{"id":19341,"date":"2021-05-24T00:02:14","date_gmt":"2021-05-23T22:02:14","guid":{"rendered":"https:\/\/antinomie.it\/?p=19341"},"modified":"2024-06-06T20:29:33","modified_gmt":"2024-06-06T18:29:33","slug":"gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/","title":{"rendered":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze, dove si era trasferito da tempo), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse (e s\u00ec che un amico comune, che anche a nome mio lo aveva invitato a un convegno il prossimo autunno, mi aveva riferito che per la prima volta lo aveva sentito un po\u2019 incerto; ma n\u00e9 lui n\u00e9 io avevamo sospettato nulla). Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Eppure Giuliano, col suo pensiero fosforescente e la sua instancabile attivit\u00e0, ha saputo attraversare anche il negativo pi\u00f9 bituminoso del Novecento: esordendo al fianco di Luigi Nono nella <\/em>Fabbrica illuminata<em>, dedicata nel \u201964 agli operai dell\u2019Italsider di Genova, aderendo tardivo al Gruppo 63, operando per anni al fianco di Franco Basaglia nella Trieste dei \u201cmatti\u201d, nei tempi pi\u00f9 duri, ben prima dell\u2019approvazione della legge 180. Creando l\u00ec la figura totemica di Marco Cavallo, Scabia brevettava quella formula del \u00abTeatro vagante\u00bb \u2013 la sua personale interpretazione dell\u2019<\/em>expanded poetry<em> di quegli anni \u2013 che avrebbe poi portato al DAMS di Bologna, dove ha insegnato per pi\u00f9 di trent\u2019anni: sempre conservando lo spirito di quei formidabili anni Settanta, con tutte le loro contraddizioni culminati nel \u00abCarnevale a Bologna\u00bb del Settantasette, come lo ha definito Marco Belpoliti nel suo <\/em>Settanta<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel suo ultimo libro <\/em><a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/12\/marco-belpoliti-oltre-la-foce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pianura<\/a><em>, Marco ricorda il progetto pi\u00f9 visionario di Scabia \u2013 concepito nel \u201971, tante volte ripreso e mai portato a termine \u2013, <\/em>I Giganti del Po<em>, che avrebbe dovuto condurre cinque giganteschi Personaggi, su delle barche (\u00abDei burchi, gli antichi burchi!\u00bb), con pazienza risalendo il corso del Grande Fiume: cos\u00ec anticipando a rovescio l\u2019appunto antitetico viaggio del Celati di <\/em>Verso la foce<em>. In queste due direzioni uguali e contrarie si riassume forse a perfezione, in allegorico chiasmo, lo spirito antitetico dei due decenni fra loro pi\u00f9 distanti del secolo: i Settanta di Giuliano, gli Ottanta di Gianni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E noi? Tante volte, negli ultimi anni, Scabia aveva fantasticato di raccogliere in un libro i documenti di quel viaggio mai compiuto \u2013 perch\u00e9 in corso da sempre. Oltre a chiss\u00e0 quanti altri, ne aveva parlato con me e ne aveva parlato con Belpoliti. Il quale scrive oggi: \u00abnel 1999 lui ha ricostruito per me a memoria tutta la vicenda che si protrae nel tempo. Venti anni fa mi ha fotocopiato tutto il materiale del progetto perch\u00e9 io a mia volta la potessi raccontare. Non l\u2019ho fatto. Ha dovuto attendere parecchio Giuliano, ma adesso eccomi qua\u00bb. Anch\u2019io non l\u2019ho fatto; e insomma quel libro, il libro dei <\/em>Giganti del Po<em>, non \u00e8 mai uscito. Forse perch\u00e9 in qualche modo tutti coloro cui ne parlava capivano che in realt\u00e0, quel libro, Giuliano non voleva farlo davvero: non voleva far <\/em>aboutir \u00e0 un livre<em> quel fantasma, sempre in potenza, che tanto potente era stato \u2013 e tanto, per lui e il suo spirito, continuava a esserlo. Sicch\u00e9 quel tempo \u00e8 venuto solo oggi, forse.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Leggendo <\/em>Settanta<em>, alla vigilia del trentennale del Settantasette le cui rievocazioni ci parevano dominate da un insopportabile monocromo plumbeo, Stefano Chiodi e io ci convincemmo che bisognava sentire anche la sua versione dei fatti. Forse solo Giuliano poteva farci percepire quei colori e quelle immagini di festa che di contro splendevano, cos\u00ec luminose, nelle testimonianze fotografiche che di quella primavera lontana avevamo raccolto. E cos\u00ec gli chiedemmo un\u2019intervista, che registrammo all\u2019inizio del 2007 nella sua casa di Firenze, e pubblicammo sul numero 36 della rivista \u00abIl Caff\u00e8 illustrato\u00bb (maggio-giugno 2007), accompagnata dagli squillanti fotocolor d\u2019epoca di Maurizio Conca. Rileggendo queste pagine ritrovate da Stefano, che ringrazio di cuore, mi rendo conto che nel corso di quell\u2019incontro \u2013 e a dispetto delle nostre intenzioni \u2013 non facemmo altro che opporre, all\u2019incrollabile positivit\u00e0 di Giuliano, obiezioni pelose e crucciati distinguo. Ma a prevalere, alla fine, era sempre il suo sorriso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ora che quel sorriso se n\u2019\u00e8 volato via, viene da ripetere le sue parole: \u00abPerch\u00e9 la mongolfiera parte, vola, e dove va? Bisogna correre, seguirla, cercare di recuperarla: l\u2019azione \u00e8 questa\u00bb. \u00abOgni poesia fa questo, fa risorgere le persone\u00bb. Speriamo sia davvero cos\u00ec, Giuliano. Di questi tempi sogniamo tutti di risorgere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">A.C., 22.5.21<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-02-foto-Maurizio-Conca-671x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19353 lazyload\" width=\"567\" height=\"863\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-02-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=567%2C863&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19353\" width=\"567\" height=\"863\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-02-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=197%2C300&amp;ssl=1 197w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-02-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=480%2C732&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stefano Chiodi<\/em>: Come hai iniziato il tuo lavoro all\u2019universit\u00e0 di Bologna?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Giuliano Scabia<\/em>: Nel \u201972 facevo teatro vagante, un\u2019azione chiamata <em>Forse un drago nascer\u00e0<\/em>. Nei paesini dell\u2019Abruzzo fondavo citt\u00e0 che duravano tre giorni, il terzo giorno la citt\u00e0 si trasformava in un drago. In ogni posto portavo un teatrino che poi restava l\u00ec. Un giorno ero sul Monte Velino, in un paesino che si chiama Massa d\u2019Albe, facevo il cavaliere e combattevo col drago quando arriva un messo comunale e dice: C\u2019\u00e8 uno che vorrebbe parlare con lei al telefono, da Bologna, un certo Squarzina. Ho detto va bene, finisco e vengo. Era Squarzina che mi invitava al DAMS. Ti piacerebbe venire a Bologna a insegnare?, mi fa. E io: non \u00e8 la strada che ho scelto, studiare mi piace ma adesso sto facendo il drago. Lui insiste e gli dico: luned\u00ec vengo a Bologna col furgone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Andrea Cortellessa<\/em>: In quante persone giravate?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> In tre. In ogni posto ci procuravamo i materiali per costruire la citt\u00e0, i tubi, era una cosa bellissima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Citt\u00e0 evanescenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: No, no, citt\u00e0 dove si poteva abitare, col cartone facevamo delle stanzette di un metro per un metro con una porticina, poi i ragazzi ci dipingevano dentro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: \u00c8 lo stesso anno delle <em>Citt\u00e0 invisibili<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ah, s\u00ec\u2026 non conoscevo ancora Calvino, mi pare\u2026 comunque il luned\u00ec arriviamo a Bologna e in Strada Maggiore tiriamo fuori un gigante \u2026 gli studenti vengono a vedere, poi arriva Benedetto Marzullo, il grecista, un altro dei fondatori del DAMS, e anche lui mi chiede: ti piacerebbe venire qui? io rispondo: faccio queste cose pi\u00f9 che altro, non \u00e8 che verrei proprio a fare il professore. No, dice lui, se vieni qui fai le stesse cose. Ci ho pensato, ho visto che stavano arrivando Clementi, Donatoni, Umberto Eco, persone con cui si poteva giocare, Giuliani, Nanni Loy. Cos\u00ec mi sono detto, proviamo. Il primo anno: teatro giornale di strada. Il corso era complesso, si partiva da Eschilo, facevo il professore davvero, con le bibliografie \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Era un\u2019epoca in cui si poteva studiare in maniera non seriosa. Si poteva studiare davvero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Spesso facevo fare lezione agli studenti. All\u2019accademia c\u2019era Barberio Corsetti, poi Roberto Faenza che faceva i video per la regione \u2026 Giorgio era un ragazzino, mi ricordo di avergli fatto fare una corsa, per strada, c\u2019era un canovaccino che avevamo inventato insieme. A un certo punto lui fa una cosa che gli altri non avevano fatto, di colpo si ferma, si volta\u2026 Erano improvvisazioni fatte partendo dal giornale, la mattina ritagliare le notizie e nel giro di due tre ore montare un\u2019azione da fare per strada, informando la gente sulla situazione del giorno. Il lavoro sulla strada veniva in un secondo momento; prima il lavoro in aula con i testi, poi si esce. Ricordo una delle prime apparizioni di Bustric, una delle azioni era il giro d\u2019Italia, cio\u00e8 il giro della Villa Pallavicino, lui su una biciclettina travestito da Fanfani \u2026 Insomma, la citt\u00e0 \u00e8 diventata il corpo di tutto quello che andavo facendo. L\u2019aula, la citt\u00e0, l\u2019Appennino, tutti luoghi da attraversare. La ricerca d\u2019ambiente, uno dei miti del Movimento. Mi piaceva molto dialogare con Mario Lodi, Fiorenzo Alfieri, tutta gente in cammino. La scuola era un viaggio: attraverso i libri ma anche attraverso l\u2019educazione reciproca con quello che stava \u201cfuori\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Quando sei stato contattato dall\u2019universit\u00e0 eri \u201cfuori\u201d, no?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Completamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: E quando era cominciata questa tua attenzione?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Un po\u2019 l\u2019ho sempre avuta; poi c\u2019\u00e8 stato <em>All\u2019improvviso &amp; Zip<\/em>, dove in una nota dico: la piazza, teatro che non abbia le pareti\u2026 Nel \u201965 faccio il manifesto con Luzzati e Quartucci, nel \u201967 c\u2019\u00e8 Ivrea. L\u2019idea del luogo <em>dripping<\/em>, dove si entra si parla e si va via. Solo che il teatro, come diceva Majakovskij, \u00e8 anche un po\u2019 un \u00abluogo lente\u00bb: dove vedi tutto ingrandito, metti a fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Cos\u2019hai pensato, nel \u201969, del <em>Furioso<\/em> di Ronconi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Bello, stupendo, ci sono stato dentro con amore. L\u2019ho visto a Bologna, erano tutti ragazzi, Mariangela e gli altri, entusiasmante. Luca ha una via completamente diversa dalla mia, ma io lo amo proprio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Quello fu il momento in cui il \u201cfuori\u201d divenne di massa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: La piazza era colma, i carri andavano tra la gente, le persone erano insieme; questa polifonia del presente, straordinaria\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca-606x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19372 lazyload\" width=\"528\" height=\"891\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=528%2C891&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19372\" width=\"528\" height=\"891\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=606%2C1024&amp;ssl=1 606w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=178%2C300&amp;ssl=1 178w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=480%2C811&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Apertura-foto-Maurizio-Conca.jpeg?w=758&amp;ssl=1 758w\" sizes=\"auto, (max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Al di l\u00e0 del linguaggio, al quale eri arrivato per tempo, quello che a un certo punto cambia \u00e8 che tutto si sposta dall\u2019avanguardia all\u2019istituzione teatrale. Non a caso ti chiama uno come Squarzina. Insomma, arriva il momento in cui queste cose si possono fare: non sono pi\u00f9 utopia ma linguaggio che si pu\u00f2 usare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Nel \u201968 c\u2019\u00e8 la famosa mostra di Celant ad Amalfi, <em>arte povera pi\u00f9 azioni povere<\/em>. Una parte del lavoro degli artisti si svolgeva in piazza, anche loro erano interessati a rompere i confini del cubo bianco della galleria. Pistoletto col suo Zoo guardava al Living Theatre, agli <em>happenings<\/em>. C\u2019era un rapporto fra voi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Nel \u201969 ero a Torino e l\u00ec c\u2019era Pistoletto, le cose erano nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Nono, Quartucci, il DAMS. Tutte esperienze che riprendono in vari modi l\u2019eredit\u00e0 delle avanguardie. Negli anni Settanta per\u00f2 c\u2019\u00e8 l\u2019impressione di essere passati a una fase diversa, posteriore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Era come se stessimo ricominciando tutto daccapo; quelle aperture linguistiche, i paradisi delle <em>parole<\/em>, erano come i frutti nei giardini delle Esperidi \u2026 i testi dei cubofuturisti, il modo in cui Majakovskij parlava agli attori, le camminate di Chlebnikov \u2026 ci sembrava che fosse stato interrotto un arco di ponte verso spazi da inventare. Nel \u201968 apro la stagione del Piccolo Teatro con <em>L\u2019isola purpurea<\/em> di Bulgakov, una commedia sul teatro d\u2019arte, sulla censura\u2026 era l\u2019anno che Strehler era andato via, per questo c\u2019era spazio. Otto giovani attori con le maschere entrano in teatro e riscrivono, ricominciano daccapo la storia. La metafora era: riscrivere la rivoluzione, riscrivere il socialismo, perch\u00e9 tutto questo \u00e8 finito, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Sapessi gli attacchi che ho avuto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Beh, dopo Strehler, era un po\u2019 diverso \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma non era contro Strehler! Era sull\u2019Est, dove ero stato, e avevo visto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Dopo Praga, vuoi dire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Certo, da Praga avevamo chiamato un gruppo jazz, bravissimi. Io facevo lanciare agli attori dei volantini con l\u2019ultima lettera di Lenin al Congresso: questo non \u00e8 pi\u00f9 lo stato che noi volevamo, qui siamo in pochissimi contro centinaia di migliaia di funzionari che hanno rimesso in piedi la vecchia macchina, questo non siamo noi. Mi massacrarono. Ma \u00e8 la stessa frase che tirer\u00e0 fuori Gorba\u010d\u00ebv con la Perestrojka \u2026 poi avevo aggiunto frasi mie: \u00abIl nuovo teatro non verr\u00e0 fatto dall\u2019imprenditore commerciante n\u00e9 da una societ\u00e0 per azioni, n\u00e9 dai vecchi padroni ma dalla Comune stessa. Deve essere una festa ininterrotta, l\u2019invenzione della gioia\u00bb\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: La festa\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma lo spettacolo si conclude tragicamente, dicendo appunto che \u00e8 tutto finito. In effetti non mi hanno fatto pi\u00f9 mettere piede, al Piccolo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Quella della festa \u00e8 comunque la metafora chiave dell\u2019avanguardia: l\u2019idea che la letteratura, il teatro, l\u2019arte escano \u201cfuori\u201d, che il loro specifico sia rompere i confini, mescolare l\u2019arte all\u2019esistenza. Tu cominci in questa chiave. Per\u00f2 per tutti gli anni Sessanta abbattere la quarta parete resta qualcosa di molto intellettuale. Prima dicevi della differenza fra te e Ronconi; e infatti, a parte l\u2019esperienza unica dell\u2019<em>Orlando<\/em> <em>Furioso<\/em>, tutte le \u201caperture\u201d di Ronconi hanno sempre mantenuto un tono intellettuale, una visione razionale. \u00c8 un\u2019oltranza della ragione, la sua. Invece un\u2019altra corrente, che magari pu\u00f2 avere esiti simili, parte da un presupposto opposto: da un elemento pi\u00f9 dionisiaco, pi\u00f9 irrazionale. E dal Sessantotto in poi, tutto questo diventa metafora della rivoluzione possibile. Quello che vogliamo capire \u00e8 come tu, a Bologna, abbia concepito uno spazio teoricamente avanzato, s\u00ec, ma anche straordinariamente immediato. Quando si leggono le cronache di quelle esperienze, delle azioni, si ha l\u2019impressione che tutto il discorso teorico dell\u2019avanguardia fosse stato saltato, che i ragazzi vivessero tutto su un piano immediato: quello che Celati definiva lo spazio dell\u2019emotivit\u00e0, del sentimento. A un certo punto si passa da una visione molto cerebrale a un territorio in ebollizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Secondo me qualcosa del genere \u00e8 cominciato a Venezia, nel \u201965, col <em>Frankestein<\/em> censurato del Living Theatre. C\u2019era un clima elettrico. Alla prima c\u2019era Ungaretti, Julian Beck che viene ad abbracciarmi\u2026 Io ho amato molto Stockhausen, per\u00f2 in quel momento sentivo che bisognava cambiare voce, anche la Nuova musica, molto intellettualistica, molto di testa\u2026 pensavo invece che bisognava andare dagli operai; mi dicevo, forse andando coi matti\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Ecco, la prima cosa a Trieste quando l\u2019hai fatta?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> Abbiamo cominciato nel 1972. Basaglia ci invit\u00f2. Nel \u201971, in riva al Po, facevo un\u2019esperienza con una classe di scuola media: i burattini, i giornali murali, il quotidiano, le drammatizzazioni, la storia raccontata in piazza. A un certo punto dico: Sentite, ma se tutta questa roba la portassimo anche alle vostre famiglie? Ero a Sissa, un paesino vicino a Parma. Un giorno l\u2019assessore alla Sanit\u00e0, Tommasini (un grande amico dei matti, un uomo del popolo, \u00e8 morto l\u2019anno scorso), ci ha chiesto se andavamo nella fattoria protetta fuori del paese, dove c\u2019erano cinque matti con gli infermieri che facevano un esperimento di apertura. Basaglia dirigeva Colorno, in quel momento, ma io non lo conoscevo ancora. Arrivo in questo cortile in bicicletta, e l\u00ec c\u2019erano ad ascoltare Tommasini e uno che scopro essere Basaglia, che mi invita a fare le stesse cose a Colorno. Come dir\u00e0 poi Marzullo, a Bologna: Venga qui a fare le stesse cose. Sul momento, cos\u00ec\u2026 Non c\u2019ero mai stato, dentro un manicomio, le uniche cose che sapevo sulla follia erano Pirandello e Shakespeare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Per un certo periodo Bologna e Trieste si sovrappongono. Stessi anni. C\u2019era continuit\u00e0 tra queste due esperienze?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: S\u00ec, uguale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Mi colpisce la frase che torna: vieni qua e fai la stessa cosa. In realt\u00e0 quello che cambia \u00e8 il contesto; quando muta il contesto l\u2019azione cambia di segno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ovvio. Io Il cavallo non l\u2019ho mai fatto a Trieste, per\u00f2 ho fatto Il gorilla. Me l\u2019avevano chiesto Nico Orengo ed Ernesto Ferrero dell\u2019Einaudi, per la <em>Grammatica della fantasia<\/em> di Gianni Rodari. Cos\u00ec ho fatto questo gigante per la fiera del libro per ragazzi, a Bologna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Immagino che per molti studenti lavorare con te fosse un\u2019esperienza scioccante, come entrare in una dimensione neanche sospettata. Una specie di Bildung politico esistenziale, immagino. Gli studenti erano gli stessi che andavano alle assemblee?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: E quando ti trovavi nei cortei, cosa succedeva?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma io nei cortei non sono andato! Sono stato molto attento a distinguere le due dimensioni. Su certe cose non ero d\u2019accordo; non sono mai stato contestato ma non sono nemmeno mai diventato uno studente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Il tuo corso \u00e8 continuato nel \u201977?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> Durante l\u2019occupazione no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Celati continu\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Facevamo delle riunioni, non il corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: E le mongolfiere?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: \u00c8 la chiusa del \u201977, le ho fatte perch\u00e9 volevo in qualche modo riconciliare gli studenti con la citt\u00e0. Perch\u00e9 la mongolfiera parte, vola, e dove va? Bisogna correre, seguirla, cercare di recuperarla: l\u2019azione \u00e8 questa. Cosa dir\u00e0 la gente? Il bolognese era stato scioccato dall\u2019occupazione di Piazza Verdi, dal saccheggio, dalle verrine rotte. Ha sempre amato i suoi studenti, Bologna, per\u00f2 in quel momento \u2026 ne abbiamo tirato su trenta, quaranta di mongolfiere \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Si recuperavano sempre?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: A volte restavano sui tetti, qualcuna partendo bruciava, anche questa era una sfida.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-704x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19370 lazyload\" width=\"532\" height=\"774\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=532%2C774&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19370\" width=\"532\" height=\"774\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=704%2C1024&amp;ssl=1 704w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=206%2C300&amp;ssl=1 206w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=768%2C1117&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=1056%2C1536&amp;ssl=1 1056w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=1408%2C2048&amp;ssl=1 1408w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?resize=480%2C698&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-04-foto-Maurizio-Conca-scaled.jpeg?w=1760&amp;ssl=1 1760w\" sizes=\"auto, (max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Ma ti tenevi un passo \u201cfuori\u201d\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Dice Dioniso: balla, balla, basta che non perdi la testa. Ho contestato quelli che perdevano il controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Il punto \u00e8 questo, che limite c\u2019\u00e8 tra virtualit\u00e0 e \u2026 ho l\u2019impressione che si sia partiti da un\u2019idea tutta intellettuale della festa \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Sbagliata, sbagliata \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: : \u2026che poi improvvisamente \u00e8 divenuta sin troppo reale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Se studi la liturgia di qualunque festa, sin da quelle arcaiche, vedi che ci vogliono sempre degli ingredienti. Devi fare certe cose, per esempio preparare i cibi. Creare uno schema di azione, creare oggetti attraverso cui comunicare, pretesti. Insegna Euripide che se non fai delle liturgie, delle <em>teletai<\/em>, non puoi costruire una festa, che \u00e8 un atto di trasferimento. E questo \u00e8 pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Vuoi dire insomma che una festa \u00e8 una cerimonia?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Una cerimonia che deve avere una sua freschezza, se \u00e8 solo ripetizione \u00e8 una cosa morta. Ma anche un rito pu\u00f2 essere una festa, e una festa deve avere una sua drammaturgia; senn\u00f2 non ti trovi con gli altri, non sai cosa dire, non sai cosa fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Avere una drammaturgia significa avere una fine?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Di questo mi sono accorto i primi tempi: magari partivo con una cosa, poi non riuscivo pi\u00f9 a controllarla. Invece se preordini la fine \u2026 Nel <em>Marco Cavallo<\/em> per esempio: \u00abDobbiamo sapere bene il giorno e l\u2019ora in cui finiamo, senn\u00f2 lasciamo uno strascico di dolore, di nostalgia. Tutti devono sapere fin dall\u2019inizio che noi ce ne andiamo, che facciamo questo passaggio e poi altri prendono in mano la fiaccola e fanno quello che vogliono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Fino alla catarsi, insomma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> Uno scioglimento, diciamo; catarsi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Quindi il problema del Settantasette \u00e8 che a un certo punto ha preso la mano. Non ha pi\u00f9 avuto confini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: C\u2019\u00e8 stato un momento, una sorta di acme politica e culturale, in cui creativit\u00e0, agire politico, stare insieme, fare festa, erano parti di un unico insieme. Subito dopo si sono separate: abbiamo avuto la festa come tale, l\u2019arte come tale, lo studio come tale. E quei nodi si sono sciolti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Si sono sciolti anche perch\u00e9 c\u2019erano premesse pericolose. Per esempio, se vedi il video di Grifi sul parco Lambro\u2026 quando arrivi e non c\u2019\u00e8 acqua, sei organizzato male, cominci ad avere sete, cammini alla ricerca del cibo, non hai fatto le azioni giuste. Una festa ha bisogno di un\u2019organizzazione impressionante per riuscire, specie se di massa. Se non riesce si rovescia contro s\u00e9 stessa, \u00e8 una catastrofe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Per fermarci all\u2019ambito artistico, la differenza tra la seconda avanguardia, quella di massa degli anni Settanta di cui parl\u00f2 Calvesi, e quella storica \u00e8 forse proprio che quest\u2019ultima prevedeva il momento della preparazione. L\u2019infrazione si pu\u00f2 produrre solo quando sia stata sancita una regola. Invece il \u201977 non solo non aveva regole ma disconosceva l\u2019istituto stesso della regola. Con la conseguenza da un lato che l\u2019infrazione perde la sua potenza e, dall\u2019altro, che appunto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un confine della rappresentazione. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quella barra diagonale che congiunge e separa esistenza e arte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Su questo problema ho impostato <em>La resurrezione di B\u00fcchner<\/em>, l\u2019azione raccolta in un libro che si chiama <em>Dire, fare, baciare<\/em>, che riporta tutte le discussioni che facevamo nel corso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Eri andato al famoso convegno sulla repressione del settembre \u201977?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: No, sono andato sulle montagne a trovare gli amici con cui avevo fatto <em>Il gorilla quadrumano<\/em>. Prima ero andato a Roma per la manifestazione di marzo, ma senza partecipare al corteo; sapevo che i Volsci avrebbero tirato fuori le pistole. L\u2019avevo detto ai miei: state attenti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Roma era la citt\u00e0 delle pistole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: I Volsci tiravano fuori le pistole, anche quando venivano a Bologna. Non erano amati dai bolognesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Le pistole arrivavano solo coi romani?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> Forse no, ma quando arrivavano loro cambiava l\u2019aria. La maggioranza degli studenti, a Bologna, ballava in piazza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: I Volsci in gran parte non erano studenti, erano persone venute dalle lotte delle periferie, sottoproletari, infermieri del Policlinico, precari. Gi\u00e0 da febbraio a Roma, dalla cacciata di Lama dall\u2019Universit\u00e0, la parte pi\u00f9 creativa si era in qualche modo autoliquidata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Leggo dai miei appunti: \u00abNel quaderno <em>La resurrezione di B\u00fcchner<\/em> raccolgo a trent\u2019anni di distanza le immagini scattate durante il corso intitolato <em>Dire, fare, baciare<\/em>. Abbiamo cominciato nel dicembre 1977, anno creativo, gioioso, fantastico, folle, estremo e anche terribile con finale di morte e carcere; e abbiamo concluso a maggio, per tornare a studiare un testo (non volevano pi\u00f9 sentir parlare di testi) ho proposto di leggere, mettere in scena (in quali spazi!) <em>Leonce e Lena<\/em> di Georg B\u00fcchner, che aveva poco pi\u00f9 dell\u2019et\u00e0 degli studenti quando \u00e8 morto per febbre e ne aveva gi\u00e0 fatte tante, compreso un tentativo fallito di rivoluzione insieme al pastore Weidig: ci assomigliava. Ho voluto fin dal principio immergere il testo, ancor prima che gli studenti lo avessero letto, nel gran teatro della citt\u00e0 di Bologna, laddove erano avvenuti le feste e gli scontri del \u201977, il teatro nello spazio degli scontri. \u00c8 stata un\u2019avventura forte, piena di intelligenza e amore. Credo che abbiamo capito, tra l\u2019altro, il senso pi\u00f9 profondo del termine \u201creviviscenza\u201d: resurrezione. Molti erano i Leonce, molte le Lene, i Re Pietro, i Valeri, le governanti, le Rosette; per ogni personaggio c\u2019erano due, tre, cinque, dieci attori che si incrociavano in scene sempre nuove in molte lingue e dialetti, ognuno nel suo parlare. La citt\u00e0 e la collina sono state il nostro teatro, e anche il cielo con l\u2019uccello della notte. E quanti amori, quanti baci, quante gentilezze. Come poteva, ad un certo punto, non ricomparire B\u00fcchner, risorgere per un momento?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni partecipante doveva preparare una sorpresa per gli altri, e una l\u2019avevo preparata anch\u2019io; avevo preso l\u2019unico ritratto di B\u00fcchner che esista, l\u2019avevo ingrandito, era diventato un gagliardetto, un gonfalone. Cos\u00ec scendiamo dalla collina con B\u00fcchner. Dietro c\u2019erano i musicisti, uno studente cieco con la fisarmonica, un flautista, un\u2019orchestrina perfetta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca-1024x769.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19350 lazyload\" width=\"542\" height=\"406\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=542%2C406&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19350\" width=\"542\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=1024%2C769&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=768%2C577&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=1536%2C1154&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=480%2C361&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?w=1914&amp;ssl=1 1914w\" sizes=\"auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Tutto terribilmente romantico e malinconico\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Tutti piangevano. Anche gli alberi piangevano. Questo ragazzo che tornava vivo tra noi l\u2019ho appeso sul grande cedro che c\u2019era l\u00ec, all\u2019imbrunire, poi siamo stati in silenzio. Questa era la resurrezione, la reviviscenza. Tutti hanno capito quello di cui parla Stanislavskij. Ogni poesia fa questo, fa risorgere le persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Era anche un modo per seppellire la giovinezza, l\u2019innocenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: No, per ritrovarla. La situazione \u00e8 sempre nuova, i semi ci sono sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Anche questo \u00e8 un tema malinconico \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Cristiano\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: No, \u00e8 la vita! \u00c8 Dioniso, non \u00e8 Cristo. Dioniso, la <em>Zo\u00e8<\/em>, la vita perenne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Dioniso \u00e8 uno che finisce male, a una festa. Lo fanno a pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: \u00c8 naturale che la cerimonia della reviviscenza porti un messaggio vitale, addirittura vitalistico; per\u00f2 \u00e8 anche vero che presuppone la morte. Qualcosa dev\u2019essere morto, perch\u00e9 se ne possa celebrare la rinascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Esiste forse qualcosa che non muore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Non puoi negare che sia simbolico il fatto che tu alla fine del \u201977 metta in scena una morte e resurrezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma \u00e8 solo un episodio, sar\u00e0 durato sette, otto minuti \u2026 alla fine c\u2019\u00e8 per esempio la gara per conquistarsi Lena, \u00e8 una cosa di una gioia immensa. Un girotondo, due cerchi che girano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Perch\u00e9 B\u00fcchner?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: \u00c8 una commedia in cui tutti sono fannulloni e vagabondi, soprattutto Valerio, e fanno un viaggio in Italia. Leonce \u00e8 innamorato di Lena, Valerio \u00e8 il suo consigliere, vanno verso Sud ma in realt\u00e0 non vanno da nessuna parte. Sono uguali ai ragazzi di allora, tutti si sono riconosciuti\u2026 tutti Leonce, tutti Lena, tutti Valerio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Dei dispersi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: S\u00ec, dei dispersi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Avete fatto delle riprese?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: No, quella volta non mi pare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Questo \u00e8 un problema che riguarda il teatro in generale, c\u2019\u00e8 sempre differenza fra chi lo vive e chi ne sente parlare, lo vede fissato in alcune immagini \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: La fotografia e la morte, per dirla con Barthes, sono inscindibili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: A proposito di malinconia: l\u2019incontro con Celati \u00e8 con qualcuno di molto diverso da quello che conosciamo oggi. Parlando di morte e resurrezione, c\u2019\u00e8 una discontinuit\u00e0 tra le sue cose degli anni Settanta e quelle successive. Prima la comicit\u00e0, il corpo, appunto la festa, poi \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma Gianni non \u00e8 cambiato, \u00e8 sempre stato molto malinconico, \u00e8 un viaggio coerentissimo il suo. \u00c8 stata una delle prime persone che ho incontrato a Bologna, dormivo spesso a casa sua. Poi s\u2019\u00e8 aggiunto Camporesi, venivano al mio corso, io proiettavo i filmati dei carnevali, cantavamo le cose che avevamo imparato in giro per l\u2019Italia. Camporesi leggeva alla sua maniera, Gianni faceva le sue chiose. A un certo punto s\u2019\u00e8 unito ai ragazzi, \u00e8 diventato quasi uno studente del corso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca-683x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19377 lazyload\" width=\"524\" height=\"786\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=524%2C786&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19377\" width=\"524\" height=\"786\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=768%2C1151&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=480%2C719&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-05-foto-Maurizio-Conca.jpeg?w=854&amp;ssl=1 854w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Una costante di tutti questi lavori di piazza, a Bologna ma anche prima, \u00e8 questa del gigante. Un gigante vero e proprio, o il gorilla, o ancora il drago \u2026 anche quando parli del gonfalone di B\u00fcchner, o delle mongolfiere, in fondo \u00e8 sempre qualcosa sotto cui porsi. Perch\u00e9?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Perch\u00e9 fa colpo, intanto; poi con alcuni di questi giganti \u00e8 possibile l\u2019identificazione. Per esempio, il cavallo non nasce per caso; era il cavallo che c\u2019era nell\u2019ospedale fino a tre mesi prima e che risorge, avevo visto una matta che lo disegnava \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: \u00c8 questo che colpisce, che tu ogni volta cerchi un catalizzatore, forse quello che hanno in comune queste figure non \u00e8 la dimensione, ma appunto il fatto che stanno in alto, il che porta la collettivit\u00e0 a incarnarsi in esse, a catalizzarsi\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Il motivo razionale non te lo so dire. Da bambino sono stato colpito dai giganti, comunque, ne ricordo uno che camminava sui trampoli all\u2019ingresso della citt\u00e0. Quest\u2019apparizione mi ha segnato, era cos\u00ec diverso, cos\u00ec sorprendente\u2026 Per me una categoria base della poesia e del racconto \u00e8 l\u2019apparizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Tornando al Settantasette. Un po\u2019 tutti lo vedono come uno spartiacque: la grande occasione perduta, o il punto di non ritorno, o la grande festa dopo la quale nulla \u00e8 pi\u00f9 stato come prima. Invece sembra che tu ne abbia una visione molto pi\u00f9 equilibrata. Per te \u00e8 una tappa nel tuo percorso. Della figura della resurrezione non \u00e8 un caso che enfatizzi il momento della continuit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma s\u00ec, io vedo soprattutto una continuit\u00e0 coi momenti forti che c\u2019erano stati in precedenza. Anzitutto il 1960, i fatti di luglio, ero studente a Padova, presidente dell\u2019Unione Goliardica Italiana, portammo molta gente a protestare. Poi il \u201968 a Milano, insegnavo al Convitto Rinascita, la scuola che avevano fondato i partigiani nell\u2019Ossola, Scelba aveva tentato di chiuderlo con gli assalti, per\u00f2 i partigiani l\u2019avevano difeso. Facevamo dei seminari, con Fortini, Giudici, Cesarano, Grazia Cherchi, Piergiorgio Bellocchio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi chiedete come veda il senso del \u201977. Certo \u00e8 stato un momento forte, per\u00f2 devo dire che ho cercato in tutti i modi di esorcizzarlo. C\u2019erano domande profonde ma risposte inadeguate. Mi piaceva lo stare insieme ma c\u2019era troppa umidit\u00e0, troppo addio giovinezza, troppo buttiamo via tutto\u2026 a me veniva da dire, e qualche volta devo averlo anche detto: ragazzi, quando vi svegliate guardate che state male\u2026 forse \u00e8 stata davvero la coda di un ciclo, anche se con dentro gi\u00e0 le domande del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Forse il problema \u00e8 che non c\u2019\u00e8 stata una quarta tappa. Tu dicevi il \u201960, il \u201968\u2026 momenti che hanno avuto una loro controprova, anche negativa se si vuole, appunto nel \u201977, che invece \u00e8 rimasto strozzato dal fatto che non c\u2019\u00e8 stata nessuna discontinuit\u00e0, dopo. Penso anche al rapporto con gli studenti. Dicevi che quelli di allora non erano cos\u00ec diversi da quelli che hai avuto dopo. Per\u00f2 negli anni Settanta con docenti come te e Gianni era possibile una solidariet\u00e0, un giocare insieme. Poi a un certo punto si apre un fossato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Gli studenti danzano ancora nelle strade?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Nelle strade no, ma nel mio corso ti garantisco che hanno danzato fino all\u2019ultimo giorno. Marco Cavallo oggi non sarebbe pi\u00f9 possibile, certo, ma perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 i manicomi. Non sempre le cose cambiano in peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Non ti pare che oggi spazi di libert\u00e0 si siano museif\u00eccati, arroccati nelle universit\u00e0 e in altri luoghi protetti, nelle riserve? La metafora di Gianni delle riserve \u00e8 molto poetica ma anche molto triste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma eravamo nelle riserve anche allora, il <em>Gorilla<\/em> \u00e8 un fatto di riserva\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Ma c\u2019era un\u2019osmosi con la gente, con la citt\u00e0, che poi in quella misura non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 stata; quello che fai oggi o hai fatto fino a poco tempo fa \u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Ma oggi siamo tutti dominati dalla paura! Paura dell\u2019immigrato, dell\u2019albanese, del nero. Senti che le porte non si aprono cos\u00ec facilmente. Io continuo ad andare nei paesi, ma da famiglie che conosco, non so se facessi un corteo oggi cosa succederebbe\u2026 All\u2019epoca attraversavo Milano col <em>Gorilla<\/em>, era venuta la televisione a riprenderlo, abbiamo detto: no, guardate, \u00e8 una roba di studenti\u2026 Poi quando Ronconi e Ripa di Meana mi hanno chiesto di fare qualcosa alla Biennale nel \u201975, ho fatto il teatro vagante a Mira. Dovevo fare la discesa del Po con gli studenti, avevamo gi\u00e0 preso il barcone, fissato le tappe, dovevamo fare sedici spettacoli \u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Su delle chiatte?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS<\/em>: Dei burchi, gli antichi burchi! Gli ultimi ancora in grado di navigare\u2026 la cosa era annunciata su tutti i giornali. Volevano tutti venire con noi, Zavattini simpaticissimo. Per due motivi non s\u2019\u00e8 fatto, dopo assemblee su assemblee: primo perch\u00e9 ho pensato che fisicamente non ce l\u2019avremmo fatta, dormire, farci da mangiare, gli spettacoli, il sole d\u2019agosto, tre mesi sul Po\u2026 secondo perch\u00e9 ho capito che stava diventando una cosa televisiva\u2026 gli studenti diventavano <em>vedettes<\/em>\u2026 Mi sono detto: ora rovino la tessitura di tutti questi anni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>AC<\/em>: Ecco la convitata di pietra! non abbiamo mai citato, finora, la voragine che ha assorbito tutto quello di cui abbiamo parlato: la televisione. Il predominio, la dittatura mentale della televisione sulla societ\u00e0 italiana ha cambiato tutto, ha atrofizzato tutte queste energie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>SC<\/em>: Non a caso l\u2019hanno chiamata piazza virtuale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>GS:<\/em> Quello che mi domando e che vi domando \u00e8: questa rete meravigliosa che Teilhard de Chardin profeticamente, prima dell\u2019elettronica, ha chiamato noosfera, il pianeta pensante\u2026 \u00c8 questo il salto evolutivo di cui si diceva prima. Non c\u2019\u00e8 dubbio, l\u2019evoluzione \u00e8 reale, continua e continuer\u00e0 sempre. E allora, cosa resta da fare ai poeti? La vecchia domanda di Saba. Ai poeti, agli scienziati, a tutti noi, cosa resta da fare? Ognuno pu\u00f2 fare la sua scelta. Mario Lodi ha scritto un libretto, <em>Ho spento la televisione<\/em>, ci penso spesso. Eppure mi dico che bisogna farci i conti, col pianeta pensante: pu\u00f2 essere una cosa atroce, spaventosa \u2013 oppure qualcosa di meraviglioso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca-1024x698.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19379 lazyload\" width=\"633\" height=\"430\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=633%2C430&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-19379\" width=\"633\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=1024%2C698&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=300%2C204&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=768%2C523&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=1536%2C1046&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=2048%2C1395&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?resize=480%2C327&amp;ssl=1 480w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-01-foto-Maurizio-Conca.jpeg?w=2160&amp;ssl=1 2160w\" sizes=\"auto, (max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:22px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#676d82;font-size:15px\"><em>Tutte le fotografie che accompagnano l&#8217;articolo sono di Maurizio Conca<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":278,"featured_media":19350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[79],"tags":[82,1224,292],"coauthors":[1821],"class_list":["post-19341","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmopolis","tag-andrea-cortellessa","tag-giuliano-scabia","tag-stefano-chiodi","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Antinomie\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-05-23T22:02:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-06-06T18:29:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1914\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1438\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@antinomie_it\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"24 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/34dacc01061093ba415919b838b7d688\"},\"headline\":\"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia\",\"datePublished\":\"2021-05-23T22:02:14+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T18:29:33+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/\"},\"wordCount\":5241,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1\",\"keywords\":[\"Andrea Cortellessa\",\"Giuliano Scabia\",\"Stefano Chiodi\"],\"articleSection\":[\"Cosmopolis\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/\",\"name\":\"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1\",\"datePublished\":\"2021-05-23T22:02:14+00:00\",\"dateModified\":\"2024-06-06T18:29:33+00:00\",\"description\":\"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1\",\"width\":1914,\"height\":1438},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/2021\\\/05\\\/24\\\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"name\":\"Antinomie\",\"description\":\"scritture e immagini\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#organization\",\"name\":\"Antinomie\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/antinomie.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/05\\\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1\",\"width\":3543,\"height\":3543,\"caption\":\"Antinomie\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/antinomie.it\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/antinomie_it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/34dacc01061093ba415919b838b7d688\",\"name\":\"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=gdffef5f6f6ebba7ba078d2d3f6cd61ce\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa\"},\"description\":\"STEFANO CHIODI ha pubblicato numerosi saggi sull\u2019arte e la cultura visiva tra primo Novecento ed et\u00e0 contemporanea; tra i suoi libri, \u201cLe discordanze. Arte e politica in Italia, 1968-2011\u201d (di prossima pubblicazione), \u201cLa bellezza difficile\u201d (2008), \u201cUna sensibile differenza\u201d (2006); \u00e8 uno degli autori di \u201cEspresso\u201d (2000). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Alexander Nagel e Christopher Wood, \u201cRinascimento anacronico\u201d (in corso di pubblicazione); Marina Ballo Charmet, \u201cCon la coda dell\u2019occhio. Scritti sulla fotografia\u201d (2017; ed. ingl. 2019); Alberto Boatto, \u201cGhenos Eros Thanatos e altri scritti sull\u2019arte\u201d 1968-2015 (2016); \u201cMarcel Duchamp. Critica, biografia, mito\u201d (2009); Achille Bonito Oliva, \u201cIl territorio magico\u201d (2009); Franco Cordelli, \u201cIl poeta postumo\u201d (2008); \u201cannisettanta\u201d (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); Odilon Redon, \u201cA se stesso\u201d (2000). Tra le mostre curate di recente: \u201cAlberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori\u201d, MAXXI, Roma 2020; \u201cMarina Ballo Charmet. Fuori campo\u201d, Istituto italiano di cultura, Madrid, 2019. Ha organizzato convegni (tra cui \u201cLo spazio delle immagini. Arte e cultura visiva in Italia\u201d, 1960-1973, Roma-Paris 2019) e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su \u201cil manifesto\u201d, \u201cil verri\u201d e altre testate. Ha tradotto, tra gli altri, testi di Georges Didi-Huberman, Pierre Bourdieu, Jean-Christophe Bailly. Ha fondato www.doppiozero.com. Insegna Storia dell\u2019arte contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. * ANDREA CORTELLESSA (Roma, 1968) critico e saggista. Insegna Letteratura italiana contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre; nel 2018 ha tenuto la \u00abcattedra De Sanctis\u00bb al Politecnico di Zurigo. Ha pubblicato saggi, curato testi e realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive, spettacoli teatrali e musicali. \u00c8 nella redazione del \u00abverri\u00bb e collabora ad \u00abAlias\u00bb, \u00abIl Sole 24 ore\u00bb, \u00abTuttolibri\u00bb, \u00abdoppiozero\u00bb, \u00abLe parole e le cose2\u00bb e altre testate.\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/stefano-chiodi-e-andrea-cortellessa\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","description":"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","og_description":"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.","og_url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/","og_site_name":"Antinomie","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","article_published_time":"2021-05-23T22:02:14+00:00","article_modified_time":"2024-06-06T18:29:33+00:00","og_image":[{"width":1914,"height":1438,"url":"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@antinomie_it","twitter_site":"@antinomie_it","twitter_misc":{"Scritto da":"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","Tempo di lettura stimato":"24 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/"},"author":{"name":"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/34dacc01061093ba415919b838b7d688"},"headline":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia","datePublished":"2021-05-23T22:02:14+00:00","dateModified":"2024-06-06T18:29:33+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/"},"wordCount":5241,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1","keywords":["Andrea Cortellessa","Giuliano Scabia","Stefano Chiodi"],"articleSection":["Cosmopolis"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/","name":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia - Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","isPartOf":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1","datePublished":"2021-05-23T22:02:14+00:00","dateModified":"2024-06-06T18:29:33+00:00","description":"Lo si dice tante volte, ma di rado a ragione come stavolta. La cosa pi\u00f9 sorprendente, alla notizia della morte di Giuliano Scabia (venerd\u00ec mattina a Firenze), \u00e8 stato leggere la sua et\u00e0. Il prossimo luglio avrebbe compiuto la bellezza di ottantasei anni, ma sfido chiunque a dire che li dimostrasse. Sempre aereo e danzante come un elfo, l\u2019ideale della leggerezza Scabia l\u2019ha incarnato meglio dei suoi amici Calvino e Celati, di lui tanto pi\u00f9 pensosi e malinconici; e, per quanto fosse assurdo, in cuor nostro tutti eravamo certi che sarebbe rimasto giovane in eterno: uno Yorick sorridente che con soavit\u00e0, prima o poi, ci avrebbe seppellito tutti. Non \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 o almeno cos\u00ec pare.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1","width":1914,"height":1438},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/05\/24\/gorilla-draghi-e-mongolfiere-una-conversazione-con-giuliano-scabia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/antinomie.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Gorilla, draghi e mongolfiere. Una conversazione con Giuliano Scabia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#website","url":"https:\/\/antinomie.it\/","name":"Antinomie","description":"scritture e immagini","publisher":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/antinomie.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#organization","name":"Antinomie","url":"https:\/\/antinomie.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/logo_antinomie_cerchio.png?fit=3543%2C3543&ssl=1","width":3543,"height":3543,"caption":"Antinomie"},"image":{"@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/antinomie.it\/","https:\/\/x.com\/antinomie_it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/antinomie.it\/#\/schema\/person\/34dacc01061093ba415919b838b7d688","name":"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=gdffef5f6f6ebba7ba078d2d3f6cd61ce","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5515264f82f78a84704b0d824e1b8f22702a8e16eed4f5686fe9e43c6bb643b8?s=96&d=blank&r=g","caption":"Stefano Chiodi e Andrea Cortellessa"},"description":"STEFANO CHIODI ha pubblicato numerosi saggi sull\u2019arte e la cultura visiva tra primo Novecento ed et\u00e0 contemporanea; tra i suoi libri, \u201cLe discordanze. Arte e politica in Italia, 1968-2011\u201d (di prossima pubblicazione), \u201cLa bellezza difficile\u201d (2008), \u201cUna sensibile differenza\u201d (2006); \u00e8 uno degli autori di \u201cEspresso\u201d (2000). Ha curato edizioni di testi e cataloghi, tra cui Alexander Nagel e Christopher Wood, \u201cRinascimento anacronico\u201d (in corso di pubblicazione); Marina Ballo Charmet, \u201cCon la coda dell\u2019occhio. Scritti sulla fotografia\u201d (2017; ed. ingl. 2019); Alberto Boatto, \u201cGhenos Eros Thanatos e altri scritti sull\u2019arte\u201d 1968-2015 (2016); \u201cMarcel Duchamp. Critica, biografia, mito\u201d (2009); Achille Bonito Oliva, \u201cIl territorio magico\u201d (2009); Franco Cordelli, \u201cIl poeta postumo\u201d (2008); \u201cannisettanta\u201d (con M. Belpoliti e G. Canova, 2007); Odilon Redon, \u201cA se stesso\u201d (2000). Tra le mostre curate di recente: \u201cAlberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori\u201d, MAXXI, Roma 2020; \u201cMarina Ballo Charmet. Fuori campo\u201d, Istituto italiano di cultura, Madrid, 2019. Ha organizzato convegni (tra cui \u201cLo spazio delle immagini. Arte e cultura visiva in Italia\u201d, 1960-1973, Roma-Paris 2019) e condotto programmi culturali per Radio3 RAI. Scrive su \u201cil manifesto\u201d, \u201cil verri\u201d e altre testate. Ha tradotto, tra gli altri, testi di Georges Didi-Huberman, Pierre Bourdieu, Jean-Christophe Bailly. Ha fondato www.doppiozero.com. Insegna Storia dell\u2019arte contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. * ANDREA CORTELLESSA (Roma, 1968) critico e saggista. Insegna Letteratura italiana contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre; nel 2018 ha tenuto la \u00abcattedra De Sanctis\u00bb al Politecnico di Zurigo. Ha pubblicato saggi, curato testi e realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive, spettacoli teatrali e musicali. \u00c8 nella redazione del \u00abverri\u00bb e collabora ad \u00abAlias\u00bb, \u00abIl Sole 24 ore\u00bb, \u00abTuttolibri\u00bb, \u00abdoppiozero\u00bb, \u00abLe parole e le cose2\u00bb e altre testate.","url":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/author\/stefano-chiodi-e-andrea-cortellessa\/"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Scabia-1977-06-ultima-foto-Maurizio-Conca.jpeg?fit=1914%2C1438&ssl=1","gt_translate_keys":[{"key":"link","format":"url"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/278"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19341"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19341\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19341"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=19341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}