Valentina Parisi

è nata nel 1976 a Milano, dove abita. Dopo il dottorato di ricerca in letterature slave, ha vissuto all’estero con varie borse di studio, in Germania e a Budapest. Attualmente assegnista di ricerca in letteratura russa presso l’Università degli Studi di Pavia, ha tradotto dal russo opere di Alexandra Petrova, Lev Šestov, Pavel Florenskij, Léon Bakst, Pavel Sanaev, Vasilij Grossman, Anton Čechov, Vasilij Golovanov e, dal polacco, testi in prosa di Wisława Szymborska, Adam Zagajewski, Hanna Krall, Stanisław Lem. Ha pubblicato un libro sull’editoria clandestina nell’Urss ("Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del samizdat sovietico, 1956-1990", Il Mulino, 2014) e la "Guida alla Mosca ribelle" (Voland, 2017). Dal 2007 collabora regolarmente alle pagine culturali de «il manifesto» e di «AliasD». Ha scritto inoltre su «Diario della settimana», «Galatea», «Pagina 99» e «alfabeta2».

Mappe ridisegnate e uova fatali

11/12/2023
Con la loro "akcija (“azione”) Metrò", gli “Ovuli malefici” sembravano applicare al contesto sovietico quella legge non scritta, ma universalmente valida, secondo cui “è difficile osservare una mappa senza abbandonarsi al piacere di immaginare viaggi,…

Lotman tra le muse

15/06/2022
Indefesso propugnatore di un modello sistemico di cultura in cui tutto circola, interagisce e si modifica, Jurij Michajlovič Lotman, essendo inviso alle autorità sovietiche e pertanto privo di un passaporto per l’estero, non aveva mai…

Le camicie pulite dei Morozov

10/01/2022
"Maman, mais sont-ils tous morts?" risuona alle mie spalle la voce inaspettatamente nitida, anzi stridula, di un bambino beatamente privo di mascherina nella prima sala della mostra "La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne", in…

Asja Lācis, la strada del teatro

03/11/2021
Se non fosse chiaramente irrealistico pensare di racchiudere in un’unica immagine una esistenza così inquieta e densa come quella di Asja Lācis, l’emblema più pertinente che potremmo scegliere per lei sarebbe quello della strada. «Questa…

Occhi segreti

02/06/2021
In quel libro di invidiabile audacia intellettuale che è "Images malgré tout", Georges Didi-Huberman situava l’origine dell’immagine fotografica “all’incrocio tra la scomparsa prossima del testimone e l’irrappresentabilità della testimonianza”, radicandola dunque nell’urgenza di “contraddire ogni…

Coprire Venere

28/04/2021
In un passato non lontano i furori iconoclasti della destra filo-ortodossa russa si abbattevano sull’arte contemporanea; di recente, complice forse la penuria dell’offerta espositiva in tempi di pandemia, si sono dirottati sulla statuaria classica. È…

Franco Vimercati, l’infinito a minuti

17/01/2021
È come se il fotografo tematizzasse gli estremi connaturati al suo medium: da una parte, l’illimitata riproducibilità tecnica di un’immagine impressa su un supporto fotosensibile; dall’altra l’irripetibilità dell’istante catturato, poiché "tout change", come scriveva Monet.…

Lotman va al cinema

01/04/2020
Il 17 aprile 1976 Boris Uspenskij annunciava per lettera al collega Jurij Lotman di aver inaspettatamente ricevuto al suo indirizzo moscovita il volume da loro scritto a quattro mani, Semiotica e cultura, appena uscito da…

Intermezzo berlinese

18/01/2020
Da quale momento in avanti Erika K. ha cominciato a nutrire la convinzione che la sua vita apparentemente invidiabile sarebbe stata molto più felice se i sovietici non le avessero rubato l’Heimat?…
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