Giorgio Villani

ha studiato fra Bonn, Firenze e Parigi. S’è interessato ai legami fra le arti e alla storia del gusto, argomento al quale ha dedicato un libro, “Il convitato di pietra. Apoteosi e tramonto della linea curva nel Settecento” (Olschki 2016). Suoi interventi sono apparsi su “Paragone”, “alfabeta2”, “doppiozero”, “Rivista di letterature Moderne e Comparate” e “Antologia Vieusseux”. Ha inoltre collaborato alla Storia della letteratura italiana “Liberi di interpretare” (di Luperini, Cataldi, Marchiani e Marchese) e curato la traduzione e la ristampa di testi italiani e francesi dell’Ottocento. Per Olschki ha anche pubblicato “Un atlante della cultura europea. Vittorio Pica, il metodo e le fonti” (2018). Collabora regolarmente da molti anni con “Alias”.

William Morris, o dell’applicarsi

20/02/2023
Le antiche corti italiane avevano un termine per quanti solevano occuparsi di molte, variate cose: dilettante. Ma l’eterogeneità della produzione artistica di Morris non poggiava sugli stessi fondamenti sui quali si basa la leggerezza appassionata…

Vedere senza intenzioni

21/07/2021
Vi son vari generi di libri e, anche fra i saggi, non tutti appartengono alla stessa specie. Questo di Massimo Carboni, "L’ornamentale. Un percorso filosofico", del quale adesso possiamo leggere un’edizione ampliata e riveduta (rispetto…
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