Valentina Vetturi

(Reggio Calabria, 1979) lavora con performance, suono e testo in una dimensione scultorea espansa. Il risultato spazia da una scena teatrale all'attività quotidiana di scrivere su un treno pendolare, da una composizione sonora a una sinfonia parlata, da una pubblicazione a una scultura ambientale. All'origine delle sue opere, ci sono processi di ricerca estesi, di natura performativa, esperienze immersive in mondi che sono eterogenei come i suoi studi: una laurea in legge, un Master sulle relazioni tra paesaggio arte e architettura e un Master of Science in Digital Currencies (2019). Valentina è interessata a pratiche decentralizzate nel web e nell’arte. Collabora strettamente con i suoi performer (danzatori, giocatori di scacchi, cantanti di coro, direttori di orchestra, ingegneri del suono, hacker) con cui costruisce opere, "improvvisazione guidate", che rispondono allo spazio e al pubblico. Il lavoro suo è stato prodotto ed esposto da istituzioni pubbliche e private in Italia, come Fondazione Zegna, MAXXI, MACRO, Quadriennale 16, e all’estero come Kunsthalle di Göppingen; Noorlandsoperan a Umeå; Strauhof a Zurigo, Tranzit.ro a Bucarest. Valentina è parte di Collection Collective.