Luigi Azzariti-Fumaroli

30/05/2021

Maurice Merleau-Ponty, viaggio alla fine della mente

Louis Althusser racconta nella propria autobiografia di come, dopo una partecipata conferenza di Sartre all’École Normale nella primavera del 1961, lui e Merleau-Ponty si incamminarono, prendendo a commentare la filosofia di Husserl, di Heidegger, dello stesso Merleau. Althusser aveva colto…

Dal nero all’infinito

Il baedeker molto personale che Zbigniew Herbert compilò nel 1962, in una delle pagine del suo “Barbar zyńca w ogrodzie” (“Il barbaro in giardino”), suggerisce che visitando un Paese si debba girovagare seguendo questa regola:…

L’eco della carne

Pur senza mai cedere nella mera delibazione dell’amateur, in "Corpo della lingua", Agamben specilla le «voci significanti» che permeano le pagine del Folengo e di Rabelais con acribia scopertamente divertita. Il che se può a…

Nodi d’architettura

‘The thoughtful making of spaces’, così, nei suoi scritti teorici, Louis Kahn definisce l’architettura. Il suo compito consisterebbe nel ‘formulare degli spazi’ per mezzo d’un pensiero che è in primo luogo attributo del processo intrinseco allo…

Forma, prodigio, favola

Sul carattere ancipite dell’immagine, sotteso al nesso che articola figurabile e infigurabile, insiste Silvana Borutti fin da "Filosofia dei sensi" (Cortina 2006); e sullo stesso torna nel suo più recente lavoro, interrogando il carattere morfogenetico…

Barometro Rothko

L'interesse di Rothko verso l’espressione di emozioni umane fondamentali lo condusse a pensare alla forma come elemento unico in una situazione irripetibile. Il che implicherebbe non già il ricorso al disegno, fosse anche di natura…

Artaud, il fanatico al rogo

In Artaud non v’era artificio, neppure quello d’una inguaribile follia. Come aveva protestato in una lettera a Jacqueline Breton, nell’aprile del 1939, dall’ospedale di Ville-Evrard dopo un anno e mezzo d’internamento, lui era un fanatico,…

Cesare Brandi, o della realtà pura

Il termine «astanza», che Brandi declina fino all’identificazione con ciò ch’egli chiama «realtà pura», nel definire il modo d’essere dell’opera d’arte in contrapposizione alla «flagranza» della realtà esistenziale, pone in evidenza anche lessicalmente l’insoddisfazione per…

Joan Fontcuberta, post-voyeur

Se l’artificio dell'"objet trouvé" escogitato da Man Ray aveva mostrato come fosse possibile adempiere alla grande secolare minaccia di una conquista surrealista della sensibilità moderna, secondo quanto affermato da Susan Sontag, la "foto trovata" –…
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