Massimiliano Manganelli

è nato a Tripoli, in Libia, nel 1966; vive a Roma, dove lavora come insegnante e traduttore. È dottore di ricerca in Italianistica. Ha pubblicato, tra gli altri, studi su Ungaretti, Sanguineti, Malerba, Volponi, Lucini, Porta, Frasca, la poesia oggettivista, le scritture di ricerca. I suoi saggi sono apparsi in vari volumi e riviste, tra le quali «il verri», «Avanguardia», «Istmi», «L’Ulisse», «Semicerchio», «Resine», «Nioques». Ha collaborato con «alfabeta2» e attualmente scrive recensioni per «doppiozero» e «l’immaginazione». È stato inoltre uno degli otto curatori dell’antologia di poesia “Parola plurale. Sessantaquattro poeti italiani tra due secoli” (Sossella, 2005).

Barocchetto

Ed ecco allora il ritorno di uno strano barocco, se così è lecito definirlo, un barocco in versione toy: tutto un fiorire di forme ridondanti e colorate e soprattutto di figurine umane

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