una valigia blu in un\u2019agenzia di viaggi \u2013 una sorta di variazione seria del <em>misfit<\/em> che \u00e8 all\u2019origine di <em>The Importance of Being Earnest<\/em> \u2013 mostrandosi subito alquanto sprovveduto. Di quella valigia aveva poi chiesto notizie a un amico che si trovava a Londra e lo aveva pregato di andarla a recuperare mentre lui aveva preso un treno e poi un traghetto e si era fermato ad Anversa estasiato da un polittico di Rubens nella cattedrale di quella citt\u00e0 fiamminga che gli aveva suggerito l\u2019idea di un poema <em>Descent from the Cross<\/em> (cos\u00ec, in inglese immagina il titolo) subito abortito ma in realt\u00e0 tutt\u2019altro che accantonato \u2013 quell\u2019idea avrebbe certamente trovato il suo spazio e la sua ragione negli anni a venire \u2013 e poco ore dopo aveva ripreso il treno ed era andato in Germania a seguire una scuola estiva a Marburg.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accenno alla <em>Deposizione<\/em> compare di sfuggita in una lettera a Conrad Aiken che in questa vicenda assume i connotati di staffetta degli Inferi o forse psicopompo poich\u00e9 tutto sembra partire da lui e, attraversato quell\u2019ingresso infernale che separa il prima dal dopo, tutto sembra allontanarsi da lui, statico com\u2019\u00e8 in quel ruolo di accompagnatore agli Inferi che si deve fermare sulla soglia di Proserpina. Forse si dovrebbe andare a occhieggiare, ad annusare, a scavare in qualche sua poesia o nota critica anche se non \u00e8 compito di questo libro approfondire troppo la conoscenza di questo poeta. Basta che sia riconosciuto come lo psicopompo che accompagna T.S. nel mondo funebre del vecchio continente e nel girone dei poeti e della finzione letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu ad Aiken che Eliot chiese di recuperare la valigia blu dimenticata nell\u2019agenzia di viaggi a Londra. Averla dimenticata sarebbe un atto nascosto, tutt\u2019altro che involontario; una manifestazione di volont\u00e0 subliminale dimenticare una valigia appena arrivati nel luogo dove si vivr\u00e0 per sempre. Come se quell\u2019oggetto trascurabile avesse svolto il suo compito conducendolo dagli Stati Uniti in Inghilterra e affermasse la sua determinazione a rimanere solidamente in una terra che ha come confine un Vallo Adriano che impedisse invasioni ma che impedisse anche fughe verso l\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pellegrinaggio ad Anversa si compie, dagli anni 2000 in poi, per omaggiare W.G. Sebald e la descrizione che fa della stazione ferroviaria e dello zoo delle civette che per\u00f2 <em>non ho potuto visitare<\/em> quel giorno, quelle poche ore, in cui mi fermai anch\u2019io nella citt\u00e0 del porto fluviale. Poich\u00e9 era sabato ricordo che notai come singolare l\u2019assenza di qualunque commerciante o tagliatore di diamanti ebreo con i loro sirtuk neri e i payot che scendono dalle basette in boccoli lucidi e che invece nel mio immaginario dovevano comparire a ogni angolo di strada. Ricordo il Reno, i bassi muraglioni, le chiatte che lo percorrevano a velocit\u00e0 ridotta, qualcuno che saliva su un contrafforte per osservare meglio l\u2019andare del fiume e l\u2019aria ghiaccia e il cielo grigio. Ogni persona che visita Anversa prova questa sensazione di trovarsi in basso e che il fiume e persino il mare potrebbero essere a un livello superiore. Si percorrono gradini salendo solo per entrare nella stazione \u2013 dunque andandosene \u2013 perch\u00e9 uscendo dalla stazione si <em>scendono<\/em> quei gradini con una triplice scalea \u2013 una centrale e due laterali, che sembrano scomporre e separare la Scala originale, quella del Ricetto della Laurenziana a Firenze. Ogni volta che si <em>sale<\/em> una scala, si sale una variazione di quella scala. E ogni volta che si <em>scende<\/em> una scala si scende una variazione di quella scala. Ora \u00e8 certo che Eliot sia <em>sceso<\/em> dalla nave, abbia percorso a piedi il centro della citt\u00e0 e abbia <em>salito<\/em> la scala della stazione. Anversa come conca, come avvallamento che impedisce la visione dei panorami, pur essendo al centro di una terra piatta. Persino in <em>Gerontion<\/em>, una poesia del 1920 di cui dovr\u00f2 poi parlarti per il singolare intreccio di tempo passato e futuro che la caratterizza, compare la citt\u00e0 in un verso \u2013 <em>il padrone, generato in qualche casa di Anversa<\/em> \u2013 incastonato nei pensieri malinconici di un uomo ormai anziano e senza prospettive tutto il contrario del ragazzo che Tom era in quell\u2019estate del 1914 in attesa della coincidenza con un treno che lo conducesse altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorni fa ho sognato la citt\u00e0 ma senza nessuna attinenza col luogo reale. Semplicemente scendevo da un piroscafo e mi trovavo in una piazza circolare, abbastanza simile alla piazza della stazione di Lambrate e non sapevo dove andare. Pi\u00f9 o meno la situazione che deve aver provato lui scendendo dal traghetto e dovendo aspettare qualche ora la coincidenza ferroviaria per Marburg; si sar\u00e0 messo a girare per l\u2019antico centro della citt\u00e0. Dunque la visita alla cattedrale, i due polittici di Rubens che si affrontano e una di quelle illuminazioni che prendono gli scrittori: vorrei scrivere di questo. Belle idee ma che si accantonano abbastanza spesso, quando se ne hanno molte e non si sa quale scegliere per mettere in pratica la propria voglia di esprimersi e le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">T.S. (o Tom) aveva gi\u00e0 scritto questi versi di un cicaleccio dozzinale che viene accostato a sublimi pensieri artistici e, insomma, bisognerebbe avere bene in mente la stazione di Anversa per immaginarsi un poeta americano poco prolifico che si trova nel vecchio continente a pochi giorni dallo scoppio di una guerra devastante e che, ignorando il fiammingo, si trovi in quella stazione in attesa di un treno che lo conduca altrove e come sempre accade a chi scrive, nei momenti di solitudine si ripeta a memoria versi di una sua poesia o qualche brano ben riuscito di una sua prosa come se compiacendosene anche il panorama che lo circonda potesse risultare migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune cartoline d\u2019epoca non molto posteriori a quel 1914 in cui T.S. visit\u00f2 la citt\u00e0 mostrano il prospetto dell\u2019atrio della stazione chiamato con una sublime allocuzione francese <em>salle des Pas-Perdus<\/em> che normalmente si riferisce a quegli ambienti molto vasti che precedono luoghi o saloni pi\u00f9 misurati dove si svolgono le mansioni principali degli edifici che li ospitano. Dunque una <em>salle des Pas-Perdus<\/em> \u00e8 un luogo d\u2019attesa per tribunali, uffici, ospedali e stazioni ferroviarie (appunto) dove si cammina avanti e indietro, indietro e avanti, aspettando di risolvere le questioni che conducono le persone all\u2019interno di quei luoghi per loro natura vasti e labirintici dove, effettivamente, si possono perdere, pi\u00f9 che passi, persone. Ecco, mi piace che la <em>salle des Pas-Perdus<\/em> di Anversa introduca il viaggio di T.S.; che svolga la funzione di Sala d\u2019attesa, di preludio a quel che sar\u00e0 la sua avventura europea.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Stazione-di-Anversa-Salle-des-pas-perdus.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20244 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"415\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Stazione-di-Anversa-Salle-des-pas-perdus.jpg?resize=640%2C415&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20244\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Stazione-di-Anversa-Salle-des-pas-perdus.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Stazione-di-Anversa-Salle-des-pas-perdus.jpg?resize=300%2C195&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Stazione-di-Anversa-Salle-des-pas-perdus.jpg?resize=480%2C311&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il soggiorno estivo di studio che Tom aveva progettato in Germania era stato abbastanza intempestivo perch\u00e9 la dichiarazione di guerra della Germania alla Russia il primo d\u2019agosto e quella britannica alla Germania il 4 agosto 1914 avevano avuto come conseguenza la chiusura dei corsi e Eliot, come cittadino statunitense allora di un paese neutrale, era tornato a Londra, con un giro lunghissimo e inquietante, il 21 del mese convinto a stabilirvisi prima che iniziassero i corsi di Oxford e perch\u00e9 voleva frequentare in quel tempo il mondo che gli interessava: quello della poesia, cosa che ancora sembrava non aver avuto il coraggio di ammettere a se stesso e alla sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:26px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#676d82;font-size:15px\"><em>In copertina: T.S. 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Non saprei dire cosa lo tiene insieme. Ma lo ha letto finch\u00e9 non \u00e8 dovuto scappare via \u2013 per via di lettere da scrivere sul London Magazine \u2013 e cos\u00ec la discussione \u00e8 stata ridotta. 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