{"id":12592,"date":"2020-11-05T09:02:34","date_gmt":"2020-11-05T08:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/antinomie.it\/?p=12592"},"modified":"2024-06-06T16:29:55","modified_gmt":"2024-06-06T14:29:55","slug":"recital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/05\/recital\/","title":{"rendered":"Recital","gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"text"}]},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Giulio Paolini compie oggi ottant\u2019anni. Per festeggiare questo suo compleanno \u2013 circostanza paradossale, per questo grande avversario metafisico del Tempo \u2013 numerose sono le iniziative editoriali ed espositive, alcune delle quali tuttora in corso. Funestate, queste ultime, dalle ridotte possibilit\u00e0 di visita di questo tempo fuori dal tempo in cui ci troviamo a vivere. (Paradosso anche questo, magari, che segna a dito la mitica <em>reclusiveness<\/em> dell\u2019artista, la sua ritrosia ad apparire e presenziare.) Oltre al doppio appuntamento milanese, <a href=\"https:\/\/www.massimodecarlo.com\/exhibition\/451\/il-mondo-nuovo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Il mondo nuovo<\/em> da Massimo De Carlo<\/a> (conclusa il 3 ottobre) e <a href=\"http:\/\/www.galleriachristianstein.com\/Galleria_Christian_Stein.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Qui dove sono <\/em>alla galleria Christan Stein<\/a> di Corso Monforte (fino al 16 gennaio), senza dubbio importante \u00e8 la mostra dal titolo balzacchiano e proditorio (considerando la fine che fa, nel racconto omonimo, il pittore Frenhofer\u2026) <em>Le Chef-d\u2019oeuvre inconnu<\/em>, allestita in tre sale al secondo piano del Castello di Rivoli per le cure di Marcella Beccaria (sino al 31 gennaio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">In occasione della mostra \u2013 <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/05\/giulio-paolini-le-chef-doeuvre-inconnu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui illustrata dalla curatrice<\/a> \u2013 viene pubblicato, in un volume organicamente collegato al suo catalogo, <em>Recital<\/em>: che contiene una selezione degli \u00abappunti a capo\u00bb che da qualche tempo in qua Paolini affianca ai suoi pi\u00f9 tradizionali testi di poetica (in una loro precedente apparizione, nel bellissimo libro d\u2019artista <em>Orfano e celibe<\/em> pubblicato da Colophon nel 2016, cos\u00ec raccontava lui stesso: \u00abAlla prima stesura di una raccolta di scritti brevi, redatta in un normale svolgimento in prosa, \u00e8 seguita questa seconda versione nella quale numerosi e inaspettati \u201ca capo\u201d frazionavano la regolare successione delle parole sottraendole alla consueta collocazione in righe compiute. | Inoltre, di pari passo, anche l\u2019esposizione conosceva via via una sua graduale contrazione tesa a evitare prolissit\u00e0 e a conseguire una certa sintesi. | Per questo, e non per altro, credo di poter escludere l\u2019intenzione di valenza poetica a quanto ho appunto \u201ctrascritto\u201d in versi\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Per la cortesia dell\u2019autore e della curatrice della mostra, presentiamo oggi <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/05\/giulio-paolini-le-chef-doeuvre-inconnu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un<strong> <\/strong>estratto dal testo di Marcella Beccaria<\/a><strong>,<\/strong> una selezione dei testi di Paolini e <a href=\"https:\/\/antinomie.it\/index.php\/2020\/11\/05\/il-paradosso-dellautore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">parte della mia prefazione<\/a> che li accompagna.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">A. C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">***<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prologo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive non sa disegnare, eppure descrive: ovvero delinea, lontano dalle apparenze, qualcosa che meglio non potrebbe apparire agli occhi dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivere, allora, vuol dire rispondere alla vera, lontana, domanda che scuote il bianco silenzio della pagina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Vita nuova (appunti a capo)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La luce, di notte,<br>\u00e8 un dolce riparo.<br>Le ore tacciono<br>e i sogni dormono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo la bellezza \u00e8 sospesa<br>a mezz\u2019aria, impalpabile, pura.<br>perch\u00e9 allora sprofonda, ferisce, divora?<br>E perch\u00e9, ancora, la regola \u00e8 sempre in attesa<br>e riporta il profilo dov\u2019era?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A corpo morto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se siamo (come siamo) dei corpi,<br>siamo morti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pariscope<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Des fleurs au Flore<br>(o viceversa, fuori orario)<br>gigli rosa, rosa kyr,<br>pochi passi in linea d\u2019aria,<br>pietre, nel mio diario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c7a va sans dire,<br>ormai lo so:<br>tutto \u00e8 pi\u00f9 precario<br>del nulla che ho.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Disjecti membra poetae<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io non so, non posso dire<br>che cosa ho voluto fare.<br>Chi lo sa, non vuol capire<br>che si pu\u00f2 anche tacere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il momento della verit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo tutti autori di tutto.<br>All\u2019istante (tutto si era appena concluso)<br>ecco riprendere voce il silenzio di prima.<br>Nessuno \u00e8 autore di niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo,<br>di fronte al fatto incompiuto\u2026.<br>L\u2019autore? Un attore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sala di lettura<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardo sempre volentieri un libro antico:<br>posso anche non leggerlo<br>(qualcuno lo ha gi\u00e0 letto).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il luogo per\u00f2 deve essere perfetto:<br>la lampada gi\u00e0 accesa, la stanza silenziosa,<br>tutto deve essere al suo posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri, pronti a restare dove sono<br>(qui o chiss\u00e0 dove),<br>tacciono per non dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordano, trattengono lo sguardo,<br>la memoria di qualcuno che \u00e8 ancora l\u00ec,<br>senza mostrarsi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fotoricordo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complimenti e grazie vorrebbero sussurrare i presenti\u2026<br>Ma l\u2019autore non c\u2019\u00e8,<br>non pu\u00f2 e non vuole attribuirsi un nome,<br>apparire come tale.<br>Lui, contro\ufb01gura di una storia senza inizio n\u00e9 \ufb01ne,<br>\u00e8 sospeso a mezz\u2019aria<br>incapace di prendere quota<br>o di toccare terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, tutti in posa<br>per dedicare a Mnemosine che qui ci accoglie<br>i nostri sguardi<br>e i pi\u00f9 devoti pensieri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Viaggio di ritorno<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da dove? Dove potevamo mai essere arrivati?<br>Ritorno senza andata: l\u2019isola \u00e8 Cyth\u00e8re,<br>ma nessuno riuscir\u00e0 mai<br>a superare la soglia dell\u2019imbarco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cyth\u00e8re \u00e8 l\u00e0 all\u2019orizzonte<br>ma \u2013 si sa \u2013 l\u2019orizzonte non si tocca.<br>Tutto sempre s\u2019infrange prima dell\u2019approdo,<br>forse gi\u00e0 prima di mettersi in viaggio.<br>Non resta che prendere distanza,<br>abbassare lo sguardo e socchiudere gli occhi<br>pieni di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, l\u2019isola \u00e8 qui dentro di noi<br>bagnata dal rimpianto di chi,<br>rinunciato all\u2019imbarco,<br>disegna l\u2019itinerario mancato<br>per metterlo in cornice.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">A occhi chiusi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio cos\u00ec,<br>la visione a occhi chiusi<br>\u00e8 pi\u00f9 nitida che mai.<br>Senza muoversi, senza dire,<br>\u00e8 proprio cos\u00ec che<br>riusciamo a vedere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prova generale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 troppo rumore,<br>impossibile ascoltare,<br>l\u00e0 sullo sfondo qualcosa si muove.<br>Ma qui, sul proscenio<br>davanti a noi accade qualcosa.<br>Ecco il finale:<br>buio in sala,<br>in controluce solo e immobile<br>l\u2019attore muore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px;color:#676d82\">Testo tratto da <em>Giulio Paolini, Recital. Scritture in versi 1987-2020<\/em>, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2020 (in corso di pubblicazione)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:14px;color:#676d82\"><em>Immagine di copertina: Giulio Paolini <\/em>\u00abLe Chef-d\u2019oeuvre inconnu\u00bb<em>, veduta della mostra, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 15 ottobre 2020-31 gennaio 2021. Courtesy Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto Agostino Osio<\/em><\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi scrive non sa disegnare, eppure descrive: ovvero delinea, lontano dalle apparenze, qualcosa che meglio non potrebbe apparire agli occhi dell\u2019anima.<\/p>\n","protected":false,"gt_translate_keys":[{"key":"rendered","format":"html"}]},"author":209,"featured_media":12682,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[866],"tags":[82,865],"coauthors":[1919],"class_list":["post-12592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-paolini","tag-andrea-cortellessa","tag-giulio-paolini","style--link-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - 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Dalla sua prima partecipazione a una mostra collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964 ha esposto in gallerie e musei di tutto il mondo. Le principali retrospettive si sono tenute allo Stedelijk Museum, Amsterdam (1980), al Nouveau Mus\u00e9e, Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna, Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (1998) e alla Fondazione Prada, Milano (2003). Tra le antologiche pi\u00f9 recenti si ricordano quelle alla Whitechapel Gallery, Londra (2014), alla Fondazione Carriero, Milano (2018) e al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020). Ha partecipato a svariate rassegne di Arte povera ed \u00e8 stato invitato pi\u00f9 volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Nel 2022 \u00e8 stato insignito del Premio Imperiale per la Pittura, il pi\u00f9 importante riconoscimento in campo artistico. Il suo lavoro \u00e8 presente in rinomate collezioni pubbliche e private sia nazionali sia internazionali. Fin dall\u2019inizio Paolini ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da \u201cIdem\u201d, con un\u2019introduzione di Italo Calvino (Einaudi 1975, Electa 2023), a \u201cQuattro passi. Nel museo senza muse\u201d (Einaudi 2006) e \u201cL\u2019autore che credeva di esistere\u201d (Johan &amp; Levi 2012). 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Dalla sua prima partecipazione a una mostra collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964 ha esposto in gallerie e musei di tutto il mondo. Le principali retrospettive si sono tenute allo Stedelijk Museum, Amsterdam (1980), al Nouveau Mus\u00e9e, Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna, Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (1998) e alla Fondazione Prada, Milano (2003). Tra le antologiche pi\u00f9 recenti si ricordano quelle alla Whitechapel Gallery, Londra (2014), alla Fondazione Carriero, Milano (2018) e al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020). Ha partecipato a svariate rassegne di Arte povera ed \u00e8 stato invitato pi\u00f9 volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Nel 2022 \u00e8 stato insignito del Premio Imperiale per la Pittura, il pi\u00f9 importante riconoscimento in campo artistico. Il suo lavoro \u00e8 presente in rinomate collezioni pubbliche e private sia nazionali sia internazionali. Fin dall\u2019inizio Paolini ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da \u201cIdem\u201d, con un\u2019introduzione di Italo Calvino (Einaudi 1975, Electa 2023), a \u201cQuattro passi. Nel museo senza muse\u201d (Einaudi 2006) e \u201cL\u2019autore che credeva di esistere\u201d (Johan &amp; Levi 2012). 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