{"id":13345,"date":"2020-11-23T00:03:04","date_gmt":"2020-11-22T23:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/antinomie.it\/?p=13345"},"modified":"2024-06-06T20:25:18","modified_gmt":"2024-06-06T18:25:18","slug":"tu-sai-cosa-sono-le-pietre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/23\/tu-sai-cosa-sono-le-pietre\/","title":{"rendered":"Tu sai cosa sono le pietre","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Per la cortesia della curatrice, della Galerie Bordas di Venezia e dell\u2019editore Prova d\u2019Artista, che la pubblicano oggi in occasione del centenario della nascita di Paul Celan (Czernowitz-Cernau\u021bi, 23 novembre 1920 \u2013 Parigi, 20 aprile 1970), si propone qui un estratto dalla sua corrispondenza con Erich Einhorn (in tutto sei fra lettere e cartoline di Celan, dieci di Einhorn) nell\u2019edizione italiana curata da Anna Ruchat, accompagnato dalle note della curatrice, dalla sua versione del componimento di Celan che d\u00e0 il titolo alla pubblicazione, dalla <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/23\/una-questione-di-date\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">postfazione di Domenico Brancale<\/a> e da una riproduzione dell\u2019inchiostro dell\u2019artista georgiana Sophie Ko che accompagna, in originale, le cinquanta copie numerate. L\u2019immagine d\u2019apertura, riprodotta sulla copertina della cartella, \u00e8 l\u2019autografo dei primi tre versi della prima stesura di una poesia di Celan, <em>Zuversicht <\/em>(<em>Fiducia<\/em>: poi in <em>Sprachgitter<\/em>, <em>Grata di parole<\/em>), scritti al <em>verso<\/em> dell\u2019invito al vernissage, il 31 marzo 1955 alla Galerie Marcel Bernheim, di una mostra collettiva che comprendeva anche incisioni di Gis\u00e8le Celan-Lestrange: \u00abSar\u00e0 ancora un occhio, \/ un occhio straniero, accanto al nostro: \/ muto sotto la palpebra di pietra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Sintetizzo qui di seguito le puntuali note di Ruchat alle lettere restanti. Il rapporto epistolare comincia a Kiev (dove Celan \u2013 che presta servizio come infermiere in una clinica psichiatra della sua Czernowitz, per evitare il servizio militare coatto nell\u2019Armata Rossa che quell\u2019anno aveva conquistato la Romania \u2013 era in viaggio di servizio) il 1\u00b0 luglio 1944, quando Celan informa l\u2019amico che i suoi genitori stanno bene: \u00ab\u00c8 gi\u00e0 molto, Erich, non puoi immaginare quanto\u00bb. Aggiunge infatti: \u00abi miei genitori sono stati fucilati dai tedeschi. A Krasnopolka, sul Bug\u00bb (Leo e Fritzi Antschel \u2013 che non avevano voluto credere agli avvertimenti del figlio e non si erano messi in salvo come lui \u2013 erano stati deportati nel giugno del \u201942; il primo mor\u00ec poco tempo dopo, a quanto pare di tifo, nel campo di Gaisin; la seconda uccisa dai nazisti l\u2019anno seguente, non si sa dove \u2013 anche se qui Celan pare essere in possesso di informazioni pi\u00f9 precise; la localit\u00e0 di \u00abKrasnopolska\u00bb, in Bielorussia, si trova a Oriente di Gaisin). La lettera raggiunge Einhorn a Rostov, sul Don, dove il giovane slavista si era trasferito per studiare storia: di l\u00ec a poco richiamato dall\u2019Armata Rossa, vi prest\u00f2 servizio come interprete dal \u201945 al \u201949, prima nell\u2019Austria e poi nella Germania occupate (in seguito insegn\u00f2 rumeno e italiano a Mosca, ma perse il lavoro in seguito alle campagne antisemite di Stalin; dal \u201953 sino alla morte, nel \u201974, lavor\u00f2 come redattore e traduttore nella redazione della rivista tedesca \u00abDie neue Zeit\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">La lontananza, geografica e linguistica, rester\u00e0 sempre al centro delle conversazioni dei due vecchi amici. Il che aiuta forse a risolvere uno dei mille piccoli e grandi enigmi di Celan: la grande poesia <em>Schibboleth<\/em> (in <em>Von Schwelle zu Schwelle<\/em>, <em>Di soglia in soglia<\/em>), composta nel \u201954, si conclude infatti in suo nome, e in ricordo delle comuni passioni politiche del tempo prima della bufera che li ha fisicamente allontanati: \u00abEinhorn: \/ tu sai cosa sono le pietre, \/ tu sai cosa sono le acque, \/ vieni, \/\/ ti porto via di qui \/ verso le voci \/ di Estremadura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Dopo un lungo \u2018buco\u2019, i rapporti si riallacciano nella primavera del \u201962: \u00absono trascorsi cos\u00ec tanti anni \u2013 tanti anni e giorni e ore\u00bb, dice Celan, \u00abtutto \u00e8 vicino e niente \u00e8 dimenticato, bench\u00e9 da quattordici anni \u2013 o meglio, dal luglio 1948 \u2013 io viva a Parigi, nei miei pensieri sono spesso a casa e con gli amici di un tempo\u00bb. Oltre a dare notizia di sua moglie Gis\u00e8le e di suo figlio Eric, Celan spiega che ha cominciato a fare traduzioni letterarie oltre che dal francese anche dal russo, Esenin e Blok anzitutto, e chiede all\u2019amico un po\u2019 di \u2018dritte\u2019 (specie per il primo Einhorn d\u00e0 in effetti numerosi consigli, e del lavoro di Celan si dir\u00e0 infine entusiasta; della traduzione dei <em>Dodici<\/em> di Blok si veda l\u2019edizione italiana a cura di Dario Borso, L\u2019arcolaio 2018): \u00abil lavoro che mi sta <em>a cuore<\/em> pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 la traduzione delle poesie di Osip Mandel\u2019\u0161tam; \u00e8 uscita nel 1959, dopo la pubblicazione delle sue memorie in \u2018Novyj mir\u2019 l\u2019ho spedita a Il\u2019ja Erenburg tramite la redazione della rivista\u00bb; chiede anche notizie di Nade\u017eda Jakovlevna Mandel\u2019\u0161tam (che Einhorn conosceva personalmente; allora viveva in effetti nella citt\u00e0 di Tarusa, circa 150 km a Sud di Mosca, che all\u2019epoca era un rifugio per altri intellettuali dissidenti come la figlia di Marina Cvetaeva, Ariadna Efron; va ricordato che gli scritti di Mandel\u2019\u0161tam \u2013 fucilato dagli stalinisti a Vladivostok, in Siberia, alla fine del \u201938 \u2013 non circolarono in URSS, se non in forma di <em>samizdat<\/em>, sino al 1973): \u00ab\u00e8 vero che la vedova del poeta abita nei pressi di Mosca?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Un altro tema che accomuna Celan a Einhorn \u00e8 la passione per la musica (non a caso <em>Schibboleth <\/em>evocher\u00e0 anche il \u00abflauto doppio della notte\u00bb): si scambiano dischi \u00abdel meraviglioso cantante Fischer Dieskau\u00bb (che nel \u201960 aveva eseguito anche i <em>F\u00fcnf Gedichte von Paul Celan f\u00fcr Bariton und Klavier<\/em> del giovane compositore tedesco Aribert Reimann), ma anche di letture poetiche per esempio di Esenin. Ma sotto traccia, in tutte le lettere di Celan, il tema dominante sono piuttosto le \u00absgradevolezze \u2018germaniche\u2019\u00bb (come le chiama Einhorn, cercando un po\u2019 goffamente di sdrammatizzare): ossia la <em>vexata qu\u00e6stio<\/em> dell\u2019\u00abaffaire Goll\u00bb (l\u2019accusa di plagio nei suoi confronti della vedova del poeta francese Ivan Goll, cio\u00e8, cui la stampa tedesca diede molta eco: contribuendo forse in misura decisiva alla sua definitiva perdita d\u2019equilibrio), e poi pi\u00f9 in generale la strisciante ipocrisia e gli \u00abalibi\u00bb (\u00absovra-compensazioni e altri metodi di \u2018superamento del passato\u2019\u00bb) di \u00abcoloro che all\u2019ombra di quegli alibi continuano, con altri mezzi, pi\u00f9 adatti al nostro tempo, ci\u00f2 che avevano cominciato e portato avanti sotto Hitler\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nella lettera del 27 novembre 1962 Celan definisce l\u2019<em>affaire Goll<\/em> \u00abuna questione molto tedesca e anche, diciamo cos\u00ec, germanica\u00bb; ma in effetti la <em>questione<\/em> non era solo quella \u2013 e neppure solo <em>germanica<\/em>, del resto. Il carteggio si conclude con una lettera non datata in cui Einhorn si rivolge all\u2019amico con malcelata preoccupazione: \u00abmi piacerebbe avere da te un segno di vita\u00bb. La lettera stavolta non ottenne risposta: perch\u00e9, con ogni probabilit\u00e0, risale alla fatale primavera del 1970.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Andrea Cortellessa<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Celan-Einhorn_cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13408 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Celan-Einhorn_cover.jpg?resize=600%2C800&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-13408\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Celan-Einhorn_cover.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Celan-Einhorn_cover.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Celan-Einhorn_cover.jpg?resize=480%2C640&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:48px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Erich Einhorn \u00e8&nbsp;un amico di giovinezza di Paul Celan a Czernowitz. Dopo essere stato ufficiale nell\u2019esercito sovietico, lavor\u00f2 a Mosca dapprima come insegnante di lingue (rumeno e italiano), poi come traduttore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carteggio, come molti dei rapporti epistolari di Celan, ha un andamento a parabola, con un picco e una rapida discesa quando, spesso per futili motivi, si insinuano sospetto, diffidenza, rancore. A una prima lettera di Celan del 1944 in cui quest\u2019ultimo informa l\u2019amico della morte dei propri genitori e chiede notizie, seguono altre 15 lettere tra il 1961 e il 1967, in cui il tema \u00e8&nbsp;la lingua russa, la poesia, le traduzioni di Esenin, Blok e Mandel\u2019\u0161tam. Il riemergere di Celan dalle nebbie del passato e dell\u2019esilio \u00e8 una boccata di ossigeno per Einhorn, esiliato a sua volta nella Russia sovietica.&nbsp;Ma anche Celan appare desideroso di riagganciare quel rapporto stretto intorno al filo delle origini, della parola scritta, della lingua russa, della traduzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla lettura del carteggio si nota un dettaglio sul quale nessuno dei due corrispondenti mai si sofferma: solo una \u201ch\u201d separa il nome dell\u2019amico di Celan, Erich, da quello del figlio Eric.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Questa corrispondenza \u00e8 stata pubblicata per la prima volta da Maria Dimitrieva-Einhorn (figlia di Erich Einhorn) nel \u00abCelan-Jahrbuch\u00bb numero 7, 1997-1998, a cura di Hans-Michael Speier.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\"><em>Per il controllo sulla traslitterazione dei nomi russi, per la scrittura in cirillico e soprattutto per l\u2019aiuto nella traduzione delle lettere m e n-o ringrazio Margherita Carbonaro senza la quale questa piccola edizione non avrebbe visto la luce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px\"><em>A Michele Ranchetti che prima di noi conosceva le pietre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Anna Ruchat<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13411 lazyload\"><noscript><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"305\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg?resize=900%2C305&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-13411\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg?resize=300%2C102&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg?resize=768%2C260&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/antinomie.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/manoscritto-Celan-per-Celan-Einhorn.jpg?resize=480%2C163&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Moisville par Nonancourt (Eure), 10 agosto 1962<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caro Erich,<br>spero che i miei libri ti abbiano nel frattempo raggiunto. Come avevi chiesto tu, te li ho mandati tutti salvo la traduzione de <em>I dodici<\/em> di Aleksandr Blok, di cui non avevo pi\u00f9 copie (ma tu hai detto che il libro si trova nelle biblioteche di Mosca \u2013 cosa che mi fa particolarmente piacere.)<br>Alcune delle cose che ti ho spedito, per esempio il discorso di Darmstadt<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[1]<\/span>, non saranno sicuramente di tuo gusto n\u00e9 corrisponderanno a una tua visione, l\u2019ho spedito solo perch\u00e9 quel discorso con tutte le sue domande senza risposta, \u00e8 la dimostrazione di quanto possa essere solo l\u2019essere umano nel sistema capitalista. Hai ragione quando dici che nella Germania Occidentale non mi hanno perdonato di aver scritto una poesia sui campi di concentramento nazisti \u2013 la <em>Fuga di morte<\/em>. Cos\u2019hanno comportato per me quella poesia e altre simili, \u00e8 un lungo capitolo. I premi letterari<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[2]<\/span> che mi sono stati conferiti non devono trarti in inganno: in fin dei conti sono solo l\u2019alibi di coloro che all\u2019ombra di quegli alibi continuano, con altri mezzi, pi\u00f9 adatti al nostro tempo, ci\u00f2 che avevano cominciato e portato avanti sotto Hitler.<br>Nel mio ultimo libro (<em>Grata<\/em> <em>di linguaggio<\/em>) troverai una poesia, Stretta, che evoca le devastazioni della bomba atomica. In un punto centrale viene citata per frammenti questa frase di Democrito: \u00abNon c\u2019\u00e8 nient\u2019altro che atomi e spazio vuoto; tutto il resto \u00e8 opinione\u00bb. Non ho certo bisogno di dire che la poesia \u00e8 stata scritta per difendere quell\u2019opinione, per difendere l\u2019uomo, quindi contro il vuoto e l\u2019atomizzazione.<br>Non ho certo bisogno di dirti quanto mi farebbe piacere se tu volessi tradurre qualcosa di mio<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[3]<\/span> .<br>Come sta tua madre? E tua moglie? E la piccola Marina? E dove trascorrete le vacanze?<br>Noi saremo in Normandia fino a fine settembre. E speriamo di poter trascorrere le prossime vacanze in Unione Sovietica.<br>Belli i dischi che mi hai mandato. Di\u2019 per favore a Samuil Mar\u0161ak che io stimo moltissimo la sua opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi salutiamo di cuore!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paul<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se tu, come mi hai proposto, mi indicherai di tanto in tanto un giovane poeta sovietico, te ne sar\u00f2 grato. \u2013 E dimmi anche, te ne prego, dove nelle traduzioni ho interpretato male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">78, rue de Longchamp XVI. Parigi, 24 ottobre 1966<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caro Erich,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">la tua lettera \u00e8 arrivata, di sorpresa, due giorni fa \u2013 la cosa pi\u00f9 bella sarebbe che io potessi salire ora su un treno per venirti a trovare a Weimar \u2013 non sarebbe cos\u00ec impensabile, tanto pi\u00f9 che nella DDR<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[4] <\/span>dovrebbe uscire una scelta di mie poesie (il prossimo anno dall\u2019editore Aufbau). Per\u00f2 mi trattiene qui, tra le altre cose, la mia attivit\u00e0 di insegnante e anche la mia salute non \u00e8 delle migliori, dopo alcune esperienze degli ultimi anni. Cos\u00ec mi devo consolare con la speranza che pi\u00f9 avanti<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[5]<\/span> tu possa una volta venire a Parigi o io a Mosca.<br>Quanto alle tue osservazioni sulla mia traduzione di Esenin \u2013 che, tra l\u2019altro, o non \u00e8 stata recensita oppure \u00e8 stata stroncata<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[6] <\/span>\u2013 ti ho gi\u00e0 ringraziato per lettera a suo tempo ma probabilmente quella lettera non ti ha mai raggiunto. Ti ringrazio ancora con affetto, dunque. Purtroppo al momento non ho pi\u00f9 nemmeno una copia dei Tre poeti russi usciti nei tascabili della Fischer-Bibliothek. Nella traduzione, grazie ai tuoi consigli, ho modificato alcune cose<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[7]<\/span>, inoltre alle poesie di Mandel\u2019\u0161tam se ne sono aggiunte tre dal lascito<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[8]<\/span>. \u2013 A questo proposito mi viene in mente che tu, siccome M. a differenza di Marina Cvetaeva e Andrej Belyj non \u00e8 ancora uscito a Mosca, vorresti forse provvisoriamente un\u2019edizione transatlantica<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[9]<\/span> delle poesie, purtroppo gravata da insensate prefazioni, te la spedisco volentieri a Weimar se le desideri. E in generale, ci sono libri che ti potrei mandare?<br>Poco tempo fa \u00e8 uscita da Fischer \u2013 un editore col quale ho fatto le pi\u00f9 diverse cattive esperienze \u2013 un\u2019edizione bilingue delle poesie e degli scritti di Michaux<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[10] <\/span>curata (quindi modificata e rielaborata) da me \u2013 dimmi se devo mandarti il volume a Weimar o a Mosca. La prossima primavera spero di pubblicare un nuovo libro \u2013 il manoscritto \u00e8 terminato da pi\u00f9 di un anno, ora devo solo capire a che editore darlo. Dei \u00abracconti a margine\u00bb di tutto ci\u00f2, che non sono privi di una relazione con cose come la tua visita a Buchenwald, rimango per il momento debitore. C\u2019\u00e8 comunque gi\u00e0 molto su questo foglio. La letteratura tedesca del dopoguerra, in occidente \u00e8, credo, lo sgradevole parco-divertimenti dei pi\u00f9 diversi alibi, sovra-compensazioni e altri metodi di \u00absuperamento del passato\u00bb; meno sarebbe probabilmente meglio.<br>Cose davvero diverse mancano, salvo rare eccezioni.<br>E ora lasciami chiedere come state tu e i tuoi, e lasciami salutare di cuore te e i tuoi anche da parte di Gis\u00e8le e Eric.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tuo vecchio Paul<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho pi\u00f9 notizie di Gustav<span class=\"has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color\">[11] <\/span>da quasi un anno, ma \u00e8 colpa del mio, sa Dio quanto non voluto, tacere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il titolo del nostro libro riprende un verso della poesia <\/em>Schibboleth<em>, scritta da Celan nel 1954 in ricordo dell\u2019insurrezione operaia di Vienna contro il regime fascista di Dollfu\u00df, il 13-14 febbraio 1934. L\u2019insurrezione socialista a Madrid contro il regime di destra, nell\u2019ottobre del 1934, si richiamava ai fatti di Vienna. La citazione di Erich Einhorn negli ultimi versi della poesia si deve al fatto che i due amici avevano seguito insieme gli eventi di Vienna e della Spagna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">A.R.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">SCHIBBOLETH<a href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mitsamt meinen Steinen,<br>den gro\u00dfgeweinten<br>hinter den Gittern,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">schleiften sie mich<br>in die Mitte des Marktes,<br>dorthin,<br>wo die Fahne sich aufrollt, der ich<br>keinerlei Eid schwor.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fl\u00f6te,<br>Doppelfl\u00f6te der Nacht:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">denke der dunklen<br>Zwillingsr\u00f6te<br>in Wien und Madrid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Setz deine Fahne auf Halbmast,<br>Erinnerung.<br>Auf Halbmast<br>f\u00fcr heute und immer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Herz:<br>gib dich auch hier zu erkennen,<br>hier, in der Mitte des Marktes.<br>Ruf\u2019s, das Schibboleth, hinaus<br>in die Fremde der Heimat:<br>Februar. No pasaran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Einhorn:<br>du wei\u00dft um die Steine,<br>du wei\u00dft um die Wasser,<br>komm,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ich f\u00fchr dich hinweg<br>zu den Stimmen<br>von Estremadura.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con le mie pietre,<br>ingrandite nel pianto<br>dietro le grate,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">mi trascinarono<br>al centro del mercato,<br>laggi\u00f9,<br>dove si srotola la bandiera, alla quale<br>non prestai nessun giuramento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Flauto,<br>flauto doppio della notte:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pensa all\u2019oscuro<br>rosso gemello<br>a Vienna e Madrid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Metti la tua bandiera a mezz\u2019asta,<br>un ricordo.<br>A mezz\u2019asta<br>per oggi e per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cuore:<br>fatti riconoscere anche qui,<br>qui, al centro del mercato.<br>Gridalo, quel Schibboleth, gridalo fuori<br>nella patria estraniata:<br>febbraio. No pasaran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Einhorn:<br>tu sai cosa sono le pietre,<br>tu sai cosa sono le acque,<br>vieni,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ti porto via di qui<br>verso le voci<br>di Estremadura.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px;color:#676d82\"><em>In copertina: Sophie Ko, inchiostro su carta, 2020<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> <em>Il Meridiano<\/em>, 1961.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Il Premio letterario della libera citt\u00e0 anseatica di Brema, 1958, e il Premio Georg B\u00fcchner, a Darmstadt, 1960.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Dopo qualche tentativo personale, Einhorn cedette le traduzioni a dei madrelingua russi e si limit\u00f2 a organizzare letture e a far pubblicare le traduzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Una scelta delle poesie di Celan usc\u00ec presso Aufbau solo nel 1980: Paul Celan, <em>Die Silbe Schmerz: ausgew\u00e4hlte Gedichte<\/em> [<em>La sillaba dolore: poesie scelte<\/em>]. Selezione a cura di Klaus Schuhmann, Berlino 1980. Secondo quanto sostiene un ex collaboratore della Aufbau, nel 1966 fu effettivamente programmata l\u2019uscita di un volume di poesie di Celan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Celan e Einhorn non si incontrarono mai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Celan si riferisce qui agli articoli di Karl Dedecius su \u00abDie Zeit\u00bb (19 maggio 1961) e sulla rivista \u00abOsteuropa\u00bb, dove descrive le traduzioni di Celan come \u00abuna variante poetica tedesco-occidentale che disconosce il carattere folclorico e del tutto privo di intellettualismo di Esenin, lo modifica sostanzialmente \u2013 soprattutto da un punto di vista sintattico \u2013, lo allontana dall\u2019originale (in questo caso lo celanizza)\u00bb. (Karl Dedecius, <em>Slawische Lyrik \u2013 \u00fcbersetzt \u2013 \u00fcbertragen \u2013 nachgedichtet<\/em> [Poesia slava tradotta \u2013 trasposta \u2013 riscritta], in \u00abOsteuropa\u00bb, marzo 1961, pp. 165 sg.). Poi seguirono la critica di Karl Korlov <em>Unbegrenzte Schwermut<\/em> [Malinconia senza limiti] in \u00abDeutsche Zeitung\u00bb, 22-23 aprile 1961) e quella di Horst Bienek (<em>Der Dandy aus Rjasan<\/em>, in \u00abFrankfurter Allgemeine Zeitung\u00bb, 20 maggio 1961).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Come risulta da un confronto con il testo pubblicato, Celan tenne effettivamente conto di tutte le osservazioni di Einhorn.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Le nuove poesie di Mandel\u2019\u0161tam nella raccolta sono: <em>Den steigenden Zeiten<\/em> [Ai tempi che sorgono]; <em>Im Herz des Berges<\/em> [Nel cuore del monte]; <em>Wo\u2019s mich nicht gibt<\/em> [Dov\u2019io non ci sono].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Si tratta di un\u2019edizione delle poesie di Osip Mandel\u2019\u0161tam in lingua russa pubblicata negli Stati Uniti da G. Struve e B. Filipov (Washington 1964-New York 1966). Spedito per posta a Mosca, il libro non avrebbe mai superato il controllo della censura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Henri Michaux, <em>Dichtungen \/Schriften I<\/em>, Frankfurt a. M. 1966. Il libro non \u00e8 conservato nella biblioteca di Einhorn.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Gustav Chomed. Compagno di scuola di Paul Antschel, nato nel 1920, uno degli amici di pi\u00f9 vecchia data. Si conoscevano fin da bambini. Visse a Czernowitz fino alla fine degli anni Settanta, poi emigr\u00f2 in Israele. Con lui Celan rimase in corrispondenza fino alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Celan spiega in una lettera all\u2019amico Isac Chiva che la parola <em>Schibboleth<\/em> ha origini ebraiche e che in tedesco significa segno di riconoscimento.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>La letteratura tedesca del dopoguerra, in occidente \u00e8, credo, lo sgradevole parco-divertimenti dei pi\u00f9 diversi alibi, sovra-compensazioni e altri metodi di \u00absuperamento del passato\u00bb; meno sarebbe probabilmente meglio.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":111,"featured_media":13352,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[473],"tags":[463,462,162,259],"coauthors":[2016],"class_list":["post-13345","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-celan","tag-anna-ruchat","tag-paul-celan","tag-poesia","tag-sophie-ko","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Tu sai cosa sono le pietre - Paul Celan<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La letteratura tedesca del dopoguerra, in occidente \u00e8, credo, lo sgradevole parco-divertimenti dei pi\u00f9 diversi alibi, sovra-compensazioni e altri metodi di \u00absuperamento del passato\u00bb; 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