Dalila Colucci

(Campobasso, 1987) è ricercatrice María Zambrano presso l’Università di Siviglia. Dottorata in Discipline Filologiche e Linguistiche Moderne alla Scuola Normale Superiore di Pisa e in Romance Languages and Literatures ad Harvard, dove è stata anche Lauro De Bosis Post-Doctoral Fellow (2019-2020), si occupa di studi moderni e contemporanei, con speciale interesse per i fenomeni di intermedialità. Ha lavorato molto in passato sulle relazioni prosa-poesia nei grandi narratori del Novecento, in particolare Goffredo Parise e Carlo Emilio Gadda. Le sue ricerche attuali vertono sull’intermedialità visuale (dal segno grafico e tipografico alla fotografia, dal cinema alla musica alla performance) nella poesia italiana ed europea dal Futurismo alle Neo-Avanguardie. È autrice di vari saggi critici e, nel 2018, ha co-organizzato il simposio internazionale “Embodied Words. Concrete and Visual Poetry in Italy and Belgium in the 60s and 70s” (Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles).

Poesia visuale: un cronotopo italo-belga, 1960-1979

02/03/2022
Agli innumerevoli movimenti poetico-visuali sparsi nella penisola italiana – che comprendono, oltre alla fiorentina 'poesia visiva', almeno l’enclave genovese della 'scrittura visuale', il polo milanese di quella simbiotica, il gruppo anarchico-nucleare napoletano – corrispondono infatti,…
English
Go toTop