Maurizio Fagiolo dell'Arco

(Roma 1939-2002) è stato tra i maggiori storici dell’arte del Novecento italiano. Allievo di Giulio Carlo Argan alla Sapienza, negli anni giovanili ha affiancato allo studio dell’arte barocca e delle avanguardie storiche un’intensa attività di critico militante. Questo versante è ben testimoniato dalle tante presentazioni in cataloghi per musei e gallerie come pure da un’intensissima pubblicistica sulle riviste di punta («Art International», «BolaffiArte», «Bit», «Cartabianca», «Collage», «Data», «La botte e il violino», «Marcatrè», «Metro», «Quaderni De’Foscherari», «Senzamargine»). Ha presentato e curato mostre in molte gallerie: Arco D’Alibert, Il Segno, Obelisco, Editalia a Roma; Sperone, Notizie, Martano a Torino; de’ Foscherari a Bologna; Galleria Blu, Marconi e Schwarz a Milano; Lo Scudo e La Città a Verona. Tra i suoi libri sul Novecento, oltre ai fondamentali «Rapporto 60. Le arti oggi in Italia», Bulzoni 1966 e la cura di Giorgio de Chirico, «Il meccanismo del pensiero», Einaudi 1985, spiccano «Giuseppe Capogrossi» (con G. C. Argan), Roma 1967; «Futur-Balla», Bulzoni 1967-1968; la cura di «Man Ray. L’occhio e il suo doppio», ND 1975; «L’opera completa di de Chirico 1908-1924», Rizzoli 1984; «La scuola romana», Leonardo 1986.

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