{"id":16570,"date":"2021-02-27T18:46:19","date_gmt":"2021-02-27T17:46:19","guid":{"rendered":"http:\/\/antinomie.it\/?p=16570"},"modified":"2024-06-06T16:52:16","modified_gmt":"2024-06-06T14:52:16","slug":"bataille-leiris-e-il-segreto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2021\/02\/27\/bataille-leiris-e-il-segreto\/","title":{"rendered":"Bataille, Leiris e il \u00absegreto\u00bb","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">\u00c8 verso la fine del 1924 che Georges Bataille entra per la prima volta in contatto con Michel Leiris. A fare da tramite \u00e8 Jacques Lavaud, come lui bibliotecario alla Biblioth\u00e8que nationale di Parigi. Fattore aggregante nel sodalizio che subito si instaura tra i due \u00e8 il progetto di dar vita assieme a Lavaud, in un bordello nei pressi della porta Saint-Denis, al movimento <em>Oui<\/em>, antitetico alla&nbsp; \u00abnegazione sistematicamente&nbsp; provocatoria\u00bb del dadaismo<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Ma a connotare questo sodalizio \u00e8, pi\u00f9 che la comunanza di una posizione univoca, l\u2019alternanza di fulminee tangenze e di laceranti rotture. Tanto che si potrebbe quasi parlare di incontro mancato se Leiris non avesse avuto cura di fare del dissidio una modalit\u00e0 della comunicazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">L\u2019errore che consiste nel confondere \u00abcomunicazione\u00bb con \u00abaccordo perfetto\u00bb [\u2026] pu\u00f2 esserci comunicazione anche nel disaccordo, comunicazione all\u2019interno stesso della discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">\u00abComunicazione\u00bb, insomma, implica un accordo profondo, e non un semplice accordo formale, \u2013 un accordo reale, anche quando, dal punto di vista logico, vi \u00e8&nbsp; disaccordo<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza volere qui rifare la storia del percorso di ciascuno dei due intellettuali \u2013 peraltro gi\u00e0 tracciata dai loro rispettivi biografi<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> \u2013 non si pu\u00f2 non rilevare come l\u2019adesione di Leiris al surrealismo nel 1924 rafforzi in Bataille (un Bataille intimidito dal riserbo dell\u2019amico pi\u00f9 giovane su ci\u00f2 che si configurava come una vera e propria \u201ciniziazione\u201d ma, al tempo stesso, sicuro di s\u00e9) il suo violento rifiuto verso Breton e Aragon; e come, reciprocamente, il convergere di Bataille e Breton nel gruppo antifascista \u00abContre-Attaque\u00bb produca nel 1935 l\u2019inaspettata uscita di campo di Leiris che pure, fin dal 1925, nelle pagine del <em>Journal,<\/em> non aveva omesso di evocare quello che sarebbe divenuto un punto nodale nella strategia rivoluzionaria di \u00abContre-Attaque\u00bb: l\u2019anniversario della morte di Luigi XVI<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. Non meno sorprendente \u00e8, tra il 1936 e 1937, l\u2019assenza dell\u2019autore dell\u2019<em>Africa fantasma<\/em> dai sommari di \u00abAc\u00e9phale\u00bb, la rivista creata da Bataille e Andr\u00e9 Masson, amico e mentore di Leiris, il quale, in quegli stessi anni, consacra al pittore due recensioni e, in due testi preliminari a <em>Et\u00e0 d\u2019uomo<\/em> \u2013 l\u2019articolo <em>Une peinture d\u2019Antoine Caron<\/em>, del 1929, e <em>Lucr\u00e8ce, Judith et Holopherne<\/em>, del 1930, destinato a un <em>Almanach \u00e9rotique<\/em> prospettato dallo stesso Bataille<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> \u2013, mostra il ruolo centrale, nel proprio immaginario, del tema della decollazione e della decapitazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Addirittura incomprensibile appare il rifiuto di Leiris di aderire alla societ\u00e0 segreta Ac\u00e9phale se si tiene conto che, studioso di gruppi iniziatici, non solo egli era entrato in contatto, in Africa, con la societ\u00e0 delle maschere, ma fin dagli anni 1925-1926, aveva ideato, con Bataille, il progetto di una societ\u00e0 segreta orfica e nietzscheana, il cui nome <em>Judas<a href=\"#_ftn6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em>, da lui stesso proposto, ritorna insistentemente nella sua opera, nelle varie declinazioni indotte dalla figura dell\u2019apostolo traditore e nell\u2019ulteriore senso (derivato da questa) di \u00aborifizio traditore che consente di osservare ci\u00f2 che succede all\u2019interno delle prigioni\u00bb<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>: dall\u2019evocazione di Mamadou Vad e dei \u00abNegri\u00bb infeudati ai Bianchi, simili a quei \u00abmontoni che nei mattatoi vengono chiamati \u201cGiuda\u201d perch\u00e9 sono stati addestrati a condurre i loro compagni verso il coltello del macellatore\u00bb<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>, a una \u00absedicente tradizione\u00bb che vorrebbe l\u2019apostolo impiccato al grosso albero inclinato dello Square du Vert Galant, nella &nbsp;\u00abterra chiamata anticamente &nbsp;<em>\u00eele des Juifs<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, se l\u2019epilogo della breve esperienza nel P.C.F. e l\u2019uscita dal surrealismo riportano bruscamente Leiris sul versante di Bataille, sfociando, nel 1930, nel <em>pamphlet<\/em> collettivo <em>Un Cadavre<\/em> \u2013 sorta di \u00absacrificio simbolico,&nbsp; fotografico e letterario di Breton\u00bb, come rileva Jean Jamin<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> \u2013, i luoghi di tangenza tra i due intellettuali resteranno sempre fragili, provvisori, a cominciare dall\u2019avventura di \u00abDocuments\u00bb \u2013 rivista nella quale Leiris \u00e8 implicato \u00abpi\u00f9 che in ogni altra\u00bb<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> \u2013 ma che, diversamente dall\u2019amico, egli vivr\u00e0 come un periodo di malessere, tanto sul piano della scrittura che delle idee, nel difficile tentativo di piegare i temi a lui consoni, dell\u2019occultismo, dell\u2019esoterismo, del meraviglioso alla psicoanalisi e all\u2019etnografia<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fossato tra i due intellettuali sembra ancor pi\u00f9 divaricarsi nel <em>Cercle communiste d\u00e9mocratique<\/em>, a cui Leiris si riavvicina al ritorno dalla missione Dakar-Gibuti quasi pi\u00f9 per l\u2019esigenza di vincere la paura della guerra e l\u2019inclinazione alla diserzione che per l\u2019urgenza di fare sua, davanti alla \u00abprogressione del fascismo nel mondo\u00bb, la parola d\u2019ordine dell\u2019ultrasinistra, pur diligentemente riportata nel <em>Journal<\/em>: \u00abtrasformazione della guerra imperialista in rivoluzione comunista ad opera del proletariato armato\u00bb<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>. Basta sfogliare le pagine di \u00abLa Critique Sociale\u00bb, la rivista di Boris Souvarine, per misurare il diverso tenore dell\u2019<em>engagement<\/em> dell\u2019uno e dell\u2019altro. In Bataille, il percorso visibile di un pensiero politico eterodosso che si va elaborando sotto forma di saggi, di prese di posizione, di polemici dibattiti, nel tentativo di esplicitare, alla luce della psicoanalisi, della scuola sociologica francese e della fenomenologia, il meccanismo di formazione del totalitarismo. In Leiris, poche brevi recensioni che, dietro l\u2019intento esplicito di promuovere le scoperte di Durkheim e di Freud, evocano le ossessioni intime dell\u2019autore, secondo la pratica della confessione indiretta inaugurata su \u00abDocuments\u00bb<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>: alcolismo, atonia sessuale, sadismo ecc., come se, diversamente da Jo Hancock, il giovane \u00abapprendista rivoluzionario\u00bb di Max Eastman, spinto da un\u2019istanza morale a passare dall\u2019estetismo vacuo della poesia e dalla ferocia cinica del mondo degli affari al militantismo, diversamente da Tchen, il terrorista della <em>Condition humaine<\/em> di Malraux su cui richiama l\u2019attenzione Bataille<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>, egli non avesse trovato nell\u2019impegno politico una risposta alla ricerca della vita vera che, da \u00aboccidentale in crisi\u00bb<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a>, aveva invano inseguito \u2013 sulle orme di Rimbaud \u2013 in Africa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sintomatico \u00e8 l\u2019impaccio che accompagna, in una pagina del <em>Journal<\/em> datata 29 ottobre 1933, la sua stessa partecipazione alla rivista \u00abMasses\u00bb<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>, di cui l\u2019etnografia si costituisce come uno degli aspetti pi\u00f9 radicalmente innovativi: un\u2019etnografia \u00ab fatta, non pi\u00f9 di analisi distaccata o di degustazione estetizzante, ma di fraternit\u00e0 militante\u00bb<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>, secondo la prospettiva sviluppata molti anni dopo da Leiris, ma gi\u00e0 implicita nella definizione da lui data su \u00abMasses\u00bb della \u00abjeune ethnographie\u00bb come scienza dialettica e materialista<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> e nella stessa decostruzione del binomio <em>selvaggio\/civilizzato<\/em> inaugurata in \u00abDocuments\u00bb &nbsp;vuoi mediante la denuncia della nozione di \u00abcivilt\u00e0\u00bb e della gerarchia bianco\/nero<a href=\"#_ftn20\">[20]<\/a>, vuoi con il ripristino dell\u2019animalit\u00e0 dell\u2019essere umano<a href=\"#_ftn21\">[21]<\/a>, vuoi ancora attraverso l\u2019individuazione della persistenza del sacro nella stessa lotta di classe quale traspare nel \u00abrito magico\u00bb dell\u2019igiene :<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">C&#8217;\u00e8 qualcosa di essenzialmente religioso nella pulizia e, in ultima analisi, il disprezzo che il borghese ha per il lavoratore, ancor pi\u00f9 che sulla differenza di cultura, si basa sulla differenza di pulizia<a href=\"#_ftn22\">[22]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto alla partecipazione di Leiris al Coll\u00e8ge de Sociologie, \u00e8 stato gi\u00e0 sottolineato come si produca tardivamente e resti marginale e non priva di tentennamenti a proposito dell\u2019unica relazione da lui tenuta, <em>Il&nbsp; sacro &nbsp;nella vita quotidiana<\/em><a href=\"#_ftn23\">[23]<\/a>, sorta di \u00abinventario autobiografico dei suoi rivelatori del sacro\u00bb, come scrive Denis Hollier<a href=\"#_ftn24\">[24]<\/a>, in cui nessuna menzione viene fatta dell\u2019esperienza sul campo in Africa alla quale Bataille fa riferimento al Coll\u00e8ge de Sociologie. \u00c8 noto peraltro il dissenso che, nel rispetto del metodo sociologico di Durkheim e della nozione maussiana di \u00abfatto totale\u00bb, oppone Leiris a Bataille circa il ruolo accordato dal Coll\u00e8ge al sacro, tanto da indurlo a disertare l\u2019ultima conferenza del gruppo<a href=\"#_ftn25\">[25]<\/a>. \u00c8 un fatto che il correttivo apportato da Bataille a Durkheim e all\u2019oggettivit\u00e0 scientifica<a href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> a partire dalla teologia cristiana e dall\u2019esperienza vissuta lascia trapelare la distanza che lo separava, quanto meno nel 1939, dalla posizione dell\u2019amico, teso, nel suo statuto di etnografo, a difendere \u2013 a dispetto del partito preso nell\u2019<em>Africa fantasma<\/em> e nella sua stessa conferenza del Coll\u00e8ge \u2013 la tendenza dei nuovi esponenti della scuola sociologica francese \u00aba procedere mediante statistica, cartografia, registrazione quanto pi\u00f9 nuda dei fatti\u00bb <a href=\"#_ftn27\">[27]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se a ci\u00f2 si aggiunge la circostanza che, nel dopoguerra, al momento della prima stesura della <em>Souverainet\u00e9<\/em>, Bataille avrebbe escluso Leiris dalla \u00abcomunit\u00e0 ateologica\u00bb dei \u00abdifensori del male\u00bb da lui adombrata a partire &nbsp;dalla \u00abposizione ferma di una morale\u00bb propria di un esiguo gruppo di uomini disposti \u00aba sottrarsi in solitudine\u00bb e a contrapporre, \u00abal desiderio di far propria un\u2019affermazione, un\u2019ironia assoluta\u00bb<a href=\"#_ftn28\">[28]<\/a>, si deve concludere che il legame tra i due scrittori, quanto meno sul piano delle loro preoccupazioni, si tradusse in una lenta, impercettibile, ma irreparabile frattura<a href=\"#_ftn29\">[29]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nondimeno la testimonianza di Leiris sul percorso comunitario di Bataille negli anni tra le due guerre mondiali \u00e8 tra le pi\u00f9 lucide che si conoscano, oltre che tra le pi\u00f9 decise nel respingere i sospetti di una presunta fascinazione dell\u2019hitlerismo sull\u2019amico<a href=\"#_ftn30\">[30]<\/a>. N\u00e9 va dimenticato che \u00e8 a Leiris che Bataille si rivolge (oltre che a Georges Ambrosino e Patrick Waldberg) nel momento in cui, nell\u2019autunno 1960, il ricordo dell\u2019esperienza di Ac\u00e9phale si traduce nell\u2019urgenza di dare un seguito al quel lontano tentativo comunitario: \u00abvorrei proprio vederti\u00bb, \u00absei tra coloro che mi sento <em>in dovere di <\/em>rendere partecipi, quanto meno sull\u2019essenziale\u00bb, \u00abla questione che pone questo passato [\u2026] non potrei porla senza parlartene\u00bb, cos\u00ec egli scrive all\u2019amico da Orl\u00e9ans lasciando trapelare la propria impossible rinuncia:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Non penso affatto di ricominciare, ma sono costretto a rendermi conto che, in fondo, in quell\u2019impresa delirante vi era qualcosa che non poteva morire malgrado il distacco che io stesso&nbsp; ho provato<a href=\"#_ftn31\">[31]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene spontanea la domanda: Leiris fu davvero cos\u00ec estraneo alle iniziative di Bataille come egli ha pi\u00f9 volte dichiarato? La presenza delle iniziali del suo nome in un testo della societ\u00e0 segreta Ac\u00e9phale<a href=\"#_ftn32\">[32]<\/a>, la struttura gerarchica della comunit\u00e0 iniziatica stessa che prevedeva, accanto alla distribuzione degli adepti in tre gradi \u2014 <em>larva<\/em>, <em>muto<\/em> e <em>prodigo<\/em><a href=\"#_ftn33\">[33]<\/a> \u2014, il reclutamento di \u00abpartecipanti\u00bb, esclusi dalle riunioni interne del gruppo, ma selezionati con l\u2019accordo di tutti gli affiliati suggeriscono che egli sia stato pi\u00f9 implicato di quanto faccia pensare il contenuto di una scheda, di incerta datazione, ritrovata da Jean Jamin tra le carte dello scrittore:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Esplicitato, il patto a mezze parole di pochi si svalorizza, perch\u00e9 ci\u00f2 che ne fa la qualit\u00e0 \u00e8 proprio il fatto che basta che sia implicito. Pensando cos\u00ec, non potevo entrare a far parte della societ\u00e0 segreta \u00abAcephale\u00bb: rendendo manifesto tra i suoi membri ci\u00f2 che ritenevo dovesse rimanere nascosto, &nbsp;mi sembrava di ridurre al ridicolo \u2013 e non &nbsp;di suggellare \u2013 il patto quasi tacito che la sua stessa esistenza istituzionalizzava<a href=\"#_ftn34\">[34]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Iscritto, per via del nonno materno \u2013 \u00abalto funzionario della Terza Repubblica\u00bb e \u00abvenerabile\u00bb della loggia massonica \u00ab\u201cLa Rosa del Perfetto Silenzio\u201d\u00bb<a href=\"#_ftn35\">[35]<\/a> \u2013, nella storia stessa della sua famiglia, il tema della societ\u00e0 segreta torna spesso nelle pagine di Leiris: dall\u2019infantile \u00abcasa degli uomini\u00bb adombrata con il fratello nel chiuso dei W.C., alla setta pi\u00f9 \u201corgiastica\u201d fondata con un compagno per celebrare il culto di tre d\u00e8i inventati di sana pianta; dalla comunit\u00e0 in et\u00e0 pi\u00f9 adulta con la Civetta e con Capocchia di spillo alla vera e propria confraternita di Gondar, riunita intorno alla guaritrice Malkam Ayyahou, che lo inizia alle cerimonie di possessione e al culto degli zar determinandolo a dichiarare: \u00abE non avevo mai sentito fino a che punto sono religioso\u00bb<a href=\"#_ftn36\">[36]<\/a>. Forma privilegiata di comunit\u00e0 elettiva \u00e8 tuttavia l\u2019amicizia, \u00abintima alleanza con pochi, in perfetta comunione di vedute, di vita e di lavoro\u00bb, da quella che si concretizza nel \u00abclima straordinario di comunione morale\u00bb dell\u2019atelier di Masson<a href=\"#_ftn37\">[37]<\/a> a quella pi\u00f9 strettamente esistenziale con Bataille, coagulata \u2013 come sembra suggerire Bataille stesso<a href=\"#_ftn38\">[38]<\/a> \u2013 dal comune gusto per la dissipazione (ricerca dell\u2019ebbrezza, frequentazione dei bordelli, nottambulismo) e la cui intensit\u00e0 irrompe in due sorprendenti annotazioni. L\u2019una di Bataille, al momento dell\u2019adesione di Leiris al surrealismo: \u00ablo amavo molto e mi dava a intendere che il nostro rapporto era insignificante\u00bb<a href=\"#_ftn39\">[39]<\/a>; l\u2019altra di Leiris, nel dicembre 1931, quando, nel corso del viaggio in Africa, scopre il \u00abmiracolo religioso\u00bb di Ouidah, antichissimo centro storico: \u00abEcco il vero paese in cui andare con Bataille. Immagino da qui Bataille. Ne diventerebbe letteralmente pazzo&nbsp;\u00bb<a href=\"#_ftn40\">[40]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora non \u00e8 forse inutile rammentare che il \u00abmarzo 1938\u00bb \u2013&nbsp; data del testo della societ\u00e0 segreta in cui figurano le iniziali del nome di Leiris \u2013 \u00e8 un momento nodale nella storia dei rapporti tra i due intellettuali: Leiris, che si appresta a parlare alla Soci\u00e9t\u00e9 de psychologie collective dei <em>Rites fun\u00e9raires chez les Dogons<\/em>, ha infatti appena esordito al Coll\u00e8ge de Sociologie con la conferenza <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em> che, destinata a restare l\u2019unico segno tangibile del suo <em>engagement<\/em> nell\u2019impresa, rappresenta un momento di grande intensit\u00e0 nella vita del gruppo e nella sua stessa partecipazione all\u2019impresa comunitaria, come rivelano le note sul sacro redatte successivamente da Laure e alcune annotazioni dell\u2019<em>Homme sans honneur<\/em>. Non \u00e8 peraltro senza significato che in giugno Leiris discuta all\u2019\u00c9cole pratique des Hautes \u00c9tudes il <em>m\u00e9moire<\/em> su <em>La Langue secr\u00e8te des Dogon de Sanga,<\/em> incentrato sulle formule e i riti iniziatici della societ\u00e0 degli uomini del Sudan francese (tema attorno al quale ruotano in quello stesso anno altri suoi articoli), n\u00e9 che in luglio pubblichi nella collana Ac\u00e9phale <em>Miroir de la tauromachie<\/em>, redatto tra l\u2019ottobre e il novembre 1937 e inerente alla questione (centrale anche ne <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em>) della persistenza del sacro nella societ\u00e0 contemporanea<a href=\"#_ftn41\">[41]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calamitata da Laure \u2013 \u00abla figura al tempo stesso gravitante e centrale, che lega Leiris e Bataille\u00bb<a href=\"#_ftn42\">[42]<\/a> \u2013, l\u2019amicizia, nel caso della societ\u00e0 segreta Ac\u00e9phale, avrebbe nuovamente operato in Leiris da motivo aggregante senza che tuttavia l\u2019apposizione del suo nome nell\u2019elenco dei partecipanti sfociasse \u2013 come&nbsp; per le cerimonie di possessione in Etiopia \u2013 in un vero e proprio rito di iniziazione? O bisogna supporre che, investito in un secondo tempo del nome iniziatico di <em>larve<\/em>, termine proveniente dal latino <em>larva<\/em>, fantasma, spettro, per analogia esteso alle maschere romane, egli si sia silenziosamente confuso nel novero degli adepti tanto da proporsi \u2013 secondo i termini di Fardoulis-Lagrange \u2013 come la vittima sacrificale del gruppo<a href=\"#_ftn43\">[43]<\/a>? Anche nella veste di semplice \u00abpartecipante\u00bb \u2013 grado che, se non presupponeva come nel caso degli adepti \u00abl\u2019adesione formale a proposte precise, n\u00e9 la risoluzione di consacrare le proprie forze a un compito definito\u00bb, richiedeva pur sempre \u00abin primo luogo, un rigore personale tale da mantenere il segreto; in secondo luogo un interesse, una profonda simpatia per ci\u00f2 che Ac\u00e9phale significa[va]\u00bb<a href=\"#_ftn44\">[44]<\/a> \u2013, Leiris avrebbe potuto rispettare il partito enunciato nell\u2019<em>Africa fantasma<\/em><a href=\"#_ftn45\">[45]<\/a>di \u00abraccontare tutto\u00bb? O, bloccato da un interdetto, ci avrebbe volontariamente ingannato con una versione parziale o \u201ctrasfigurata\u201d dei fatti, ripetendo in ci\u00f2 il gesto di Ambyb\u00e9 Babadyia a proposito della lingua e dei riti della societ\u00e0 degli uomini del Sudan francese, e quello, pi\u00f9 generale, degli africani che \u2013 come si legge nell\u2019<em>Africa fantasma<\/em> \u2013 \u00abse si lasciano scappare qualche piccolo segreto, nascondono accuratamente il principale\u00bb<a href=\"#_ftn46\">[46]<\/a>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intrecciato al motivo della comunit\u00e0 iniziatica, il segreto organizza tutta l\u2019opera di Leiris \u2013 inteso sia, in senso etimologico, come \u00abseparato, diviso, messo da parte\u00bb (dal latino <em>secernere<\/em>)<a href=\"#_ftn47\">[47]<\/a>, sia nella variante costituita dalle \u00abcosiddette pratiche di&nbsp; secrezione\u00bb, ovvero \u00abl\u2019insieme di processi pi\u00f9 o meno involontari&nbsp; o organizzati per mezzo dei quali il detentore e i depositari [\u2026] &nbsp;mettono a nudo di fronte ai destinatari frammenti del segreto &nbsp;[&#8230;] senza per questo rivelarlo o comunicarlo\u00bb<a href=\"#_ftn48\">[48]<\/a>. A questo ricorso al segreto \u00e8 conforme anche il<em> Journal<\/em> che, a dispetto del titolo, non \u00e8 esente da censure. In un\u2019intervista apparsa nel \u00abMagazine litt\u00e9raire\u00bb Jean Jamin ha rammentato che, \u00ab[s]e la mancanza \u00e8 solitamente concepita come l\u2019origine dell\u2019autobiografia, il segreto \u2013 la ritenzione \u2013 appare tuttavia nel caso di Leiris, e paradossalmente, &nbsp;come il suo complemento\u00bb<a href=\"#_ftn49\">[49]<\/a>. Nella stessa intervista, Denis Hollier individua peraltro, al centro dell\u2019autobiografia di Leiris, un altro aspetto del segreto, quello che attiene alla menzogna vera e propria<a href=\"#_ftn50\">[50]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Non si tratta qui di riaprire la questione della controversa autenticit\u00e0 delle affermazioni di Leiris, che, su un altro piano, investe anche il campo dell\u2019etnografia e lo stesso lavoro di scavo nei buchi della memoria del genere autobiografico; piuttosto si tratta di reinterrogare la postura di Leiris nel Coll\u00e8ge de Sociologie a partire dalla centralit\u00e0 del segreto nella sua opera<a href=\"#_ftn51\">[51]<\/a> e nello stesso Coll\u00e8ge, dove \u00e8 ancora il termine \u00absegreto\u00bb a istituire la demarcazione tra la societ\u00e0 segreta puramente esistenziale, il cui fine \u00e8 di esistere, e la societ\u00e0 di complotto che si forma \u00abper agire e non per <em>esistere<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn52\">[52]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costruita attorno ai riti officiati \u00abnei miasmi dei gabinetti\u00bb, dove ogni sera si chiudeva con il fratello \u00abcome in un covo di briganti o nell\u2019antro di una societ\u00e0 segreta\u00bb<a href=\"#_ftn53\">[53]<\/a>, la conferenza <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em>, nel suo progressivo slittamento verso il mondo imponderabile dei \u00abfatti di linguaggio\u00bb \u2013 \u00abparole ricche in s\u00e9 stesse di prolungamenti, o parole sentite male, o mal lette\u00bb<a href=\"#_ftn54\">[54]<\/a> che, investite della funzione di <em>parole chiavi<\/em>, articolano il segreto al sacro \u2013, tocca infatti il cuore del Coll\u00e8ge de Sociologie pi\u00f9 di quanto farebbero pensare il gusto del meraviglioso di Leiris o lo spostamento da lui apportato al sacro di dispendio di Bataille e di Laure. Giacch\u00e9 se il Coll\u00e8ge nulla ha a che vedere con un organismo politico, politica \u00e8 tuttavia la sua coscienza del campo linguistico; politica, la strategia di smascheramento ideologico perseguita dai suoi membri attraverso l\u2019attacco al corpo sociale della lingua, alla <em>langue<\/em> nel senso saussurriano del termine; politica, infine, la costituzione di una seconda lingua e di paroledotate \u2013 come i vocaboli dalla sonorit\u00e0 esotica o \u00able scatole a fondo multiplo della lingua\u00bb evocati da Leiris nella sua conferenza \u2013 &nbsp;del \u00abvalore magico di una parola d\u2019ordine\u00bb<a href=\"#_ftn55\">[55]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Baster\u00e0 ricordare qui, sul versante di Bataille, la denuncia delle vuote \u00abcostruzioni verbali\u00bb che circolano nella lingua come false monete: \u00e8 il caso del termine, introdotto da Trockij, di \u00abbonapartismo\u00bb che racchiude in s\u00e9 \u00ab[\u2026] oltre ai due Napoleone che hanno regnato, Bismarck, Stalin, von Papen e il defunto presidente Doumergue [\u2026]\u00bb; o di quello di societ\u00e0 segreta; o perfino dei termini di democrazia e di fascismo aperti a \u00abuna molteplicit\u00e0 di accezioni diverse\u00bb<a href=\"#_ftn56\">[56]<\/a>; il riaggiustamento del dizionario della lingua mediante spostamenti di senso che hanno per effetto di aprire la nozione di campo semantico; la creazione di parole munite \u2013 quanto meno negli intenti programmatici \u2013 della \u00abstessa precisione degli strumenti chirurgici\u00bb<a href=\"#_ftn57\">[57]<\/a>. E, sul versante di Leiris, l\u2019insistenza sul gioco fonetico del linguaggio, operazione che, portando alla luce, dietro la preminenza del senso, il lavoro occulto del significante, inaugura la messa in scena di quella inesorabile \u00ab<em>afanisi <\/em>del soggetto\u00bb<a href=\"#_ftn58\">[58]<\/a> contro cui si verr\u00e0 costituendo la \u00abqu\u00eate disperata\u00bb della scrittura autobiografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\">Questo articolo \u00e8 una versione abbreviata della conferenza <em>Sacr\u00e9 et secret chez Leiris et Bataille<\/em> pubblicata in <em>Bataille-Leiris. L\u2019intenable assentiment au monde<\/em>, a cura di Francis Marmande, Belin, Paris 1999, e ripresa in <em>The \u00abColl\u00e8ge de sociologie\u00bb<\/em>, a cura di Frank Pearce, in \u00abEconomy and Society\u00bb, 32, 2, febbraio 2003, quindi in Marina Galletti, <em>La comunit\u00e0 \u201cimpossibile\u201d di Georges Bataille. Da \u00abMasses\u00bb ai \u00abdifensori del male\u00bb<\/em>, Kaplan, Torino 2008.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Michel Leiris, <em>De Bataille l\u2019Impossible \u00e0 l\u2019impossible \u201cDocuments\u201d<\/em>, in <em>\u00c0 propos de Georges Bataille<\/em>, Fourbis, Paris 1988, p. 19; cfr. anche Georges Bataille, <em>Le surr\u00e9alisme au jour le jour<\/em>, in <em>Oeuvres compl\u00e8tes<\/em> [d\u2019ora in poi abbreviato in <em>O.C.<\/em>], 12 voll., Gallimard, Paris 1970-1988,t. VIII, p. 170 e 557.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Michel Leiris, <em>L\u2019Homme sans honneur. Notes pour le sacr\u00e9 dans la vie quotidienne<\/em>, a cura di Jean Jamin, Jean-Michel Place, Paris 1994, p. 149.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Cfr. Aliette Armel, <em>Michel Leiris<\/em>, Fayard, Paris 1997; Michel Surya, <em>Georges Bataille, la mort \u00e0 l\u2019oeuvre<\/em>, Gallimard, Paris 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Michel Leiris, <em>Journal<\/em>, a cura di Jean Jamin, Gallimard, Paris 1992, pp. 89-90. Cfr. anche quanto Leiris afferma su \u00abContre-Attaque\u00bb, in data 7 gennaio 1936, p. 298, e in data 16 agosto 1969, p. 635. Il motivo del tradimento \u00e8 peraltro al centro dell\u2019autobiografia di Leiris. Cfr. ci\u00f2 che Leiris confessa in <em>Fourbis<\/em> (1955), Gallimard, Paris, 1991, p. 68.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Cfr., su questo testo, Michel Leiris, <em>L\u2019\u00c2ge d\u2019homme pr\u00e9c\u00e9d\u00e9 de L\u2019Afrique fant\u00f4me<\/em>, \u00c9dition publi\u00e9e sous la direction de Denis Hollier, Biblioth\u00e8que de la Pl\u00e9iade, Gallimard, Paris 2014, p. 1006, e Denis Hollier, <em>\u00c0 l\u2019en t\u00eate d\u2019Holopherne<\/em>, in <em>Les D\u00e9poss\u00e9d\u00e9s<\/em>, Les \u00c9ditons de Minuit, Paris 1993.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Cfr. Georges Bataille,<em>Constitution du journal int\u00e9rieur<\/em>, in<em>L\u2019Apprenti Sorcier. Textes, lettres et documents (1932-1939)<\/em>, a cura di Marina Galletti, La Diff\u00e9rence, Paris 1999, tr. it. <em>Costituzione del giornale interno<\/em>, in Id., <em>La congiura sacra<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2008, p. 158.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Michel Leiris, <em>Biffures<\/em>, in <em>La R\u00e8gle du jeu<\/em>, a cura di Denis Hollier, Biblioth\u00e8que de la Pl\u00e9iade, Gallimard, Paris 2003, tr. it. <em>Biffure<\/em>s, Einaudi, Torino, 1979, p. 62.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Michel Leiris, <em>L\u2019\u00c2ge d\u2019homme pr\u00e9c\u00e9d\u00e9 de L\u2019Afrique fant\u00f4me<\/em>,cit., tr. it.&nbsp; <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>, a cura di Barbara Fiore, traduzione di Aldo Pasquali, Quodlibet\/Humboldt, Macerata\/Milano, 2020, p. 88.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Michel Leiris, <em>Biffures<\/em>, cit., p. 73.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Jean Jamin, <em>Un sacr\u00e9 Coll\u00e8ge ou les apprentis sorciers de la sociologie<\/em>, in \u00abCahiers internationaux de sociologie\u00bb, janvier -juin 1980, vol. XLIX, p. 7.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Aliette Armel, cit., p. 280.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Michel Leiris, <em>Journal,<\/em> cit., pp. 188, 195, 202-203. Ci\u00f2 malgrado, Leiris scriver\u00e0 su \u00abDocuments\u00bb 37 articoli che costituiscono \u00abun progetto globale di reinterpretazione dell\u2019uomo occidental [\u2026] un progeto che non \u00e8 senza alcun dubbio erroneo qualificare come antropologico\u00bb, Annie Pibarot, <em>Le pari de \u00abDocuments\u00bb<\/em>, in \u00abCritique\u00bb, d\u00e9cembre 1992, p. 936. Cfr. anche Catherine Maubon, <em>Michel Leiris \u00e0 \u00abDocuments\u00bb<\/em>, \u00abRivista di letterature moderne e comparate\u00bb, 3, luglio-settembre 1985.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Michel Leiris, <em>Journal<\/em>, cit., p. 237.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Cfr. Michel Leiris, <em>Une peinture d\u2019Antoine Caron<\/em>, in \u00abDocuments\u00bb, I, 7, 1929.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Cfr. Id., <em>Max Eastman, \u00abL\u2019Apprenti r\u00e9volutionnaire\u00bb<\/em>, in \u00abLa Critique Sociale\u00bb, 10, novembre 1933; Georges Bataille, <em>Andr\u00e9 Malraux, \u00abLa Condition humaine\u00bb<\/em>, ivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a>&nbsp; Michel Leiris, <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>, cit., p. 25<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Cfr. Marina Galletti, <em>Ai margini del Cercle communiste d\u00e9mocratique: il corso di sociologia dei Groupes d\u2019\u00e9tudes \u00abMasses\u00bb<\/em>, in <em>La comunit\u00e0 \u201cimpossibile\u201d di Georges Bataille<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Michel Leiris, <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>, <em>Preambolo<\/em>, cit., p. 26.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Id., <em>La jeune ethnographie<\/em>, in \u00abMasses\u00bb, 3, mars 1933, p. 10.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Cfr. Id., <em>\u00c0 propos du \u00abMus\u00e9e des sorciers\u00bb<\/em>, in \u00abDocuments\u00bb, I, 2, 1929; Id., <em>Civilisation<\/em>, ivi, t. I, 4, 1929; Id., <em>L\u2019oeil de l\u2019ethnographe <\/em>, ivi, t. II, 7, 1930.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> Ne \u00e8 un esempio il \u201cdeclassamento\u201d della \u00abdivinit\u00e0 della bocca\u00bb a organo \u201cignobile\u201d della masticazione e dell\u2019emissione dello sputo. Michel Leiris, <em>Crachat<\/em>, in \u00abDocuments\u00bb, I, 7, 1929; cfr. anche Georges Bataille, <em>Bouche<\/em>, ivi, II, 5, 1930.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Michel Leiris<em>, Hygi\u00e8ne<\/em>, in \u00abDocuments\u00bb, II, 1, 1930, p. 44.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Id., <em>Le sacr\u00e9 dans la vie quotidienne<\/em>, in Denis Hollier, <em>Le Coll\u00e8ge de Sociologie<\/em>, Gallimard, Paris, 1995, tr. it.&nbsp; <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em>, in <em>Il Collegio di Sociologia<\/em>, a cura di Denis Hollier. Edizione italiana a cura di Marina Galletti, Bollati Boringhieri, Torino 1991.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Denis Hollier, <em>Le Coll\u00e8ge de Sociologie<\/em>, cit., p. 99.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Su tale dissenso potrebbero tuttavia avere influito le inibizioni di cui Leiris, \u00abin mancanza di abilit\u00e0 dialettica\u00bb, era solito accusarsi. Cfr. <em>Michel Leiris \u00e0 Georges Bataille<\/em> [lettera non inviata, luglio 1939], ivi, p. 830.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> Cfr. <em>Georges Bataille \u00e0 Michel Leiris<\/em> [lettera del 5 luglio 1939], ivi, p.827.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> <em>Michel Leiris \u00e0 Georges Bataille<\/em> [lettera non inviata, luglio 1939], ivi., p. 832.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Georges Bataille, <em>La Souverainet\u00e9<\/em>, in <em>O.C<\/em>., t. VIII, cit., p. 639.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Tuttavia nel 1956, sulla rivista \u00abComprendre\u00bb, Bataille avrebbe ricondotto Leiris all\u2019ambito degli scrittori \u00absovversivi\u00bb della letteratura francese del Novecento (Georges Bataille, <em>L\u2019\u00e9quivoque de la culture<\/em>,&nbsp; in&nbsp; <em>O.C<\/em>., t. XII, 1988, tr. it. <em>L\u2019equivoco della cultura<\/em>, in Id., <em>L\u2019al di l\u00e0 del serio e altri saggi<\/em> a cura di Felice Ciro Papparo, Guida, Napoli 2000, p. 455).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> Cfr. Bernard-Henri L\u00e9vy, <em>\u00ab&#8230; Dont on ne sait, \u00e0 vrai dire, pas grand-chose&#8230;\u00bb (Rencontre avec Michel Leiris)<\/em>, in <em>Les Aventures de la libert\u00e9<\/em>, Grasset, Paris 1991, pp. 173-187.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> Georges Bataille, <em>\u00c0 Michel Leiris<\/em> [lettera de 28 octobre 1960], in <em>Choix de lettres<\/em>, a cura di Michel Surya, Gallimard, Paris 1997, p. 549.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> Id., <em>Liste de nom<\/em>s, in <em>L\u2019Apprenti Sorcier<\/em>, cit., p. 433 (testo non ripreso in <em>La congiura sacra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> Cfr. Id., <em>Degr\u00e9s<\/em>, in ivi, p. 487 (testo non ripreso in <em>La congiura sacra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref34\">[34]<\/a> Michel Leiris, <em>Fiche sur Ac\u00e9phale<\/em>, in <em>Aux fins du Coll\u00e8ge de Sociologie<\/em>, a cura di Jean Jamin, presentazione di Denis Hollier, in \u00abGradhiva\u00bb, 13, 1993, p. 65.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref35\">[35]<\/a> Id., <em>L\u2019\u00c2ge d\u2019homme <\/em>pr\u00e9c\u00e9d\u00e9 de<em> L\u2019Afrique fant\u00f4me<\/em>, cit., tr. it. <em>Et\u00e0 d\u2019uomo<\/em>, a cura di Andrea Zanzotto, SE,Milano 2003, p. 29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref36\">[36]<\/a> Id., <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>,cit., p. 491.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref37\">[37]<\/a> Id., <em>Et\u00e0 d\u2019uomo<\/em>, cit., p. 161.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">[37] Id., <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>,cit., p. 491.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Cfr. anche quanto Leiris scrive in <em>45, rue Blomet<\/em>, in <em>Z\u00e9brage<\/em>, Gallimard, Paris 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref38\">[38]<\/a> Cfr. Georges Bataille, <em>Le surr\u00e9alisme au jour le jour<\/em>, cit., pp. 170-172.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref39\">[39]<\/a> Ivi, p. 171.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref40\">[40]<\/a> Michel Leiris, <em>Lettera [a Zette] dell\u201911 dicembre 1931<\/em>, in <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>, cit., p. 185.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref41\">[41]<\/a> Cfr. Claude Reichler, <em>Les intermittences du sacr\u00e9<\/em>, in \u00abLes Temps modernes\u00bb, XLVI, 535, f\u00e9vrier 1991.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref42\">[42]<\/a> Jean-Pierre Faye, <em>Le point fulgurant. Leiris, soci\u00e9t\u00e9 secr\u00e8te du quotidien<\/em>, in \u00abRevue de l\u2019Universit\u00e9 de Bruxelles\u00bb, 1-2, 1990, p. 92. Occorre forse ricordare che \u00e8 ne1 1937 che comincia la relazione sentimentale di Leiris con Pauline Roux, sorella del matematico Andr\u00e9 Chenon, membro della societ\u00e0 segreta Ac\u00e9phale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref43\">[43]<\/a> Michel Fardoulis-Lagrange, conversazione privata, Parigi, 1987. Sarebbe stato lo stesso Bataille ad accreditare questa versione dei fatti, nel momento in cui ospitava a casa sua, a V\u00e9zelay, l\u2019amico Fardoulis, ricercato dalla polizia per motivi politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref44\">[44]<\/a> Georges Bataille,<em> R\u00e8gles du 28 d\u00e9cembre 1937<\/em>, in <em>L\u2019Apprenti Sorcier<\/em>, cit., p. 424. (testo non ripreso in <em>La congiura sacra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref45\">[45]<\/a> Michel Leiris, <em>L\u2019Africa fantasma<\/em>, cit., p. 194.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref46\">[46]<\/a> Ivi, p. 139.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref47\">[47]<\/a> Arnaud L\u00e9vy, <em>\u00c9valuation \u00e9tymologique et s\u00e9mantique du mot \u00absecret\u00bb<\/em>, in <em>Du secret<\/em>, \u00abNouvelle Revue de psychanalyse\u00bb, 14, automne 1976, pp. 118-119.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref48\">[48]<\/a> Andr\u00e1s Zempl\u00e9ni, <em>Secret et suj\u00e9tion<\/em>, in \u00abTraverses\u00bb, 30-31, mars 1984, p. 106.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref49\">[49]<\/a> <em>Un homme du secret discret<\/em>, intervista a Jean Jamin e Denis Holllier a cura di Aliette Armel, in \u00abMagazine litt\u00e9raire\u00bb, 302, septembre 1992, pp. 20.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref50\">[50]<\/a> Ivi, pp. 20, 21.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref51\">[51]<\/a> Cfr., ad esempio, il passo di <em>Fibrilles<\/em> in cui Leiris enuncia la necessit\u00e0 di una linea di condotta tratta da una \u00ab<em>morale de la parole<\/em>\u00bb fondata in parte sulla capacit\u00e0 di \u00ab<em>tenir sa langue<\/em>\u00bb: Michel Leiris, <em>Fibrilles<\/em>, in <em>La R\u00e8gle du jeu<\/em>, cit., pp. 746, 750. A questo passo si pu\u00f2 accostare quello di <em>L\u2019Homme sans honneur<\/em> inerente al carattere sacro della parola e alla nozione di poeta in quanto \u00abuomo di parola\u00bb (cit., p. 65).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref52\">[52]<\/a>&nbsp; Roger Caillois [in realt\u00e0 Georges Bataille], <em>Confraternite, ordini, societ\u00e0 segrete, chiese<\/em> in <em>Il Collegio di Sociologia<\/em>, cit., p. 191. Cfr. anche Georges Bataille, <em>L\u2019apprendista stregone<\/em>, ivi, p. 31.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref53\">[53]<\/a> Michel Leiris, <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em>, ivi, pp. 40-41; Id., <em>Biffures<\/em>, tr. it. cit., p. 214.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref54\">[54]<\/a> Id., <em>Il sacro nella vita quotidiana<\/em>, cit., p. 38.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref55\">[55]<\/a> Ivi, pp. 41, 39.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref56\">[56]<\/a>&nbsp; Georges Bataille, <em>Frammento<\/em>,in <em>Il Collegio di Sociologia<\/em>, cit., p. 455.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref57\">[57]<\/a> Ivi, p. 456. Per un approfondimento della questione, cfr. Marina Galletti, <em>Tradurre Bataille: la lingua del \u00abCollegio di Sociologia\u00bb<\/em>, ivi, pp. XXIX-XXXVII.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref58\">[58]<\/a> Simon Harel, <em>Le difficile portrait de soi: M\u00e9moire et autobiographie chez Leiris, Artaud et Laure<\/em>, in \u00abCanadian Review of Comparative Literature\u00bb, march 1991, XVIII, 1, p. 34.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"color:#676d82;font-size:15px\"><em>In copertina: Francis Bacon, <\/em>Ritratto di Michel Leiris<em>, 1976 \u00a9The Estate of Francis Bacon<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 verso la fine del 1924 che Georges Bataille entra per la prima volta in contatto con Michel Leiris. A fare da tramite \u00e8 Jacques Lavaud, come lui bibliotecario alla Biblioth\u00e8que nationale di Parigi. 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Ha collaborato ai \u201cRomans et r\u00e9cits\u201d di Georges Bataille (Gallimard 2004 e 2014) di cui ha ricostruito il percorso comunitario nei volumi \u201cLa congiura sacra\u201d (Bollati Boringhieri 1997 e 2008), \u201cLa comunit\u00e0 impossibile di Georges Bataille. Da \u2018Masses\u2019 ai difensori del male\u201d (Kaplan 2008), \u201cGeorges Bataille, L\u2019Apprenti Sorcier. Textes, lettres et documents (1932-1939)\u201d (La Diff\u00e9rence 1999) e \u201cIl mostro bicefalo. Percorsi nell\u2019eterologia di Georges Bataille\u201d (Artemide 2020). \u00c8 tra i curatori della miscellanea \u201cJacqueline Risset, i pensieri dell\u2019istante\u201d (Editori Riuniti Internazionali 2012) e di due volumi postumi di Jacqueline Risset, \u201cGeorges Bataille\u201d (Artemide 2018) e \u201cProust in progress\u201d (Artemide 2020).\",\"url\":\"https:\\\/\\\/antinomie.it\\\/index.php\\\/author\\\/marina-galletti\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Bataille, Leiris e il \u00absegreto\u00bb - Marina Galletti","description":"\u00c8 verso la fine del 1924 che Georges Bataille entra per la prima volta in contatto con Michel Leiris. A fare da tramite \u00e8 Jacques Lavaud, come lui bibliotecario alla Biblioth\u00e8que nationale di Parigi. 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