Maria Teresa Carbone

Maria Teresa Carbone

è giornalista, autrice e traduttrice. Segue da anni l’editoria italiana e internazionale a cui dedica una rubrica sul quotidiano “il manifesto”, dove ha lavorato a lungo come redattrice culturale. Scrive di letteratura, fotografia e cinema per diverse testate, tiene corsi di giornalismo all’università di Roma Tre e per lo UCEAP (University of California Abroad Program), e si occupa di educazione alla lettura. Ha coordinato la redazione della rivista “alfabeta2”, ha diretto la sezione Arti del  settimanale “pagina99”, ha organizzato alcune edizioni del festival “romapoesia” e tuttora cura rassegne sulla poesia italiana contemporanea. I suoi libri più recenti sono “Che ci faccio qui? Scrittrici e scrittori nell’era della postfotografia” (Italo Svevo 2022) e la raccolta di poesia “Calendiario” (Nino Aragno Editore 2020). Ha tradotto, tra le altre, opere di Joseph Conrad, Breyten Breytenbach, Zoë Wicomb, Ngugi wa Thiong’o, Paul Virilio, Virginie Despentes.

L’innocenza impossibile

Il Québec, dicono Sacco e Bertozzi [nel loro saggio “Immaginari incarnati Appropriazioni culturali, cinema, arti dal vivo”, Quodliber 2024], diventa così un “laboratorio di modelli di convivenza possibili”, dove le dinamiche di potere sono visibili…

La parola ai capelli

Lo aveva già detto Balzac: «Se uno storico non considerasse la storia dei capelli lunghi dei re franchi, la tonsura dei monaci, la rasatura del servo, la cipria aristocratica e il taglio à la Titus,…

Artemoto Woolf

Ma davvero Virginia Woolf avrebbe amato Palazzo Altemps? Nadia Fusini ne è così sicura da scriverlo sul primo pannello di "Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life", la mostra che ha curato con Luca Scarlini. Avallo…

Una sinfonia di persone

Già dal titolo la mostra "Allemagne / Années 20 / Nouvelle objectivité /August Sander" si presenta come un oggetto multiplo: una serie di cerchi concentrici, o meglio di insiemi che si intersecano, coincidendo fra loro…

Mosca, agosto

Il 19 agosto 1991 era un lunedì. Ci eravamo trasferiti a Mosca a metà luglio. Abitavamo negli edifici per stranieri all’inizio del Kutuzovskij Prospekt, intitolato al generale che sconfisse Napoleone nella “guerra patriottica” del 1812.…
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